La Polis senza nome

Vi fu un tempo in cui gli dei si spartivano le città per diventarne custodi.
Gli uomini avrebbero innalzato templi per i loro protettori ed istituito culti per i divini patroni .
Tutto scorse come stabilito senza affanno alcuno, fino a che rimasto l’ultimo luogo innominato, una contesa si aprì tra il secondogenito di Crono e la figlia nata dalla testa di Zeus: Poseidone ed Atena.
Il Dio con il tridente si fece avanti con un prodigio e su quella che sarebbe poi divenuta l’Acropoli famosa, fece emergere una sorgente d’acqua salata.
Atena, che di tutte le arti è saggia, portò un dono all’apparenza assai più modesto rispetto al primo, ma ella vede ciò che gli altri non immaginano .
Accanto al pozzo che i greci avevano costruito intorno alla sapida fonte da cui si ode il canto delle onde al soffio del vento del Sud, germogliò un primigenio ulivo, pianta tenace che può  pascersi anche in terre aride come quelle. Riuniti gli Olimpi dal loro sovrano a collegio, si volsero a giudicare la disputa e finalmente assegnare ad uno dei pretendenti la terra ancora senza nome. Zeus, padre dell’una e fratello minore dell’altro, si tolse dall’imbarazzo familiare, dichiarando la propria neutralità. Il responso della votazione dichiarò vincitrice Atena, che con un voto in più rispetto allo zio, si accaparrava  il premio tanto ambito. Ciò fu possibile poiché gli dei, contando un egual numero di individui per i due generi, ed ognuno esprimendo la preferenza per il candidato del proprio sesso con l’abbandono del re, il  gentil sesso poté prevalere. Lo sconfitto non vide con favore quest’onta ed, infuriato, sommerse con inondazioni le piane dell’Attica. Per placarne l’ira, i mortali decisero di compiacere il dio, trasmettendo da quel momento in poi solo nomi maschili alla discendenza come forma di rimborso onorario.
La città prese dunque il nome di Atene e ove si manifestarono i divini prodigi, gli ateniesi  edificarono un grande sacrario: l’Eretteo, in memoria di quei memorabili avvenimenti.

Cochaca: ottimo ristorante toscano a Barcellona

thumb_IMG_6554_1024Oggi vi parliamo di un ristorante toscano dove abbiamo avuto il piacere ci cenare a Barcellona. Dopo una giornata di passeggiate ed escursioni fantastiche, mancava solo una bella cena in un posto tranquillo. Ecco che prendiamo in mano il cellulare e, ancora tramite l’applicazione The Fork, prenotiamo al ristorante “Cochaca”.

Già dalle foto presenti sull’app siamo rimasti entusiasti, questo locale si trova nella vicinanze del Barrio Gotico e della Rambla, in una posizione strategica, ma in una via molto stretta dove potete arrivare solo a piedi.

Nel giro di una decina di minuti ci troviamo davanti al ristorante e solo dopo aver scattato qualche foto all’ingresso, entriamo e salutiamo il proprietario che, avendo letto il nostro cognome tramite la prenotazione, ci saluta in italiano!

Ci accomodiamo e cominciamo ad osservare tutti i dettagli presenti in questo posto: la luce è soffusa, le pareti sono in pietra e c’è una piccola scala in legno che porta al piano di sopra dove troverete il bagno. È tutto curato nei minimi dettagli e siamo già innamorati di questo locale.

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È tempo di ordinare, ed in effetti, anche il cibo non ci delude: prendiamo un tagliere di salumi toscani, una parmigiana, una lasagna e per finire due tiramisù! Vi consigliamo vivamente di provare la focaccia che fanno qui, è davvero buona, friabile e cotta al punto giusto.

Indirizzo: Carrer d’Ataulf, 5. Barcellona

Parc Guell: cenni storici e curiosità

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Par Guell (Foto dal Web)

Il parco deve il proprio battesimo ad Eseubi Guell, facoltoso imprenditore catalano di estrazione borghese, che nel 1878 conobbe, stringendovi amicizia, l’architetto Antoni Gaudì. Lo scaturire del parco nella città di Barcellona, deve l’ancestrale generazione ad un viaggio intrapreso da Guell nel Regno Unito, dove filosofi come Karl Marx e Ebenezer Howard, ne catturarono le attenzioni intellettuali .

