6 giorno > Arrivo ad Arequipa e primo giro nel centro della Ciudad Blanca

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Donne in abiti tipici, Arequipa

Finalmente, dopo la bellezza di  D O D I C I  ore di viaggio, siamo giunti ad Arequipa, la città bianca. Questo nome deriva dal fatto che il centro storico sia costruito con il Sillar, una pietra bianca proveniente da una cava nei pressi della regione di Arequipa. In effetti questo bianco candido che “colora” la città è veramente suggestivo e rende Arequipa ancora più bella di quanto non sia. Abbiamo deciso di fermarci qui per le prossime quattro notti a causa delle molteplici attrazioni che la città ed le vicinanze della stessa offrono. Il nostro programma per oggi, però, è quello di girovagare senza una meta, dopo un viaggio così lungo seduti, l’unica cosa di cui si ha voglia è sgranchirsi le gambe.

Usciti dalla stazione di Cruz del Sur, prendiamo il primo taxi disponibile e ci facciamo portare in hotel, saliamo nella nostra camera e, dopo esserci rinfrescati un attimo ed aver lasciato i bagagli, iniziamo la nostra visita. Fortunatamente, il nostro albergo si trova in una zona molto centrale, quindi senza prendere altri mezzi, ci facciamo spiegare velocemente dalla receptionist come arrivare a Plaza de Armas e ci incamminiamo verso la cattedrale. La distanza tra noi e la piazza principale è di meno di dieci minuti, ma nel tragitto una chiesa con una splendida facciata cattura la nostra attenzione. Si tratta della Chiesa di San Agostino, un meraviglioso luogo di preghiera generalmente chiuso al pubblico, se non nelle ore di funzione. Dopo qualche foto e tanti sguardi alla pietra lavorata con estrema maestria, procediamo verso Plaza de Armas, che ci colpisce molto positivamente.

Qui fa capolino la cattedrale di Arequipa, una basilica veramente imponente caratterizzata, anch’essa, dal bianco del Sillar. Davanti a questa meraviglia architettonica, non faticherete a capire il motivo per il quale l’UNESCO l’abbia accolta tra i propri patrimoni. Parliamo di un edificio relativamente recente, è stata infatti ricostruita in appena tre anni a metà dell’Ottocento dall’architetto Lucas Poblete. Credeteci se vi diciamo che anche solo ammirarla da fuori vi occuperà un po’ di tempo, non è infatti possibile guardarla da vicino nella sua interezza, vi sposterete più volte per godervi le varie prospettive che questa bellissima cattedrale ha da offrire. Qui intorno troverete molti ristoranti, mercati e bar di ogni tipo, ma prettamente turistici. Vi consigliamo di evitare il pranzo all’aperto, come ogni piazza che si rispetti, anche questa ha i suoi piccioni, che verranno a cibarsi degli avanzi non appena i camerieri lasceranno il piatto sul tavolo un attimo in più.

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Cattedrale di Arequipa

La giornata volge al termine tra foto, acquisti, qualche churros da strada e chiacchiere e fra poco vi racconteremo del posto dove abbiamo cenato questa sera: un ristorante che non potete assolutamente perdervi!

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Plaza de Armas, Arequipa
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Facciata della Cattedrale di Arequipa
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Plaza de Armas, Arequipa

7 giorno > Lo splendido Monastero di Santa Catalina

Questa è la prima mattina che ci svegliamo ad Arequipa ed è davvero fantastico! Il nostro hotel, di cui vi parleremo nei prossimi articoli, propone una buonissima colazione con vista verso il vulcano Misti, la terrazza è davvero graziosa ed il primo pasto della giornata ci da tanta energia per affrontare le nostre prossime visite. Oggi intendiamo visitare il Monastero di Santa Catalina ed il Museo Santuarios Andino.  Dopo colazione, che facciamo verso le 9 e mezza, torniamo in camera a prendere le ultime cose e ci dirigiamo a piedi verso il Monastero di Santa Catalina. Se passate per Arequipa, non potete assolutamente perdervi questo luogo senza eguali, si tratta del convento più grande del mondo ed è un tripudio di colori, piante, chiostri, stanze particolari e chi più ne ha più ne metta. Nel giro di pochi minuti a piedi giungiamo a destinazione e ci mettiamo in coda.

