Sequoia National Park

Se andate in California non potete non andare a vedere le sequoie giganti, sono un vero e proprio simbolo di questo stato e rimarrete estasiati dalla loro altezza e dalla circonferenza dei tronchi. Noi per vedere le sequoie californiane abbiamo optato per Muir Woods, ma in base al giro che deciderete di fare in California, potreste trovarvi vicino ad un altro parco meraviglioso, il Sequoia National Park. Questo parco si trova in Sierra Nevada, sempre nello stato della California. Pensate che è un parco molto antico, istituito nel 1890 come secondo parco degli Stati Uniti dopo quello di Yellowstone e si estende per circa 1600 chilometri quadrati. Al suo interno troverete anche uno dei monti più alti degli Stati Uniti, il Monte Whitney che misura 4421 metri. Qui non vedrete solo le sequoie più alte, ma l’albero più alto della terra, soprannominato Generale Sherman con un’altezza di 83,80 metri ed un perimetro del tronco di 31,3 metri. Le città più vicine a questo parco sono Fresno e Bakersfield, nelle quali potrete alloggiare per visitarlo.

3 giorno > Muir Woods National Monument e le Sequoie Giganti

Oggi è il primo giorno che dedicheremo per intero alla natura. Abbiamo sentito parlare molto di Muir Woods, uno dei parchi naturalistici nazionali della California, dove ammirare alcune delle più alte sequoie dello stato. La foresta deve il nome ad un celebre naturalista statunitense, Jhon Muir e si trova pochi km a nord di San Francisco, nella contea di Marin. Inoltre, essendo noi appassionati di cinema, era una tappa imperdibile a causa di molte scene del film Apes Revolution – Il Pianeta delle scimmie girate proprio all’interno del parco. Il fuso orario continua a farsi sentire ed a svegliarci prima del previsto, il lato negativo è che la sera siamo stanchi presto, ma per lo meno riusciamo a goderci appieno le giornate durante le ore di sole.

Uno di noi ha una malcelata passione per i donuts, per capirci, le classiche ciambelle americane alla Homer Simpson, e quindi decidiamo di fare colazione in un posto che si trova proprio dall’altra parte della strada rispetto al nostro hotel. Johnny Doughnuts pare essere un’istituzione qui a San Francisco, la mattina presto per fortuna non troviamo molta coda e riusciamo ad accomodarci con le nostre ciambelle, una al cioccolato ed una alla vaniglia ed i nostri cappuccini. Qui le ciambelle sono davvero buone, per niente unte e, per quanto possibile, abbastanza leggere. Non vogliamo fare le cose di fretta, quindi ci godiamo la colazione con calma, saliamo un secondo in hotel a prendere la macchina fotografica e chiamiamo il nostro prossimo Uber.

L’attesa è breve e nel giro di 40 minuti circa arriviamo finalmente a Muir Woods spendendo intorno ai 20$, prezzo molto più basso rispetto a quanto avremmo speso in taxi. Arrivati a destinazione, ci dirigiamo verso l’ingresso e dopo aver pagato il biglietto di accesso al parco (10$ a testa), entriamo subito nello shop in cui acquistiamo una felpa nera con delle sequoie stilizzate ed un peluche di un piccolo bisonte. Infine entriamo nel vivo di questa esperienza cominciando la camminata in mezzo alle sequoie. Non importa se siete o meno appassionati di natura o di piante, questi alberi vi faranno venire la pelle d’oca per quanto sono alti, pare possano arrivare ad un’ altezza che oscilla tra gli 80 ed i 130 metri.

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Altezza delle sequoie di Muir Woods

Il sentiero inizialmente non crea grossi problemi, la passeggiata è abbastanza pianeggiante ed è complice il clima mite del luogo, non estremamente caldo e comunque all’ombra delle sequoie. Più andate avanti, più comincerete a sentire la fatica, questo comunque non vi permetterà di uscire dal parco. E’ un percorso praticamente obbligato, ed una volta entrati, dovete finirlo, è comunque possibile fare delle pause, sedervi su dei tronchi e fare qualche foto, il che alleggerirà la fatica, che in ogni caso non è titanica.

Il tempo della passeggiata è variabile in base al vostro ritmo ed alle fermate che effettuerete, per esempio, dopo un prima parte di cammino c’è un bivio che divide la strada in due, se seguite quella principale andrete in giù, se seguite il sentiero più piccolo salirete fino ad ammirare un bellissimo panorama. Oltre alle sequoie di straordinaria bellezza, all’interno del parco troverete spesso dei ruscelli e dei corsi d’acqua davvero suggestivi che vi faranno entrare in un’atmosfera magica. Muir Woods non è una tappa da perdere, vero è che rimane una grande foresta dove l’intervento dell’uomo è davvero minimo, se non per quanto riguarda i sentieri e questioni prettamente pratiche, quindi dopo 1 o 2 ore di cammino potrebbe cominciare a sembrarvi tutto molto simile, provate a godervi la natura per quella che è, non ne rimarrete delusi.

