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La nostra presentazione

Siamo Daniela e Mattia,

25 e 28 anni, milanesi Doc, con la testa sulle spalle ed il cuore sempre in giro per il mondo. Nasce esattamente da questo il nostro progetto, non abbiamo deciso di aprire un blog per viaggiare, ma di viaggiare per unire le nostre due passioni: l’esplorazione e la scrittura.

Io sono Daniela, ho 25 anni, viaggio da sempre, ma in maniera molto diversa rispetto ad ora. Negli anni dell’infanzia il viaggio era più uno strumento di relax per i miei genitori, con i quali ho avuto la fortuna di approdare in terre lontane, isole sperdute e spiagge lunghissime. Oggi ho cambiato radicalmente il mio stile di viaggio, adoro spremere fino al succo le destinazioni che visito, fotografare istanti ogni volta diversi ed arricchirmi ad ogni passo. Sono una persona impulsiva e sanguigna, ragionare a mente fredda senza farmi sopraffare dalle emozioni non é esattamente il mio cavallo di battaglia, sono sempre pronta ad imbarcarmi in una nuova avventura, senza pensarci troppo. Non sempre questa mia particolarità é un bene, talvolta mi spinge a prendere decisioni sbagliate, perché poco ponderate; altre, invece, mi aiuta ad uscire dalla noia e dalla routine, dandomi la possibilità di vivere in maniera istintiva, passionale e tutta mia, dandomi una forte scossa. Sono amante dell’esplorazione, credo che questa mia passione derivi quasi per certo da un’altra delle mie più grandi inclinazioni, l’amore quasi sconsiderato per il mondo antico. Dopo le medie ho deciso di iscrivermi al liceo classico, unicamente perché odiavo la matematica, ad oggi, posso dire che quella é stata una delle scelte di cui vado più fiera. Ho imparato sui libri di scuola a viaggiare: viaggiare nel tempo e nelle epoche, appassionarmi alle storie degli eroi, seguirli nelle loro spedizioni, sognare insieme a loro. Quando, invece, ho bisogno di regolare i miei sentimenti, ragionare in maniera matematica, ponderata e razionale, intraprendo sostanzialmente due strade:

  1. Aprire un libro di grammatica greca: questo mi riconduce all’essenzialità dei concetti, o bianco o nero, non esiste la sfumatura, giusto o sbagliato.
  2. Andare da Mattia e farmi sgridare per le ultime decisioni prese, in effetti, coi piedi 😅

Ed ecco che entra in gioco lui. Mattia, classe ’91, leone ascendente leone, una personcina mica da ridere.

Razionale, l’eterno pensatore, pondera circa un’ora su come mettere giù il primo piede dal letto la mattina, perché sapete, non si sa mai. Una volta gli dissi ” se dovessi immaginarti in maniera stereotipata, ti penserei come un antico filosofo sempre con accanto il suo libro”. Ed é così davvero. La lettura é ciò che più lo appassiona, o meglio, la conoscenza, non importa di che argomento si tratti, lui deve esserne al corrente. Non credo esista nulla al mondo a cui lui non sia interessato, ogni cosa crea in lui sgomento ed ammirazione, per questo motivo, se mai doveste incontrarci in uno dei nostri viaggi, ci vedreste bisticciare perché io sto cercando di andare avanti mentre lui scatta foto ad ogni singolo particolare. Mattia ha la capacità di vedere il bello in ogni cosa, perciò si occupa di articoli diversi, rispetto a quelli più descrittivi del nostro blog, dei quali mi occupo io. Un’altra delle sue peculiarità é la naturale capacità di capire la mente delle persone in quattro e quattr’otto, ma non solo, a quanto pare entra in sintonia con gli animali ed i bambini piccoli, che generalmente stanno scappando da me.