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Monastero di Santa Catalina

Fortunatamente la fila è abbastanza scorrevole, il biglietto viene 35 Soles ed all’entrata vi daranno una cartina di tutto il complesso architettonico: è questo il punto in cui vi renderete conto che state per esplorare una città dentro alla città. Esistono due modi per esplorare il Monastero: potete gironzolare in autonomia, perdendovi tra i tortuosi sentieri, le splendide camere, i piccoli santuari e via dicendo, oppure farvi accompagnare da una guida che troverete all’inizio del percorso. Noi abbiamo scelto la prima modalità, avevamo letto parecchio riguardo questo posto, inoltre ci piace la libertà e tutto ciò che ne consegue. Le guide, in ogni caso, ci hanno detto essere assolutamente valide ed informate, parlano italiano, inglese, francese e spagnolo e costano 20 Soles. La visita guidata dura un’ora, dopodiché andrete avanti da soli.

Non perdetevi nemmeno un scorcio del Monastero di Santa Catalina, si tratta di più di 20.000 metri quadrati, ma prendetevi il vostro tempo ed esplorate tutto senza fretta. Le pareti esterne sono colorate di rosso e blu, questo rende il luogo estremamente fotografabile, i vostri ricordi saranno fantastici. All’interno del complesso c’è anche uno snack bar, dove gustare qualche empanadas o una fetta di torta, si trova quasi alla fine del percorso. Noi ci abbiamo messo un bel po’ a vederlo tutto: considerate che siamo arrivati verso le 11.00 e siamo andati via intorno alle 16.30!

7 giorno > L’emozionante Museo Santuarios Andinos

Dopo la lunga visita al Monastero di Santa Catalina, la nostra giornata si conclude al Museo Santuarios Andinos. Non appena entrerete in questo posto, vi renderete conto che l’atmosfera ridente e festosa di Arequipa, subisce qualche cambiamento. Il principale motivo è la presenza della Mummia Juanita. E’ proprio qui, in questo museo, che è conservata una delle più emozionanti, struggenti e misteriose storie dell’impero Inca. Nel 1995, sul Monte Ampato, venne scoperto un corpo congelato di una ragazza Inca di circa quattordici anni. Il corpo, secondo gli esperti, risale al 1450 circa, nonostante ciò, è meravigliosamente conservato grazie al ghiaccio dell’ambiente circostante. Non vedrete uno scheletro, ma un vero e proprio corpo con tanto di tessuti, capelli, denti, vestiti ed oggetti sacri. Non è semplice rimanere indifferenti alla vista della Mummia Juanita, si tratta di una bambina, sostanzialmente, sacrificata agli dei e lasciata a morire congelata all’interno di un ghiacciaio.

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Mummia Juanita, foto dal Web

Quello che, però, dovete considerare è che per la cultura del tempo, questi sacrifici rappresentavano un onore per la persona in questione e per la sua famiglia. Essere scelta tra il popolo per essere sacrificata non era un castigo, bensì un modo per avvicinarsi alle divinità e rendere onore al proprio popolo, alla propria cultura ed alla propria famiglia. Inoltre le ragazze che subivano questa sorte erano, in un certo senso, preparate al tutto: fin da piccole venivano scelte in base a delle particolari caratteristiche che le rendessero idonee per il sacrificio. Entrare in questo museo è stato parecchio emozionante, nonostante la presenza di reperti storici di sicura importanza e ritrovamenti archeologici di ogni tipo, la Mummia Juanita rimane la principale attrazione per chiunque entri. Il consiglio che possiamo darvi è quello di non avvicinarvi troppo se siete facilmente impressionabili, il corpo è tenuto in una teca di vetro, ma più ci si avvicina, più i particolari prendono forma. Inoltre, se potete, cercate di tenere un comportamento corretto e rispettoso, non urlate e tenete un tono di voce bassa per rispetto del contesto, del luogo e della situazione.

