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La nostra presentazione

Huacachina, Perù

Siamo Daniela e Mattia,

25 e 28 anni, milanesi Doc, con la testa sulle spalle ed il cuore sempre in giro per il mondo. Nasce esattamente da questo il nostro progetto, non abbiamo deciso di aprire un blog per viaggiare, ma di viaggiare per unire le nostre due passioni: l’esplorazione e la scrittura.

Io sono Daniela, ho 25 anni, viaggio da sempre, ma in maniera molto diversa rispetto ad ora. Negli anni dell’infanzia il viaggio era più uno strumento di relax per i miei genitori, con i quali ho avuto la fortuna di approdare in terre lontane, isole sperdute e spiagge lunghissime. Oggi ho cambiato radicalmente il mio stile di viaggio, adoro spremere fino al succo le destinazioni che visito, fotografare istanti ogni volta diversi ed arricchirmi ad ogni passo. Sono una persona impulsiva e sanguigna, ragionare a mente fredda senza farmi sopraffare dalle emozioni non é esattamente il mio cavallo di battaglia, sono sempre pronta ad imbarcarmi in una nuova avventura, senza pensarci troppo. Non sempre questa mia particolarità é un bene, talvolta mi spinge a prendere decisioni sbagliate, perché poco ponderate; altre, invece, mi aiuta ad uscire dalla noia e dalla routine, dandomi la possibilità di vivere in maniera istintiva, passionale e tutta mia, dandomi una forte scossa. Sono amante dell’esplorazione, credo che questa mia passione derivi quasi per certo da un’altra delle mie più grandi inclinazioni, l’amore quasi sconsiderato per il mondo antico. Dopo le medie ho deciso di iscrivermi al liceo classico, unicamente perché odiavo la matematica, ad oggi, posso dire che quella é stata una delle scelte di cui vado più fiera. Ho imparato sui libri di scuola a viaggiare: viaggiare nel tempo e nelle epoche, appassionarmi alle storie degli eroi, seguirli nelle loro spedizioni, sognare insieme a loro. Quando, invece, ho bisogno di regolare i miei sentimenti, ragionare in maniera matematica, ponderata e razionale, intraprendo sostanzialmente due strade:

  1. Aprire un libro di grammatica greca: questo mi riconduce all’essenzialità dei concetti, o bianco o nero, non esiste la sfumatura, giusto o sbagliato.
  2. Andare da Mattia e farmi sgridare per le ultime decisioni prese, in effetti, coi piedi 😅

Ed ecco che entra in gioco lui. Mattia, classe ’91, leone ascendente leone, una personcina mica da ridere.

Razionale, l’eterno pensatore, pondera circa un’ora su come mettere giù il primo piede dal letto la mattina, perché sapete, non si sa mai. Una volta gli dissi ” se dovessi immaginarti in maniera stereotipata, ti penserei come un antico filosofo sempre con accanto il suo libro”. Ed é così davvero. La lettura é ciò che più lo appassiona, o meglio, la conoscenza, non importa di che argomento si tratti, lui deve esserne al corrente. Non credo esista nulla al mondo a cui lui non sia interessato, ogni cosa crea in lui sgomento ed ammirazione, per questo motivo, se mai doveste incontrarci in uno dei nostri viaggi, ci vedreste bisticciare perché io sto cercando di andare avanti mentre lui scatta foto ad ogni singolo particolare. Mattia ha la capacità di vedere il bello in ogni cosa, perciò si occupa di articoli diversi, rispetto a quelli più descrittivi del nostro blog, dei quali mi occupo io. Un’altra delle sue peculiarità é la naturale capacità di capire la mente delle persone in quattro e quattr’otto, ma non solo, a quanto pare entra in sintonia con gli animali ed i bambini piccoli, che generalmente stanno scappando da me.

Tutta questa diversità, tutto ciò che ci differenzia, é largamente compensato dalle cose che abbiamo in comune: il forte sentimento che ci lega, caratterizzato da stima e gioco di squadra, i viaggi e gli oggetti. Avete capito bene, ogni posto che visitiamo é per noi una miniera d’oro, non solo di esperienze, cibi, culture, racconti, ma anche di oggetti, siamo tornati dal nostro viaggio nella West Coast americana con una valigia piena di souvenir, tra cui tazze, frecce Navajo, biscottiere a testa d’alieno acquistate nei pressi dell’aria 51 e boccette di oro dello Utah. Il fatto é che ci piace il rimando visivo, il ricordo di un viaggio, a volte, é più bello ed emozionante del viaggio stesso. ( Spoiler: forse stiamo mettendo le mani avanti per giustificare una “leggera” mania da accumulatori ).