L’imprenditore rimase profondamente colpito dall’idea di Howard della città giardino  ispirata al movimento Cooperativistico americano e dagli utopisti ottocenteschi, concependo un nucleo urbano, sintesi dell’incontro tra le qualità della vita cittadina commiste alle vibrazioni della vita rurale. Ispirato da questa concezione e desideroso di trasportarla in patria, al suo rientro si decise a commissionare a Gaudì la realizzazione di un sobborgo giardino prossimo alla montagna Pelada, ove egli possedeva un casale del XII secolo.
Dato abbrevio ai lavori, nel novembre del 1900 questi ultimi, nonostante i ritardi imprevisti dati dal ritrovamento di resti fossili ,procedettero celermente.
Lo scopo abitativo fu nel tempo della realizzazione via via tralasciato, poiché non suscitò l’entusiasmo sperato e dei sessanta alloggi del progetto primigenio,  solo tre vennero realizzati, tra i quali la dimora dello stesso architetto prima che si trasferisse definitivamente nel cantiere della Sagrada Familia .
Il parco fu l’unico elemento superstite del disegno originale dell’opera e dunque unico portato a realizzazione, pur detto ciò, codesto acquisì presto notorietà,  diventando in breve tempo sede di eventi molteplici e variegati . Gli eredi del committente decisero di dare disposizione del parco alla popolazione di Barcellona, passandone la proprietà al comune nel 1922. Parc Guell divenne definitivamente pubblico nel 1984, quando ottenne l’ingresso ai beni tutelati dall’Unesco .

TapaTapa: vere tapas nel centro di Barcellona

Oggi vi parliamo del nostro super pranzo da TapaTapa, una catena spagnola che offre tapas di tutti i tipi. I prezzi sono assolutamente nella norma, il cibo è senza dubbio ottimo e molto vario, il personale è gentile ed educato e l’atmosfera è divertente e giovane.

Questo posto non ha nulla da invidiare ad altri ristoranti, lo troverete un po’ dappertutto ed è sempre pieno, a questo proposito vi consigliamo di entrare, lasciare il vostro nome ed aspettare un pochino. I tempi sono veloci, quindi non temete di dover aspettare un’eternità per pranzare o cenare, abbiate un po’ di pazienza perché ne vale la pena.

Una delle cose che ci ha colpito maggiormente è la varietà del cibo, troverete carne, pesce, pane, pasta e molto altro, se siete un gruppo di amici ed ognuno ha le proprie preferenze, da TapaTapa non avrete nulla da temere perché ognuno di voi troverà qualcosa che rispecchia le sue esigenze.

Nonostante sia una sorta di fast-food, la qualità degli ingredienti è ottima, hanno trovato sicuramente il giusto equilibrio tra prezzi, qualità e quantità!

 

La Sagrada Familia e Parc Guell

Siamo al secondo giorno, ormai ci siamo ambientati e non ci resta che cominciare ad esplorare Barcellona partendo dai posti più belli, seppur turistici, della città. Ci siamo svegliati intorno alle 9.00, d’altronde la città richiede un discreto numero di ore per essere ammirata in tutta la sua bellezza, e dopo una colazione non troppo pesante gustata in hotel ecco che si parte con la prima tappa: la Sagrada Familia.

Dopo i consueti dieci minuti di taxi, arriviamo di fronte a questa immensa basilica cattolica e rimaniamo sinceramente estasiati dalla maestria e soprattutto dalla particolarità delle sue forme. L’architetto Antoni Gaudì ha dato il suo massimo e noi non possiamo far altro che gustarci ogni singolo istante davanti a questo spettacolo.