Non perdetevi questa visita per nulla al mondo, non ve ne pentirete!

 

8 giorno > Il Canyon de Colca, il condor delle Ande ed i mercati di Chivay

La sveglia suona prestissimo, esattamente alle tre di notte! Oggi non è giornata di pigrizia, anzi, partiremo per andare a visitare il Canyon de Colca, una delle gole più profonde al mondo, nei pressi di Chivay. Qui, grazie alle correnti ascensionali che si formano, vivono i condor delle Ande e noi abbiamo intenzione di vederne il più possibile.

La partenza dal nostro hotel durante la notte non è stata un’opera di masochismo, per raggiungere il Canyon ci vogliono tre ore e partendo da Arequipa verso le tre, saremmo stati lì più o meno all’alba, il momento migliore per vedere i condor e per godersi la visita senza enormi folle. Durante il viaggio abbiamo provato a sonnecchiare un po’, ma le curve e la strada di montagna ce l’ha permesso relativamente, in compenso arrivare nella Valle del Colca verso le sette di mattina ed ammirare il paesaggio desertico che si staglia davanti ai propri occhi, è stata un’esperienza ineguagliabile. Lo stesso vale per il freddo, probabilmente questo è stato uno dei giorni in cui abbiamo avuto più freddo: ci trovavamo a più di 3500 metri di altitudine, che si è fatta sentire tutta! Potreste avvertire un po’ di mal di testa o di nausea, non preoccupatevi, è perfettamente normale. L’unico consiglio che possiamo darvi a riguardo è quello di ascoltare il vostro corpo, se avete bisogno di sedervi, sedetevi. Se sentite la necessità di bere, fatelo. Non ignorate i sintomi, di qualunque natura o grado essi siano,  il mal di montagna può essere davvero antipatico.

Dopo una breve colazione con pane, marmellata e caffè, ci imbarchiamo nuovamente sul pullman e ci dirigiamo verso la Cruz del Condor, un fantastico “mirador” ovvero un punto di osservazione che si affaccia a strapiombo sul canyon. Dobbiamo essere sinceri, di stare qui non ci si stanca mai, sopratutto perché tra una foto e l’altra, un video ed una posa, sentirete qualcuno urlare “Ecco i condor”!! Questo è stato senza dubbio il momento più bello della giornata, avere la possibilità di vedere questi enormi volatili volteggiare tra le nuvole. E’ come se danzassero mentre si librano in aria, vi emozionerete davanti alla loro maestosità, sono animali regali e bellissimi. Forse siamo stati fortunati, ma c’è stato un momento in cui davanti a noi ce n’erano addirittura sei! La nostra guida ci ha spiegato che non vedere nemmeno l’ombra di un condor qui, è davvero difficile. Ce ne sono moltissimi e questa profonda gola è uno dei loro posti preferiti per prendere il volo. Stranamente, uno dei momenti più belli da vedere del volo di un condor è la partenza: questi volatili sono davvero enormi e, non pesando poco, non volano, ma librano nell’aria. Questo significa che, a parte qualche battito di ali, più che altro per direzionarsi, sono spinti dal vento e ve ne renderete conto mentre li vedrete volare; in effetti le ali non le battono quasi mai. E’ veramente divertente vederli mentre provano a prendere il volo, aprono le ali, poi le richiudono e le riaprono fino a quando non sentono il vento essere abbastanza forte per trasportarli.