In California la foresta di Muir non è l’unico posto dove ammirare le sequoie, esiste un parco chiamato “Sequoia National Park” che non è assolutamente da meno, tutte le informazioni le troverete nel prossimo post.

Finita la nostra lunga passeggiata, usciamo dal parco e con un po’ di sorpresa ci rendiamo conto che non funziona internet sul cellulare e diventa quindi difficoltoso prenotare Uber. A questo punto, non contenti di aver già passeggiato abbastanza, decidiamo di seguire il sentiero a lato della strada, in attesa che torni la linea, cosa che purtroppo non accade per circa 3 km. Nel corso dei nostri viaggi abbiamo imparato una cosa: dalle sfortune può sempre emergere qualcosa di buono. E’ vero che abbiamo camminato per altri 3 km dopo la fatica già fatta nella foresta, è vero che la frustrazione quando si è nel nulla e non si sa dove andare è parecchia, è vero anche che in qualunque posto siamo, almeno una volta per viaggio noi ci perdiamo, ma non possiamo negare, nelle nostre perdite di rotta, di aver visto posti che diversamente, forse, non avremmo potuto ammirare. In quest’altra lunga camminata, questa volta non voluta ed inaspettata, abbiamo incontrato due corvi che in corso d’opera abbiamo rivisto più e più volte (ci piace pensare che fossero sempre gli stessi), una fattoria con dei bellissimi cavalli, ed infine il miraggio, una deliziosa struttura tra le colline californiane dal nome Pelican, nella quale abbiamo ordinato patatine fritte e qualcosa da bere.

Questo posto era davvero carino, arredato in maniera spartana ma carina, in puro stile americano con delle banconote da un dollaro sparse sul soffitto. Dopo aver fatto merenda chiediamo alla barista se avesse potuto chiamare un taxi per noi, chiaramente la linea era ancora per fatti suoi,  e siamo tornati verso San Francisco attraversando il Golden Gate al tramonto, uno spettacolo. Ci facciamo lasciare dal tassista, un uomo in età avanzata e canuto con una camicia a fiori, appena dopo il ponte, dove decidiamo di cenare in una tavola calda con due hamburger e delle hot wings estremamente hot, accompagnate da una salsa all’erba cipollina e due bibite che sono state la nostra salvezza impedendoci di andare a fuoco. Provati da questa giornata, avventurosa quanto stancante, torniamo in hotel in Uber ed andiamo a dormire.

I leoni marini di San Francisco

Una delle motivazioni principali per cui San Francisco ed il suo porto hanno una certa fama è senza dubbio la presenza dei leoni marini.

Non potete assolutamente perderveli, vedere questi animali in una cornice cittadina che si muovono, si tuffano con la loro proverbiale pigrizia e vi guardano vi emozionerà tantissimo. Insomma, sono una delle attrazioni più carine da vedere in questa città, anche e soprattutto se viaggiate con bambini. Questi animali si trovano qui a causa di un violento terremoto avvenuto nel 1989 in seguito al quale si sono stanziati proprio all’interno del porto di San Francisco e pare che non intendano lasciare quella che ormai è diventata di diritto la loro casa.

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Leoni marini di Pier 39

Prestate attenzione ad alcuni accorgimenti sul comportamento da adottare in questa zona. Sarebbe bene evitare di inquinare da tutte le parti, ma in questo caso, vista la presenza dei leoni marini, evitate di buttare sigarette, cartacce o rifiuti in mare. Inoltre, anche se spesso i turisti fanno finta di nulla, è assolutamente vietato dal loro da mangiare, come sapete, spesso gli animali non possono mangiare tutto ciò che mangiamo noi, sarebbe quindi auspicabile evitare di nutrirli in modo errato e rischiare di farli soffrire a causa nostra. Vivono in quello che ormai è diventato il loro ambiente naturale, sono di conseguenza assolutamente in grado di procacciarsi il cibo da se. Osservate queste regole e godetevi la visita. Talvolta può capitare di vederli in lontananza, non temete, sedetevi sulle apposite panchine ed aspettate una decina di minuti, non tarderanno ad arrivare e potrete vantarvi del vostro incontro ravvicinato! Non abbiate paura di non vederli a causa del periodo in cui visitate la città, sono presenti praticamente sempre e li vedrete con estrema facilità.