Speriamo tanto che questa presentazione, a questo punto doverosa, possa farvi conoscere meglio le nostre inclinazioni, le nostre passioni e, magari, strapparvi anche qualche risata ☺️

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Perché visitare la Liguria?

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Veduta dalla Costa di Bonassola, Liguria

Sembra scontato dovervi raccontare quali siano i motivi per visitare la Liguria, eppure, non è esattamente così. Spesso abbiamo sentito parlare delle regioni italiane in termini che non rendevano loro giustizia, ma in veste di “accompagnatori” dei vostri viaggi, se ne avrete voglia, ci piacerebbe darvi informazioni vere, reali, basate sulle nostre esperienze e non solo sul sentito dire.

Come ormai sapete, siamo soliti dare informazioni chiare, senza lasciar spazio all’interpretazione, quindi inizieremo, schematicamente parlando, a darvi qualche conoscenza utile per farvi venire una gran voglia di visitare questa bellissima regione.

Iniziamo!

  1. Vicinanza: chiaramente questo primo punto si riferisce più che altro a chi abita al nord, tra Lombardia, Piemonte e via dicendo. Fatto sta che la Liguria è incredibilmente vicina, in due ore, massimo tre se scendete più verso la Toscana, sarete arrivati a destinazione. Non avrete bisogno di voli aerei, battelli o altro, la vostra macchina, o il treno se non ne avete una, basterà.
  2. Buon cibo: beh, onestamente questo vale un po’ per ogni regione italiana, ma la Liguria è davvero uno dei fiori all’occhiello della cucina nazionale. Pesto, salsa di noci e la famosissima focaccia al formaggio di Recco, per non parlare dell’olio extravergine di oliva, uno dei migliori al mondo è proprio quello ligure. Questo è senza dubbio un altro dei motivi per i quali non potete fare a meno di visitare la Liguria.
  3. Mari e monti: questa espressione racchiude tutto ciò che c’è da dire sui paesaggi liguri. Spesso si tende a pensare alla Liguria come ad una regione che si affaccia semplicemente sul mare, mentre i paesaggi rurali e montuosi non mancano, anzi, se avete voglia di essere trasportati in un mondo un po’ eremitico, questa regione è perfetta per voi. Un assaggio l’avrete sicuramente guidando per arrivare a destinazione, le strade di questa regione, soprattutto quelle secondarie, sono totalmente immerse nel verde. Qui, però, ci teniamo a fare una precisazione doverosa: prestate attenzione e guidate con prudenza, i sentieri sono percorribili, ma talvolta risultano essere molto stretti e tortuosi, vi basterà limitare la velocità dare un occhio alla segnaletica.
  4. Cultura ligure: si parla davvero molto poco di quanto la cultura di questa regione sia affascinante, di grande interesse ed impatto, basti pensare al passato di Genova come Repubblica Marinara, al genovese Cristoforo Colombo ed alle storie di pirati legate a questa regione.
  5. Acquario di Genova: vi sembrerà banale, e forse un po’ turistico, ma questo acquario è assolutamente da visitare. Pensate che è stato inaugurato nel 1992 per il cinquecentesimo anniversario della Scoperta dell’America e l’architetto è il famosissimo Renzo Piano. Inoltre, vi troverete nel terzo acquario più grande d’Europa e nel nono più grande al mondo. Insomma, perdervelo sarebbe davvero un peccato mortale.
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Terraqueo: Progetto Milano

Si vegni senza paura, num ve songaremm la man
tucc el mond a l’è paes e semm d’accord
ma Milan, l’è on gran Milan!