Purtroppo, la nostra guida ci comunica che è ora di andare, quindi con la coda tra le gambe risaliamo sul nostro mezzo. Vedere il volo del condor è stato meraviglioso, ma vogliamo raccontarvi qualcosa in più sull’escursione, il modo per arrivare al Canyon de Colca ed alcune questioni fastidiose che riteniamo di dovervi comunicare. Per tutto questo, leggete il nostro prossimo articolo 🙂

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Sulla strada del ritorno

9 giorno > Imprevisto di trasporto e viaggio per arrivare a Puno

Ieri il Canyon de Colca ci ha regalato grandi emozioni, vedere i condor è stato uno spettacolo naturalistico emozionante, ma non appena siamo arrivati in hotel abbiamo ricevuto una cattiva notizia. La compagnia Cruz del Sur, quella con cui abbiamo prenotato tutti i pullman dei nostri spostamenti, ci ha inviato una bella mail con scritto che, a causa di uno sciopero totale dei trasporti nella regione di Arequipa, la nostra corsa era stata soppressa. Sinceramente, abbiamo avuto qualche momento di panico, soprattutto per il fatto che la nostra prossima tappa sarebbe stata Puno e che la permanenza sarebbe stata di soli due giorni. Questo fatto, avrebbe comportato la perdita dell’escursione alle isole Uros ed il conseguente ed ovvio malcontento. E’ anche vero, però, che quando si viaggia lontano, gli imprevisti capitano e si dovrebbe evitare panico ed ansia. Ecco che ci siamo seduti a tavolino ed abbiamo pensato a come agire nel migliore dei modi. Cercare un altro pullman si è rivelato inutile, come vi dicevamo, lo sciopero ha preso in considerazione tutta la regione di Arequipa e tutte le compagnie. Guardando e riguardando la mail che ci era arrivata, abbiamo notato che erano presenti in copia tutti gli altri passeggeri della nostra tratta dell’indomani, abbiamo cercato una mail ed abbiamo scritto il seguente messaggio :” Buongiorno, siamo Daniela e Mattia e siamo nella vostra stessa situazione per quanto riguarda il tragitto Arequipa-Puno. Al momento non abbiamo molte idee, ma dovremmo arrivare a Puno domani in giornata. Voi che farete? Avete qualche idea? Noi abbiamo pensato di prendere un taxi e se ne avete voglia, potremmo dividere la spesa.”

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Vista panoramica sulla strada da Arequipa a Puno

Il nostro messaggio fortunatamente ha ricevuto risposta la mattina dopo: siamo stati contattati da una coppia italiana come noi, super simpatica e disponibile, con la quale abbiamo cercato un taxi che ci portasse a Puno. La spesa è stata di 400 Soles in tutto. 200 Soles a coppia, ovvero circa 60€. Il prezzo era assolutamente onesto, soprattutto considerando che il nostro tassista ha guidato per cinque ore per arrivare a Puno. Per fortuna, alla fine, quest’imprevisto si è rivelato un ottimo modo alternativo per viaggiare. Essendo in taxi ci siamo fermati più volte per andare in bagno, mangiare qualcosa e comprare qualche souvenir. Abbiamo trovato questi fantastici mercati dove comprare tantissimi articoli a prezzi assolutamente conveniente ed abbiamo avuto la possibilità di vedere panorami davvero spettacolari. Vi lasciamo qui sotto qualche foto 🙂

Dove dormire ad Arequipa: Hotel Palla Boutique

Arequipa è una delle città più belle del Perù ed i suoi hotel non sono da meno. Essendo molto grande, troverete un po’ di tutto, per tutte le tasche ed esigenze, ma visto i prezzi abbastanza onesti, vi consigliamo di concedervi qualche meritato lusso vacanziero. Per il nostro soggiorno nella città bianca abbiamo optato per l’hotel Palla Boutique, un fantastico albergo che si trova nel centro storico, vicino a tutte le maggiori attrazioni di sicuro interesse. Considerate che per arrivare nella piazza principale non ci vorranno più di 6/7 minuti a piedi, ancora meno per giungere al Monastero di Santa Catalina ed al Museo Santuario Andinos.

