Ristoranti da non perdere a Los Angeles

. The Cheesecake Factory

2 W Colorado Blvd, Pasadena, CA 91101, Stati Uniti

https://www.thecheesecakefactory.com

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Foto dal Web

Questo ristorante è molto carino, inoltre per noi era tappa obbligata essendo parte del set della fortunata serie TV americana “The Big Bang Theory”. Si mangia bene, i camerieri sono super gentili e la location è molto bella e curata. In realtà non si trova propriamente a Los Angeles il punto vendita dove ci siamo recati noi, ma a Pasadena; nonostante ciò le distanze in macchina sono abbastanza brevi, noi in Uber ci abbiamo messo una ventina di minuti. Essendo il “The Cheesecake Factory” una catena, lo troverete anche a Los Angeles.

 

. Cielito Lindo

E-23 Olvera St, Los Angeles, CA 90012, Stati Uniti

http://www.cielitolindo.org

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Foto dal Web

In questo posto potrete gustare un po’ di cucina messicana, molto diffusa negli Stati Uniti, soprattutto in California data la vicinanza con il Messico. Non perdetevi i tacos, in questo posto sono buonissimi, inoltre i prezzi sono abbastanza contenuti.

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Foto dal Web

 

. Olive Garden Italian Restaurant

13500 Whittier Blvd, Whittier, CA 90605, Stati Uniti

https://www.olivegarden.com

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Foto dal Web

L’Olive Garden è una catena di ristoranti molto famosa, in effetti il cibo è buono e la location è una delle migliori. Anche in questo caso, essendo una catena, lo troverete molto spesso e vi consigliamo di provarlo almeno una volta durante la vostra sosta a LA.

 

 

1 Giorno > Arrivo ad Atene, una prima visita alla Plaka, tra negozi e tradizione antica

L’arrivo ad Atene è previsto per il primo pomeriggio, esattamente per le 16.30, il volo risulta essere confortevole e le ore di volo non si fanno troppo sentire, infondo sono solo due ore e mezza. Il fusorario è di un’ora in avanti, ed arriviamo nel nostro hotel intorno alle 17.15, dove decidiamo di farci una doccia, riposarci un’oretta in balcone ed uscire subito dopo.

Atene è un città strana, non appena si esce per le vie della Plaka, si entra inevitabilmente in un’ atmosfera un po’ antica e un po’ moderna allo stesso tempo. Da una parte si trovano mille negozi e piccole boutique dove acquistare qualunque cosa, dalle statuette dei maggiori esponenti della Grecia antica, ai power banks di poco valore e conseguente poca qualità, dall’altra quando si pone l’occhio sul ciottolato sul quale si sta camminando, si pensa che lì hanno camminato i più grandi, Aristotele, Platone, addirittura Alessandro Magno che si narra abbia incontrato il filosofo Diogene nudo proprio qui sotto l’Acropoli.

Ed è la stessa Acropoli che tra una via e l’altra, a prescindere da dove ci si trova, fa capolino proprio al centro della città. Nonostante un po’ di stanchezza post viaggio, la curiosità vince ed entriamo praticamente da tutte le parti, troviamo saponette alle olive o di origine vulcanica, olio greco, unguenti per il corpo, sali da bagno, facciamo qualche acquisto alla leggera e la nostra passeggiata si conclude proprio sotto l’Acropoli. Il desiderio più grande è proprio quello di salire fin lassù, ma vista l’ora preferiamo fare tutto la mattina dopo, con più calma e un po’ di frescura mattutina. Atene in agosto è molto calda, quindi vi consigliamo di visitare l’Acropoli nei momenti in cui il sole brilla più timidamente. Ci guardiamo un po’ in giro ed essendo ora di cena, ci sediamo in un ristorantino all’aperto, dove assaggiamo due gyros di pollo ed un insalata greca. La cena si svolge tranquilla ed il buio cala sulla città, che nonostante tutto, risulta sempre affollata, piena di turisti e molto vitale. Il ristorante che abbiamo scelto ha un pregio che ha reso giustizia alla nostra prima sera ad Atene: nonostante ci troviamo nella zona più centrale della città, il locale è situato in un angolino molto tranquillo, dove rilassarsi davanti al panorama e godersi tutto ciò che Atene ha da offrire.