Canzone composta da Giovanni D’Anzi nel 1934, in onore della Madonnina, la statua d’oro posta in cima al Duomo di Milano

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Piazza del Duomo, Milano

Come sapete, Milano è la nostra città… la città dove siamo nati, dove viviamo e dove lavoriamo e passiamo la maggior parte dell’anno. Riguardo a Milano si sente molto, si dice che il Milanese DOC sia freddo, strenuo lavoratore, malato d’impegni. Non vogliamo mentirvi, a Milano non ci si ferma un attimo, questa è una città dove il tempo corre veloce, i palazzi nascono e muoiono, le zone cambiano e si evolvono. Con loro anche i cittadini milanesi, che talvolta faticano a stare dietro a tutto ciò che questa città regala. Quando si nasce a Milano si imparano due cose: “Milan l’è on gran Milan” e “La metropolitana esiste solo a Milano”. Sono luoghi comuni, ma essendo tali, sono anche tanto presenti nel nostro, e probabilmente nel vostro, immaginario. Appena si esce dalla città ci si rende conto che esiste un mondo a parte, fatto di calma, di bei posti, di buon cibo ed anche di metropolitane!

Abbiamo deciso, a questo proposito, di realizzare un progetto che permettesse a tutti voi, nostri lettori, di conoscere ed apprezzare quella che per noi è casa. Non vogliamo lasciar nulla al caso, desideriamo parlarvi di tutti quei luoghi storici, della nostra cattedrale tanto bella e monumentale, della casa di Alessandro Manzoni, della meravigliosa Pinacoteca di Brera; ma anche della cosiddetta “Milano da bere”, quella Milano “fashionista”, tanto vanitosa quanto interessante. Abbiamo voglia di raccontarvi dove il Milanese va a prendere l’aperitivo, dove va a cena, ma anche dove compra da mangiare a Natale, perché non tutti sanno cucinare!

Desideriamo farvi conoscere gli eventi simbolo della nostra città, la Fashion Week ed il Salone del Mobile, così come la Fiera dell’Artigianato ed i mercatini della domenica. Inoltre, vorremmo avere il piacere di farvi entrare in quei luoghi quasi sconosciuti, le collezioni private, delle wunderkammer di estrema bellezza dove rimanere stupiti ad ogni angolo.

Da oggi in poi inizierà il nostro Progetto Milano, potete seguirci anche su Instagram tramite l’hashtag #progettomilanoterracqueo e rimanere aggiornati anche tramite le più belle ed interessanti foto della città 🙂

Buon viaggio e buon divertimento!

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Il “nostro” Machu Picchu

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Machu Picchu

Siamo dell’idea che ognuno, a suo modo, si goda le esperienze di viaggio come meglio crede, questo è il motivo per il quale questo articolo non vuol essere una guida al Machu Picchu, ma un insieme di informazioni per far sì che siate consci di ciò che state andando a visitare. Il Machu Picchu non è un luogo comune, nè facile da raggiungere sotto il punto di vista del tempo che ci si impiega e del denaro che si spende per visitarlo, nonostante ciò, non possiamo far altro che dirvi che ne vale davvero la pena. Le sensazioni che proverete quassù sono davvero uniche, sarebbe estremamente bello poter vivere l’esperienza in periodi dell’anno o momenti della giornata in cui l’affollamento turistico è minore rispetto al solito. Purtroppo, però, nonostante le nuove regole e la quantità di persone che possono accedere al giorno al sito, sarà molto difficile trovarlo vuoto. Questo scenario è uno dei più visitati del Perù, possiamo però consigliarvi di prendere il biglietto d’entrata la mattina presto, in modo tale da arrivare in loco ad un orario consono ad una visita tranquilla e priva di un’estrema quantità di turisti. Se sceglierete di arrivare la mattina presto, considerate l’opzione di dormire ad Aguas Calientes la notte prima, in modo da poter arrivare abbastanza velocemente. Per quanto riguarda il periodo dell’anno, il Machu Picchu può essere visitato per tutta la durata del calendario, tenete presente che il mese più affollato è quello di agosto, essendo alta stagione. L’entrata al sito è abbastanza veloce, vi basterà mostrare il vostro biglietto ed entrerete quasi subito.

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Machu Picchu

Il nome “Machu Picchu” deriva dalla lingua quechua e significa “vecchia montagna”, vi trovate a poco più di 2400 metri di altezza e la vista da quassù è davvero imperdibile, considerate inoltre che state visitando il terzo sito archeologico al mondo per grandezza. La Vecchia Montagna è considerata la città perduta più importante del Perù, per questo motivo fa parte del Partimonio dell’UNESCO e dal 2007 è annoverata tra le Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Insomma, ricordate che state camminando in un luogo sacro agli Inca, infatti essi si stanziarono qui grazie al primo imperatore Inca, chiamato Pachacutec. L’epoca Inca fu un’epoca piena di innovazioni, di leggende e di misteri, un’epoca importante da ricordare ed estremamente affascinante. Il tutto, però, ebbe fine con l’arrivo dei coloni spagnoli che, circa un centinaio di anni dopo, con la conquista di varie parti del Sud America, contribuirono alla scomparsa della civiltà Inca.