Tutta questa diversità, tutto ciò che ci differenzia, é largamente compensato dalle cose che abbiamo in comune: il forte sentimento che ci lega, caratterizzato da stima e gioco di squadra, i viaggi e gli oggetti. Avete capito bene, ogni posto che visitiamo é per noi una miniera d’oro, non solo di esperienze, cibi, culture, racconti, ma anche di oggetti, siamo tornati dal nostro viaggio nella West Coast americana con una valigia piena di souvenir, tra cui tazze, frecce Navajo, biscottiere a testa d’alieno acquistate nei pressi dell’aria 51 e boccette di oro dello Utah. Il fatto é che ci piace il rimando visivo, il ricordo di un viaggio, a volte, é più bello ed emozionante del viaggio stesso. ( Spoiler: forse stiamo mettendo le mani avanti per giustificare una “leggera” mania da accumulatori ).

Speriamo tanto che questa presentazione, a questo punto doverosa, possa farvi conoscere meglio le nostre inclinazioni, le nostre passioni e, magari, strapparvi anche qualche risata ☺️

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Perché visitare la Liguria?

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Veduta dalla Costa di Bonassola, Liguria

Sembra scontato dovervi raccontare quali siano i motivi per visitare la Liguria, eppure, non è esattamente così. Spesso abbiamo sentito parlare delle regioni italiane in termini che non rendevano loro giustizia, ma in veste di “accompagnatori” dei vostri viaggi, se ne avrete voglia, ci piacerebbe darvi informazioni vere, reali, basate sulle nostre esperienze e non solo sul sentito dire.

Come ormai sapete, siamo soliti dare informazioni chiare, senza lasciar spazio all’interpretazione, quindi inizieremo, schematicamente parlando, a darvi qualche conoscenza utile per farvi venire una gran voglia di visitare questa bellissima regione.

Iniziamo!

  1. Vicinanza: chiaramente questo primo punto si riferisce più che altro a chi abita al nord, tra Lombardia, Piemonte e via dicendo. Fatto sta che la Liguria è incredibilmente vicina, in due ore, massimo tre se scendete più verso la Toscana, sarete arrivati a destinazione. Non avrete bisogno di voli aerei, battelli o altro, la vostra macchina, o il treno se non ne avete una, basterà.
  2. Buon cibo: beh, onestamente questo vale un po’ per ogni regione italiana, ma la Liguria è davvero uno dei fiori all’occhiello della cucina nazionale. Pesto, salsa di noci e la famosissima focaccia al formaggio di Recco, per non parlare dell’olio extravergine di oliva, uno dei migliori al mondo è proprio quello ligure. Questo è senza dubbio un altro dei motivi per i quali non potete fare a meno di visitare la Liguria.
  3. Mari e monti: questa espressione racchiude tutto ciò che c’è da dire sui paesaggi liguri. Spesso si tende a pensare alla Liguria come ad una regione che si affaccia semplicemente sul mare, mentre i paesaggi rurali e montuosi non mancano, anzi, se avete voglia di essere trasportati in un mondo un po’ eremitico, questa regione è perfetta per voi. Un assaggio l’avrete sicuramente guidando per arrivare a destinazione, le strade di questa regione, soprattutto quelle secondarie, sono totalmente immerse nel verde. Qui, però, ci teniamo a fare una precisazione doverosa: prestate attenzione e guidate con prudenza, i sentieri sono percorribili, ma talvolta risultano essere molto stretti e tortuosi, vi basterà limitare la velocità dare un occhio alla segnaletica.
  4. Cultura ligure: si parla davvero molto poco di quanto la cultura di questa regione sia affascinante, di grande interesse ed impatto, basti pensare al passato di Genova come Repubblica Marinara, al genovese Cristoforo Colombo ed alle storie di pirati legate a questa regione.
  5. Acquario di Genova: vi sembrerà banale, e forse un po’ turistico, ma questo acquario è assolutamente da visitare. Pensate che è stato inaugurato nel 1992 per il cinquecentesimo anniversario della Scoperta dell’America e l’architetto è il famosissimo Renzo Piano. Inoltre, vi troverete nel terzo acquario più grande d’Europa e nel nono più grande al mondo. Insomma, perdervelo sarebbe davvero un peccato mortale.
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Terraqueo: Progetto Milano

Si vegni senza paura, num ve songaremm la man
tucc el mond a l’è paes e semm d’accord
ma Milan, l’è on gran Milan!