Ci si avvicinano alcuni gatti randagi che fanno parte di una colonia felina che vive qui – ci racconta il ristoratore – invitandoci ad offrire loro un pezzettino di cibo. Tra una chiacchiera e l’altra si fa una certa ora, gambe in spalla, torniamo indietro facendo la stessa strada dell’andata e notiamo subito la differenza rispetto a prima. Ora la città dorme, la via dei negozi è senza dubbio meno affollata, poche persone la percorrono ed il tutto rende il posto ancora più magico. 10509540_1446518308940601_9039935333550862038_n

Negozi da non perdere a Los Angeles

. Citadel Outlet

100 Citadel Drive, Commerce, CA 90040

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Foto dal Web

All’interno di questo grande outlet potrete fare acquisti a prezzi ottimi, i negozi al suo interno sono moltissimi, tra cui Calvin Klein, ALDO, American Eagle, Adidas, Nike, Disney Store, Diesel, H&M etc.

 

 

.Rodeo Drive

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Foto dal Web

Rodeo Drive a Los Angeles è una tappa obbligata, non necessariamente per fare shopping, in quanto i negozi qui presenti non sono esattamente economici, ma non potete non aggirarvi per le vie di Pretty Woman almeno una volta nella vita.

 

 

. Shabon

7607 1/2 Beverly Blvd, Los Angeles, CA 90036, 323-692-0061

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Questo negozio è il tempio del vintage, troverete di tutto e di più. Colori, tessuti diversi e particolari vi colpiranno senza riserve e non avrete più voglia di uscire da questo posto.

 

 

. A Shop Called Quest

300 S Santa Fe Ave B, Los Angeles, CA 90013, Stati Uniti

https://www.ashopcalledquest.com

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Foto dal Web

Che dire, questa è una chicca e non potete assolutamente perdervela. Los Angeles è la capitale mondiale del cinema e dei fumetti. Questa fumetteria è grande, super fornita ed ottima per entrare nel mondo dei nostri personaggi preferiti.

 

. Venice Beach

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Foto dal Web

Venice Beach è uno di quei posti che si visitano sempre quando ci si reca a Los Angeles ed in effetti ha il suo fascino. Tutta la passeggiata è costellata da negozi e vi verrà voglia di entrare in ognuno di essi. Certo, non aspettatevi alta qualità ed oggetti particolari, gli articoli che troverete saranno perlopiù turistici e dal costo medio/basso. L’atmosfera che si respira qui è diversa da quella della grande città, da una parte avete i negozi e dall’altra avete una meravigliosa spiaggia di sabbia fine, fate una passeggiata e tra una foto e l’altra sicuramente troverete qualche souvenir capace di farvi ricordare il vostro viaggio.

 

2 Giorno > L’Acropoli, la salita, Atene vista dall’alto e Monastiraki

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Alba sull’Acropoli di Atene

Questa mattina ci svegliamo con una voglia matta di salire sull’Acropoli, ci vestiamo ed evitiamo la colazione in albergo, vogliamo comprare delle ciambelle iper zuccherate dai carretti che abbiamo visto il giorno prima in giro per la città, e così facciamo. Ci siamo alzati intorno alle 7.00 per evitare la folla ed il caldo afoso, che comunque comincia già a farsi sentire. Dopo colazione ci accingiamo al cammino verso l’Acropoli, e qui urge una precisazione. La maggior parte delle persone, pensando ad Atene, ha come primo pensiero il Partenone, ma salendo fin sopra la cima vi renderete conto che c’è davvero molto da vedere e che l’Acropoli non consiste in un solo monumento, ma in un vero e proprio complesso architettonico di straordinaria bellezza. La salita da fare non è brevissima, ma gli ulivi e le stradine che vi porteranno in cima vi renderanno il tutto più semplice. Il biglietto costa 12€ e vi permette di visitare il Partenone, patrimonio dell’Unesco, i Propilei, che costituiscono l’ingresso all’Acropoli, il tempio di Atena Nike, L’Eretteo, luogo di estrema importanza storica in quanto santuario ed i teatri di Dioniso ed Erode Attico.

