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Chi siamo?

Siamo Daniela e Mattia,

27 e 30 anni, milanesi, con la testa sulle spalle ed il cuore sempre in giro per il mondo. Nasce esattamente da questo il nostro progetto, non abbiamo deciso di aprire un blog per viaggiare, ma di viaggiare per unire le nostre due passioni: l’esplorazione e la scrittura.

Io sono Daniela, ho 27 anni, viaggio da sempre, ma in maniera molto diversa rispetto ad ora. Negli anni dell’infanzia il viaggio era più uno strumento di relax per i miei genitori, con i quali ho avuto la fortuna di approdare in terre lontane, isole sperdute e spiagge lunghissime. Oggi ho cambiato radicalmente il mio stile di viaggio, adoro spremere fino al succo le destinazioni che visito, fotografare istanti ogni volta diversi ed arricchirmi ad ogni passo. Sono una persona impulsiva e sanguigna, ragionare a mente fredda senza farmi sopraffare dalle emozioni non é esattamente il mio cavallo di battaglia, sono sempre pronta ad imbarcarmi in una nuova avventura, senza pensarci troppo. Non sempre questa mia particolarità é un bene, talvolta mi spinge a prendere decisioni sbagliate, perché poco ponderate; altre, invece, mi aiuta ad uscire dalla noia e dalla routine, dandomi la possibilità di vivere in maniera istintiva, passionale e tutta mia, dandomi una forte scossa. Sono amante dell’esplorazione, credo che questa mia passione derivi quasi per certo da un’altra delle mie più grandi inclinazioni, l’amore quasi sconsiderato per il mondo antico. Dopo le medie ho deciso di iscrivermi al liceo classico, unicamente perché odiavo la matematica, ad oggi, posso dire che quella é stata una delle scelte di cui vado più fiera. Ho imparato sui libri di scuola a viaggiare: viaggiare nel tempo e nelle epoche, appassionarmi alle storie degli eroi, seguirli nelle loro spedizioni, sognare insieme a loro. Quando, invece, ho bisogno di regolare i miei sentimenti, ragionare in maniera matematica, ponderata e razionale, intraprendo sostanzialmente due strade:

  1. Aprire un libro di grammatica greca: questo mi riconduce all’essenzialità dei concetti, o bianco o nero, non esiste la sfumatura, giusto o sbagliato.
  2. Andare da Mattia e farmi sgridare per le ultime decisioni prese, in effetti, coi piedi 😅

Ed ecco che entra in gioco lui. Mattia, classe ’91, leone ascendente leone, una personcina mica da ridere.

Razionale, l’eterno pensatore, pondera circa un’ora su come mettere giù il primo piede dal letto la mattina, perché sapete, non si sa mai. Una volta gli dissi ” se dovessi immaginarti in maniera stereotipata, ti penserei come un antico filosofo sempre con accanto il suo libro”. Ed é così davvero. La lettura é ciò che più lo appassiona, o meglio, la conoscenza, non importa di che argomento si tratti, lui deve esserne al corrente. Non credo esista nulla al mondo a cui lui non sia interessato, ogni cosa crea in lui sgomento ed ammirazione, per questo motivo, se mai doveste incontrarci in uno dei nostri viaggi, ci vedreste bisticciare perché io sto cercando di andare avanti mentre lui scatta foto ad ogni singolo particolare. Mattia ha la capacità di vedere il bello in ogni cosa, perciò si occupa di articoli diversi, rispetto a quelli più descrittivi del nostro blog, dei quali mi occupo io. Un’altra delle sue peculiarità é la naturale capacità di capire la mente delle persone in quattro e quattr’otto, ma non solo, a quanto pare entra in sintonia con gli animali ed i bambini piccoli, che generalmente stanno scappando da me.

Tutta questa diversità, tutto ciò che ci differenzia, é largamente compensato dalle cose che abbiamo in comune: il forte sentimento che ci lega, caratterizzato da stima e gioco di squadra, i viaggi e gli oggetti. Avete capito bene, ogni posto che visitiamo é per noi una miniera d’oro, non solo di esperienze, cibi, culture, racconti, ma anche di oggetti, siamo tornati dal nostro viaggio nella West Coast americana con una valigia piena di souvenir, tra cui tazze, frecce Navajo, biscottiere a testa d’alieno acquistate nei pressi dell’aria 51 e boccette di oro dello Utah. Il fatto é che ci piace il rimando visivo, il ricordo di un viaggio, a volte, é più bello ed emozionante del viaggio stesso. ( Spoiler: forse stiamo mettendo le mani avanti per giustificare una “leggera” mania da accumulatori ).

Speriamo tanto che questa presentazione, a questo punto doverosa, possa farvi conoscere meglio le nostre inclinazioni, le nostre passioni e, magari, strapparvi anche qualche risata ☺️

Bisogna sapere le lingue per viaggiare?

Buongiorno lettori, oggi vorremmo rispondere ad una delle domande più inflazionate di sempre… “bisogna per forza sapere le lingue per viaggiare?”.

La risposta, sebbene possa sembrare scontata, è sicuramente un sì, non bisogna sapere necessariamente tutte le lingue del mondo conosciuto, ma indubbiamente, avere un minimo di padronanza aiuta.

Questa domanda ci viene posta molto spesso, in particolare, ci viene chiesto quale lingua bisognerebbe conoscere maggiormente.

Per ovvi motivi, la lingua che vi porterà ovunque senza (quasi) mai problemi, è l’inglese.

La lingua inglese si studia a scuola, addirittura, già dalla scuola materna. Questo, sicuramente, ci aiuta a familiarizzare con essa ed a capirla… anche solo a grandi linee.

Ci siamo resi conto di quanto conti sapere l’inglese almeno in una manciata di situazioni. Per esempio, quando ci hanno clonato la carta di credito in Namibia ed avevamo bisogno di un telefono fisso per chiamare a casa.

