9 giorno > L’oceano, la disperazione ed un tramonto da favola

Tramonto Islandese

Buongiorno lettori, il meteo continua ad essere dalla nostra parte, il sole splende ed il cielo è azzurrissimo! Vi preannunciamo che la giornata di oggi, seppur partita molto bene, ha subìto un grande intoppo, che vi raccontiamo per evitare che anche voi possiate incorrere nello stesso pericolo. Ma torniamo un po’ indietro. Vi dicevamo… il cielo è blu e la giornata che ci aspetta è per lo più di guida, da sud, ci sposteremo ad est per visitare qualche attrazione il giorno dopo. Lasciamo la nostra camera d’albergo e partiamo accompagnati dallo stereo a tutto volume. Qui i paesaggi sono verdi e rilassanti, non vi annoierete, nonostante le ore di guida, ma ammirerete un’Islanda un po’ diversa, quella del Sud, della costa che si bagna nell’Oceano Atlantico e delle meravigliose scogliere a picco sul mare. Per goderci appieno il clima ed il sole, abbiamo scelto la contea di Austur-Skaftafellssýsla, non ci siamo fermati a dormire per questioni di tempo, ma abbiamo comunque trovato meravigliosi promontori e straordinarie formazioni rocciose da ammirare in tutta la loro bellezza. Durante il tragitto ci siamo fermati più volte e, credeteci, se vi diciamo che sarà la stessa cosa per voi, tutta la strada è costellata da visuali pazzesche ed il blu del mare vi obbligherà a sostare per scattare qualche foto.

Scogliere a picco sul mare

Il problema, e parlare di problema è un eufemismo, si è palesato nei pressi di Djúpivogur, un comune abitato da poco meno di 500 persone a sud-est dell’isola quando, attirati da un faro e vedendo una stradina solcata da ruote d’auto, abbiamo pensato di addentrarci in un piccolo sentiero secondario. E’ vero che la strada era composta perlopiù da erba e terriccio, ma è anche vero i segni di pneumatici ed il fatto che non ci fosse nessun divieto, ci ha fatto sentire tranquilli nell’attraversarla. Dopo qualche centinaia di metri, in sostanza, ci siamo affossati nel fango, la macchina ha smesso di stare dalla nostra parte ed è iniziata la giornata più snervante del nostro on the road. L’auto si è inclinata, le ruote posteriori, non avendo un 4×4, non aiutavano, mentre quelle davanti giravano a vuoto. Dopo vari tentativi, un quad si è avvicinato a noi ed abbiamo sperato che il signore che lo guidava sarebbe venuto a darci una mano. Purtroppo, però, ci ha semplicemente detto che non avremmo potuto entrare nell’area e ce la saremmo dovuti cavare da soli. Insomma, diciamo che non è stato in alcun modo d’aiuto. Le abbiamo provate tutte: abbiamo cercato di spingere l’auto, di farla partire più volte, abbiamo cercato di utilizzare vari oggetti per far leva ed infine, abbiamo provato a scavare in prossimità delle ruote, ma nulla sembrava migliorare la situazione. Dopo ore ed ore di tentativi, lo stesso signore che nel pomeriggio si era avvicinato a noi in quad, è tornato con un trattore e, finalmente, ci ha tirati fuori dal pantano, dicendoci che ha volontariamente aspettato a darci una mano per “punirci”. Dobbiamo dire che ci siamo rimasti particolarmente male. Abbiamo capito che non saremmo dovuti entrare, però non c’era assolutamente nessuna indicazione ad impedircelo e, soprattutto, non abbiamo violato alcuna proprietà privata, di conseguenza abbiamo capito la sua arrabbiatura, ma non abbiamo condiviso la modalità secondo la quale dovesse “farcela pagare”. Non vi raccontiamo quest’episodio per incolpare qualcuno, ma per avvisarvi del fatto che la vostra macchina, in Islanda, sarà la vostra migliore amica, quindi dovete evitare in tutti i modi di metterla in pericolo. Evitate, quindi, strade non battute, a patto che non abbiate noleggiato un 4×4, e prestate molta attenzione al terreno dentro al quale vi state inoltrando.

Insomma, nonostante tutto, è bene tutto quel che finisce bene, quindi ci siamo rimessi in marcia con nuova linfa ed abbiamo continuato sulla nostra strada ripensando all’accaduto. Per fortuna, la natura, a differenza del signore di prima, ha deciso di regalarci qualcosa di meraviglioso. Ormai erano le 8 di sera passate ed il sole ha cominciato a tramontare, regalandoci uno dei tramonti più belli del nostro viaggio su strada, inoltre abbiamo scovato un bel posticino dove ci siamo fermati, questa volta lasciando l’auto in sicurezza. Poco dopo una grande curva, abbiamo notato una deliziosa casetta in legno adibita, secondo ciò che c’era scritto dentro, al bird watching. La struttura era molto piccola, ma tenuta egregiamente e con il tetto completamente coperto d’erba, abbiamo quindi deciso di goderci un po’ di tranquillità, dopo la disperazione del pomeriggio appena trascorso.

Cabina per il Bird Watching

2 pensieri riguardo “9 giorno > L’oceano, la disperazione ed un tramonto da favola

  1. Wow, che avventura!
    Non capisco l’atteggiamento del signore. Forse non vedeva di buon occhio dei turisti, animato dal pregiudizio che i turisti sono Irrispettosi. Voglio dire, se una persona è in difficoltà va aiutata, secondo me, anche se si è messa nei guai da sola.
    Comunque sicuramente avete imparato la lezione!
    Buon proseguimento e… Che meraviglia l’Islanda!

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