2 giorno > La vera essenza di San Francisco, Fisherman’s Wharf e Pier 39.

La notte scorsa, reduci dal lungo viaggio e dalle varie peripezie, abbiamo deciso di puntare la sveglia intorno alle 10.00 in modo tale da svegliarci riposati senza perdere troppo tempo.

L’intento era buono, ma il jet leg ha anticipato il tutto ed essendoci svegliati abbastanza presto, decidiamo di non perdere altro tempo ed affrontare la nostra prima tappa cittadina. Usciamo armati di jeans, felpa e macchina fotografica, intenti a dirigerci verso il porto, uno dei punti più caratteristici di San Francisco.

Chiamiamo il nostro primo Uber che ci porta a destinazione ad un prezzo veramente irrisorio di 3.79$. Nel giro di 10 minuti siamo al porto ed essendo ancora a stomaco vuoto facciamo colazione da Starbuck’s con una ciambella, un cornetto al cioccolato e due cappuccini grandi. Ce la prendiamo abbastanza con calma e dopo una quarantina di minuti usciamo dal locale e continuiamo la nostra passeggiata sul porto. Ad un’estremità dello stesso veniamo rapiti da un grande capannone sopra al quale troneggia la scritta Musée Mécanique, incuriositi ci addentriamo e notiamo con sorpresa che l’entrata è gratuita e che all’interno c’è un’infinita quantità di videogiochi elettronici del passato, flipper, aggeggi che predicono il futuro e la fortuna in amore. In sostanza, più che un museo è una sala giochi, e vi assicuriamo che vale la pena spendere una ventina di dollari per cimentarsi in qualche gioco. Scopriamo, facendo delle ricerche, che tutti gli oggetti presenti fanno parte di una collezione privata del XX secolo di proprietà di Ed Zelinsky, composta da circa 300 pezzi ed è davvero unica nel suo genere soprattutto perché ogni oggetto che troverete all’interno è perfettamente funzionante. Dopo una trentina di minuti, decidiamo che ci saremmo tornati  nei giorni successivi per giocare a qualche videogioco ed abbandoniamo il museo per continuare la nostra passeggiata nella quale, tra una chiacchiera e l’altra, incontriamo alcuni artisti di strada e rimaniamo stupiti da due performance in particolare: un gruppo di ragazzi che balla egregiamente la break dance ed un artista del Kansas che suona una cospicua quantità di strumenti alla volta e si pone su una sorta di trespolo per attirare l’attenzione.

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Franklin Street, San Francisco.

 

Camminiamo ancora un po’ fino ad arrivare al Pier 39 Village, che si rivela essere una meta molto turistica, piena di negozi particolari, tanto cibo, colori, ristoranti, dolci e sopratutto persone. Poco prima di entrare nel vivo di questo posto vediamo sulla nostra sinistra quella che risulta una tra le ragioni principali per visitare il porto: i leoni marini. Sono davvero tanti, bellissimi ed anche rumorosi. Alcuni se ne stanno tranquilli sulle zattere di legno, altri si muovono e si tuffano in mare, fatto sta che rapiscono la nostra attenzione e li osserviamo con attenzione per una buona manciata di minuti. Ecco che arriva la vera e propria entrata al Village, cominciamo facendo un po’ di acquisti tra cui felpe e cappelli di ottima qualità, un bellissimo pezzo di quarzo e qualche snack con cui pranziamo senza troppe pretese, ovvero una coppetta di nachos con una marea di formaggio cheddar sopra ed una coca-cola per un totale di 10$. Tra un negozio e l’altro sono ormai le 17.30, la stanchezza comincia a farsi sentire, il freddo anche, complice il vento molto forte e decidiamo di entrare nell’acquario situato al secondo piano del Pier 39 Village.

Nonostante il prezzo un po’ eccessivo (23$ a testa), rimaniamo contenti dell’esperienza. L’acquario è tenuto molto bene ed ospita una grande quantità di animali. Qui camminerete lungo un itinerario in cui ammirerete meduse, rospi, serpenti, tartarughe e le simpaticissime otarie; inoltre c’è un lungo tunnel dove vedrete nuotare accanto a voi e sopra la vostra testa squali più o meno grandi. Questa è una tappa che ci sentiamo di consigliare a chi è interessato al mondo animale, sia per il prezzo che non è bassissimo, sia perché l’acquario, seppur ben fatto, non è di enormi dimensioni e non vorremmo che per voi non ne valesse la pena. A questo punto siamo pronti per la cena e decidiamo di andare in un locale dal quale eravamo stati colpiti durante la nostra permanenza al Village dal nome “Arcade Players Sports Grill”. Il posto in sé e molto carino sia fuori che dentro, ma vi consigliamo di mangiare fuori per la presenza di particolari focolari posizionati al centro del tavolo all’interno di una teca di vetro aperta in cima.