Oppure, quando, in Islanda, ci siamo impantanati con l’auto in mezzo al nulla e, dopo qualche ora, è arrivato un signore burbero ad aiutarci che parlava solo inglese.

O ancora quando, in Sudafrica, abbiamo dovuto fare vari tamponi Covid per prendere il volo che, da lì, ci avrebbe portato in Namibia.

Insomma, dirvi che sapere l’inglese non abbia i suoi pro, sarebbe una bugia.

Oltre all’inglese, l’ideale sarebbe riuscire a capire anche un po’ di spagnolo, in particolare se si viaggia sulla Penisola Iberica o in Sud America.

Ci sono, poi, lingue che in poco tempo hanno preso piede e sono diventate super utili, ma che rimangono ancora molto difficili, in particolare per noi italiani che parliamo una lingua neolatina. Ci riferiamo al cinese o all’arabo, che in poco tempo, si sono diffuse a macchia d’olio, complice il continuo aumento della quantità di parlanti.

Poi, però, c’è e persiste un grosso problema, problema che si chiama Asia.

Se nel Sud Est Asiatico è più semplice trovare persone che parlino inglese, pensiamo all’India, all’Indonesia o alla Thailandia, la stessa cosa non può dirsi per il Giappone o per la Cina.

Immaginiamo il Giappone come un paese al passo coi tempi, moderno ed ordinato, ed in effetti, questa è la verità. Nonostante ciò, in Giappone sono poche le persone che sanno l’inglese.

C’è da dire che i giapponesi sono un popolo estremamente accogliente e che, anche non sapendo la lingua, cercheranno di aiutarvi. Rimane, comunque, la grande barriera della lingua.

Lo stesso vale per la Cina, un paese immenso che non dobbiamo ridurre solo alle grandi città.

Pare, infatti, che solo in queste grandi metropoli i cittadini parlino inglese, mentre nel resto del paese (che è quasi un continente), riuscire a comunicare sia estremamente difficile.

In definitiva, sicuramente per viaggiare bisogna sapere qualche parola d’inglese, ma certamente, non ci aspettiamo che ogni viaggiatore conosca tutte le lingue del mondo!

Cosa fare in questi casi?

Abbiamo qualche consiglio da darvi a riguardo. Vediamoli insieme.

1. Documentarsi prima sugli usi e costumi

Giocare d’anticipo è un ottimo modo per evitare di chiedere in loco. Se avete poca dimestichezza con le lingue, provate ad informarvi sulle semplici cose della vita quotidiana del paese che intendete visitare.

2. Imparare frasi base per domande o risposte semplici

Cercate online le frasi e le formule più comuni ed imparatele, oppure, scrivetele da qualche parte. Scoprite come si dice “Dov’è …” e poi aggiungete il nome del posto che state cercando. Imparate a dire “buongiorno” e “buonasera” ed a ringraziare.

3. Utilizzate Google Translate

Utilizzate il traduttore di Google ed attivate il vocale. Così facendo, oltre a tradurre dalla vostra alla loro lingua, l’apparecchio “parlerà” al posto vostro.

4. Fate un corso intensivo pre partenza

Attenzione, non stiamo parlando di ore ed ore di studio, ma semplicemente di qualche lezione che possa fungere da vademecum per le frasi e le formule più utilizzate. Se l’insegnante che vi segue è molto appassionato, saprà darvi qualche dritta anche su usi e costumi, che non guasta mai.

5. Usare i gesti

E’ vero che sapere le lingue per viaggiare vi aiuterà, ma non per questo, bisogna evitare qualunque altro tipo di comunicazione. Non sarà il modo migliore per comunicare e potrebbe risultare, forse, un po’ goffo. Ma alla fine, che vi importa?

Usate i gesti! Non vergognatevi e cercate di farvi capire. Spesso ci si capisce anche più facilmente e senza nemmeno dire una parola.

6. Buttatevi!

Questo sarà il nostro ultimo consiglio, ma anche il più importante! Buttatevi. Non pensate di risultare ridicoli e non vergognatevi. Pensate che, se in questo caso siete voi ad essere all’estero, la prossima volta, magari sarete voi ad essere a casa vostra e potreste trovarvi davanti una persona che non sa la lingua.

Come reagireste? Siamo certi che gli dareste l’aiuto e necessario. Vedrete, sarà lo stesso per voi.

INDICE NAMIBIA

Itinerario di viaggio in Namibia

Buongiorno lettori, oggi vedremo per filo e per segno l’itinerario di viaggio che abbiamo percorso in Namibia.

Kalahari Desert

Organizzare tappe e percorso non è semplice, la Namibia è un paese impervio ed arido, le distanze sono ampie, quindi organizzarsi in modo adeguato è importantissimo.

Prima tappa – Windhoek

Nel nostro caso, Windhoek, la capitale della Namibia, non è stata esplorata a fondo. Siamo atterrati qui, ma non avevamo interesse nel visitare la città.

Considerate, però, che noi siamo arrivati a Windhoek da Cape Town, con un volo molto breve, quindi non avevamo necessità di riposarci. In caso in cui arrivaste dall’Italia, il vostro volo sarà parecchio lungo, quindi almeno una notte in città per riposarvi e ritirare l’auto a noleggio è d’obbligo.

Seconda tappa – Deserto del Kalahari

Il tragitto da Windhoek al Deserto del Kalahari, fortunatamente, non è lunghissimo. Si tratta di circa 3 ore di guida. Noi abbiamo alloggiato al Kalahari Anib Lodge, un posto veramente spettacolare che ci ha regalato una meravigliosa prima notte in Namibia.

Nel Deserto del Kalahari abbiamo fatto un Safari e la Scorpion Walk, due esperienze che vi consigliamo senza riserve.

Alba nel Deserto del Kalahari

Terza tappa – Fish River Canyon

Dopo la nostra sosta nel Kalahari, ci siamo spinti fino al Fish River Canyon in circa 4 ore di guida. La zona è estremamente desertica e la strada è totalmente sterrata.

