12 giorno > partenza per Husavik e tappa a Godafoss, la cascata degli dei

Husavik

Buongiorno lettori, oggi si riparte in direzione Husavik. Dobbiamo essere sinceri, questo paesino del Nord rappresenta uno dei motivi principali per i quali abbiamo scelto l’Islanda per il nostro viaggio estivo. Si dice infatti che Husavik sia il luogo migliore d’Europa per avvistare le balene, ma di questo vi parleremo nel prossimo articolo. Con un enorme sorriso sul viso, quindi, partiamo per il Nord con in mente una tappa intermedia ben precisa, la cascata di Godafoss.

Dopo meno di un’ora di viaggio arriviamo a destinazione e, finalmente, capiamo per quale motivo questa cascata sia considerata una delle mete imperdibili di un viaggio on the road in Islanda. Godafoss è letteralmente meravigliosa, non si tratta di una cascata nascosta o misteriosa, ma di un’enorme attrazione composta da tre cascate di dodici metri che regalano uno spettacolo inimmaginabile. E’ curioso anche il suo nome, Godafoss significa infatti “cascata degli dei”, la leggenda narra che intorno all’anno 1000 il Cristianesimo divenne la religione ufficiale d’Islanda, per questo motivo le statue degli dei pagani sarebbero state gettate nell’acqua di Godafoss. Un’altra teoria, però, racconta che fosse chiamata in questo modo anche precedentemente alla conversione del paese, poiché le tre cascate da cui è composta rappresentavano simbolicamente la sacra triade della mitologia norrena, ovvero Odino, Thor e Freyr. Nonostante queste affascinanti storie, Godafoss merita moltissimo, è senza dubbio una delle più spettacolari cascate mai viste fino ad ora. Nei pressi della cascata, troverete inoltre dei comodi tavoli in legno dove sedervi e consumare un pasto veloce, magari un picnic, davanti a questo bellissimo panorama, purtroppo noi avevamo solo un po’ di cibo spazzatura, tra cui patatine e pop corn, ma è stato comunque molto carino 🙂

Godafoss

La giornata, però, non è ancora giunta al termine, abbiamo ancora qualche chilometro da macinare per arrivare ad Husavik, quindi dopo un bel po’ di foto torniamo verso la nostra auto e ci rimettiamo in strada. Giunti ad Husavik, lasciamo velocemente le valigie in hotel e facciamo un giro per la cittadina, una delle più tipiche che abbiamo visitato durante il nostro viaggio. Husavik è raccolta e colorata, sicuramente molto turistica, vista la possibilità di avvistare le balene, ma non troppo da risultare fastidiosa. L’escursione relativa alle balene sarebbe stata il giorno dopo, ma oggi vogliamo entrare nella modalità giusta, per questo motivo decidiamo di visitare l’Husavik Whale Museum. L’ingresso costa 1600 ISK, circa €10 e l’interno è davvero molto interessante e curato, qui sono esposte foto e scheletri di questi meravigliosi cetacei pronti a stupirvi, vi assicuriamo che vederne le ossa vi farà capire esattamente cosa andrete a scovare il giorno dopo, questi animali sono davvero enormi, sembra quasi che appartengano ad un altro modo, hanno qualcosa di antico, misterioso ed arcaico ed è davvero emozionante rendersi conto di tutto ciò. Il museo è piccolino, ma merita, l’unica cosa che ci ha fatto un po’ arrabbiare è stato il fatto che una parte interna alla struttura fosse chiusa, ma che la cosa non fosse stata segnalata all’ingresso.

Whale Museum

Nonostante un po’ di amarezza, è stata una bella esperienza, ma ormai si è fatto tardi ed è tempo di cenare. Non ve l’abbiamo ancora raccontato perchè abbiamo deciso di dedicare un articolo alla fine della serie sull’Islanda a questo argomento, ma durante il viaggio abbiamo quasi sempre cenato in hotel. Questa volta però, vogliamo trattarci bene, e mangiamo un hamburger con patatine in un bel ristorante sul porto per poi andare a dormire con il pensiero che il giorno dopo avremmo visto le balene, questa volta in carne ed ossa.

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