Il Duomo di Vienna

Anche Vienna, come la maggior parte delle città europee, ha un suo Duomo dedicato a Santo Stefano. Questa cattedrale ha dell’incredibile, si erge tra le nuvole della città e spicca quasi da tutte le angolazioni. Una delle cose più difficili è riuscire a fotografarla per intero, a questo proposito vi consigliamo di provarci la sera, quando le vie sono un po’ meno affollate e l’atmosfera regala un po’ di tranquillità. La particolarità del Duomo di Vienna sono le tegole che ricoprono il tetto, tutte colorate, messe lì a formare lo stemma austriaco. Pensate che la campana pesa più di venti tonnellate ed è stata ottenuta fondendo i cannoni dei turchi che assediarono la città nel 1683. Ciò che rende unica questa cattedrale, però, è senza dubbio l’insieme di stili che la compongono, partendo dallo stile Gotico, del quale sono paradigmatiche le guglie, a quello del Rinascimento per quanto riguarda la cupola, fino ad arrivare al meraviglioso Barocco di cui sono enormemente investiti gli interni.

Dalla parte sinistra interna del Duomo si entra nella catacombe, antiche tombe nelle quali sono sepolti tanti esponenti religiosi, tra cui cardinali e vescovi, alcuni membri della casata degli Asburgo, ma anche parecchi abitanti di Vienna deceduti per peste ed altre malattie.

Insomma, questa cattedrale è un vero e proprio simbolo di Vienna, non potete dunque non visitarla, complice anche la sua posizione centralissima.

I musei: storia naturale e storia dell’arte

Oggi vi parliamo di musei. Attenzione, non vogliamo tediarvi con date e descrizioni, ma consigliarvi due dei musei più belli, ricchi ed interessanti che abbiamo mai visto. Si tratta del museo di storia naturale e del museo di storia dell’arte di Vienna. A differenza di molti altri musei, da qui non uscirete molto presto: noi ci abbiamo trascorso intere giornate senza mai annoiarci.

La prima cosa che noterete è il fatto che i due musei si trovano l’uno davanti all’altro, infatti sono stati costruiti specularmente tra il 1872 ed 1891 dall’imperatore per far conoscere al mondo il patrimonio appartenente agli Asburgo.

Tralasciato questo particolare curioso ed estremamente suggestivo, entrate in uno dei due musei e godetevi le collezioni, ma ancora prima, notate la bellezza e la maestria con la quale sono stati costruiti questi palazzi. Le facciate principali richiamano il Rinascimento e le parti interne sono decorate con marmi ed oro.

Provare a descrivervi le opere ed i reperti che troverete al loro interno è un compito difficile, ma proviamo a darvi qualche spunto riguardo alle cose che più di tutte ci hanno affascinato.

. Soffitti del museo di storia dell’arte 

. “Teseo sconfigge il Centauro” Antonio Canova

. “La Torre di Babele” 1563 

. “Maria Antonietta” 1778

. “Saliera Terra e Mare” Benvenuto Cellini, 1543

. Collezione di Farfalle

. Teschio di Triceratopo 

. Granchio Giapponese

 

Il Palazzo di Schonbrunn

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Palazzo di Schonbrunn (Foto dal Web)

Un aneddoto curioso riguardo il nome di questo luogo incantato: leggenda vuole che, l’imperatore Mattia, durante una delle sue giornate di caccia, avesse trovato una fonte d’acqua purissima alla quale diede in nome di Schon Brunn, ovvero “bella fonte”. Questo palazzo è uno dei motivi principali per i quali dovreste visitare Vienna, si tratta di una meravigliosa reggia, costruita tra la fine del 1600 ed il 1780, di proprietà di Leopoldo I d’Asburgo. In buona sostanza, questo palazzo è “l’umile dimora” imperiale d’Asburgo, pensate che ad oggi, per visitarla, non dovete uscire dalla città, mentre una volta si trovava in piena campagna. La reggia ed il giardino sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO nel 1996.

Non pensate di visitare questo palazzo in una o due ore, si tratta di un complesso veramente grandissimo, fatto di giardini, fontane, suite imperiali e labirinti, contate quindi di trascorrerci un’intera giornata. Una delle cose che più di tutte ci ha lasciati a bocca aperta, è proprio la parte dedicata ai labirinti. Esistono, in realtà, due labirinti, quello classico e quello nuovo. Il primo fu costruito tra il 1698 e la prima metà del 1700, presenta quattro sezioni ed un meraviglioso punto di rialzo dal quale è possibile ammirare tutto il corso del labirinto. Il secondo, invece, anch’esso estremamente esteso, consiste in una sorta di gioco, invita i visitatori a partecipare ad “insidie” di tipo tattile, percorsi particolari ed indovinelli.