I paesaggi che si susseguono sembrano quasi marziani, potrete avvistare anche qualche animale qua e là… sarà comunque l’unica presenza che troverete lungo il tragitto.

Fish River Canyon

Noi abbiamo alloggiato al Canyon Roadhouse, un posto totalmente isolato ma molto, molto carino che dista meno di mezz’ora dal canyon.

Quarta tappa – Kolmanskop

Kolmanskop è un posto che non potete assolutamente perdervi se visitate la Namibia. Si tratta di una vecchia città mineraria, ad oggi abbandonata, che è letteralmente immersa e “mangiata” dal deserto.

Il sito è visitabile in mezza giornata, ma rimaneteci quanto vi aggrada… non vi stancherete facilmente.

Anche questa volta, le ore di guida saranno circa 4.

Kolmanskop

In questo caso avete varie possibilità di alloggio. Potete dormire a Luderitz, sulla costa, oppure ad Aus, come abbiamo fatto noi. Su Luderitz non abbiamo informazioni, l’abbiamo visitata in poche ore e non l’abbiamo trovata particolarmente interessante.

Ad Aus, invece, possiamo consigliarvi di dormire al Desert Horse Inn o all’Eagle’s Nest. Ci sono piaciuti entrambi, ma l’Eagle’s Nest è un sogno. Se avete un budget adeguato, fateci un pensierino. Vi godrete una notte stellata mai vista prima.

Quinta tappa – Deadvlei e Sossusvlei

In questo caso le ore di guida sono variabili, dipende da dove decidete di alloggiare per visitare il Naukluft National Park, Deadvlei e Sossusvlei. Per noi, il tragitto è stato di poco più di 4 ore ed abbiamo dormito al Desert Hills Lodge, tra Maltahohe e Sesriem.

Deadvlei

Un consiglio: sarete circa a metà viaggio e questa zona è una delle più iconiche della Namibia. Fermatevi nell’area per 2 o 3 notti e rilassatevi un po’.

Sesta tappa – Swakopmund

Swakopmund è la prima cittadina vera e propria che troverete dopo Windhoek, quindi, approfittatene. Troverete negozi, ristoranti e piccoli centri commerciali, quindi se vi serve qualcosa, siete nel posto giusto. Dalla zona del Naukluft National Park dista 4/5 ore, in base a dove alloggiate.

Swakopmund

Anche le strutture sono diverse, non si tratta più di lodge, ma di hotel tradizionali, noi abbiamo alloggiato al The Delight Swakopmund.

La principale attività da fare a Swakopmund è l’escursione sulle Dune di Sandwich Harbour e la Crociera a Walvis Bay, entrambe meritano moltissimo.

Settima tappa – Damaraland

Il Damaraland è una zona molto ampia, noi abbiamo deciso di alloggiare a Palmwag, al Palmwag Lodge&Camp. Siamo a circa 5 ore da Swakopmund, ma possiamo assicurarvi che il tragitto in auto vale ogni minuto.

Damaraland

Qui, volendo, potete visitare le tribù di Himba ed Herero, e passare le giornate ammirando paesaggi davvero mozzafiato.

Ottava tappa – Etosha National Park

Per noi è stata l’ultima tappa del nostro itinerario di viaggio in Namibia e abbiamo adorato ogni piccola parte di questo parco. Abbiamo alloggiato all’Etosha Safari Lodge, a circa 5 minuti dal parco ed è stata indubbiamente una scelta azzeccata.

Trascorrete qui almeno due giorni pieni in modo da godervi l’Etosha National Park il più possibile, pensate che, dopo un mese in Africa, tra Sudafrica e Namibia, non avevamo ancora visto i leoni. Per fortuna, qui all’Etosha, si sono palesati!

Etosha National Park

L’Etosha National Park dista poco meno di 4 ore da Palmwag e poco più di 4 ore da Windhoek.

Considerazioni finali

Noi abbiamo fatto questo itinerario di viaggio in Namibia nel giro di circa 2 settimane e l’abbiamo trovato adeguato, sia a livello di ore di guida, sia a livello di attrazioni che desideravamo visitare.

Vi consigliamo di prestare molta attenzione alle distanze tra le varie tappe. Ovviamente, il vostro viaggio non dev’essere esattamente come il nostro, ma ricordate che le 4 ore tra una tappa e l’altra sono 4 ore su strade sterrate che stancano parecchio.

Non sottovalutate nemmeno la possibilità di fare qualche tappa in più solo per riposarvi, non è detto che non ne abbiate bisogno. Mettete sempre la sicurezza al primo posto!

INDICE NEW YORK

Visita ad Himba ed Herero

Buongiorno lettori, oggi vi parleremo della nostra visita ai popoli Himba ed Herero, in Namibia. Come sempre, ci teniamo a raccontarvi tutto per filo e per segno, senza tralasciare nulla, ma soprattutto, dicendovi tutta la verità.

Himba incontrate nel Villaggio Herero

In realtà, non volevamo andare a visitare Himba ed Herero

Negli ultimi anni, la Namibia è sempre stata una meta da noi desiderata. Erano secoli che cercavamo di approcciarci a lei.

Nonostante ciò, spesso ci hanno fermato i costi, altre volte, la complessità nell’organizzare un viaggio come questo.

In questi ultimi anni, però, c’è sempre stata una costante nel corso della ricerca di informazioni. Ogni volta che leggevamo un articolo, online ed offline, ci veniva presentata l’occasione di fare visita ai popoli Himba ed Herero.

Onestamente, l’opzione non ci ha mai entusiasmato.

Nonostante l’interesse forte che ci spinge verso culture e paesi differenti, non abbiamo mai amato le attività che pongono come “attrazione” delle persone. Lo stesso è valso per le Town Ship di Cape Town. Vogliamo essere molto chiari.