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Focolare Arcade Players Sports Grill

Qui optiamo per un cheeseburger di manzo ed uno di bisonte con le famose french fries e due bicchieri di coca. Rimaniamo un po’ stupiti dal conto che è intorno ai 40$ ma in futuro scopriremo che è un’abitudine qui negli Stati Uniti a patto che non si mangi sempre nei fast food. Gli hamburger sono buoni ma un po’ troppo cotti, mentre le patatine sono fatte a mano e dal taglio rustico. Finiamo di mangiare con calma e decidiamo di tornare in hotel per dare un’occhiata ai nostri acquisti, farci una doccia e andare a dormire. Al ritorno utilizziamo di nuovo Uber, per il modico prezzo di 4.70$.

 

Cosa fare quando il volo è in ritardo o dovete sostenere lunghi scali?

Non capita raramente che i voli siano in ritardo, finché si parla di uno o due ore, il tempo passa abbastanza velocemente, soprattutto se si sta partendo e non si sta tornando indietro. Ma cosa accade se il nostro volo ritarda di sei o sette ore? Certo, potete anche decidere di dormire un po’ sulle sedie del gate, ma vediamo insieme qualche consiglio su come impiegare il tempo in modo più proficuo.

. uscite dall’aeroporto: se il ritardo vi è stato comunicato per tempo tramite mail o avviso sul cellulare, e non siete già all’interno del gate, uscite! Perché non visitare una città del tutto nuova e non in programma? A volte questi imprevisti diventano delle opportunità. Se vi capita un ritardo di parecchie ore ed avete voglia di farvi un giro e sgranchire le gambe, lasciate le valigie in aeroporto (esistono depositi apposta che pagherete pochi euro) e cavalcate l’imprevisto. Ricordate però di tornare in aeroporto minimo due ore prima per non rischiare di perdere il volo.

. mangiate qualcosa di tipico: certo, il ritardo di un volo non fa mai piacere, ma se siete in città che non conoscete o in uno stato mai visitato, perché non provare a mangiare qualcosa di tipico? In aeroporto, si sa, i ristoranti non mancano e ce ne sono per tutti i gusti e tutte le tasche. Andate in quello più tipico, prendete un tavolo ed ordinate un piatto tipico del paese in cui vi trovate. Non sia mai che più avanti vi verrà voglia di tornare in quel paese, magari per più di cinque o sei ore.

. siate previdenti: ormai tutti noi viaggiamo con uno smartphone, un tablet o addirittura un pc. Siate previdenti e prima della partenza scaricate qualche puntata delle vostra serie tv preferita o qualche film che non avete mai visto. Il tempo passerà molto più velocemente ed ogni volta che vi capiterà di vedere lo stesso film penserete al vostro viaggio.

. e se siete già all’interno del gate? Ok, in questo caso non potete uscire, forse avete già mangiato ed avete dimenticato di scaricare film sul vostro dispositivo. Non ci pensate mai che al vostro gate ci sono persone che stanno viaggiando per arrivare nella vostra stessa destinazione? Bene, individuate tra la folla qualcuno che ritenete abbia una faccia simpatica ed avvicinatevi. Se trovate una persona disponibile, perché non chiederle che cosa ha in mente di fare una volta arrivato a destinazione? In questo modo potrete carpire qualche informazione in più sulla vostra meta, qualche escursione alla quale non avete pensato o qualche posto che non avreste mai visitato senza consiglio del vostro nuovo amico viaggiatore.

. esplorate l’aeroporto: avete presente il film “The Terminal” con Tom Hanks? In pratica il protagonista per motivi burocratici di cui non faremo menzione per evitare spoiler, si trova a dover vivere al JFK di New York City per parecchio tempo. Prendete esempio, gli aeroporti sono delle piccole città, entrate in qualche negozio, comprate qualcosa di tipico, osservate i tabelloni dei voli per le altre destinazioni e girovagate un po’. Non sembra, ma il vostro scalo sarà più veloce di quanto pensate.

 

Fatevi un regalo!