Se avete il tempo necessario, prendetevi un’intera giornata, come abbiamo fatto noi, e concludete il tutto con una visita al Museo dell’Acropoli, che sorge proprio qui vicino, dove troverete reperti di straordinaria importanza storica come il fregio del Partenone e le Korai, tipiche sculture femminili greche. Credeteci, ne varrà la pena, non è necessario conoscere per filo e per segno la storia o l’architettura per apprezzare questo posto, rimarrete estasiati anche da “profani”.

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Museo dell’Acropoli

Una volta visitato il tutto, non possiamo far altro che ritornare sulla Terra, (sì, stare davanti al Partenone ci fa sentire un po’ degli dei), e mangiarci un bel gelato rinfrescante viste le temperature che non perdonano. Tornati giù, decidiamo di visitare Monastiraki, che in greco significa  “piccolo monastero”. Questo quartiere è la sede del mercato all’aperto di Atene, ed anche qui troverete di tutto, dal mercato delle pulci ai piccoli negozi locali. Proprio in mezzo alla piazza fa capolino la chiesa bizantina di Pantanassa, piccola ma suggestiva e particolare nel suo genere. Ok, tutta la strada macinata comincia a farsi sentire, abbiamo bisogno di cenare e ci fermiamo in una pizzeria, dove la pizza risulta essere abbastanza buona, grande e sottile. Mangiamo con calma e torniamo verso il nostro albergo per farci una bella doccia ed andare a dormire.

A Cavallo con i Navajo

Salute a voi, amici viaggiatori. Ci piacerebbe condividere con voi un’esperienza, forse una delle più belle, vissute durante il nostro viaggio nella Costa Occidentale: si tratta della corsa a cavallo nelle terre Navajo, in particolare, all’interno del parco della Monument Valley. Vi consigliamo spassionatamente di arrivare in zona la mattina presto, è il momento più giusto per la vostra visita, non avvertirete temperature insopportabili e potrete godervi il momento in cui i colori, tra le rocce, giocano a nascondino con le ombre da queste proiettate, in un caleidoscopico dipinto che sperimenta tutte le possibili combinazioni, ma solo di due tinte nell’arsenale infinito  della tavolozza della natura. Il tutto contornato da un cielo in contrasto, poiché acerbo, ancora innamorato del blu della notte e con il sole anelante di figgersi al picco del cielo. Inoltre, sarete quasi da soli, potendo assaporare più profondamente coi sensi accesi per i misteri vibranti del petroso deserto, insieme al vostro accompagnatore che si occuperà di farvi da guida e raccontarvi cosa rappresenta la Monument Valley per i nativi. Non serve essere esperti fantini per vivere la Monument Valley a cavallo, gli animali sono docili ed abituati a stare tra le persone ed i loro allevatori sono ampiamente capaci e competenti, assolutamente in grado di assistervi per ogni evenienza. E’ vero, è possibile visitare il parco in macchina o a piedi, ma viverlo a cavallo è stata una delle scelte più azzeccate che avessimo potuto fare.