Himba

Questa è una nostra opinione personale e, come tale, prendetela come soggettiva.

Nulla vi vieta una visita ad Himba ed Herero, né alle Town Ship di Cape Town. Per fortuna, ognuno è libero di fare ciò che vuole e, né l’una né l’altra scelta vi renderà più o meno buoni. E’ semplicemente una scelta personale.

Perché, alla fine, li abbiamo visitati

Il nostro incontro con gli Himba

Eravamo in viaggio verso il Damaraland, quando ci siamo resi conto di avere poca benzina. Tanto per cambiare.

Ci siamo fermati alla prima stazione di servizio, molto stanchi di guidare, nonostante avessimo ancora parecchie ore di tragitto davanti a noi. Abbiamo fatto benzina abbastanza velocemente e ci siamo rimessi in marcia. Non conosciamo il nome della cittadina, abbastanza anonima, in cui eravamo finiti.

Dopo pochi chilometri, al massimo due, vediamo in lontananza delle bancarelle. Se avete letto la nostra presentazione, sapete che adoriamo i souvenir. Amiamo portarci a casa qualcosa dalle destinazioni che visitiamo, ed in quella giornata, che sarebbe dovuta essere dedicata solo alla guida da una tappa all’altra, una bancarella era proprio quello che ci serviva.

Freniamo e scendiamo dall’auto.

D’un tratto, senza che nemmeno ce ne accorgessimo, è arrivato un gruppo di persone non troppo numeroso ad accoglierci. Erano Himba.

Al momento di scendere dall’auto, non ci eravamo nemmeno preoccupati di controllare di chi fosse la bancarella, siamo semplicemente scesi dall’auto. Fatto sta, che ormai eravamo lì. In un men che non si dica siamo stati portati sotto un gazebo con bancarella annessa ed abbiamo cominciato ad osservare i manufatti in legno e in pietra.

Himba incontrate nel Villaggio Herero

O meglio, questo era quello che avremmo voluto fare.

Non abbiamo avuto tempo per guardare con calma ciò che poteva essere di nostro interesse, siamo stati tirati di qua e di là (letteralmente) da una decina di donne della tribù, ognuna delle quali aveva l’obiettivo di venderci la sua merce, arrivando addirittura a litigare, non poco veementemente, con la sua rivale.

Inutile dirvi che l’esperienza è stata stressante e poco memorabile.

Un po’ perché avevamo trovato qualcosa di nostro interesse, ed un po’ perché non sapevamo che sorte ci sarebbe aspettata se fossimo tornati in macchina a mani vuote, abbiamo acquistato qualcosa e ce ne siamo andati.

Il nostro incontro con gli Herero

Un po’ infastiditi dall’accaduto e parecchio interdetti per non aver trovato nulla a riguardo su Internet, proseguiamo sul nostro tragitto.

Tra una curva e l’altra riflettiamo riguardo a quanta paura, talvolta, ci sia nel dire la verità. Non possiamo credere di essere stati gli unici a ricevere un trattamento di questo genere, eppure, sugli Himba si trovano solo parole di forte emozione e grande ammirazione per la loro vita a contatto con la natura e con le tradizioni.

Herero

“Poco male”, abbiamo pensato, ne parleremo noi a tempo debito.

Nel giro, anche questa volta, di pochi chilometri, scorgiamo un’altra fila di bancarelle. In questo caso ci siamo guardati bene dal fermarci senza sapere chi ci fosse ad aspettarci. Abbiamo rallentato di proposito e, d’un tratto, abbiamo visto una signora che, salutandoci, ci ha rivolto un dolce sorriso.

A quel punto, abbiamo deciso di fermarci!

Siamo scesi, un po’ timidamente dall’auto, e ci siamo diretti verso le bancarelle. La signora che avevamo intravisto ci ha salutati ed invitati educatamente ad entrare tra i suoi oggetti.

Abbiamo apprezzato molto la tranquillità della signora, ed in seguito, delle sue “colleghe” nelle bancarelle poco lontano. Abbiamo acquistato, anche qui, alcuni oggetti ed abbiamo conversato del più e del meno con le donne Herero.

Riflessione finale in base alla nostra esperienza

Abbiamo avuto due esperienze totalmente opposte. In un caso, con gli Himba, ci siamo sentiti sostanzialmente dei bancomat dotati di piedi, nel secondo caso, invece, ci siamo trovati molto a nostro agio.

Gli Himba e gli Herero sono, in realtà, della stessa etnia, non sono quindi popoli totalmente differenti, nonostante negli anni abbiamo sviluppato delle differenze culturali e di costumi, differenze di cui ci siamo accorti nel corso della visita.

Come sempre, però, seppur nello stesso popolo, c’è chi si comporta in un modo e chi in un altro. Nulla di nuovo, succede ovunque.

Herrero

Nonostante ciò, abbiamo fatto una riflessione.

Per quale motivo su Internet non si trova nemmeno un articolo in cui si leggano parole simili alle nostre?

Abbiamo tentato di darci una risposta.

Solitamente la visita nei villaggi Himba ed Herero, si fa con delle escursioni organizzate. Queste escursioni, ovviamente, si pagano. Il denaro che viene ricavato, presumibilmente, andrà sia alla guida che porta i turisti nei villaggi, sia nei villaggi stessi.

Avendo, quindi, già ricevuto un “compenso”, il popolo non ha necessità di comportarsi come si è comportato con noi, poiché sono già stati corrisposti loro dei guadagni per mantenersi, mangiare e via dicendo.

Noi, in visita ai villaggi degli Himba e degli Herero, ci siamo capitati. Non abbiamo pagato alcuna escursione, né eravamo obbligati ad acquistare nulla e, abbiamo ragione di pensare, che questo sia stato il motivo per cui la nostra visita non è stata del tutto piacevole.