In questo articolo vogliamo parlarvi di questo hotel che ci ha davvero rapiti per bellezza, posizione, colazione e tanti altri servizi. Si tratta di una sistemazione a quattro stelle, costruita quasi per intero in pietra bianca, simile al tipico sillar di questa regione, l’ingresso è molto ampio, la reception è attiva ventiquattro ore su ventiquattro ed il personale è estremamente disponibile. E’ stato proprio grazie a loro che siamo riusciti a trovare un taxi che ci portasse a Puno dopo la brutta notizia dello sciopero dei trasporti. Le camere sono pulitissime, arredate con gusto ed eleganza. In particolare, la nostra era abbastanza spaziosa, il bagno era perfetto per quei tre giorni di soggiorno, il letto era molto comodo e la vasca era stupenda. Riteniamo giusto spendere una buona parola anche per la colazione che si tiene in terrazza all’ultimo piano, con una fantastica vista sulla città ed i vulcani circostanti. L’offerta di cibo è molto ampia, hanno anche la Nutella! Troverete succhi di frutta, latte, dolci ed opzioni salate, il tutto gustato con il sole che sorge ed illumina la città.

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Colazione Palla Boutique

Ogni dettaglio, qui al Palla Boutique, è curato nei minimi particolari, a partire dal set di benvenuto in bagno, fino ad arrivare ai tavoli della colazione che ricordano dei tronchi d’albero. Insomma, dobbiamo dirvi che ci siamo trovati benissimo, siamo stati coccolati ed accontentati in tutto. Il prezzo a notte è di circa 110 euro, compresa colazione ed ogni servizio a vostra disposizione 🙂 Per prenotare una camera, cliccate qui.

Dove mangiare ad Arequipa? Zig Zag: uno dei migliori ristoranti della città

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Portata di Manzo, Alpaca e Pollo, Zig Zag

Buongiorno a voi! Oggi vi parliamo di uno dei ristoranti che ci ha colpiti maggiormente: lo Zig Zag. Si tratta di uno dei ristoranti considerati di lusso ad Arequipa, motivo per cui è consigliabile prenotare. Noi abbiamo prenotato due giorni prima e non abbiamo avuti problemi a trovare posto, ma per evitare inconvenienti, sarebbe bene chiamare qualche giorno prima. Si trova nel Centro Storico della Ciudad Blanca ed è stata una piacevolissima scoperta: non appena entrerete nel locale, non potrete fare a meno di notare i dettagli perfettamente curati e la gentilezza del personale che, dopo avervi chiesto se avete una prenotazione, vi accompagnerà al vostro tavolo.

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Polpette

Vi verrà servito del buonissimo pane con varie salsine buonissime ad accompagnarlo in attesa di fare la vostra ordinazione, potrete scegliere tra moltissime proposte tutte buonissime, vi consigliamo senza alcuna riserva il mix di carni: alpaca, manzo e pollo. Un piatto che basterà sicuramente da dividere in due. Vi porteranno questi tre altissimi e morbidissimi filetti di carne scelte davvero con cura e cucinate in maniera impeccabile.

Non dimenticatevi, infine, di ordinare il dolce! A questo proposito abbiamo ben poco da dirvi: qualunque scelta voi facciate sarà apprezzatissima dalle vostre pupille gustative.

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Cappuccino

 

Perché non siamo stati a Nasca?

Una delle domande che, giustamente, ci è stata posta è stata la seguente: ma perché non siete passati per Nasca a vedere le famose linee?

Proveremo a rispondervi nel corso di quest’articolo, evidenziando le motivazioni e le inquietudini per le quali abbiamo evitato quest’escursione. Ovviamente, nei mesi precedenti al nostro viaggio, abbiamo chiesto, domandato e cercato consigli a riguardo, ed infine, siamo giunti alla conclusione che forse, per noi, non ne valesse così tanto la pena. Sia chiaro, non è che non ne valga la pena in assoluto, probabilmente se siete appassionati dei misteri del Perù e non soffrite il mal d’aria, potrebbe essere un’esperienza fantastica, ma noi non ce la siamo sentita. Esistono, riguardo al sorvolo delle linee di Nasca, dei PRO e dei CONTRO, eccoli qui:

PRO

  1. Il sorvolo delle linee di Nasca dev’essere un’esperienza fantastica, sicuramente adrenalinica e non scontata. Salire su un piccolo aerea a sei posti potrebbe rivelarsi qualcosa di meraviglioso, soprattutto se per voi è la prima volta.
  2. Qualcuno sostiene che si possano vedere le linee di Nasca molto bene anche da lontano, su una collina lì vicino. Dopo varie ricerche e pareri discordanti, abbiamo evinto che probabilmente il volo in aereo è l’unico modo per vivere l’esperienza appieno.
  3. Foto da togliere il fiato: provate ad immaginare di stare alti nel cielo e poter vedere sotto di voi uno dei misteri più interessanti e reconditi del Perù. Immaginate di poter immortalare tutto questo tramite foto e video esclusivi che non tutti avranno la possibilità di fare 🙂

CONTRO

  1. Abbiamo pensato molto alla rinuncia che abbiamo fatto evitando il sorvolo, il fatto è che purtroppo per noi, ci capita di stare male anche durante i viaggi normali, motivo per cui abbiamo, infine, scelto di non partecipare all’escursione. Considerate che, come dicevamo, gli aerei deputati a questa esperienza sono molto piccoli, massimo sei/otto posti, questo significa che sentirete ogni minimo cambiamento d’aria.
  2. Il luogo geografico, purtroppo, non aiuta. Le linee di Nasca si trovano in una gola ed il sorvolo di svolge proprio all’interno di essa tra le colline circostanti. Per questo motivo, per correnti di vento sono molto forti e poco prevedibili, moltissime persone che hanno vissuto quest’esperienza ci hanno raccontato di esser state male dall’inizio alla fine.
  3. Movimenti dell’aereo: a prescindere dalla misura dell’aereo e dalle correnti, il vostro mezzo farà tantissimi movimenti, questo avviene semplicemente per farvi vedere bene le linee, vi girerete da una parte all’altra un’infinità di volte.
  4. Costo: i costi per il sorvolo delle linee di Nasca non sono affatto bassi, anzi, spenderete dai 100€ in su.
  5. Siamo stati a Paracas e nel tragitto per le Isole Ballestas, abbiamo visto il bellissimo geoglifo del Candelabro, questo ha fatto sì che ci giustificassimo un po’, ritenendo che durante il sorvolo non avremmo visto qualcosa di troppo diverso.

Questi sono, bene o male, i PRO ed i CONTRO di quest’escursione. Non la sconsigliamo assolutamente, anzi, se potete e non avete timore, fatela. Detto ciò, la consigliamo solo a chi si sente effettivamente sicuro al 100%, stare male per tutta la durata (30 minuti circa) dell’esperienza, non dev’essere certo facile.

10 giorno > Isole de Los Uros: racconti e consigli

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Isole de Los Uros

Buongiorno ragazzi, oggi vi parleremo di una delle più belle esperienze vissute nel corso del nostro viaggio in Perù: l’escursione alle Isole de Los Uros.

Considerate che non sarà in alcun modo necessario prenotare in anticipo quest’esperienza, le barche partono dal porto di Puno ogni mezz’ora e non farete molta fatica a trovare posto, il costo della visita è di 20 dollari americani a testa. Non temete per quanto riguarda la sicurezza delle imbarcazioni, sono tutte a norma, molto curate e pulite, coloro che lavorano a bordo sono professionali ed estremamente gentili. Il “viaggio” dal porto alle Isole Uros non è molto lungo, in circa mezz’ora arriverete a destinazione e rimarrete esterrefatti dalla bellezza e dalla particolarità di questo luogo. Potrete decidere di viaggiare all’interno dell’imbarcazione, o fuori, sul tetto! Vi consigliamo vivamente di salire e stare fuori, il panorama è inimmaginabile, non si tratta  solo di un lago, ma di un insieme meraviglioso composto da giunchi ed isolotti, un paesaggio che rivedrete con molta fatica da altre parti del mondo. Inoltre, avrete la fortuna di navigare sul lago Titicaca, uno dei laghi navigabili più grandi e profondi del mondo, tant’è che non si trova unicamente in Perù, ma raggiunge anche la Bolivia.