Vi lasciamo qui di seguito alcuni articoli sull’argomento:

 

La Polis senza nome

Vi fu un tempo in cui gli dei si spartivano le città per diventarne custodi.
Gli uomini avrebbero innalzato templi per i loro protettori ed istituito culti per i divini patroni .
Tutto scorse come stabilito senza affanno alcuno, fino a che rimasto l’ultimo luogo innominato, una contesa si aprì tra il secondogenito di Crono e la figlia nata dalla testa di Zeus: Poseidone ed Atena.
Il Dio con il tridente si fece avanti con un prodigio e su quella che sarebbe poi divenuta l’Acropoli famosa, fece emergere una sorgente d’acqua salata.
Atena, che di tutte le arti è saggia, portò un dono all’apparenza assai più modesto rispetto al primo, ma ella vede ciò che gli altri non immaginano .
Accanto al pozzo che i greci avevano costruito intorno alla sapida fonte da cui si ode il canto delle onde al soffio del vento del Sud, germogliò un primigenio ulivo, pianta tenace che può  pascersi anche in terre aride come quelle. Riuniti gli Olimpi dal loro sovrano a collegio, si volsero a giudicare la disputa e finalmente assegnare ad uno dei pretendenti la terra ancora senza nome. Zeus, padre dell’una e fratello minore dell’altro, si tolse dall’imbarazzo familiare, dichiarando la propria neutralità. Il responso della votazione dichiarò vincitrice Atena, che con un voto in più rispetto allo zio, si accaparrava  il premio tanto ambito. Ciò fu possibile poiché gli dei, contando un egual numero di individui per i due generi, ed ognuno esprimendo la preferenza per il candidato del proprio sesso con l’abbandono del re, il  gentil sesso poté prevalere. Lo sconfitto non vide con favore quest’onta ed, infuriato, sommerse con inondazioni le piane dell’Attica. Per placarne l’ira, i mortali decisero di compiacere il dio, trasmettendo da quel momento in poi solo nomi maschili alla discendenza come forma di rimborso onorario.
La città prese dunque il nome di Atene e ove si manifestarono i divini prodigi, gli ateniesi  edificarono un grande sacrario: l’Eretteo, in memoria di quei memorabili avvenimenti.

Il Ponte Rosso nella Baia Dorata

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The Golden Gate Bridge, San Francisco

Tra le molteplici segmentazioni della Costa Occidentale degli Stati Uniti, arcinota è la frattura che riguarda lo stato dall’urside vessillo, la California. La terra che, in questo caso, si straccia in due lembi lasciandosi attraversare dalle algide acque dell’oceano pacifico, genera un territorio dall’aspetto cornuto. Tali forme sono date dalla penisola omonima alla città appoggiata sullo sperone più settentrionale, intitolata al Santo umbro, San Francisco e dalla penisola prospiciente, che ospita la contea di Marin. Così per lo meno, apparve agli occhi errabondi del suo battezzatore, l’esploratore John C. Fremont, l’uomo che rese ai pionieri americani meno gravose le peregrinazioni verso Occidente ed, ai suoi tempi, famoso per aver rivendicato, piantandovi la bandiera americana, le Montagne Rocciose ed i territori circostanti, divenendo per questo eroe nazionale. Quando egli vi giunse per la prima volta, paragonò quella strettoia acquosa allo stretto della fu una volta Costantinopoli (Istanbul), chiamato Chrysoceras, ossia corno d’oro. Per questo motivo, decise di chiamare quello splendido passaggio Chrysopylae, termine greco che altro non significa che cancello d’oro. Lo stretto che si fa strada nella costa e si tuffa nell’ampia baia, alle terga delle penisole summenzionate, largo 3,5 chilometri e lungo 8, vedrà il proprio nome comodamente trasformato in inglese per gli abitanti, incorporato a quello della struttura che verrà edificata per sovrastarlo: Il Golden Gate Bridge. Esso detenne il titolo di ponte sospeso più lungo del mondo fino al 1964, primato che dovette abbandonare all’inaugurazione del ponte di Verrazzano. Quest’ultimo verrà eretto per collegare due quartieri di New York: Staten Island e Brooklyn.

