Il Duomo di Vienna

Anche Vienna, come la maggior parte delle città europee, ha un suo Duomo dedicato a Santo Stefano. Questa cattedrale ha dell’incredibile, si erge tra le nuvole della città e spicca quasi da tutte le angolazioni. Una delle cose più difficili è riuscire a fotografarla per intero, a questo proposito vi consigliamo di provarci la sera, quando le vie sono un po’ meno affollate e l’atmosfera regala un po’ di tranquillità. La particolarità del Duomo di Vienna sono le tegole che ricoprono il tetto, tutte colorate, messe lì a formare lo stemma austriaco. Pensate che la campana pesa più di venti tonnellate ed è stata ottenuta fondendo i cannoni dei turchi che assediarono la città nel 1683. Ciò che rende unica questa cattedrale, però, è senza dubbio l’insieme di stili che la compongono, partendo dallo stile Gotico, del quale sono paradigmatiche le guglie, a quello del Rinascimento per quanto riguarda la cupola, fino ad arrivare al meraviglioso Barocco di cui sono enormemente investiti gli interni.

Dalla parte sinistra interna del Duomo si entra nella catacombe, antiche tombe nelle quali sono sepolti tanti esponenti religiosi, tra cui cardinali e vescovi, alcuni membri della casata degli Asburgo, ma anche parecchi abitanti di Vienna deceduti per peste ed altre malattie.

Insomma, questa cattedrale è un vero e proprio simbolo di Vienna, non potete dunque non visitarla, complice anche la sua posizione centralissima.

2 pensieri riguardo “Il Duomo di Vienna

  1. Ho un meraviglioso ricordo del duomo di Vienna, e di Vienna in generale.
    Quando ero bambina, mia mamma viaggiava spesso per l’Europa per lavoro e molte volte mi portava con sé.
    Una meta fu proprio Vienna, ci andammo assieme a mio fratello (anche lui per lavoro) e a una cara amica nata a Vienna e che da tanti anni non tornava nella sua città.
    Era gennaio, iniziò a nevicare fittissimo e la città si riempì di bianco nel tempo della colazione. Era il giorno libero dagli impegni di lavoro, così ci divertimmo tutti assieme a gironzolare come turisti. Passavamo da una caffetteria all’altra, fra un krapfen, una cioccolata e una fetta di Sacher. Faceva così freddo che non ci pesò affatto mangiare tutti quei dolci.
    Mentre la neve cadeva leggera e poetica, salimmo in cima alla Pummerin. Eravamo solo noi e una signora francese, lì ad ammirare quel campanone. C’era quel silenzio ovattato della neve, sotto di noi una carrozza di cavalli neri si stagliava sul bianco della piazza; in quel momento… beh, Vienna mi è entrata nel cuore e ci è rimasta, mi sentivo a casa. Ricordo di averne fatto proprio una malattia, da bambina.
    Quando ho compiuto 30 anni mio marito mi ha regalato un viaggio a sorpresa a Vienna, è stato come non essere mai andata via da quel giorno sulla Pummerin. 🙂

    1. Che bella storia, Sarah. Speriamo che leggere qualche nostro articolo possa riportanti a Vienna con il cuore e la mente 🥰

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