4 giorno > Ultimo giorno a San Francisco, il Golden Gate e The Palace of the Fine Arts

Questo è per noi l’ultimo giorno a San Francisco, quindi decidiamo di fare un po’ di giri con Uber per vedere le ultime cose che ci interessano. Anche oggi ci svegliamo abbastanza presto e spinti dal ricordo del giorno prima, facciamo colazione da Johnny Doughnuts gustando ciambelle e cappuccino. Prima tappa: Pier 39 Village. Di nuovo! Il primo giorno siamo stati rapiti da un battiporta in resina nera raffigurante un teschio a forma di polpo, abbiamo preferito pensarci un po’, ma alla fine torniamo a prenderlo per una trentina di dollari. Usciti dal negozio ci dirigiamo all’inizio del porto per provare a partecipare all’escursione per Alcatraz, la famosa prigione sull’isolotto davanti al porto, ma purtroppo ci viene detto in biglietteria che non ci sono più posti fino a fine agosto. Se siete interessati alla storia della prigione, ai biglietti d’ingresso ed altre informazioni, le troverete nel prossimo post. Da questo punto, prendiamo nuovamente Uber alla volta del Golden Gate, è vero che ci eravamo già passati, ma da buoni turisti volevamo vederlo un po’ più da vicino e fare qualche foto e poi, in caso non vi foste ancora chiaro, soffriamo della febbre dei negozi a tema, e quello del Golden Gate bridge non era ancora stato testato. In una manciata di minuti arriviamo sulla sponda del ponte più vicina e ci facciamo fare qualche foto ammirando questo ponte rosso di dimensioni davvero considerevoli, simbolo indiscusso della città.

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The Golden Gate Bridge

Una volta conclusi i convenevoli, salutiamo il ponte e ci dirigiamo verso lo shop, anche qui numerosi erano gli oggetti di arredo ed i souvenir, ci sono stampe del ponte, addirittura bulloni rossi da costruzione, felpe, magliette e chi più ne ha più ne metta. Acquistiamo qualcosina e siamo pronti a dirigerci verso The Palace of the Fine Arts. Questa struttura è davvero molto bella, costruita in stile neoclassico nel 1915 in occasione della Panama-Pacific International Exposition, una mostra per celebrare il completamento del canale di Panama e la ristrutturazione di San Francisco dopo un forte terremoto nel 1906. Oltre al monumento in se, l’atmosfera che si respira è di tranquillità e serenità per merito del meraviglioso parco che sorge intorno al palazzo.

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The Palace of Fine Arts

Ci siamo rilassati un po’ sulle panchine ed abbiamo assistito ad un matrimonio asiatico ed agli sposi che facevano le foto in abiti tradizionali. Pare che questo posto sia spesso utilizzato per celebrare matrimoni e festeggiamenti vari, ed in effetti il parco si presta moltissimo a quest’uso. A questo punto decidiamo di fare una capatina in hotel per riposarci un po’, il jet leg non è ancora smaltito del tutto, le giornate fin ora sono state piene e soprattutto, domani si parte per Los Angeles. Usciamo nuovamente verso le 8 di sera per cena e decidiamo di fare un ultimo saluto al posto che più di tutti ci ha rapito di questa città, il porto. Mangiamo in un ristorante messicano e siamo serviti da una cameriera carinissima, Carmen, che con gentilezza realizza la nostra richiesta di non stare davanti alla porta causa vento molto forte. Il ristorante si chiama Mango’s ed offre una gran quantità di specialità messicane, tra cui burritos, tacos, tortilla e nachos. Optiamo per due tacos e due burritos, non male ma un po’ insipidi ed asciutti. Usciamo dal locale, salutiamo Carmen e facciamo una passeggiata nella quale incontriamo un eccellente sassofonista che ascoltiamo volentieri per un po’, pare voglia salutarci ed augurarci buona fortuna per il resto del nostro viaggio. Torniamo in hotel con Uber ed andiamo a dormire sperando che la mattina arrivi presto.