Oggi vogliamo parlarvi degli orologi Welly Merck, un’azienda svizzera. Ci è stato chiesto di collaborare con loro, ma prima di tutto, abbiamo voluto vedere il prodotto per proporvi qualcosa di effettivamente carino, versatile e di qualità.  Al momento dell’arrivo dell’orologio, avvenuto 2-3 giorni lavorativi dopo la presa dell’ordine, abbiamo aperto la scatolina e non siamo rimasti delusi. Questi orologi sono davvero molto belli, la cosa interessante è che ce n’è per tutti i gusti, ma anche per tutte le tasche. Troverete orologi intorno ai 100$, ed altri intorno ai 500$, la scelta è molto ampia e, volendo, c’è la possibilità di customizzarli come preferite, facendoli incidere. Inoltre per ogni orologio, avete la possibilità di cambiare cinturino non appena ve ne stancherete, in modo facile e veloce.

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Orologio WM

Vi proponiamo a questo proposito un codice sconto con il quale pagherete 50$ in meno il vostro orologio “WDaniela50“, potete fare qualche regalo di Natale o acquistarlo per voi stessi.

Dovete collegarvi al sito web www.wellymerck.com ed al momento dell’acquisto basterà inserire i vostri dati, che serviranno all’azienda per spedirvi l’oggetto, il codice sconto ed il gioco è fatto 🙂 Fateci sapere cosa ne pensate e non esitate a contattarci per qualunque dubbio o problema abbiate. Ci sono modelli da uomo o da donna, credeteci, avrete l’imbarazzo della scelta.

1 giorno > L’entusiasmo, la partenza e l’arrivo.

Il giorno della partenza è come sempre un giorno entusiasmante, pieno di aspettative e di punti di domanda.

Ci si chiede se effettivamente il viaggio che si sta per intraprendere sarà all’altezza delle proprie aspettative, se gli hotel prenotati corrispondano alle foto viste sui vari siti, se forse sarebbe stato meglio fare tappe diverse, se in aereo si riuscirà a dormire o se, come spesso accade, l’agitazione per alcuni e la paura del volo per altri, impediranno di godersi il viaggio nel migliore dei modi. Con in testa tutto questo, lasciamo casa con le valigie e pieni di curiosità intorno alle 6 del mattino e ci dirigiamo tramite un autobus, verso la stazione centrale di Milano. Lì ci aspetta il treno denominato Malpensa Express, molto comodo perché permette l’arrivo all’aeroporto di Malpensa dalle varie stazioni ferroviarie di Milano e porta comodamente davanti al terminal 1 ed al terminal 2. A prescindere dal terminal che interessa il vostro volo, non dovrete prendere un treno diverso perché il mezzo fa varie fermate in città e le ultime due corrispondono ai due terminal. Il viaggio può durare dai 35 minuti circa ai 60 minuti, in base a dove lo prendete ed a che terminal vi fermate, il costo è di 13€ a persona.

Piccola riflessione: il prezzo non è bassissimo, però considerate che prendendo un taxi spendereste intorno ai 100€. Quindi le opzioni a nostro avviso sono due o prendete il Malpensa Express, comodo perché vi porta proprio alle porte del terminal, o in caso possiate farlo, fatevi accompagnare da qualcuno in macchina. 

Finalmente arriviamo in aeroporto, facciamo velocemente il check-in al banco della United e ci fermiamo nel Duty Free per quelli che sono gli immancabili acquisti non certo utili, ma che sanno di viaggio, classici di ogni pre partenza che si rispetti.  Facciamo una colazione leggera, cornetti al cioccolato, un cappuccino ed un marocchino e ci piazziamo al gate da cui sarebbe partito il nostro volo. Dopo pochi minuti, arriva una comunicazione che ci informa del ritardo di mezz’ora del nostro aereo. Poco male, ci mettiamo l’anima in pace ed aspettiamo. Dopo una mezz’ora che è sembrata un giorno, cominciano ad imbarcarci, ci sediamo ai nostri posti e via. Si parte. Le ore di volo sono circa 9 e per fortuna il nostro aereo, come spesso accade per i voli intercontinentali, è dotato di schermi sullo schienale davanti a noi sul quale è possibile passare un po’ di tempo guardando vari film. Inoltre la compagnia aerea serve un pasto, ovviamente il classico pasto da aereo, quindi sicuramente non un’indimenticabile esperienza, ma nel complesso passabile e soprattutto, fa volare ancora un po’ di tempo. Arrivati a Newark, scendiamo dall’aereo e ci rendiamo conto che, avendo solo un’ora di tempo, dobbiamo darci una mossa. Fortunatamente non abbiamo dovuto aspettare le valigie per fare un nuovo check-in, ma un aeroporto americano, è davvero una città. Tra un passo veloce e l’altro pensiamo che siamo sul suolo americano ormai, e poche ore ci separano dalla nostra prima destinazione.