Il ponte vide il proprio concepimento nell’ormai lontano 1917, nella testa dell’ingegnere urbanistico M.H.O’shaughnessy, per supplire alla necessità di transitare più celermente dei consueti traghetti che gironzolavano in quelle acque trafficate. L’ideatore si avvalse dell’ausilio dell’ingegnere J. Strauss e, dopo molteplici tribolazioni, dinieghi burocratici e problematiche finanziarie, il  progetto venne approvato nel 1930. Tre anni più tardi, si diede finalmente avvio ai lavori di costruzione che terminarono nell’aprile del ’37, il 27 maggio di quello stesso anno verrà aperto ai pedoni. Nel 1955, una statua di Strauss verrà posta all’imbocco del ponte, per commemorare i suoi sforzi ed il suo ingegno che garantirono l’incredibile realizzazione che ben conosciamo. Veniamo ora al colore: benché noi tutti lo definiamo genericamente di colore rosso, esso è in realtà di quello che viene chiamato arancione internazionale, colore che venne scelto per un fortunato colpo di genio che unì l’utile al dilettevole. L’acciaio che veniva portato per la costruzione era ricoperto con un rivestimento per prevenirne la corrosione dal colore arancione, gli abitanti presto si abituarono a quella presenza, ecco che sotto consiglio dell’architetto Irving Morrow, si decise che questo sarebbe diventato il colore ufficiale, poiché ben si sposava con il paesaggio e soddisfaceva il bisogno di avvistamento delle navi nei momenti di grande ascosità determinata dalla tipica quanto fittissima nebbia. Grazie a quest’idea, venne accantonata la proposta iniziale della difesa di pitturarlo, per la succitata necessità, con bande regolari nere e gialle. Ora il rivestimento usato è acrilico, in sostituzione al precedente vinilico, a sua volta preceduto dall’originale in vernice al piombo e minio rosso,  un minerale formato da ossido di piombo e piombo, utilizzato per difendere dalla ruggine i materiali. Complessivamente, il ponte è lungo, rampe di salita e di discesa incluse, quasi 3km (2,71km), con una campata principale di 1282 metri. Le due torri su cui si regge la struttura intricata dei cavi d’acciaio (i principali di 92,4 cm di diametro) e cavetti che, se sommati gli uni agli altri, raggiungono la straordinaria lunghezza di 128’748km, un terzo della distanza che separa il pianeta Terra dal suo satellite, per molto tempo sono state tra le più alte del loro genere con ben poche concorrenti, possedendo 225 metri all’attivo.

Dettaglio inquietante: per via della notevole distanza che separa il ponte dal mare sottostante, in condizione medie di alta marea (67 m), è un luogo molto frequentato dagli aspiranti suicidi, tanto che nel 1995, il conto ufficiale arrivò a quota 1000.

 

 

3 Giorno > Il Museo Archeologico Nazionale di Atene e piazza Syntagma

Il Museo Archeologico di Atene è uno fra i sette musei più importanti del mondo, grazie al patrimonio culturale ad alla ricchezza delle collezioni esposte. Il prezzo è basso, con soli 7€ avrete accesso alla struttura che potete visitare in ogni sua parte. E’ diviso in tre settori, quella delle sculture, quella preistorica e quella delle ceramiche. Dobbiamo essere onesti, uno dei motivi principali per i quali ci siamo recati in questo museo, è stata la celebre Maschera di Agamennone, proprio quella originale proveniente da Micene e riesumata dall’archeologo tedesco Heinrich Schliemann.

Si tratta di una meravigliosa maschera funebre in lamina d’oro ed è stata rinvenuta nel 1876, vederla ci ha riportato indietro nel tempo ed è stato davvero emozionante, soprattutto per il fatto che da lì a breve avremmo fatto visita al sito archeologico di Micene. Terminata la visita al museo, abbiamo fatto uno spuntino al volo qui vicino, nonostante l’orario di pranzo fosse passato da molto, e poi ci siamo diretti verso piazza Syntagma, uno dei luoghi più emblematici della Grecia moderna. Qui, spesso e volentieri, potreste ritrovarvi in mezzo ad una manifestazione o una protesta, infatti siete proprio davanti alla facciata principale del parlamento greco, davanti alla quale è posto il monumento dedicato al milite ignoto e sorvegliato dalle classiche guardie greche, gli “Evzones”. Ora siamo abbastanza stanchi e soprattutto, domani ci aspetta il noleggio dell’auto ed il nostro primo viaggio in macchina, per cui bando alle ciance. Mangiamo qualcosa al McDonald’s di Piazza Syntagma e torniamo subito in camera a dormire.