Gli abitanti delle isole, chiamati Uros, sono una popolazione scappata dall’invasione Inca e da allora, vivono su queste isole galleggianti artificiali costruite sapientemente con la totora, una pianta molto abbondantemente presente nella vegetazione del lago Titicaca. Vi troverete immersi in una realtà parallela di donne con trecce lunghissime, vestiti colorati e canzoni autoctone e, quando finalmente sbarcherete su un’isola galleggiante, vi renderete conto di come potrebbe essere vivere qui. Gli abitanti sono estremamente gentili e con garbo vi accompagneranno a vedere le loro capanne, vi insegneranno come si costruiscono le isole sulle quali vivono e come funziona la vita qui, nel bel mezzo del lago Titicaca. L’isola sulla quale vi porteranno è una delle più grandi e vi aspetta un piccolo mercato con prodotti ed articoli unici e fatti a mano.

Giunti sull’isola, oltre che esplorarla e conoscere gli abitanti, vi verrà proposto un giro sulle loro barche, il costo è di 10 Soles a persona, e crediamo ne valga davvero la pena. Tutta l’escursione, dal momento in cui partirete dal molo di Puno, fino a quando tornerete indietro, durerà circa due ore, ma è possibile chiedere ai vari tour operator che troverete all’ingresso del porto, se è possibile estendere il tempo di percorrenza. Onestamente, crediamo che due ore siano bastevoli, le isole sono molto piccole, considerate che su ogni isola vivono da un minimo di 20 persone ad un massimo di 30, quindi non vi serviranno due ore solo per esplorare un’isola. Abbiamo trovato la gita alle isole de Los Uros una delle più belle esperienze mai fatte, speriamo sia lo stesso per voi 🙂

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Il punto di origine della civiltà Inca

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Machu Picchu, Perù

Il punto di origine di questa civiltà si individua nelle valli sacre di Cuzco che, secondo lo storico Garcilaso, non significherebbe altro che ombelico. Al riguardo tramandata nelle generazioni e consolidata nel tempo come tradizione, questo popolo credeva che la propria civiltà fosse discesa direttamente dal cielo e per volere del suo più eminente rappresentante. Essi ,dunque, facevano risalire come antico progenitore dell’uomo il sole, che un giorno mosso a compassione per le condizioni miserabili in cui i mortali vivevano,  inviò sulla terra i suoi due figli: Manco Capac e Mama Huaco.

Essi avevano il compito di riunire i nativi in comunità e di seguito a questo, insegnar loro le arti del vivere civile e, per volere del padre, così fecero. La celeste coppia, fratello e sorella, marito e moglie, presso le pianure limitrofe al lago Titicaca, così si mossero alla ricerca del luogo prescelto, ove il cuneo d’oro che portavano appresso avesse potuto figgersi nel terreno senza sforzo. Il sacro emblema, infine, prese dimora nella poco distante Cuzco e con esso i coniugi sacri .

Manco Capac e Mama Huaco insegnarono, ognuno secondo il suo genere, il primo agli uomini l’arte dell’agricoltura e la seconda alle donne la filatura e la tessitura.

Molti successori Inca (che significa re o signore, termine che si riferisce a colui che detiene il potere nella comunità) assunsero l’epiteto di Capac, che significa grande e possente, in onore del figlio del sole. Naturalmente ciò non corrisponde al vero, la storia incaica non copre che la distanza temporale di un paio di secoli per poco più che una dozzina di sovrani, è dunque dovere ricercare in altri luoghi e personaggi il loro passato. Come Augusto per i romani attraverso l’Eneide di  Virgilio, la famiglia reale giustificava la propria posizione ed il proprio potere con il mito di un’incredibile ascendenza.