Speriamo che tra voi ci sia qualcuno che, essendo stato in Namibia, possa raccontarci la sua esperienza, ci farebbe piacere approfondire 🙂

Dove dormire a Deadvlei

Buongiorno lettori, oggi vedremo insieme dove dormire a Deadvlei, nei pressi di Sesriem.

Desert Hills Lodge

Ma prima, qualche riflessione!

Deadvlei e Sossusvlei saranno probabilmente le tappe che vi hanno fatto propendere per un viaggio in Namibia. Noi, in primis, abbiamo scelto la Namibia vedendo le splendide foto che ritraggono deserto ed alberi, un cielo azzurrissimo ed un paesaggio estremamente desertico.

Inoltre, quando sarete arrivati a Sesriem, sarete, più o meno, a metà del vostro viaggio.

Il nostro consiglio è… rilassatevi!

Come più volte abbiamo affermato, un viaggio in Namibia è tanto bello, quanto estremamente stancante. Insomma, questa terra vi metterà alla prova con lunghe ore di guida, pochissimi benzinai, caldo di giorno e freddo di notte.

Per questo motivo, come abbiamo fatto noi, vi consigliamo di riposarvi un po’ a metà viaggio, scegliendo un bel lodge, anche un po’ lussuoso… magari spendendo qualcosa in più.

Noi, inizialmente, avevamo scelto il We Kebi Safari Lodge e ci saremmo dovuti rimanere ben tre notti.

Purtroppo, però, a pochi giorni dal nostro arrivo, abbiamo ricevuto una mail dalla struttura che ci comunicava di aver avuto dei problemi interni e che ci avrebbero spostato al Desert Hills Lodge.

Desert Hills Lodge

Beh che dire, il Desert Hills Lodge è un vero sogno!

Indubbiamente è caro, e nel nostro caso, non abbiamo pagato la tariffa del Desert Hills, ma del We Kebi. Nonostante ciò, possiamo assicurarvi che, se anche avessimo corrisposto la giusta somma, non ce ne saremmo pentiti.

Le camere

Le camere del Desert Hills Lodge sono dei bungalow in paglia e legno, molto ampi con un bagno privato, anch’esso molto spazioso e comodo. La cosa che più ci è piaciuta è stata indubbiamente la vista.

Una meravigliosa finestra della grandezza di quasi mezzo boungalow sul deserto circostante. Momenti davvero difficili da dimenticare.

I pasti

La maggior parte degli alloggi, in Namibia, offre colazione e cena incluse. Mi raccomando, se cercate un posto dove dormire a Deadvlei, ma in generale, in tutto il paese, non sottovalutate quest’aspetto.

Desert Hills Lodge

Non c’è davvero nient’altro attorto alle strutture, eccetto nelle città, che comunque sono poche. Quindi assicuratevi di includere i pasti o, quantomeno, sinceratevi che le strutture siano provviste di ristorante.

Noi abbiamo cenato in struttura tutte e tre le sere e lo stesso è valso per la colazione. In entrambi i casi, ottima offerta. Poco ampia, ma ben organizzata e personale davvero impeccabile.

Le aree comuni

Il Desert Hills Lodge ha un bel parcheggio per gli ospiti, ma questo lo troverete abbastanza scontato.

Le aree comuni sono davvero molto carine ed in linea con il paesaggio circostante. E’ tutto estremamente curato e molto ben tenuto. L’area ristorante è interna e con delle grandi vetrate panoramiche.

Desert Hills Lodge

Gli esterni comprendono una terrazza solarium con piscina ed una zona bar con tavoli e lettini.

Le distanze

Il Desert Hills Lodge si trova a circa un’ora dal Naukluft National Park, all’interno del quale troverete Deadvlei e Sossusvlei. Inoltre, si trova a neanche mezz’ora di tragitto dal Sesriem Canyon.

Desert Hills Lodge

Come vi abbiamo anticipato, abbiamo scelto di rilassarci un po’ in questa zona splendida della Namibia, prendendoci anche qualche lusso in più.

Se siete in cerca di dove dormire a Deadvlei, non perdetevi per nulla al mondo il Desert Hills Lodge.

La Namibia è pericolosa?

Buongiorno lettori, oggi affronteremo un argomento importante… ma quanto è pericolosa la Namibia? Un viaggio in questo paese, così lontano e remoto, che tipo di insidie può nascondere?

Il nostro alloggio ad Aus

Se ci leggete da un po’, sapete bene che non abbiamo mai definito un paese “pericoloso” in senso assoluto. Ci sono delle accortezze, dei consigli, ma non abbiamo mai scritto “non andate lì perché è pericoloso”.

Quando si parla di Namibia, però, le cose cambiano, perché la Namibia è effettivamente pericolosa.

Attenzione, questo articolo non vuol essere un modo per dissuadervi dal visitarla, ma semplicemente un insieme di consigli per farvi evitare alcune problematiche.

In cosa, quindi, è pericolosa la Namibia?

Se state pensando ad orde di namibiani pronti a derubarvi siete fuori strada. La Namibia non è per nulla pericolosa sotto questo punto di vista. Il popolo è molto tranquillo, tendenzialmente ospitale e sorridente quanto basta.

Il problema della Namibia non è rappresentato dalle persone, ma dal territorio.

Il territorio namibiano è per lo più desertico, ci sono poche strutture ricettive, poche città dove fare tappa, strade quasi totalmente sterrate. Questo è il vero pericolo.

Se decidete di intraprendere un viaggio in Namibia, dovete essere provvisti di un 4×4. Non smetteremo mai di dirlo. Risparmiate sui voli, sulle strutture, sul cibo, ma mai sull’automobile. Nessuno in Namibia vi obbligherà a noleggiare un 4×4, ma credeteci quando vi diciamo che senza un 4×4 rendereste il vostro viaggio un vero incubo.

In primo luogo, essendo le strade quasi per la totalità sterrate, è molto probabile che bucherete. Lo stesso non si può dire con un’auto 4×4, sicuramente provvista di pneumatici migliori. Inoltre, un 4×4 vi aiuterà molto alla guida poiché sarete facilitati e vi stancherete meno a tenere la rotta.