Canzone composta da Giovanni D’Anzi nel 1934, in onore della Madonnina, la statua d’oro posta in cima al Duomo di Milano

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Piazza del Duomo, Milano

Come sapete, Milano è la nostra città… la città dove siamo nati, dove viviamo e dove lavoriamo e passiamo la maggior parte dell’anno. Riguardo a Milano si sente molto, si dice che il Milanese DOC sia freddo, strenuo lavoratore, malato d’impegni. Non vogliamo mentirvi, a Milano non ci si ferma un attimo, questa è una città dove il tempo corre veloce, i palazzi nascono e muoiono, le zone cambiano e si evolvono. Con loro anche i cittadini milanesi, che talvolta faticano a stare dietro a tutto ciò che questa città regala. Quando si nasce a Milano si imparano due cose: “Milan l’è on gran Milan” e “La metropolitana esiste solo a Milano”. Sono luoghi comuni, ma essendo tali, sono anche tanto presenti nel nostro, e probabilmente nel vostro, immaginario. Appena si esce dalla città ci si rende conto che esiste un mondo a parte, fatto di calma, di bei posti, di buon cibo ed anche di metropolitane!

Abbiamo deciso, a questo proposito, di realizzare un progetto che permettesse a tutti voi, nostri lettori, di conoscere ed apprezzare quella che per noi è casa. Non vogliamo lasciar nulla al caso, desideriamo parlarvi di tutti quei luoghi storici, della nostra cattedrale tanto bella e monumentale, della casa di Alessandro Manzoni, della meravigliosa Pinacoteca di Brera; ma anche della cosiddetta “Milano da bere”, quella Milano “fashionista”, tanto vanitosa quanto interessante. Abbiamo voglia di raccontarvi dove il Milanese va a prendere l’aperitivo, dove va a cena, ma anche dove compra da mangiare a Natale, perché non tutti sanno cucinare!

Desideriamo farvi conoscere gli eventi simbolo della nostra città, la Fashion Week ed il Salone del Mobile, così come la Fiera dell’Artigianato ed i mercatini della domenica. Inoltre, vorremmo avere il piacere di farvi entrare in quei luoghi quasi sconosciuti, le collezioni private, delle wunderkammer di estrema bellezza dove rimanere stupiti ad ogni angolo.

Da oggi in poi inizierà il nostro Progetto Milano, potete seguirci anche su Instagram tramite l’hashtag #progettomilanoterracqueo e rimanere aggiornati anche tramite le più belle ed interessanti foto della città 🙂

Buon viaggio e buon divertimento!

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A Cavallo con i Navajo

Salute a voi, amici viaggiatori. Ci piacerebbe condividere con voi un’esperienza, forse una delle più belle, vissute durante il nostro viaggio nella Costa Occidentale: si tratta della corsa a cavallo nelle terre Navajo, in particolare, all’interno del parco della Monument Valley. Vi consigliamo spassionatamente di arrivare in zona la mattina presto, è il momento più giusto per la vostra visita, non avvertirete temperature insopportabili e potrete godervi il momento in cui i colori, tra le rocce, giocano a nascondino con le ombre da queste proiettate, in un caleidoscopico dipinto che sperimenta tutte le possibili combinazioni, ma solo di due tinte nell’arsenale infinito  della tavolozza della natura. Il tutto contornato da un cielo in contrasto, poiché acerbo, ancora innamorato del blu della notte e con il sole anelante di figgersi al picco del cielo. Inoltre, sarete quasi da soli, potendo assaporare più profondamente coi sensi accesi per i misteri vibranti del petroso deserto, insieme al vostro accompagnatore che si occuperà di farvi da guida e raccontarvi cosa rappresenta la Monument Valley per i nativi. Non serve essere esperti fantini per vivere la Monument Valley a cavallo, gli animali sono docili ed abituati a stare tra le persone ed i loro allevatori sono ampiamente capaci e competenti, assolutamente in grado di assistervi per ogni evenienza. E’ vero, è possibile visitare il parco in macchina o a piedi, ma viverlo a cavallo è stata una delle scelte più azzeccate che avessimo potuto fare.