Dopo una buona manciata di minuti arriviamo al gate e ci sediamo. Tra un pensiero e l’altro posiamo lo sguardo sullo schermo che sarebbe dovuto essere quello relativo al nostro volo, peccato che ci fosse scritto Singapore. Abbastanza increduli ed irrequieti chiediamo alla hostess al banchetto che ci informa con una calma irritante che il nostro volo non parte da lì, ma da un altro gate. Le mostriamo il biglietto, convinti che ci fosse scritto il numero del gate al quale ci eravamo recati. In effetti il numero era giusto, ma c’era una postilla alla quale non avevamo fatto caso che recitava, in un tono che al momento della lettura abbiamo avvertito tra lo scostante ed il supponente “GATE MAY CHANGE”, tradotto “IL GATE POTREBBE CAMBIARE”. Ottimo. Corriamo, sudiamo ed infine arriviamo al gate giusto. Porte chiuse. Volo partito. Fossimo arrivati due minuti prima saremmo tranquillamente saliti a bordo, il che ci innervosisce ancor di più. Nonostante la vocina in testa che ci suggeriva qualcosa tipo “iniziamo bene”, proviamo a non perderci d’animo, andiamo al banco della United, spieghiamo la situazione ed il fatto che, oltre ad aver sbagliato gate, abbiamo avuto davvero poco tempo tra un volo e l’altro considerando il ritardo precedentemente accumulato. Senza troppi giri di parole, la signorina ci comunica di recarci ad un terzo gate e che lì ci avrebbero fatto un nuovo biglietto, non appena avrebbero trovato due posti liberi su un aereo diretto a San Francisco. Seguiamo i suoi ordini ed infine, senza spendere un euro in più, ci trovano due posti su un volo che sarebbe partito circa 6 ore dopo, e ci danno anche dei voucher da 20$ a testa da spendere in aeroporto. Tutto sommato, nonostante il disagio del volo perso, abbiamo ottenuto un buon servizio ed ora, non possiamo far altro che aspettare ed esplorare un po’ l’aeroporto. Tra una cosa e l’altra ci è venuta una certa fame e ci siamo fermati a mangiare un hamburger, onestamente nulla di che, non ce lo siamo goduti troppo, complice l’aria condizionato molto alta e la stanchezza. Dopo l’interminabile tempo d’attesa, finalmente arriva il nostro aereo e veniamo imbarcati. Il volo è durato 6h e 30min e l’aereo era confortevole quanto il primo. Concluso quello che appena ripresa lucidità avremmo cominciato a chiamare “il viaggio della speranza”, usciamo dall’aeroporto e ci dirigiamo verso la taxi aerea. Va fatta una piccola precisazione: negli Stati Uniti è molto più comodo e soprattutto economico muoversi con Uber. In questo caso abbiamo preso il taxi perché non avevamo ancora scaricato l’applicazione e collegato la carta, ed essendo per noi la prima volta, volevamo controllare bene come funzionasse una volta arrivati con calma in hotel. Nel giro di una mezz’oretta arriviamo a destinazione, spendiamo intorno ai 50$ di taxi, ed entriamo all’ Inn at the Opera.

L’hotel ci ha fatto subito una buona impressione, facciamo il check-in, arriviamo in camera e ci facciamo una doccia, ormai sono quasi le 2 di notte, ma nonostante la stanchezza, abbiamo voglia di sgranchire un po’ le gambe dopo tutto quel tempo seduti. Scendiamo con felpa e cappuccio, San Francisco è fredda e ventosa, facciamo un breve passeggiata intorno all’isolato e da subito avvertiamo la sensazione di essere effettivamente dall’altra parte del mondo. Siamo elettrizzati, ma ormai le batterie sono proprio scariche. Torniamo in hotel e ci mettiamo finalmente sotto le coperte.

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Alcatraz Island, San Francisco.

Itinerario: voli, auto ed hotel

Dopo avervi fornito un po’ di consigli pratici su come intraprendere un viaggio on the road sulla West Coast, entriamo finalmente nel vivo di quest’esperienza.

VOLI (prenotati il giorno 7 maggio)

Il primo volo è quello che ci ha portato da Milano a San Francisco, con uno scalo intermedio a Newark in New Jersey.