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Piazza Syntagma

Dove dormire ad Atene: Astor Hotel

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L’Acropoli di Atene vista dall’hotel Astor

Atene è una città molto strana, si divide sostanzialmente tra il centro, la parte più bella, curata e molto caratteristica, e tutto ciò che lo circonda, tenuto male, abbastanza sporco e dove c’è davvero poco da vedere. Detto questo, non potete visitare la Grecia senza aver visto l’Acropoli e la città che la ospita, che prende il nome dalla Dea Atena ed ha una storia degna di essere ricordata, studiata, capita ed ammirata tramite i suoi monumenti storici e le sue caratteristiche del tutto speciali. Il primo consiglio, di conseguenza, è quello di alloggiare in centro. Evitate luoghi periferici, il vero cuore di Atene sta nella Plaka, il quartiere più bello e paradigmatico, non prenotare un albergo in questo quartiere equivarrebbe a non cogliere del tutto l’essenza della città. Le soluzioni sono molte e per la nostra prima volta ad Atene, abbiamo scelto l’hotel Astor. Le caratteristiche che ci hanno convinto sono state la centralità della zona e la terrazza panoramica di cui vi parleremo fra poco. Questo albergo si trova nell’area centrale della città, è quindi comodissimo per visitare la Plaka e non prendere mezzi o taxi nella trafficata capitale della Grecia. Si trova nei pressi delle attrazioni principali, in particolare siete ad un chilometro e mezzo dall’Acropoli e dal Partenone. Non spaventatevi davanti alla distanza: il tragitto che vi porterà davanti al tempio più famoso della Grecia è costellato da negozietti di ogni genere, ristoranti, pub, baretti e chi più ne ha più ne metta, non vi renderete nemmeno conto di aver camminato per un chilometro e mezzo. Entrando nel merito dell’hotel, possiamo dirvi onestamente che ne vale la pena.

I costi non sono proibitivi, spenderete circa 80€ a notte, un prezzo onesto considerando la zona strategica in cui vi trovate. Prestate attenzione alle camere, su internet vedrete delle foto che non sempre corrispondono alla realtà e, se potete, chiedete espressamente al momento della prenotazione di poter avere una camera con vista Acropoli. Questo lo segnaliamo, non tanto per la vista in se (che comunque è fantastica e conferirà un altro sapore al vostro viaggio), quanto per il fatto che le camere che danno dall’altra parte sono generalmente più vecchie e meno curate. Essendo stati in questo hotel due volte, possiamo dirvi con certezza che la differenza è veramente abissale. Altro dettaglio: i motori di ricerca sistemano questo hotel sotto il gagliardetto di “hotel a 4 stelle”, onestamente gli hotel a 4 stelle sono altri. Non fraintendete, è comodo, molto carino (se vi danno la giusta camera) e pulito, ma lo valuteremmo come un 3 stelle, una sistemazione funzionale, ma priva di comodità e lussi da hotel di categoria più alta. Una delle cose che, invece, ci ha fatto amare questo hotel è stata la terrazza sulla quale gusterete la colazione, di conseguenza vi consigliamo caldamente di acquistare un pacchetto comprensivo del pasto mattutino (potete farlo da qui). E’ possibile fare colazione fuori o dentro, ma in ogni caso, la vista è davvero unica e davanti a voi avrete la bellissima Acropoli. Vi consigliamo di venire qui la mattina presto, (piuttosto fate un pisolo dopo colazione), ma godetevi questo posto all’alba, scattate mille foto e gustate un buon caffè con vista!

