Il Ponte Rosso nella Baia Dorata

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The Golden Gate Bridge, San Francisco

Tra le molteplici segmentazioni della Costa Occidentale degli Stati Uniti, arcinota è la frattura che riguarda lo stato dall’urside vessillo, la California. La terra che, in questo caso, si straccia in due lembi lasciandosi attraversare dalle algide acque dell’oceano pacifico, genera un territorio dall’aspetto cornuto. Tali forme sono date dalla penisola omonima alla città appoggiata sullo sperone più settentrionale, intitolata al Santo umbro, San Francisco e dalla penisola prospiciente, che ospita la contea di Marin. Così per lo meno, apparve agli occhi errabondi del suo battezzatore, l’esploratore John C. Fremont, l’uomo che rese ai pionieri americani meno gravose le peregrinazioni verso Occidente ed, ai suoi tempi, famoso per aver rivendicato, piantandovi la bandiera americana, le Montagne Rocciose ed i territori circostanti, divenendo per questo eroe nazionale. Quando egli vi giunse per la prima volta, paragonò quella strettoia acquosa allo stretto della fu una volta Costantinopoli (Istanbul), chiamato Chrysoceras, ossia corno d’oro. Per questo motivo, decise di chiamare quello splendido passaggio Chrysopylae, termine greco che altro non significa che cancello d’oro. Lo stretto che si fa strada nella costa e si tuffa nell’ampia baia, alle terga delle penisole summenzionate, largo 3,5 chilometri e lungo 8, vedrà il proprio nome comodamente trasformato in inglese per gli abitanti, incorporato a quello della struttura che verrà edificata per sovrastarlo: Il Golden Gate Bridge. Esso detenne il titolo di ponte sospeso più lungo del mondo fino al 1964, primato che dovette abbandonare all’inaugurazione del ponte di Verrazzano. Quest’ultimo verrà eretto per collegare due quartieri di New York: Staten Island e Brooklyn.

Il ponte vide il proprio concepimento nell’ormai lontano 1917, nella testa dell’ingegnere urbanistico M.H.O’shaughnessy, per supplire alla necessità di transitare più celermente dei consueti traghetti che gironzolavano in quelle acque trafficate. L’ideatore si avvalse dell’ausilio dell’ingegnere J. Strauss e, dopo molteplici tribolazioni, dinieghi burocratici e problematiche finanziarie, il  progetto venne approvato nel 1930. Tre anni più tardi, si diede finalmente avvio ai lavori di costruzione che terminarono nell’aprile del ’37, il 27 maggio di quello stesso anno verrà aperto ai pedoni. Nel 1955, una statua di Strauss verrà posta all’imbocco del ponte, per commemorare i suoi sforzi ed il suo ingegno che garantirono l’incredibile realizzazione che ben conosciamo. Veniamo ora al colore: benché noi tutti lo definiamo genericamente di colore rosso, esso è in realtà di quello che viene chiamato arancione internazionale, colore che venne scelto per un fortunato colpo di genio che unì l’utile al dilettevole. L’acciaio che veniva portato per la costruzione era ricoperto con un rivestimento per prevenirne la corrosione dal colore arancione, gli abitanti presto si abituarono a quella presenza, ecco che sotto consiglio dell’architetto Irving Morrow, si decise che questo sarebbe diventato il colore ufficiale, poiché ben si sposava con il paesaggio e soddisfaceva il bisogno di avvistamento delle navi nei momenti di grande ascosità determinata dalla tipica quanto fittissima nebbia. Grazie a quest’idea, venne accantonata la proposta iniziale della difesa di pitturarlo, per la succitata necessità, con bande regolari nere e gialle. Ora il rivestimento usato è acrilico, in sostituzione al precedente vinilico, a sua volta preceduto dall’originale in vernice al piombo e minio rosso,  un minerale formato da ossido di piombo e piombo, utilizzato per difendere dalla ruggine i materiali. Complessivamente, il ponte è lungo, rampe di salita e di discesa incluse, quasi 3km (2,71km), con una campata principale di 1282 metri. Le due torri su cui si regge la struttura intricata dei cavi d’acciaio (i principali di 92,4 cm di diametro) e cavetti che, se sommati gli uni agli altri, raggiungono la straordinaria lunghezza di 128’748km, un terzo della distanza che separa il pianeta Terra dal suo satellite, per molto tempo sono state tra le più alte del loro genere con ben poche concorrenti, possedendo 225 metri all’attivo.

Dettaglio inquietante: per via della notevole distanza che separa il ponte dal mare sottostante, in condizione medie di alta marea (67 m), è un luogo molto frequentato dagli aspiranti suicidi, tanto che nel 1995, il conto ufficiale arrivò a quota 1000.