Le ore di guida sono tante, i benzinai pochi e spesso accettano solo contanti. Non complicatevi la vita più del dovuto.

Sandwich Harbour

In questo articolo abbiamo parlato approfonditamente della questione legata alla macchina. Leggetelo, vi aiuterà a capire come organizzarvi.

Il deserto namibiano è meraviglioso, ma pieno di insidie.

Nel corso del nostro viaggio in Namibia abbiamo visto chilometri e chilometri di deserto. Ci siamo stupiti davanti ad un territorio aspro e particolare, abbiamo goduto di paesaggi particolarissimi. Nonostante ciò, più volte, abbiamo pensato “qui se ci succede qualcosa, siamo finiti! “.

Ed è davvero così.

Per farvi un esempio. Eravamo in macchina verso Sesriem, ad un tratto, la nostra auto deve aver preso un sasso e la vettura si è totalmente rigirata su se stessa, uscendo di strada e facendoci prendere uno spavento non indifferente.

Considerate che, è vero, noi non siamo certo Schumacher, ma abbiamo guidato in parecchi posti del mondo ed alla guida ce la caviamo. Eppure, è capitato.

Per fortuna Mattia è stato molto bravo a capire come muovere il volante, evitando movimenti bruschi, cercando solo di direzionare l’auto. Fatto sta, che personalmente, mi ero già vista spiaccicata sui massi affianco alla strada!

Ed ecco che torniamo a ripetervi ciò che abbiamo scritto poco fa: NON RISPARMIATE SULLA MACCHINA.

Chissenefrega“. Spendete di più, la vostra vita vale sicuramente più di qualche centinaia di euro.

I lati positivi della Namibia

Speriamo di non avervi spaventato troppo, ma sappiate che la Namibia è molto di più rispetto a ciò che abbiamo detto fino ad ora.

Tolta la questione “strade sterrate” e “macchina a noleggio”, non avrete a che fare con altri pericoli.

Deadvlei

Il popolo namibiano è molto collaborativo. Sono tutti molto carini e sorridenti, non c’è nulla da temere. Abbiamo notato qualche viso strano a Windhoek, la capitale, ma come sapete, nelle grandi città c’è di tutto.

Nel corso di tutto il viaggio non ci siamo mai sentiti in pericolo, abbiamo sempre fatto tutto in maniera tranquilla e senza ansie, vi consigliamo di fare lo stesso.

Dove mangiare a New York (e quanto costa)

Buongiorno lettori, oggi vediamo insieme dove mangiare a New York, ma anche quanto costa nutrirsi nella Grande Mela!

Per comodità, abbiamo deciso di dividere l’articolo in due parti. In una vi consiglieremo i posti più economici, nell’altra, invece, i luoghi per chi non ha voglia di badare a spese. In questo modo, potete decidere quale categoria preferite e leggere solo quella, oppure, fare un bel mix!

Ma, prima di tutto, una doverosa premessa. New York è cara, lo sapete se avete letto il nostro articolo a riguardo. Anche i luoghi più economici, lo sono per modo di dire, e comunque, influiranno sul vostro budget. Quindi, anche se si può risparmiare seguendo alcuni accorgimenti, mangiare a New York costa!

Iniziamo!

Posti economici

A New York, di luoghi economici dove mangiare, è pieno. Tenete sempre a mente la premessa fatta poco fa. La maggior parte di questi sono fast food, ma attenzione, non sono tutti di cibo spazzatura… c’è un po’ di tutto.

Partiamo comunque dal presupposto che tutto ciò che si trova a Manhattan, ha un costo maggiore rispetto a ciò che sta fuori. Ora, non vi stiamo ovviamente dicendo di andare a Brooklyn ogni sera per cena, ma se visitate il ponte, magari quella sera cenate nei dintorni, ovviamente, oltre il ponte.

  • Chelsea Market

Il Chelsea Market è un mercato coperto che si trova nell’omonimo quartiere e che può essere una buona opzione per un pranzo veloce e frugale. All’interno troverete tantissimi stand, sia di cibo, che di altro, e potrete gustare qualche specialità!

Prezzo: tra i $10 ed i 15$

  • Shake Shack

Da Shake Shack mangerete il vero e proprio hamburger newyorkese. I panini, sinceramente, sono molto buoni, ma parecchio unti. Noi, nel giro di due settimane, ci siamo stati due volte. Diciamo che l’abbiamo considerato quando, dopo lunghe giornate a passeggiare, l’abbiamo trovato sulla strada.

Si cena in due con prezzi onesti, inoltre, essendo un fast food, non dovrete lasciare la mancia. Vi consigliamo di preferire i menu piuttosto che un cibo singolo, vi farà risparmiare. Shake Shak è una catena ed a New York ce ne sono un bel po’, quindi, non avrete assolutamente problemi a trovarne.

Piccolo consiglio: gli hamburger sembrano piccoli, ma vi assicuriamo che uno basta e avanza per saziarvi. Quantomeno, aspettate ad ordinarne subito più di uno!

Prezzo: tra i $15 ed i $20

  • Chipotle

Chipotle è una famosa catena di fast food messicano. Buono, abbondante ed economico.

Ovviamente vi sconsigliamo di mangiare qui tutti i giorni, però, ogni tanto, potete sbizzarrirvi tra tacos e jalapenos!

Prezzo: tra i $10 ed i $15

  • Gray’s Papaya e Nathan’s

In questo caso parliamo di hot dog, indubbiamente il cibo da strada più famoso di New York. Il Gray’s Papaya è un’istituzione, tant’è che sono state girate qui anche alcune scene di film, tra cui C’è Posta Per Te con Meg Ryan e Tom Hanks.

Anche Nathan’s è un buona alternativa, pensate che qui si svolge anche la maratona di mangiatori di hot dog!!