Informazioni utili:

  • potete raggiungere la basilica in metropolitana, prendendo la linea viola o blu e scendendo alla fermata “Sagrada Familia”
  • orari: da aprile a settembre 9.00-20.00, da novembre a febbraio 9.00-18.00, da ottobre a marzo 9.00-19.00, 25-26 dicembre e 1-6 gennaio 9.00-14.00
  • ingresso: è possibile visitare l’interno della Sagrada Familia dalle 14.00, altrimenti dovrete obbligatoriamente partecipare ad un tour guidato.                                              I costi sono i seguenti: adulti 17.00€ online, 20.00€ sul posto – ridotto (<30 anni e studenti) 15.00€ online, 18.00€ sul posto, over 65 14.00€ online, 17.00€ sul posto, bambini o disabili possono visitare la basilica gratuitamente.

 

Vi consigliamo di prenotare i biglietti online, a parte il piccolo risparmio, soprattutto durante le festività potreste rischiare di non trovare posti disponibili a causa dell’ingente numero di visitatori.

Dopo la nostra visita a questo simbolo indiscusso della città di Barcellona, cominciamo a sentire un po’ di fame, ecco che decidiamo di pranzare in un posto super carino chiamato TapaTapa di cui vi parleremo più nello specifico nel prossimo articolo.

Dopo pranzo, con molta calma, decidiamo di visitare Parc Guell, un posto meraviglioso che comprende 17,18 ettari di giardini ed elementi architettonici situato sul veramente meridionale del Monte Carmelo. Anche in questo caso, l’architetto è Antoni Gaudì e possiamo assicurarvi che si vede! Non appena varcherete la soglia di questo parco vi sentirete di uscire dall’ambiente caotico della città e vi sentirete trasportati in un mondo bucolico e surrealista.

Archi di pietra, scale a chiocciola e tetti sporgenti faranno capolino dove meno ve lo aspettate e continuerete a camminare in questa dimensione risalendo il monte e facendo foto qua e là senza mai stancarvi. Una cosa che abbiamo trovato estremamente in linea con il posto è il fatto che troverete tantissimi artisti che si cimentano in melodie dal gusto spagnoleggiante, tra l’antico ed il moderno, rendendo la vostra esperienza ancora più tipica.

 

Informazioni utili:

  • anche in questo caso vi consigliamo vivamente di acquistare i biglietti online prima della vostra visita, con largo anticipo se visiterete Barcellona durante le festività.
  • prezzi: adulti 10.00€, bambini dai 7 ai 12 anni 7.00€, over 65 anni 7.00€, bambini da 0 a 6 anni gratis
  • fate attenzione al fatto che una volta usciti dalla zona monumentale (il classico balcone a mosaico) non potrete più accedervi
  • potete acquistare i biglietti al ticket office, il prezzo rimane invariato rispetto all’acquisto online, ma tenete conto della lunga coda che vi aspetta e del fatto che aver acquistato il biglietto non ci darà il diritto di entrare subito. Sarete infatti assegnati ad un orario che potrebbe distare anche 2/3 ore dall’acquisto.
  • orari: 1 gennaio-15 febbraio dalle 8.30 alle 18.15, 16 febbraio-30 marzo dalle 8.30 alle 19.00, 31 marzo-28 aprile dalle 8.00 alle 20.30, 29 aprile-25 agosto dalle 8.00 alle 21.30, 26 agosto-26 ottobre dalle 8.00 alle 20.30 e 27 ottobre-31 dicembre dalle 8.30 alle 18.15

 

Ristorante “Internacional”

Oggi vi parleremo del ristorante “Internacional”, teatro della nostra prima cena in quel di Barcellona. Questo posticino è estremamente carino, molto spartano, ma caratterizzato da piatti tipici ed atmosfera raccolta.

In onore del nostro viaggio, abbiamo provato a mangiare come degli autoctoni, perciò abbiamo deciso di ordinare più piatti e dividerceli, in modo tale da assaggiare entrambi tante cose.

Il nostro menu:

  • fajitas di manzo
  • tortilla di patate
  • tacos di manzo
  • profiterole al cioccolato

Mai scelta fu più azzeccata: la carne era cucinata divinamente, le fajitas erano gustose e morbide ed il dolce era fresco e senza dubbio fatto da poco. Non possiamo far altro che consigliarvi questo ristorante, anche per i prezzi che sono assolutamente accessibili.

