UN VIAGGIO INASPETTATO: COSTIERA AMALFITANA 🍋

Agosto a Milano è decisamente invivibile. Il caldo si fa sentire in maniera tutt’altro che innocente, ci sono poche persone in giro, tanti locali sono chiusi ed uscire fa un effetto un po’ strano. La nostra città, ad agosto, sembra un paesino abbandonato ed è per questo motivo che all’ultimo decidiamo di partire per una destinazione che spesso si è fatta desiderare: la Costiera Amalfitana.

Ci mettiamo in cerca di un volo dal prezzo non proibitivo ed un hotel che abbia la stessa caratteristica. Come potevamo immaginare, posti come Amalfi o Capri sono decisamente off limits. I posti dove alloggiare, ammesso che ne se trovino, hanno dei prezzi esorbitanti, sarà che siamo ad agosto e stiamo prenotando per la settimana successiva, quindi siamo parecchio in ritardo. A questo punto, ci salta in mente l’idea di alloggiare a Pompei. Innanzi tutto perché, a prescindere da dove avremmo dormito, avremmo voluto visitare la Città Morta per eccellenza, in secondo luogo, perché probabilmente i prezzi saranno un po’ più contenuti. Giusto, ci avevamo visto bene. Troviamo un buon bed&breakfast, un volo dal prezzo papabile ed aggiungiamo al pacchetto anche un’auto che ci permetta di visitare le mete più classiche che si trovano nei dintorni. Riusciamo nel nostro intento spendendo intorno ai 700€ in due tutto compreso.

Voleremo con Air Italy su Napoli, alloggeremo al bed&breakfast Domus Pompeii e viaggeremo con un’auto fornita dalla compagnia Europcar (sulla quale vi sveleremo qualche segreto che non ci ha fatto impazzire). Riguardo a volo e macchina c’è poco da dire, il viaggio dura circa un’ora e mezza, è confortevole e ci viene offerto sia all’andata che al ritorno uno snack. La macchina è nella norma, in buone condizioni. Possiamo dirvi qualcosa di più sull’alloggio: il b&b si trova nel centro di Pompei, siamo abbastanza vicino agli scavi, circa dieci minuti a piedi. L’unico neo di cui possiamo parlarvi è il fatto che il posto si trovi in uno stabile un po’ fatiscente, tant’è che inizialmente ci chiedevamo se fossimo nel posto giusto o avessimo sbagliato qualcosa. Nel momento in cui abbiamo suonato il campanello della porta, invece, ci siamo ritrovati in un b&b molto carino. Le camere sono spaziose, pulite, arredate con cura e molto moderne, nulla da eccepire. Inoltre, se volete, potete aggiungere al vostro pacchetto la colazione, che verrà preparata ogni mattina dalla proprietaria, una signora gentilissima, molto disponibile e davvero carina.

La Storia del Museo Egizio del Cairo

Schermata 2020-03-11 alle 20.00.44Il Museo Egizio del Cairo, il più grande dedicato alle antichità egizie, ospita la più estesa collezione di reperti archeologici – ben 136’000 – risalenti all’ Antico Egitto, insieme a molti altri conservati nei magazzini. Il museo trova le proprie origini nel 1835 e nasce con l’obiettivo di contrastare la compravendita sregolata dei reperti e dei manufatti, coadiuvata dall’emanazione, nello stesso anno, di una legge che vietava l’eccessiva esportazione dei reperti. Nonostante ciò, il divieto riuscì solo a temperare questa emorragia, senza tuttavia riuscire ad arrestarla del tutto. A quei tempi le potenze europee od i facoltosi, potevano accaparrarsi questi beni inestimabili con la giusta somma di quattrini, senza possedere però la dovuta sensibilità per la corretta conservazione degli oggetti. Nel migliore dei casi finivano nei musei dei paesi acquirenti ed altrettanto spesso, diventavano ornamento di ricchi salotti di aristocratici e borghesi.  Intanto un destino ancor più infelice incombeva sulle mummie: la loro continua emersione dal sottosuolo setacciato dagli avventurieri, aveva fatto cadere a picco il valore commerciale dei cadaveri bendati, trafugati dall’Egitto, portando alla malsana idea di utilizzarli come amuleti od ingredienti esoterici, fino all’ipotesi estrema di utilizzarli come legna da ardere nei caminetti casalinghi.

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Il primo nucleo museale verrà aperto poco più tardi di vent’anni dopo, nel 1858, e vedrà ospitate le collezioni raccolte dall’archeologo francese al servizio di Isma’Il Pascià, Auguste Mariette. La collezione fu situata prospiciente all’isola di Gesira, nel quartiere di Bulaq. La pletora di ritrovamenti si fece presto eccessiva per poter essere accolta agiatamente in questa struttura, così divenuto ormai lo spazio insufficiente e verificatasi l’inondazione del Nilo nel 1878, si pianificò la traslazione della mostra in spazi più congrui. Nel ’91 del medesimo secolo, secondo disposizioni di Isma’Il, tutto venne sistemato nel palazzo Giza, di cui era egli stesso proprietario. Purtroppo ci si rese conto molto velocemente che anche questa seconda sistemazione non appagava i criteri spaziali per accomodare gli oggetti proveniente dalla continua crescita dei ritrovamenti. Venne perciò imbandito un concorso internazionale per la progettazione e lo sviluppo di una struttura capace di contenere i tesori dell’Egitto. Venne premiato il progetto dell’architetto francese Marcel Dourgon, realizzato dagli italiani Giuseppe Garozzo e Francesco Zaffrani. Il museo vedrà la luce con tutto il suo stile neoclassico nel 1902, in Piazza Tahrir, al centro della città del Cairo. Il museo conta tutt’ora due piani, organizzati differentemente: il primo, in senso orario e cronologico, vede esposti reperti che vanno dall’Antico Egitto fino all’Età Greco-Romana, il secondo, salito lo scalone che li separa, ospita manufatti organizzati secondo area tematica.

Recente nota dolente: nel 2011, le cosiddette Primavere Arabe, sommosse popolari, de4ea5f4-64e9-46a4-b7ff-c7cede740ad5hanno recato al museo insulti imperdonabili, esso ha purtroppo dovuto subire saccheggi ed atti di vandalismo vario, arrivando fino all’incendio. Ciò ha portato al danneggiamento di varie opere ed alla rapina di molte altre, oltre che alla vergognosa distruzione di due mummie faraoniche.