Prezzo: tra i $5 ed i 15$

  • Joe’s Pizza

Joe’s Pizza è un’istituzione a NYC. Pare che sia la miglior pizza della città e, per noi, è stato davvero così.

Nulla a che vedere con la pizza napoletana, ma comunque, niente male!

Un motivo in più per andarci: qui sono state girate alcune scene di Spiderman e tutto il locale è tappezzato di foto dei proprietari con attori famosi e personaggi celebri!

Prezzo: tra i $2 ed i $10

Posti per chi non bada a spese

* non metteremo i prezzi per i seguenti ristoranti, ma considerate una spesa che si aggira sui $40 in su a persona. Ovviamente, dipende da cosa ordinerete.

  • Tacombi

Dopo l’economico Chipotle, restiamo in Messico ed andiamo da Tacombi. L’ambiente è molto carino e colorato, ed a NYC ce ne sono ben 3. Tacos, quesadillas, sangria e guacamole per un po’ di Messico anche sull’East Coast.

  • Katz’s Delicatessen

Quando arriverete da Katz’s avrete sicuramente una sensazione strana!

“Ma dove l’ho già visto questo posto?”

Esattamente! E’ la location di una delle scene più celebri di Harry, ti presento Sally, e già solo per questo, merita una visita.

Questo locale è famoso per i panini al pastrami, una specialità gastronomica di origine rumena a base di carne. Attenzione, le porzioni sono abbastanza abbondanti, quindi limitatevi al momento dell’ordinazione!

  • Brooklyn Crab

Brooklyn Crab, come si intuisce dal nome, si trova a Brooklyn, quindi potete pensare di cenare qui dopo la vostra giornata sull’omonimo ponte.

Potrete scegliere tra granchi ed aragoste e gustarli nel migliore dei modi, peraltro, con una meravigliosa vista sul paesaggio circostante, sicuramente meno caotica della vicina Manhattan.

Bene amici, ora che avete qualche indicazione riguardo dove mangiare a New York, sia dove costa meno, che dove costa di più, qualche consiglio di carattere generale!

  • in molti fast food troverete il free refill. Pagherete un bicchiere e potrete bere all’infinito!
  • attenzione alla mancia, in America è (quasi) un obbligo. Togliete pure il quasi.
  • nei fast food, non lascerete la mancia, ma attenzione perché ci sono anche le tasse, che sono circa del 20% in più rispetto al conto finale.
  • la mancia si può pagare anche con carta di credito o debito.
  • può capitare che, nei baracchini in strada, accettino solo contanti.

Il periodo migliore per andare a New York

Buongiorno lettori, oggi desideriamo consigliarvi il periodo migliore per andare a New York, ovviamente, secondo noi.

La Grande Mela è bella sempre, e su questo, dubbi non ce ne sono.

Nonostante ciò, è bene ragionare sulle stagioni, anche in base ai costi ed al clima, in modo da rendere il viaggio migliore possibile.

Inverno

Gli inverni a New York sono molto rigidi, spesso innevati. Questa stagione ha indubbiamente il suo fascino e troviamo sia una delle migliori per visitare questa città. Nonostante ciò, anche se è il desiderio di molti, vi sconsigliamo il periodo natalizio.

Per quanto sia un’immagine stupenda, quella di New York a Natale, è indubbiamente il periodo più costoso dell’anno. Questo vale per i voli, che arrivano a prezzi allucinanti, ma anche per gli alloggi, che tendono quasi a raddoppiare la tariffa per le notti tra Natale e Capodanno. Oltre a ciò, c’è da considerare la quantità enorme di persone che si reca a New York in questo periodo dell’anno.

Se desiderate vedere New York a Natale ed avete il budget giusto per farlo, fatelo. Ma tenete a mente che vivrete il vostro viaggio perennemente tra folle inferocite e lunghe file davanti alle maggiori attrazioni.

Estate

L’estate è sicuramente un buon momento per vivere una New York più tranquilla e meno caotica. Il problema, in questo caso, è il caldo… afoso e quasi insopportabile. Non sappiamo se siate mai stati a Milano durante i mesi estivi. Beh, la sensazione di appiccicaticcio non vi si leva da dosso nemmeno per un secondo.

Considerando che New York è una città che ha tanto da offrire, noi vi sconsigliamo di correre tra un’attrazione e l’altra con 30 gradi all’ombra. Optate per un periodo dal clima più mite.

Autunno e Primavera

In definitiva, crediamo che il periodo migliore per andare a New York sia l’autunno, oppure, la primavera. Avrete a disposizione una New York vestita di bei colori, in autunno, troverete il foliage, in primavera, i primi alberi in fiore.

Le temperature sono sopportabili, né troppo calde, né troppo fredde. Tira vento, questo sì, ma nulla in confronto a quello invernale che profuma di neve.

I prezzi, seppur alti, si abbassano rispetto alle feste natalizie e potrete godervi la città con un budget nettamente inferiore e senza una quantità assurda di turisti.

Bene amici, e voi, quale periodo scegliereste per visitare la Grande Mela?

Quanto costa un viaggio a New York

Buongiorno lettori, oggi tocchiamo un argomento molto inflazionato: quanto costa davvero un viaggio a New York?

Statua della Libertà

Tenete presente che la Grande Mela è una città molto, ma molto costosa. Ovviamente, come sempre, si può risparmiare qualcosa con piccoli accorgimenti, ma rimane una meta particolarmente cara.

I voli: come comportarsi e quanto prima prenotarli

Sui voli aerei, il primo consiglio che possiamo darvi, e che è anche abbastanza ovvio, è l’anticipo. Giocare d’anticipo è sempre la scelta migliore e vi permetterà di risparmiare un bel po’.