A Barcellona abbiamo deciso di utilizzare per la prima volta l’applicazione di The Fork, tramite la quale abbiamo prenotato tutti i ristoranti senza mai rimanere delusi. L’app proponeva moltissimi locali in cui gustare ottimo cibo con sconti che andavano dal 20% al 50%, non abbiamo mai speso più di 30€ in due.

Ristorante “Internacional” – Carrer de la Jonquera, 26. 08005 Barcellona

 

Il Museo di Picasso

Ci troviamo sempre nei pressi del Barrio Gotico, per intenderci a circa dieci minuti a piedi dalla Cattedrale di Barcellona. Non potete assolutamente perdervi questo museo dedicato all’artista spagnolo Pablo Picasso, di cui troverete una delle più vaste collezioni. Il palazzo in cui si trovano le opere costituisce un motivo in più per visitare il museo, si tratta di una struttura composta da cinque palazzi di epoca medievale e di straordinaria bellezza.

Pensate che le opere che potete ammirare superano i 4.000 pezzi e risalgono al periodo giovanile dell’artista che ha trascorso nella città di Barcellona, dove si trasferì alla fine del 1800.

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Museo di Picasso

Prezzi dei biglietti:

  • 12€ adulto/ 7€ giovani dai 18 ai 25 anni ed over 65, gratis per minorenni o studenti universitari muniti di badge
  • Audioguida: 5€ in più oltre al biglietto
  • Collezione fissa + eventuale esposizione temporanea: 14€ adulto, 7.50€ giovani dai 18 ai 25 anni ed over 65, gratis per minorenni o studenti universitari in possesso di badge

La prima domenica di ogni mese il museo è gratuito per chiunque tutto il giorno, come il giovedì dalle 18.00 alle 21.30

Disabili: il museo è totalmente accessibili a persone con difficoltà croniche o temporanee. Se necessitate di una carrozzina vi conviene comunque avvisare il museo tramite mail all’indirizzo: museopicasso@bcn.cat

Primo giorno a Barcellona: Barrio Gotico, stradine e passeggiate

Oggi è il nostro primo giorno a Barcellona, e come tutti i viaggi che si rispettano, porta con se una grande emozione, tanta curiosità e voglia di vivere nuove esperienze. Il volo atterra puntale e nel giro di poco usciamo dall’aeroporto e respiriamo subito aria di vacanza. Come sapete, uno di noi ha avuto un piccolo infortunio prima di partire, per questo motivo il taxi diventa la nostra seconda casa. In circa un quarto d’ora/venti minuti arriviamo in hotel, non facciamo in tempo a rilassarci un attimo che siamo già pronti per uscire.

Non abbiamo intenzione di visitare un’attrazione specifica, vogliamo fare un giretto orientativo per ambientarci ed a questo proposito scegliamo il Barrio Gotico. La scelta è stata senza dubbio azzeccata, in questo quartiere si respira un’atmosfera senza tempo, è caratterizzato da vicoli stretti in pietra dall’aria antica, dove è impossibile non fermarsi per ammirare la bellezza che questa città inizia a farci conoscere. E’ un vero e proprio labirinto, costellato da bar dove gustare le famose tapas, ristoranti tutti diversi e tanti negozi da perdere il conto.

Una delle attrattive più importanti di questo quartiere è senza dubbio la Cattedrale di Barcellona che si erge nella piazza principale di questa zona. La struttura risale al quattordicesimo secolo ed, oltre ad essere bellissima, intrisa di storia e molto grande, è maestosa e straordinaria da qualunque angolazione la si ammiri.

Poco lontano dalla cattedrale, camminando per nemmeno un decina di minuti nel vicolo a destra di essa, troverete un altro scorcio meraviglioso chiamato Carrer del Bisbe dove vedrete il meraviglioso Ponte del Vescovo.

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Ponte del Vescovo

Questo quartiere è meraviglioso e vi consigliamo senza dubbio di “perderci” almeno una giornata per esplorarlo tutto, da cima a fondo, godendovi ogni stradina che il Barrio Gotico ha da offrire.