  • Venerdì 20 luglio

Volo United Airlines

MILANO (MXP) > NEWARK (EWR)

10.30          13.35

Durata 9h 5m

  • Venerdì 20 luglio

Volo United Airlines

NEWARK (EWR) > SAN FRANCISCO (SFO)

21.25          00.48 (arrivo in data 21 luglio)

Durata 6h 23m

Il secondo volo è stato quello di ritorno, anche in questo caso con scalo, abbiamo deciso di non prendere voli interni, optando per girare interamente in macchina

  • Lunedì 6 agosto

Volo Air Canada

SAN FRANCISCO (SFO) > TORONTO (YYZ)

22.45                 06.35 (arrivo in data 7 agosto)

durata 4h 50m

  • Martedì 7 agosto

Volo Air Canada

TORONTO (YYZ) > MILANO (MXP)

20.40           10.30 (arrivo in data 8 agosto)

durata 7h 45m

AUTOVETTURA (prenotata il giorno 14 maggio)

Ritiro presso aeroporto di San Francisco (SFO) il giorno martedì 24 luglio

Riconsegna con pieno di carburante presso aeroporto di San Francisco (SFO) il giorno lunedì 6 agosto

Vettura: Hyundai Elantra grigia, 5 porte.

HOTEL 

San Francisco: Inn at the Opera ***, 333 Fulton Street, San Francisco

20 luglio > 24 luglio

Questo hotel si trova in una zona tranquilla, carina e comoda per raggiungere i principali punti di interesse, soprattutto se come noi decidete di girare con il servizio Uber. La nostra camera era abbastanza piccola ma provvista di tutto e molto pulita, i letti sono comodi ed il bagno essenziale ma ottimo per un soggiorno di quattro giorni. L’unico neo di questo hotel è il prezzo, veramente molto alto per un 3 stelle.

Los Angeles: Super 8 by Wyndham Los Angeles**, 1341 West Sunset       Boulevard, Los Angeles 

24 luglio > 28 luglio

Se non siete interessati ad alloggiare in un albergo di lusso, ma avete bisogno di una base per esplorare la città di Los Angeles, questo hotel va più che bene. Esteticamente non è nulla di che, ma le camere sono spaziose come il bagno, offre una colazione nella norma, anche se i posti per sedersi sono pochi, quindi provate a scendere non molto dopo l’inizio del servizio. Si struttura su più piani, il consiglio è di chiedere al momento della prenotazione una camera che non sia al piano terra perché la zona non è delle migliori, ed essere ad un piano rialzato è sicuramente la scelta migliore. E’ dotato di parcheggio gratuito, sicuramente una comodità in più. Ci sono molti hotel dotati di parcheggi a pagamento, ma rischiereste di spendere intorno ai 40$ al giorno. Se per voi non è un problema potete sicuramente scegliere hotel migliori.

Las Vegas: The Venetian Resort-Hotel-Casino*****, 3355 Las Vegas Boulevard South, Las Vegas

28 luglio > 29 luglio

Questo hotel è veramente molto bello, curato nei minimi dettagli, le camere sono davvero enormi, il letto molto comodo ed il bagno dotato di doccia molto spaziosa e Jacuzzi. Avrete la possibilità di fare un bagno in una piscina meravigliosa. Più che un hotel pare essere una città, all’interno trovate di tutto: ristoranti, fast food, casino, negozi e boutique di lusso.

Kayenta: Kayenta Monument Valley Inn***, Junction US Highway 160&163, Kayenta

29 luglio > 30 luglio

Questo hotel è perfetto per visitare la Monument Valley, pulito, confortevole e dotato di parcheggio gratuito. Non è un albergo di lusso chiaramente, ma non mancherà nulla al vostro soggiorno. Davanti all’hotel trovate alcuni fast food dove consumare un pasto veloce, un benzinaio ed un supermercato in caso vi servisse qualcosa.

Flagstaff: Days Inn & Suites by Windham East Flagstaff***, 3601 East Lockett Road, Flagstaff

30 luglio > 31 luglio

Hotel essenziale e pulito, con camere relativamente spaziose, ottimo per visitare il Grand Canyon. Colazione di buona qualità ed abbastanza abbondante. Parcheggio gratuito. Anche qui trovate vari fast food nelle vicinanze e stazioni di servizio.

Palm Springs: Sparrows Lodge****, 1330 East Palm Canyon Drive, Palm Springs

31 luglio > 1 agosto

Questo lodge è davvero ottimo. Tenuto benissimo e curato in ogni minimo dettaglio. Le camere sono interamente in legno, arredate con gusto. Il bagno è molto particolare, composto da una doccia aperta ed una vasca in perfetto stile  western. All’interno di ogni camera c’è una sorta di balconcino privato dove godervi una bevanda fresca. La piscina è molto bella, ben tenuta ed in mezzo alla struttura sorge un gazebo coperto da piante ed un tavolo lungo in legno dove pasteggiare in compagnia in caso viaggiaste con amici o parenti. Prima e dopo la piscina sono poste due casette in legno, la prima è dedicata ad una pausa fresca dal caldo insistente di Palm Springs, la seconda è quella dove ogni mattina viene allestita una fantastica colazione di alta qualità e ricca di molti ingredienti.