Vi lasciamo qui di seguito alcuni articoli sull’argomento:

 

15 giorno > Salita sul Vulcano Grabrok e visita alla sorgente geotermale di Deildartunguhver

Buongiorno lettori, come vi abbiamo segnalato nell’ultimo articolo dedicato all’Islanda, Hvammstangi è un minuscolo paesino che non ha, sostanzialmente, nulla da offrire se non l’eventuale avvistamento dei leoni marini. Purtroppo noi non abbiamo avuto la fortuna di vederli, nonostante ciò, questa è una delle tappe dove è più probabile avvistarli, anche se non vale assolutamente la pena pernottare nei dintorni. Ora, però, è tempo di rimettersi in marcia verso la nostra penultima tappa, Reykholt.

Oggi intendiamo visitare due posti un po’ fuori dai soliti circuiti turistici, il cratere del Vulcano Grabrok e le sorgenti geotermali, dal nome assolutamente I M P R O N U N C I A B I L E, Deildartunguhver. Il vulcano si trova sulla strada, non dobbiamo compiere quindi alcuna deviazione, troverete qualche cartello a segnalarlo ed un comodo parcheggio dove lasciare la vostra auto. Grabrok è un vulcano ormai spento, al cratere del quale si arriva tramite un sentiero in legno molto comodo che permette la salita in maniera sicura ed abbastanza semplice. Non vi ruberà molto tempo, ma vi consigliamo di fermarvi ed arrivare fin sù, dove potrete camminare tutt’intorno al cratere e godere di un panorama davvero mozzafiato sulla vallata circostante. Piccolo consiglio: qui il vento tira fortissimo, tenetevi agli appositi sostegni e non distraetevi nemmeno per un secondo!

Conclusa la nostra scalata sul vulcano, ci aspettano le sorgenti geotermali di Deildartunguhver, un luogo che sembra davvero surreale, dagli odori sulfurei fortissimi e dai colori brillanti e particolari. Deildartunguhver è la sorgente geotermale più ampia d’Europa e rifornisce d’acqua calda una grandissima fetta di popolazione dell’Islanda Occidentale. Qui l’acqua arriva alla temperatura di quasi 100 gradi, prestate quindi attenzione e, se proprio proprio volete toccarla, fatelo per pochi secondi per evitare di bruciarvi! Ci hanno colpito molto i colori di questa sorgente, tra il verde ed il giallo, alghe che sembrano davvero radioattive (perdonate questa nostra interpretazione da film di fantascienza). In ogni caso, anche qui lo spettacolo ha dell’incredibile, sembra quasi di sentire l’acqua che ribolle sotto terra, dando vita a vapori umidi e del tutto imprevedibili.

Deildartunguhver

Il nostro Machu Picchu

Machu Picchu

Siamo dell’idea che ognuno, a suo modo, si goda le esperienze di viaggio come meglio crede, questo è il motivo per il quale questo articolo non vuol essere una guida al Machu Picchu, ma un insieme di informazioni per far sì che siate consci di ciò che state andando a visitare. Il Machu Picchu non è un luogo comune, nè facile da raggiungere sotto il punto di vista del tempo che ci si impiega e del denaro che si spende per visitarlo, nonostante ciò, non possiamo far altro che dirvi che ne vale davvero la pena. Le sensazioni che proverete quassù sono davvero uniche, sarebbe estremamente bello poter vivere l’esperienza in periodi dell’anno o momenti della giornata in cui l’affollamento turistico è minore rispetto al solito. Purtroppo, però, nonostante le nuove regole e la quantità di persone che possono accedere al giorno al sito, sarà molto difficile trovarlo vuoto. Questo scenario è uno dei più visitati del Perù, possiamo però consigliarvi di prendere il biglietto d’entrata per la mattina presto, in modo tale da arrivare in loco ad un orario consono ad una visita tranquilla e priva di un’estrema quantità di turisti. Se sceglierete di arrivare la mattina presto, considerate l’opzione di dormire ad Aguas Calientes la notte prima, in modo da poter arrivare abbastanza velocemente. Per quanto riguarda il periodo dell’anno, il Machu Picchu può essere visitato per tutta la durata del calendario, tenete presente che il mese più affollato è quello di agosto, essendo alta stagione. L’entrata al sito è abbastanza veloce, vi basterà mostrare il vostro biglietto ed entrerete quasi subito.