Alla fine del 1500, purtroppo, degli Incas rimase poco o nulla, le persone ed i loro discendenti avevano lasciato il Machu Picchu, nonostante ciò, essendo il luogo geograficamente remoto ed ostile, i coloni non innalzarono chiese, templi e via dicendo, nè si stanziarono in zona, in quanto inutile per le rotte economiche dell’epoca. Accadde quindi che la città degli Incas perse man mano d’importanza, cadde praticamente nel dimenticatoio dal 1600 in poi, addirittura c’era chi pensava che la sua esistenza fosse solo una leggenda.

Ecco che, tra la metà dell’ottocento e l’inizio del novecento, alcuni esploratori tra cui un italiano di nome Antonio Raimondi, si recarono nella Valle dell’Urubamba per vari scopi e, pian piano, riportarono alla luce le rovine del Machu Picchu. Fu infatti nel 1912 che lo storico statunitense Hiram Bingham, accompagnato da una squadra, diresse gli scavi archeologici all’interno del sito. Da questo momento, il Machu Picchu divenne uno dei luoghi più agognati da visitare, sia per gli europei, che per il resto del mondo.

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A Cavallo con i Navajo

Salute a voi, amici viaggiatori. Ci piacerebbe condividere con voi un’esperienza, forse una delle più belle, vissute durante il nostro viaggio nella Costa Occidentale: si tratta della corsa a cavallo nelle terre Navajo, in particolare, all’interno del parco della Monument Valley. Vi consigliamo spassionatamente di arrivare in zona la mattina presto, è il momento più giusto per la vostra visita, non avvertirete temperature insopportabili e potrete godervi il momento in cui i colori, tra le rocce, giocano a nascondino con le ombre da queste proiettate, in un caleidoscopico dipinto che sperimenta tutte le possibili combinazioni, ma solo di due tinte nell’arsenale infinito  della tavolozza della natura. Il tutto contornato da un cielo in contrasto, poiché acerbo, ancora innamorato del blu della notte e con il sole anelante di figgersi al picco del cielo. Inoltre, sarete quasi da soli, potendo assaporare più profondamente coi sensi accesi per i misteri vibranti del petroso deserto, insieme al vostro accompagnatore che si occuperà di farvi da guida e raccontarvi cosa rappresenta la Monument Valley per i nativi. Non serve essere esperti fantini per vivere la Monument Valley a cavallo, gli animali sono docili ed abituati a stare tra le persone ed i loro allevatori sono ampiamente capaci e competenti, assolutamente in grado di assistervi per ogni evenienza. E’ vero, è possibile visitare il parco in macchina o a piedi, ma viverlo a cavallo è stata una delle scelte più azzeccate che avessimo potuto fare.

Vi lasciamo qui di seguito alcuni articoli sull’argomento:

 

INDICE HOTEL&RISTORANTI

HOTEL ITALIA

HOTEL SPAGNA

RISTORANTI SPAGNA

HOTEL GRECIA

HOTEL PERU’

RISTORANTI PERU’

HOTEL STATI UNITI 

RISTORANTI MILANO

HOTEL TORINO

RISTORANTI TORINO

HOTEL AUSTRIA 

                            

Gita sul Lago di Como: Orrido di Nesso

Nesso, Lombardia

Buongiorno lettori, oggi torniamo a parlarvi della nostra amata Lombardia, la regione che amiamo e che per noi è “casa”. Vi abbiamo parlato a lungo della nostra città, tutti gli articoli dedicati a Milano sono disponibili qui ed in caso non gli aveste ancora letti, date pure un’occhiata. Oggi, invece, vi portiamo sul Lago di Como, una delle mete più esclusive, gettonate e turistiche della Lombardia, se non fosse che anche qui, ci sono luoghi ancora sconosciuti e poco inflazionati.