Questo hotel è vietato ai minori di 21 anni ed è dotato di parcheggio gratuito.

San Diego: Holiday Inn Express San Diego SeaWorld***, 4540 Mission Bay Drive, Pacific Beach, San Diego

1 agosto > 5 agosto

Nonostante le tre stelle questo hotel non è stato in linea con le nostre aspettative. Le camere sono pulite ed abbastanza spaziose, ma non molto belle. La colazione, nonostante la quantità di cibo offerto, non è all’altezza di un 3 stelle. Noi personalmente in hotel ci stiamo molto poco, giusto la notte, però se si cerca un’esperienza rilassante, non è l’hotel che fa per voi. Parcheggio gratuito all’interno della struttura.

Bakersfield: Holiday Inn Express Bakersfield Airport****, 19480 Quinn Road, Bakersfield

5 agosto > 6 agosto

Abbiamo fatto tappa a Bakersfield perché saremmo dovuti tornare a San Francisco  per prendere il volo di ritorno in Italia e questa cittadina si trova quasi a metà tra San Diego e San Francisco. E’ sempre un Holiday Inn, quindi come tutti gli hotel di questa catena, l’idea di essere più utile che bello è caratteristica preponderante. Però, a differenza di San Diego, dove avevamo alloggiato nella stessa catena non trovandoci benissimo, qui l’esperienza è stata del tutto diversa. Camere molto più spaziose e sempre pulite, vasca e doccia. Parcheggio gratuito e struttura curata.

Qui sotto vi postiamo la schermata del nostro itinerario

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Itineraio USA West Coast

Fuso orario

Il fuso orario è una questione molto spesso sottovalutata, se siete abituati a viaggiare in Europa in effetti non è un argomento sul quale soffermarsi più del dovuto, una o due ore non vi cambieranno certo la vita.

Se viaggiate negli Stati Uniti, invece, volente o nolente, dovete farci i conti. Essendo gli Stati Uniti ad ovest rispetto a noi, dovrete spostare l’orologio indietro di qualche ora, considerate che comunque in America non esiste un solo fuso orario essendo un paese molto esteso, quindi prima di partire date un’occhiata all’orario a destinazione. Senza dubbio rimane una questione molto soggettiva, c’è chi è più soggetto agli effetti del cambio orario e chi meno, ma più il fuso orario è ampio, più rischierete di avere qualche piccolo problema. Nella fattispecie, noi ci svegliavamo sempre molto presto, verso le cinque o le sei di mattina, questo sicuramente vi darà un po’ di vantaggio per quanto riguarda le visite e le varie escursioni, sicuramente troverete meno gente in giro, meno code e più tranquillità, il problema è che la sera sarete stanchi molto presto. Un consiglio che possiamo darvi, senza che prendiate farmaci inutili, è di acquistare prima della partenza una confezione di melatonina o di valeriana, prodotti totalmente naturali ma estremamente efficaci che vi aiuteranno a prendere il ritmo giusto, in modo da godervi le giornate nel migliore dei modi.

Sarà necessaria una sola pastiglietta e pian piano dovreste regolarizzarvi totalmente, in ogni caso gli effetti del fuso orario potrebbero durare dai due ai sette giorni al massimo.

Assicurazione per i voli

Leggete bene ciò che stiamo per dirvi perché è di vitale importanza.

Quando prenoterete i vostri voli, a fine processo sulla schermata del sito a cui vi affiderete verrà fuori la scritta “vuoi assicurare il tuo volo?”. Ci sono alcune precisazioni da fare a riguardo. Se decidete di assicurare il vostro volo non significherà in alcun modo che avrete la possibilità di cancellarlo come vi pare e piace a vostro comodo. Spesso purtroppo non si finisce di leggere tutto ciò che il sito ci mostra in minuscoli caratteri e si rischia di incorrere in errori che potrebbero farvi perdere parecchie centinaia di euro. Generalmente l’assicurazione sul volo vi copre solo per quanto riguarda eventi speciali, qui vi mettiamo una lista dei più comuni eventi alle quali le compagnie aeree riservano il rimborso totale o parziale del volo.

. malattia

. infortunio grave

. infortunio grave del compagno di viaggio

. perdita del lavoro e cassa integrazione

. danni ad abitazione o posto di lavoro

. lutto

. furto documenti

. calamità ed impedimenti a destinazione o per giungere a destinazione

. convocazioni giudiziarie e processi

In definitiva, leggete bene tutto ciò che il modulo di assicurazione illustra e non avrete alcun problema.