Machu Picchu

Il nome “Machu Picchu” deriva dalla lingua quechua e significa “vecchia montagna”, vi trovate a poco più di 2400 metri di altezza e la vista da quassù è davvero imperdibile, considerate inoltre che state visitando il terzo sito archeologico al mondo per grandezza. La Vecchia Montagna è considerata la città perduta più importante del Perù, per questo motivo fa parte del Partimonio dell’UNESCO e dal 2007 è annoverata tra le Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Insomma, ricordate che state camminando in un luogo sacro agli Inca, essi si stanziarono qui grazie al primo imperatore Inca, chiamato Pachacutec. Il periodo Inca fu un’epoca piena di innovazioni, di leggende e di misteri, un’epoca importante da ricordare ed estremamente affascinante. Il tutto, però, ebbe fine con l’arrivo dei coloni spagnoli che, circa un centinaio di anni dopo, con la conquista di varie parti del Sud America, contribuirono alla scomparsa di questa civiltà.

Machu Picchu

Alla fine del 1500, purtroppo, degli Inca rimase poco o nulla, la popolazione ed i loro discendenti avevano lasciato il Machu Picchu, nonostante ciò, essendo il luogo geograficamente remoto ed ostile, i coloni non innalzarono chiese, templi e via dicendo, nè si stanziarono in zona, in quanto inutile per le rotte economiche dell’epoca. Accadde quindi che la città degli Inca perse man mano d’importanza, cadde praticamente nel dimenticatoio dal 1600 in poi, addirittura c’era chi pensava che la sua esistenza fosse solo una leggenda.Ecco che, tra la metà dell’ottocento e l’inizio del novecento, alcuni esploratori tra cui un italiano di nome Antonio Raimondi, si recarono nella Valle dell’Urubamba per vari scopi e, pian piano, riportarono alla luce le rovine del Machu Picchu. Fu infatti nel 1912 che lo storico statunitense Hiram Bingham, accompagnato da una squadra, diresse gli scavi archeologici all’interno del sito. Da questo momento, il Machu Picchu divenne uno dei luoghi più agognati da visitare, sia per gli europei, che per il resto del mondo.

Camogli: una giornata tra focacce, mare e tanta bellezza

Camogli

Buongiorno lettori, oggi abbiamo una gran voglia di parlarvi della nostra giornata a Camogli, uno dei borghi marinari più belli di tutta la Liguria. Ci troviamo sullo splendido Golfo del Tigullio, insieme a Chiavari, Lavagna, Portofino, Rapallo, Santa Margherita, Sestri Levante e Zoagli. Non a caso, abbiamo deciso di visitare Camogli. Certo, Portofino è uno dei luoghi più eleganti ed alla moda, Sestri Levante uno dei più selvaggi, ma Camogli ha qualcosa di diverso. Non si tratta semplicemente di un borgo da fotografare o dove si mangia di gusto, Camogli ha a che fare con leggende di pirati, tradizioni dal sapore antico e misterioso, colori vibranti e scorci mozzafiato. Un altro motivo che ci ha spinto verso Camogli è stato il poco tempo, siamo stati in Liguria per soli due giorni e questo paesino è davvero molto piccolo, non è stato quindi difficile visitare tutto ciò che volevamo in un giorno, approfittando del bel tempo e di un clima molto favorevole.