Uno di questi è Nesso, piccolo comune di poco più di milleduecento persone sulla sponda orientale del lago di Como. Se avete visitato anche solo una volta il lago, potreste anche esserci passati distrattamente tirando avanti con la macchina, non accorgendovi minimamente di cosa Nesso nasconda. Ed è proprio così, Nesso nasconde una perla di infinita bellezza! Partiamo col dirvi che da questo territorio passano due torrenti, il torrente Nosée ed il torrente Tuf, che confluendo danno origine ad una meravigliosa cascata, chiamata, per l’appunto, l’Orrido di Nesso. Vi consigliamo di parcheggiare in uno degli spiazzali nei dintorni ed arrivare a Nesso a piedi, solo così potrete godervi il verde che circonda questo piccolo paese ed i panorami che solo il Lago di Como è in grado di regalare. Una volta arrivati in paese, vedrete l’orrido. Questa cascata scorre su un canyon naturale che regala scenari e scorci spettacolari, e pensate che l’orrido è citato anche in alcuni libri di estrema importanza storica, come il Codice Atlantico di Leonardi da Vinci, che ne parla così:

«Più su 2 miglia è Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte. Queste gite son da fare nel mese di maggio» [Codice Atlantico, c. 573v]

Orrido di Nesso, Lombardia

Non vi abbiamo ancora convinto? Probabilmente starete pensando “ma devo arrivare fino al Lago di Como per vedere semplicemente una cascata?”. Lo capiamo, ma continuate a leggere, perché non finisce qui, anzi, ora inizia il bello. A lato delle transenne che delimitano la cascata, troverete degli scalini, al fianco dei quali sorge un piccolo bar, voi prendeteli e cominciate a scendere, non avete idea di cosa vi aspetta. Non è un lungo percorso (si tratta di poco più di 300 scalini), né tantomeno una discesa faticosa, in cinque minuti sarete giunti a destinazione, ma guardatevi intorno, perché sulla sponda della montagna potrete vedere un meraviglioso presepe incastonato nella roccia ed, inoltre, durante la discesa, scorgerete casette colorate e tipiche dove scattare qualche foto ricordo.

Durante il tragitto siamo sicuri che riuscirete ad intuire dove vi stiate dirigendo grazie a qualche indizio, l’aria inizia a farsi più fredda e profumata, sentirete avvicinarsi il tipico odore di lago, caratteristico di queste zone. Ora che siete giunti quasi a destinazione, cominciate a vederlo coi vostri occhi, l’imponente Lago di Como, un’acqua limpida, pulita e trasparente. Vedere il Lago di Como è semplice, ma siamo sicuri che da qui l’abbiano visto solo in pochi, ed in un certo senso siamo grati che questa località non sia ancora stata presa d’assalto dal turismo di massa che si consuma di consueto in queste zone. Non solo il lago costituisce una grande sorpresa, ma il Ponte della Civera, il piccolo tunnel che si snoda poco dopo gli scalini e giunge fino all’altra parte del ponticello e, soprattutto, lo spettacolo che vedrete stando esattamente in mezzo al ponte sospeso, costituiranno un momento importante per la vostra visita. Non fermatevi solo da una parte, attraversate il corso d’acqua ed ammirate la vista da entrambi i punti panoramici, non potrete farne a meno.

L’ideale sarebbe arrivare a Nesso in macchina, da Milano vi ci vorrà poco più di un’ora, ma se proprio non potete le alternative sono due: il pullman oppure il battello. Tramite autobus, partendo da Como, dovrete prendere la linea C-30 o la C-32, mentre con il battello, opzione sicuramente consigliata e più pittoresca, dovrete salire sulla CB-1.

Speriamo di avervi regalato un bell’articolo, con la speranza che, anche voi, possiate stupirvi davanti all’Orrido di Nesso 🙂

Cosa visitare a Torino in pochi giorni

Torino

Buongiorno a tutti, dopo avervi deliziato con ristoranti, cibi tipici e pietanze etniche, arriviamo finalmente al fulcro della nostra visita a Torino. In questo articolo desideriamo quindi consigliarvi varie esperienze da vivere in questa città. E’ doverosa una premessa: siamo stati a Torino dal 20 giugno in poi, poco dopo l’apertura delle regioni a seguito del lockdown dovuto al Covid, di conseguenza, non abbiamo potuto godere appieno di ciò che questa città ha da offrire. Purtroppo molte attrazioni erano ancora chiuse, la città era quasi deserta e molti musei sono, di regola, chiusi il lunedì. Proveremo quindi a consigliarvi sia ciò che abbiamo potuto testare con mano, sia ciò che avremmo voluto fare, ma ci è stato impedito dalle contingenze di questo periodo. Iniziamo!