Assistenza alle disabilità

Questo non è un articolo che avremmo voluto scrivere, ma purtroppo, farsi male, anche lievemente com’è successo a noi, può succedere. Ci è capitato prima della partenza per Barcellona, esattamente due giorni prima: uno di noi è caduto dalle scale  ed, oltre ai vari lividi, ha subito una distorsione alla caviglia. Per questo motivo abbiamo avuto bisogno di stampelle ed assistenza aeroportuale, la situazione non era tragica né troppo grave, perciò abbiamo deciso comunque di partire.

A questo proposito, abbiamo cercato di prendere il buono anche da questa esperienza e di raccontarvi come funziona in aeroporto in questi casi. Quello che abbiamo fatto noi è stato semplicemente chiamare il numero dell’assistenza e raccontare la situazione, abbiamo volato all’andata con Ryanair ed al ritorno con Vueling, e dobbiamo dire che in entrambi i casi l’assistenza è stata ottima. Una volta che vi siete messi in contatto con la compagnia, vi verrà chiesto un indirizzo mail tramite il quale vi avverrà una mail di conferma dall’assistenza.

Il giorno della partenza, arrivate in aeroporto almeno due ore prima del volo e recatevi al box office più vicino, date il vostro nome e spiegate che avete prenotato l’assistenza. Nel giro di una decina di minuti arriverà un assistente che, munito di sedia a rotelle, vi farà percorrere molto velocemente i controlli, senza mai farvi alzare eccetto in caso voi riusciate a camminare per qualche metro passando sotto al metal detector, ed il gioco è fatto. Una volta al gate di competenza, potete fare colazione o mangiare qualcosa in attesa di salire a bordo.

Circa una trentina di minuti prima della partenza, arriverà un altro assistente che vi porterà davanti all’aereo sul quale salirete tramite una rampa apposita. Arrivati a bordo, vi faranno accomodare facendovi scendere dalla sedia a rotelle e metteranno le vostre stampelle, in caso le abbiate, nella cappelliera sopra di voi.

Arrivati a destinazione dovrete semplicemente aspettare l’uscita di tutti i viaggiatori dell’aereo, al termine della quale vi verranno restituite le stampelle ed appena fuori dalla porta del mezzo troverete un terzo assistente pronto a portarvi al ritiro o bagagli o all’uscita dell’aeroporto.

In caso abbiate bisogno di qualche altra informazione, non esitate e poneteci pure qualche domanda nei commenti 🙂

Spiagge di Santorini

Come sapete, Santorini è una delle isole più belle, eleganti e turistiche della Grecia. E’ estremamente tipica, viva e varia. Anche qui, vi consigliamo le spiagge più belle e caratteristiche dove trascorrere delle meravigliose giornate al mare.

La Spiaggia Nera: Kamari Beach, ecco come si chiama questa bellissima spiaggia caratterizzata da piccoli sassolini di colore nero. Come tutti le isole della Grecia, soprattutto le più turistiche, agosto è il mese di massimo affollamento. Noi ci siamo stati verso giugno e non possiamo far altro che consigliarvi questo straordinario posto. In ogni caso, considerate che questa spiaggia si estende per la bellezza di 5 chilometri, quindi è possibile stare in tranquillità anche nei mesi di maggiore afflusso turistico.

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Kamari Beach

The Red Beach: questa spiaggia dal colore rosso ferroso è uno dei luoghi più tipici dell’isola. Santorini, essendo vulcanica, offre tanti tipi di spiagge diverse nate dalle varie eruzioni. La particolarità di questa spiaggia è il fatto che è irraggiungibile in macchina, infatti potrete arrivarci solo dopo un lunga camminata su una scogliera a picco sul mare. Una volta giunti a destinazione, godetevi ogni centimetro di questa spiaggia e portatevi a casa una manciata di sabbia rossa!

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The Red Beach

Spiaggia di Perissa: questa è una delle spiagge più frequentate di Santorini, è una spiaggia attrezzata, dove potrete praticare diversi sport acquatici come windsurf ed immersioni. Inoltre c’è un lungomare ricco di bar, ristoranti e negozietti dove godervi una passeggiata al tramonto.