La nostra giornata inizia abbastanza presto nell’ottica di trovare un parcheggio non eccessivamente costoso e non troppo lontano dal mare. Fortunatamente, la nostra visita si è svolta tra settembre ed ottobre, in un momento non particolarmente turistico, quindi abbiamo trovato parcheggio nei pressi del Teatro Sociale di Camogli, dov’è possibile posteggiare gratuitamente sulle linee bianche. Smontiamo in pochi minuti dalla nostra macchina e ci avviamo verso il lungo mare scendendo qualche scalino, che qui in Liguria è d’obbligo. Giunti ormai davanti al mare, lo scenario diventa esattamente quello che avevamo in mente: case colorate, mare da cartolina ed un sole meraviglioso a farci compagnia.

Camogli

Il modo migliore per visitare Camogli, a nostro avviso, è passeggiare senza una meta e fermarsi dove si preferisce. Con questa premessa, vi diamo qualche spunto per la vostra visita. Sul lungomare, esattamente in Via Garibaldi al civico 110, troverete uno dei migliori panifici di tutto il paese, che porta il nome di “Cose Buone”. Noi abbiamo pranzato qui, con pizza, focaccia, torta di riso e camogliesi, tipici dolcetti liguri nati nel 1970 proprio qui a Camogli. Proprio affianco a “Cose Buone” troverete un’altra chicca tutta da scoprire, la ” Libreria Ultima Spiaggia”, un angolo di meraviglia. Qui troverete davvero di tutto: libri di viaggio, libri per bambini, poster, cancelleria, puzzle e chi più ne ha più ne metta. Proseguendo, troverete botteghe, negozietti colorati, ma anche una rotonda sopra i Bagni Lido (Via Giuseppe Garibaldi, 133), dove scattare qualche foto panoramica e godersi la vista.

Camogli, però, non è solo bei panorami e viste da cartolina, qui troverete anche tante tradizioni, tanta storia ed anche molte feste dedicate al territorio, alla sua comunità ed a coloro che l’hanno resa tale. Il nome Camogli, per esempio, ha un’origine incerta, noi però abbiamo deciso di raccontarvi la più romantica, quella secondo la quale il nome derivasse da “Casa delle Mogli”. Essendo questo borgo teatro di navi e pirati, si dice che le mogli dei marinai stessero alle finestre delle loro case ad aspettare che i mariti tornassero a bordo delle bellissime navi dalle vele bianche sulle quali erano salpati. Come ogni località marittima che si rispetti, non può mancare la cultura della pesca, alla quale si rende omaggio ogni seconda domenica di maggio dal 1952 grazie alla “Sagra del Pesce”. Si tratta di una grande festa che porta in piazza gli abitanti di Camogli, ma anche tantissimi visitatori, con l’obiettivo di assaggiare il pesce cotto e fritto in un grandissimo padellone dal diametro di quasi quattro metri! Le feste, però, non sono finite qui. La prima domenica di agosto, in onore della Madonna dei Marinai, si tiene la Stella Maris, una bellissima ed emozionante serata in cui chiunque può posare in mare un lumino ed esprimere i propri desideri. Immaginate il cielo stellato ed il mare colorato di piccole fiammelle, uno spettacolo senza eguali.

Come dimenticarsi del Castello della Dragonara, costruito su una rocca a dominare il golfo. Ci si arriva dagli scalini della Basilica di Santa Maria Assunta o da un carruggio posto a pochi metri dalla scalinata, non perdetevi per nulla al mondo la vista anche da questa parte, è senza dubbio una delle migliori di tutta Camogli ed ha la peculiarità di essere più raccolta, intima e romantica, soprattutto al tramonto. Da qui, raggiungete il molo attraversando un tipico carruggio, sotto al quale troverete tanti bar e piccoli ristoranti, arrivando alla fine del quale vedrete sulla vostra sinistra una piccola, ma deliziosa bottega dove si tengono mostre d’arte, ed alla vostra destra il molo vero e proprio dove passeggiare amabilmente e rilassarvi sulle panchine o sugli scogli. Insomma, l’avrete capito, Camogli ci ha rapito il cuore, è il posto dove tutti i sensi convogliano in emozioni meravigliose. Vi auguriamo di poterci approdare presto, come i marinai dalle loro mogli.

Camogli

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