Il Museo Egizio di Torino: che sia un cliché è chiaro a tutti, rimane il fatto che una visita a Torino senza visitare il Museo Egizio sarebbe davvero un peccato mortale. Questo museo racchiude tantissime testimonianze dell’Antico Egitto, rimane una delle attrazioni più gettonate di Torino, per questo motivo vi consigliamo di arrivare in mattinata e godervelo poco dopo l’orario di apertura.

Museo Egizio di Torino

La Mole Antonelliana ed Il Museo del Cinema: la Mole è senza dubbio il simbolo più iconico e paradigmatico della città di Torino, quindi merita senz’altro una visita. Inoltre ospita al suo interno il meraviglioso Museo del Cinema, pensate che si tratta dell’unico museo dedicato a quest’arte presente sul territorio italiano, non potete assolutamente perdervelo.

Mole Antonelliana, Torino

I Musei Reali di Torino: come non parlarvi di questo enorme complesso artistico, anch’esso simbolo di Torino. I Musei Reali costituiscono una parte centrale della visita alla città, al loro interno infatti troverete l’Armeria Reale, la Biblioteca Reale, il Palazzo Reale, la Galleria Sabauda, il Museo Archeologico, i Giardini Reali, le Sale Chiablese e la Cappella della Sindone. E’ assolutamente evidente che non potrete cavarvela in meno di un giorno 🙂 Piccola precisazione: la sindone si trova all’interno della Cappella omonima, ma non è visibile se non da lontano, questo fatto è presumibilmente dovuto all’inestimabile valore ed all’importanza storica del reperto.

I Caffè Storici di Torino: se siete stanchi, tra una tappa e l’altra del vostro tour, non potete assolutamente non sedervi in uno dei caffè storici della città. Qui l’eleganza è protagonista, regalando un’atmosfera calda ed accogliente ed una sensazione di tornare un po’ indietro nel tempo.

Le Gallerie di Torino: come dimenticare le meravigliose gallerie che troverete in giro per la città! Queste gallerie sono eleganti e raffinate e sono una tappa obbligata qui a Torino, non dovrete impegnarvi molto per trovarle, anzi, saranno loro a trovare voi ed a chiamarvi al loro interno. Le Gallerie di Torino sono tre: la Galleria Umberto I, la Galleria San Federico e la Galleria Subalpina.

Il Museo dell’Automobile: la tradizione automobilistica di Torino, come sapete, è un fiore all’occhiello per la città ed il Piemonte stesso, oltre che per l’Italia intera, quindi non fare tappa in questo museo sarebbe davvero una perdita. La visita non durerà una giornata intera, ma ne vale davvero la pena, soprattutto grazie al percorso interattivo e multimediale che rende il tutto divertente ed appassionante.

Il Museo della Sindone: credeteci se vi diciamo che non è necessario essere credenti o devoti cristiani per apprezzare questo museo. La Sindone, per chi non lo sapesse, sarebbe il sudario, ovvero il lenzuolo, nel quale Gesù sarebbe stato avvolto, questo porta ad illazioni, storie e leggende appassionanti e certamente affascinanti per tutti, nessuno ecluso. In questo museo troverete fotografie e ricerche riguardanti, appunto, la Sindone ed è inoltre possibile ammirare la cassa in cui il sudario arrivò a Torino nel 1578.

Cit Turin: si tratta di un bellissimo quartiere torinese, abbastanza contenuto, che racchiude in se i quartieri Borgo San Paolo, Pozzo Strada, Lesna e Cenisia e pensate che è l’unico quartiere a portare un nome piemontese. Ebbe i suoi natali alla fine del diciannovesimo secolo e presenta tantissimi edifici in stile Liberty. Anche in questo caso, non vi servirà una giornata intera per esplorarlo, ma vi consigliamo di trascorrerci almeno mezza giornata ed ammirare con cura i dettagli dei palazzi che lo compongono.

