Gita sul Lago di Como: Orrido di Nesso

Nesso, Lombardia

Buongiorno lettori, oggi torniamo a parlarvi della nostra amata Lombardia, la regione che amiamo e che per noi è “casa”. Vi abbiamo parlato a lungo della nostra città, tutti gli articoli dedicati a Milano sono disponibili qui ed in caso non gli aveste ancora letti, date pure un’occhiata. Oggi, invece, vi portiamo sul Lago di Como, una delle mete più esclusive, gettonate e turistiche della Lombardia, se non fosse che anche qui, ci sono luoghi ancora sconosciuti e poco inflazionati.

Uno di questi è Nesso, piccolo comune di poco più di milleduecento persone sulla sponda orientale del lago di Como. Se avete visitato anche solo una volta il lago, potreste anche esserci passati distrattamente tirando avanti con la macchina, non accorgendovi minimamente di cosa Nesso nasconda. Ed è proprio così, Nesso nasconde una perla di infinita bellezza! Partiamo col dirvi che da questo territorio passano due torrenti, il torrente Nosée ed il torrente Tuf, che confluendo danno origine ad una meravigliosa cascata, chiamata, per l’appunto, l’Orrido di Nesso. Vi consigliamo di parcheggiare in uno degli spiazzali nei dintorni ed arrivare a Nesso a piedi, solo così potrete godervi il verde che circonda questo piccolo paese ed i panorami che solo il Lago di Como è in grado di regalare. Una volta arrivati in paese, vedrete l’orrido. Questa cascata scorre su un canyon naturale che regala scenari e scorci spettacolari, e pensate che l’orrido è citato anche in alcuni libri di estrema importanza storica, come il Codice Atlantico di Leonardi da Vinci, che ne parla così:

«Più su 2 miglia è Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte. Queste gite son da fare nel mese di maggio» [Codice Atlantico, c. 573v]

Orrido di Nesso, Lombardia

Non vi abbiamo ancora convinto? Probabilmente starete pensando “ma devo arrivare fino al Lago di Como per vedere semplicemente una cascata?”. Lo capiamo, ma continuate a leggere, perché non finisce qui, anzi, ora inizia il bello. A lato delle transenne che delimitano la cascata, troverete degli scalini, al fianco dei quali sorge un piccolo bar, voi prendeteli e cominciate a scendere, non avete idea di cosa vi aspetta. Non è un lungo percorso (si tratta di poco più di 300 scalini), né tantomeno una discesa faticosa, in cinque minuti sarete giunti a destinazione, ma guardatevi intorno, perché sulla sponda della montagna potrete vedere un meraviglioso presepe incastonato nella roccia ed, inoltre, durante la discesa, scorgerete casette colorate e tipiche dove scattare qualche foto ricordo.

Durante il tragitto siamo sicuri che riuscirete ad intuire dove vi stiate dirigendo grazie a qualche indizio, l’aria inizia a farsi più fredda e profumata, sentirete avvicinarsi il tipico odore di lago, caratteristico di queste zone. Ora che siete giunti quasi a destinazione, cominciate a vederlo coi vostri occhi, l’imponente Lago di Como, un’acqua limpida, pulita e trasparente. Vedere il Lago di Como è semplice, ma siamo sicuri che da qui l’abbiano visto solo in pochi, ed in un certo senso siamo grati che questa località non sia ancora stata presa d’assalto dal turismo di massa che si consuma di consueto in queste zone. Non solo il lago costituisce una grande sorpresa, ma il Ponte della Civera, il piccolo tunnel che si snoda poco dopo gli scalini e giunge fino all’altra parte del ponticello e, soprattutto, lo spettacolo che vedrete stando esattamente in mezzo al ponte sospeso, costituiranno un momento importante per la vostra visita. Non fermatevi solo da una parte, attraversate il corso d’acqua ed ammirate la vista da entrambi i punti panoramici, non potrete farne a meno.

L’ideale sarebbe arrivare a Nesso in macchina, da Milano vi ci vorrà poco più di un’ora, ma se proprio non potete le alternative sono due: il pullman oppure il battello. Tramite autobus, partendo da Como, dovrete prendere la linea C-30 o la C-32, mentre con il battello, opzione sicuramente consigliata e più pittoresca, dovrete salire sulla CB-1.

Speriamo di avervi regalato un bell’articolo, con la speranza che, anche voi, possiate stupirvi davanti all’Orrido di Nesso 🙂

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