4 Giorno > Ultimo saluto ad Atene, noleggio dell’auto e viaggio in macchina fino a Corinto

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Corinto

Sveglia non troppo tardi, vogliamo goderci per un’ultima volta la Plaka, fare di nuovo un giro tra i negozi e comprare le ultime cose su cui eravamo indecisi. Prima di uscire però decidiamo di usufruire della colazione in hotel, possiamo dirvi che quest’hotel, nonostante sia un quattro stelle e secondo noi non siano esattamente meritate, ha un punto di forza non indifferente. La colazione si tiene all’ultimo piano dell’edificio su una terrazza dalla quale potrete ammirare l’Acropoli all’alba, ed è davvero emozionante. Potete decidere se stare all’interno, da dove comunque vedrete lo spettacolo seppur interrotti da una vetrata, o all’esterno, noi abbiamo scelto quest’ultima opzione. Con calma ci rifocilliamo ed usciamo.

Passeggiamo un po’, facciamo qualche acquisto e qualche foto, compriamo il cavo da utilizzare in macchina per ascoltare la musica e, tornando verso l’hotel, prendiamo un taxi in direzione aeroporto, dove ci aspetta la nostra macchina, che chiaramente abbiamo noleggiato a partire da oggi. Facciamo una piccola precisazione: se vi è possibile evitate di prenotare la macchina in centro ad Atene, intanto perché è una città che potete girare tranquillamente a piedi, noi non abbiamo mai preso neppure un mezzo, in secondo luogo perché è una città comunque molto caotica, i greci non sono esattamente i capi della guida, e vi ritrovereste nel traffico perdendo un sacco di tempo. Inoltre, i parcheggi non sono molto frequenti, quindi potreste dover cercare per molto tempo e non essere nemmeno sicuri di poter parcheggiare dove preferite. Bene, arriviamo in aeroporto e montiamo sulla nostra macchina che ci accompagnerà da qui in poi.

Destinazione Corinto. Non so voi, ma per noi il momento in cui si ritira la  macchina risulta essere sempre un po’ magico, ci si sente di avere il mondo in mano e di poter visitare il posto in tutte le sue sfaccettature. Finestrini giù, musica a palla e via verso il Peloponneso, dove si svolgerà tutto il resto della nostra vacanza. Nel giro di un’ora e pochi minuti arriviamo a Corinto, il nostro hotel non è proprio in paese, si trova in campagna, posto che abbiamo scelto volutamente per rilassarci un po’, inoltre, dotati di macchina, per noi questo non sarà un problema. Lasciamo le valigie in camera, ci rinfreschiamo un attimo e scendiamo verso Loutraki, situata a quattro km da Corinto, è la località balneare per eccellenza in zona. Potete decidere di andare in spiaggia, ne troverete per tutti i gusti, oppure di farvi un giro per il paesino. Per oggi, evitiamo la spiaggia ed esploriamo un po’ il luogo, entriamo in qualche negozio, facciamo merenda con un gelato e passeggiamo.

A questo punto, tra una cosa e l’altra, si son fatte le 18.30, decidiamo di tornare un po’ in albergo, goderci il balconcino comune per poi andare a cenare nei pressi dell’Acrocorinto, ovvero la Corinto antica. Non conoscendo il posto, dopo un po’ di riposo, scendiamo dalla proprietaria dell’hotel e chiediamo qualche informazione che ci fornisce con gentilezza e disponibilità, ci viene consigliato il ristorante Gemelos. Saliamo fin sopra a Corinto ed in effetti il posto è molto carino, mangiamo su una terrazza al tramonto, spendiamo veramente poco, una ventina di euro in due e soddisfatti facciamo un giro. Da qui vediamo la rocca di Corinto, che visiteremo domani e qualche rovina in lontananza, facciamo qualche foto e torniamo in albergo a riposare.

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