In particolare, i voli su New York partono da un minimo di €350/€400 ad un massimo non facilmente individuabile… possono arrivare anche oltre i €1000. Per qualunque periodo prenotiate, fatelo almeno due mesi prima e vi assicurerete senza dubbio una tariffa migliore. Attenzione sempre a cos’è incluso. Il bagaglio da stiva, per esempio, non lo è quasi mai, ma se state a New York per una settimana, il bagaglio a mano dovrebbe bastarvi.

Periodo

Questa non è assolutamente una critica, ma un fatto. Tante persone, noi compresi, hanno la fissa per New York durante le feste, in particolare, le feste natalizie.

Dyker Heights a Natale

New York è bella sempre, ma sotto Natale, sicuramente ha un grande fascino. Nonostante ciò, ci teniamo a dirvi una cosa importantissima.

Non andata a New York a Natale!

Per esperienza personale, possiamo assicurarvi che non è il periodo adatto per visitare la città! File chilometriche (anche se scorrevoli), gente ovunque e ad ogni ora, casino da tutte le parti e prezzi alle stelle. I voli, chiaramente, incideranno sul vostro budget ed a Natale, lo faranno ancora di più.

Sappiamo benissimo che il sogno di tanti è visitare New York a Natale ed era anche il nostro. Mai scelta fu più sbagliata.

Non è stato il viaggio che immaginavamo. Sicuramente anche il periodo Covid ha influito, ma è anche vero che se la città era gremita nonostante la pandemia, non osiamo immaginare cosa possa essere in tempi “normali”.

Scegliete, piuttosto, autunno e primavera, i voli costano meno e potrete ammirare la Grande Mela senza ansie.

Dove dormire senza ipotecarvi casa

Sappiate che a New York, oltre ad essere tutto costoso, è anche tutto estremamente esagerato. L’albergo bello è bellissimo ed il posto che ritenete economico, tendenzialmente, farà schifo. La via di mezzo è poco presente. Considerate anche che, soprattutto durante le feste, anche le bettole più tremende, hanno dei prezzi assurdi.

Per intenderci, dormitori senza finestra e bagno in comune ad oltre €100 a notte. Insomma, insostenibile.

Quindi, come fare?

Anche qui gioca un importantissimo ruolo l’anticipo ed il periodo.

Marlton Hotel

Evitate come la peste le festività e prenotate con parecchio anticipo, anche di diversi mesi. Al massimo, utilizzate l’opzione di cancellazione gratuita su Booking e, se trovate di meglio, cancellate la prenotazione precedente.

Fate attenzione anche alle zone. New York è grande e non vi conviene prenotare un alloggio fuori Manhattan, anche se il prezzo è competitivo. Rischiereste di passare le giornate in metropolitana.

Quindi, in buona sostanza, dovete cercare un compromesso tra prezzo, periodo e zona. Sull’area della città da scegliere, potete andare abbastanza tranquilli, qualunque cosa si trovi a Manhattan, tendenzialmente, andrà bene. Valutate anche la distanza dalla prima stazione della metropolitana.

Noi abbiamo dormito al Marlton Hotel ed al Maritime Hotel, rispettivamente al Greenwich Village ed a Chelsea. Qualità prezzo ottima, molto comodi anche per i mezzi pubblici e colazione inclusa, rarissima a New York.

Mezzi pubblici

Quanto costa la metropolitana di New York e quanto influirà sul vostro budget di viaggio? Per fortuna, non molto. Assicuratevi di acquistare la Metro Card ed utilizzare quella per tutta la durata del vostro viaggio. Si può comprare in ogni stazione della metropolitana, sia con le carte che con i contanti, e costa $33 a settimana. Il prezzo è quasi straordinario per New York, quindi, approfittatene, anche perché vi porterà ovunque in città.

Stazione della metropolitana del Natural History Museum

Oltretutto, con la Metro Card, potrete viaggiare anche sugli autobus. A noi sono serviti solo una volta per andare a Dyker Heights, però, essendo compresi, se vi sono comodi, usateli.

Attrazioni ed attività

Le attrazioni classiche e le attività a New York hanno dei prezzi folli. Ma folli è dire poco. Considerate solo che per salire sull’Empire State Building spenderete circa €40. E’ anche vero che potete mai andare a New York e non andare a vedere la città dall’alto?

Sappiate, comunque, che anche a questo c’è una soluzione che si chiama CityPass.

Il costo è di €123, €104 per i bambini fino ai 17 anni, ed include le seguenti attrazioni:

  1. Empire State Building
  2. Museo americano di storia naturale
  3. Top of the Rock Observation Deck oppure Museo Guggenheim
  4. Statua della Libertà ed Ellis Island oppure Crociere Circle Line
  5. Memoriale e Museo dell’11 settembre oppure Intrepid Sea, Air & Space Museum
Natural History Museum

Il risparmio è, effettivamente, molto alto, quindi se avete interesse nel visitare queste attrazioni, affidatevi a loro.

Attenzione al fatto che alcune di queste attività vanno prenotate con anticipo, in particolare nei periodi più turistici.

Cibo, ristoranti e Street Food

Ultimo, ma non per importanza, parliamo di quali sono i costi per mangiare. Ci spiace dirvi che, anche in questo caso, c’è poco margine. O meglio. Si può risparmiare, ma fino a un certo punto.

Ristorante Cinese

Se la vostra vacanza è nell’ottica del low cost, vi consigliamo i classici chioschi di hot dog ed hamburger ($8/9), l’americanissimo Shake Shack ($15/20) ed il famosissimo McDonald’s. Se, invece, avete voglia di spendere e di tornare a casa con il fegato ancora in grado di fare il suo mestiere, a New York troverete una marea di ristoranti di ottimo livello, ma i prezzi sono alti, non meno di $50 a testa esclusa mancia (che è quasi obbligatoria).

In definitiva, quindi, quanto costa un viaggio a New York?

Un viaggio di una settimana nella grande mela può costare dai €1500 ai €2000 a testa. E’ tanto, lo sappiamo, ma è la pura verità!