CouchSurfing: cos’è e come funziona?

Buongiorno lettori, oggi parliamo di CouchSurfing, qualcosa di cui, effettivamente, non si sa assolutamente nulla. E’ vero, se ne parla in continuazione, ma in pochi sanno realmente di cosa si tratti, c’è anche da dire che ci sono molti pregiudizi riguardo questa nuova forma di alloggio, ed è bene snocciolare ordinatamente ogni aspetto per capire di cosa stiamo parlando.

Cos’è il CouchSurfing e come funziona?

Il CouchSurfing, letteralmente “surfare sui divani”, è un modo per alloggiare in maniera totalmente gratuita grazie all’ospitalità di una persona che può trovarsi, addirittura, dall’altra parte del mondo. Mettiamo caso che voi abbiate in casa un posto letto, un divano letto o qualunque altro strumento tramite il quale vi è possibile ospitare qualcuno. Ecco, avreste l’opportunità di fare CouchSurfing. Vi starete, giustamente, chiedendo come è possibile che tutto ciò sia gratuito, giusto? Beh la risposta è semplice. L’unico vincolo è quello che vi “lega” ad uno scambio di alloggio con la persona che vi ospita, questa volta casa vostra. Il concetto è “io ti ospito, tu ospiterai me”.

Come trovo dove alloggiare o chi ospitare?

CouchSurfing non è solo la pratica tramite la quale si è ospiti, ma anche una piattaforma online, adesso anche applicazione, attraverso la quale potervi mettere in contatto con eventuali ospiti. Basterà semplicemente iscriversi, segnalare il vostro indirizzo, mettere qualche foto di casa vostra ed alcune informazioni su di voi ed il gioco è fatto!

E’ pericoloso fare CouchSurfing?

Dobbiamo essere sinceri: viaggiando molto e documentandoci anche tantissimo online, abbiamo trovato moltissime fonti dove si dice che nulla è pericoloso, che il mondo è un posto fantastico e che i pericoli non esistono. In tutta onestà, non apprezziamo particolarmente questo tipo di atteggiamento irrealistico e mistificatorio. Il pericolo esiste, è reale, ci sono posti più pericolosi di altri e luoghi dove, invece, tendenzialmente non vi accadrà nulla. Ma quali sono i posti dove non avrete alcun problema? Nessuno, il pericolo è nell’ordine delle cose naturali, ed ha una componente casuale. Vi facciamo un piccolo esempio per farvi capire un po’ meglio cosa pensiamo a riguardo. Abbiamo viaggiato on the road negli Stati Uniti, un paese apparentemente tranquillo per i turisti, dove quasi mai si sconsiglia di approdare.

Tutto molto bello, rimane il fatto che negli Stati Uniti è facilitato l’acquisto di armi, ci sono città dove la criminalità è alle stelle e dove non si può girare in maniera totalmente sicura. Abbiamo anche avuto la grandiosa opportunità di visitare il Perù, un paese che ci ha lasciato meravigliosi ricordi, emozioni incancellabili ed un gran numero di souvenir proveniente dai colorati mercati peruviani. Il popolo peruviano è ospitale, molto dignitoso ed educato, peccato che ci siano i cartelli della droga sulle lunghe strade andine, quindi, per esempio, noleggiare un’auto è assolutamente sconsigliato.

Qual è quindi il punto di questo discorso? Uno solo, chiaro e semplice. In viaggio bisogna sempre sentirsi sicuri, noi personalmente non andremmo mai in un posto che riteniamo estremamente pericoloso, e ci auguriamo che non lo facciate neanche voi. Nonostante ciò, quello che voi ritenete altamente a rischio, per noi potrebbe essere, invece, assolutamente nell’ordine delle cose e viceversa.

Si tratta di percezioni, di opinioni e pensieri che ognuno di noi ha, ed è perfettamente lecito, anzi, sacrosanto che tutti possano esprimere i propri. Vogliamo quindi rispondervi così alla domanda “E’ pericoloso il CouchSurfing?”: dipende da voi, se vi sentite sicuri, provatelo! E’ un buon modo per risparmiare, ma anche per conoscere persone nuove dall’interno, avendo al proprio fianco un individuo che in quel posto, che state visitando, ci vive, ci mangia e ci lavora. Avrete quindi l’opportunità di conoscere qualcosa che ai viaggiatori classici, che preferiscono un hotel, è precluso quando partono per andare dall’altra parte del mondo: stare a casa!

2 pensieri riguardo “CouchSurfing: cos’è e come funziona?

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