11 giorno > A cavallo nella Monument Valley ed arrivo a Flagstaff

Questo è per noi un giorno molto atteso, partiamo dal nostro hotel verso le 5 di mattina, ci fermiamo in un vicino McDonald’s a fare colazione e ci dirigiamo velocemente verso la Monument Valley. Oggi non abbiamo altre visite in programma, ma abbiamo deciso di arrivare qui all’alba ed abbiamo fatto sicuramente la scelta più giusta. Mentre siamo in macchina ed andiamo verso destinazione vediamo il sole alzarsi timidamente e lo scenario è davvero magico, nulla da invidiare a film, fotografie o video di vario genere.

E’ meraviglioso l’accostarsi tra la luce e la terra rossa, inoltre l’alba o il tramonto, sono i momenti migliori anche a livello climatico perché risultano essere un po’ più freschi. Arriviamo finalmente alla meta e procediamo in macchina fino al parcheggio, il territorio è totalmente gestito dai Navajo, il che regala un alone magico e mistico allo stesso tempo. Senza perdere tempo ci fiondiamo al ticket office e diamo un’occhiata alle escursioni disponibili. Ci sono varie combinazioni di mezzi, orari ed esperienze. Decidiamo, senza curarci troppo del prezzo, l’escursione da un’ora a cavallo. Non abbiate paura, sarete accompagnati da esperti ed i cavalli sono abituati ai non professionisti, non correrete alcun pericolo. Compriamo il biglietto, facciamo qualche foto in attesa dell’orario assegnatoci e poi ci dirigiamo verso la stalla, dove in circa mezz’ora vengono preparati e sellati i cavalli. I nostri destrieri si chiamano Joey, una cavallina bianca molto dolce, e Holfield, che si chiama così a causa di una malformazione all’orecchio con cui è nato, che ricorda il pugile morso da Mike Tyson. La nostra guida invece è un indiano Navajo tutto d’un pezzo, molto gentile, competente ed abbastanza serioso, di nome Lorin, che ci accompagnerà per tutta la nostra escursione illustrandoci le varie parti della Monument Valley. Dopo un primo momento di paura per salire sui nostri cavalli, prendiamo confidenza e cominciamo la nostra cavalcata nella Monument Valley.

La sensazione di stare in alto ed essere in sella ad un cavallo è impagabile, ci sentiamo un po’ dei cowboy e siamo perfettamente a nostro agio. Andiamo inizialmente molto piano, ogni tanto ci fermiamo e, siccome a cavallo non esiste la retromarcia, facciamo dei girotondi per invertire la rotta. Dopo i primi 40 minuti, Lorin decide di metterci alla prova e ci dice di dare un colpetto sul pancione del cavallo in modo tale che vada un po’ più veloce, ed ecco che gli ultimi 20 minuti diventano un po’ più paurosi, ma senza dubbio divertenti. Non preoccupatevi, il calcetto che tirate al cavallo non gli procura alcun male. Dopo un’ora precisa dall’inizio della nostra escursione, torniamo alla stalla, smontiamo dai nostri cavalli e, ringraziando, ce ne andiamo verso la macchina. A questo punto saliamo le scale verso un piccolo museo all’interno dell’area, che visitiamo gratuitamente, e un gift shop molto carino dove acquistiamo due magliette dalle fattezze estremamente turistiche ed una freccia originale Navajo. Felici e contenti torniamo in macchina, facciamo una capatina al supermercato a prendere qualche provvista per il viaggio e ci mettiamo in marcia verso Flagstaff, una cittadina molto vicina al Grand Canyon che visiteremo il giorno dopo. Ci fermiamo a fare benzina ed essendo ancora in territorio Navajo notiamo una targhetta con scritto che una piccola percentuale del denaro dei rifornimenti viene utilizzato per sostenere la comunità degli Indiani d’America. Dopo un’oretta dalla stazione di servizio ed un po’ di canzoni cantate a squarciagola in macchina per non addormentarci, arriviamo a Flagstaff, posiamo le valigie in albergo, ci facciamo una doccia ed usciamo a mangiare poco lontani dal nostro alloggio in un piccolo fast food messicano dal nome Riberto, il cibo non è il massimo, ma ce lo facciamo andare bene. Torniamo in camera ed in un men che non si dica ci addormentiamo.

6 pensieri riguardo “11 giorno > A cavallo nella Monument Valley ed arrivo a Flagstaff

  1. La Monument … come si fa a descrivere le sensazioni che offre? Ti fa sentire parte dell’infinito. Mio figlio che ha fatto un po’ lo stesso giro ha dormito nell’hotel The View

    1. Sì l’avevamo preso in considerazione anche noi come hotel! In ogni caso, il nostro desiderio sarebbe stato quello di dormire in tenda! Quest’anno non ce l’abbiamo fatta, ma confidiamo nei prossimi viaggi!

Rispondi