13 giorno > Palm Springs, il primo vero giorno di relax e l’arrivo a San Diego

Oggi è il primo giorno di vero e proprio relax, motivo per cui ce la prendiamo abbastanza comoda, ma non troppo. Ci svegliamo intorno alle 9.30 per andare a fare colazione, scelta che si è rivelata assolutamente oculata. Alzati e lavati ci trasciniamo ancora un po’ addormentati nella casetta di legno dove viene servito il pasto e rimaniamo stupiti dalla qualità, ma anche dalla quantità di offerta, molto varia e dall’aspetto curatissimo. Uova, pane caldo, latte vaccino e di mandorla fanno capolino sul tavolo in legno e non mancano cerali di vario genere, succhi di frutta e caffè. Prendiamo ciò che preferiamo e ci sediamo sui divanetti consumando con calma la nostra colazione.

Torniamo in camera, ci mettiamo il costume e pregustando il relax che ci aspetta, ci dirigiamo verso la piscina. Siamo stati lì per quasi quattro ore, che vi confidiamo esser state un toccasana per la nostra salute psicofisica. Palm Springs, come già accennato, è davvero caldissima, quindi l’acqua della piscina era di una temperatura abbastanza calda, ma è comunque risultata rinfrescante rispetto al torrido clima che c’era fuori. In pratica, è molto difficile prendere il sole per più di 15 minuti, avrete subito la voglia di buttarvi in acqua. Dopo questo meritato relax però, ci tocca ancora un po’ di guida e ci rimettiamo su strada, passando prima da un supermercato a prendere acqua e qualche stuzzichino per il viaggio. Partiamo per la nostra penultima destinazione: San Diego.

Non vediamo l’ora di visitare SeaWorld e il famoso Zoo della città, rinomato in tutto il mondo. Arriviamo intorno alle 18.00, facciamo un piccola pausa in hotel, posiamo le valigie ed una si rompe. Poco male, questa ormai è inutilizzabile, ma ne acquisteremo un’altra prima di partire per tornare in Italia. Ci facciamo una doccia veloce ed usciamo nuovamente. Si sa, per noi italiani, è difficile apprezzare il cibo degli altri popoli, o comunque, dopo un po’ di tempo trascorso lontano dalla madre Italia, ci viene quella voglia incontenibile di mangiare un piatto di pasta, motivo per cui prenotiamo un Uber e ci facciamo portare a Little Italy. Qui il clima è molto disteso, ci sono tante persone, svariati ristoranti e locali ed uno in particolare che attira la nostra attenzione. Si chiama “Civico 1845”, entriamo, ci fanno accomodare ed ordiniamo due piatti di pasta. Sentiamo qua e là parole in italiano e capiamo in breve tempo che i camerieri sono tutti nostri connazionali. Il tutto viene prontamente confermato dal nostro cameriere che ci dice essere di Vicenza e con un marcato accento veneto, che lui definisce fermamente essere una lingua e non un dialetto, prende la nostra comanda. Il cibo è finalmente famigliare, nel complesso buono e finalmente alla nostra richiesta di portarci il formaggio da mettere sulla pasta, nessuno storce il naso. Dopo cena facciamo una breve passeggiata a Little Italy e torniamo in hotel dove andiamo subito a letto consapevoli che il giorno dopo sarebbe stato senza dubbio meravigliosamente stancante.