Balon: possiamo assicurarvi che il fatto che questo mercato sia all’ultimo posto nel nostro articolo non costituisce assolutamente una classifica in ordine di importanza, anzi. Il Balon è un’istituzione a Torino ed ogni sabato si fonde con il mercato di Porta Palazzo, dando così vita al mercato più grande d’Europa. Inoltre, dagli anni ’80 in poi, è stato istituito anche il Gran Balon, che si tiene ogni seconda domenica del mese ed ospita centinaia di espositori. Ma cosa si trova al Balon? Non siamo esagerati se vi diciamo che troverete di tutto e di più. Preparatevi a prestare attenzione e “spulciare” nel vero senso della parola, perché qui troverete antichità di vario genere, mobilio, accessori ed abbigliamento vintage, dischi in vinile, giocattoli d’epoca, prodotti artigianali, ceramiche e libri antichi. Non perdetevelo per nulla al mondo!

Goustò: la vera cucina Sabauda a Torino

Goustò, Torino

Buongiorno lettori, come sapete siamo stati a Torino, abbiamo assaggiato la cucina russa del ristorante Sibiriaki e ci siamo persi per la Torino più autentica. Nonostante ciò, non abbiamo potuto fare a meno di ritagliarci un pranzo tipicamente piemontese, perché si sa, amiamo assaggiare i prodotti tipici dei luoghi che visitiamo.

Oggi vi parliamo di Goustò, un ristorante che si trova a Torino, nella meravigliosa cornice di Galleria Umberto I e Piazza della Repubblica. Vogliamo iniziare dicendovi che, se il clima lo permette, potete decidere di mangiare all’aperto, cosa che abbiamo apprezzato particolarmente. Solitamente in città è difficile trovare posticini discreti dove poter godere di un dehor a vostra disposizione, mentre qui da Goustò, non potrete farne a meno: la posizione lo permette e la Galleria vi darà una sensazione di freschezza che solitamente, durante la stagione estiva, stenta a farsi sentire. Nonostante ciò, non temete gli interni, dall’arredamento giovane e ricercato, fresco ed invitante, costellati da prodotti tipici che Goustò mette a disposizione dei propri clienti, perché se pranzare fuori vuol dire evadere dalle mura domestiche, portarsi a casa i loro prodotti significa vivere un po’ di tradizione.

Questo ristorante, inoltre, fa parte dell’Alleanza Italiana Slow Food dei Cuochi, una rete che si impegna costantemente a proporre e preservare i prodotti locali e tipici, con una particolare attenzione alla biodiversità agroalimentare a rischio d’estinzione.

Seduti finalmente a tavola, abbiamo deciso di assaggiare i piatti che più ispiravano la nostra curiosità, ritenendo di poterci immergere finalmente nelle tradizioni, cosa che abbiamo avuto l’opportunità di fare iniziando con un piatto estremamente antico, il Carpione alla Piemontese. Si tratta di un piatto, di per se, povero, caratterizzato dall’antica usanza di conservare i cibi con il sale o l’aceto, in modo da allungarne i tempi di scadenza. Noi abbiamo assaggiato quello a base di carne di pollo, alla quale siamo più propensi, ma nulla vi vieta di gustare il Carpione alla Gustò, a base di alici, pesche, albicocche, pere e mele, o addirittura quello vegetariano, arricchito con frutta e verdura di stagione.

Passiamo ora ai primi piatti, quelli che costituiscono il vero fulcro di un pranzo come si deve. Io ho assaggiato i famosi Agnolotti di Carne, mentre Mattia ha osato con qualcosa di più particolare, il Risotto al Montebore con granella ed olio di nocciole. Inutile dirvi che, perché ognuno assaggiasse tutto, avremmo dovuto dividere le pietanze, cosa che non mi ha permesso di fare custodendo gelosamente il suo risotto 🙂

Per secondo abbiamo optato per due piatti che si sono rivelati magnifici, il famoso Vitello Tonnato ed il Filetto di Maiale, entrambi piatti gustosi, con grandi complimenti per la cottura del filetto, assolutamente perfetta, nonostante il taglio di carne ostico da cucinare. Non contenti, abbiamo ordinato anche il dolce e, possiamo assicurarvi che ” mai decisone fu più azzeccata”. Io con il mio Bonet accompagnato da ciliegie, tipico dolce piemontese, e Mattia con la sua torta al cioccolato e panna acida abbiamo concluso in bellezza, terminando questo pranzo coi fiocchi.

Ecco a voi il sito del ristorante Goustò.