Ecco a voi qualche informazione pratica:

. il Castello è aperto tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8.00

. i cancelli dei giardini aprono alle 6.30

. è proibiti l’ingresso ai cani, sia nella reggia che nei giardini

. dal 1 aprile al 30 giugno chiude alle 17.30

. dal 1 luglio al 31 agosto chiude alle 18.30

. dal 1 settembre al 31 ottobre chiude alle 17.30

. dal 1 novembre al 31 marzo chiude alle 17.00

Perchè visitare la grandiosa città di Vienna?

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Cattedrale di Santo Stefano, Vienna

Ci sono almeno due ragioni per visitare Vienna: una è lo sfarzo che investe questa città, in ogni sua parte troverete palazzi regali nei quali perdervi, monumenti di estrema bellezza, sentirete la presenza di un trascorso ormai passato, ma fatto di re e regine, di vestiti pomposi, di onori e ricchezze. L’altra ragione è il clima che si respira qui, un’atmosfera natalizia ed invernale, anche se decidete di visitare questa città nei mesi relativamente più caldi. Siamo in Nord Europa: il vento freddo ed i fiocchi di neve non faranno altro che ricordarvelo. Vienna è una meta non distante dall’Italia, quindi facilmente raggiungibile in una manciata di ore di volo, potete decidere di fermarvi un week-end, ma anche quattro o cinque giorni, che forse è la durata più indicata per abituarvi all’atmosfera viennese. Non mancano le attrazioni, anzi, avrete la possibilità di entrare in musei che hanno dell’incredibile, farete il vostro ingresso in uno degli orti botanici più belli d’Europa e visiterete uno zoo fantastico.

Dopo questo breve inizio, non ci resta che augurarvi buon viaggio e farvi un “in bocca al lupo” per la vostra esperienza in una delle più belle e ricche città d’Europa.

La nostra prossima meta: Perù, un sogno che diventa realtà

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Foto dal Web

Oggi non possiamo negarvi di essere estremamente elettrizzati, abbiamo appena prenotato i voli per il nostro prossimo viaggio. La meta, come spesso accade, è cambiata parecchie volte: eravamo indecisi tra Cina, Nord America e Perù, ed infine ha vinto quest’ultimo. Avremo circa venti giorni di tempo per goderci il Perù in tutto e per tutto, partiremo da Lima, l’enorme capitale peruviana, per poi dirigerci a Paracas verso la Riserva Nazionale omonima e le Islas Ballestas. A questo punto scenderemo verso Ica, dove visiteremo la fantastica oasi nel deserto di Huacachina e da qui partiremo alla volta di Arequipa, la città bianca.

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Foto dal Web

Pare che sia una delle più belle e particolari città del Perù, ricca di storia e tradizioni, dalla quale è possibile visitare anche il Canyon de Colca, uno dei più profondi del mondo. E’ proprio qui che, se avremo fortuna, potremo ammirare il volo del condor, un uccello grandissimo che vive tra le Ande. Dopo i nostri tre/quattro giorni ad Arequipa prenderemo un altro pullman che ci porterà dritti a Puno, sulle sponde del Lago Titicaca, il più grande lago navigabile al mondo. Da qui, visiteremo le meravigliose isole galleggianti, sperando di fare amicizia con i popoli autoctoni! Quasi arrivati al termine, ma ancora carichi e curiosi, visiteremo Cusco e le vicine Rainbow Mountains ed infine il Macchu Picchu, il simbolo di ogni viaggio in Perù che si rispetti 🙂 Per il momento abbiamo prenotato i voli e qualche hotel, siamo ancora in cerca di escursioni ed informazioni che saremmo contenti se ci deste una mano a reperire, magari tra voi c’è qualcuno che ha già vissuto questo sogno!

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Foto dal Web

I Caraibi a Barcellona: Ristorante “Bananas”

inciio1Oggi vi parliamo di un ristorante che ci ha fatto tornare bambini, un location stupenda, cibo da leccarsi i baffi, atmosfera romantica e divertente. Non conoscevamo questo ristorante, ma facendo un po’ di zapping su internet l’abbiamo trovato e siamo rimasti subito colpiti dai colori e dall’arredamento particolare e tanto, ma tanto colorato. In realtà, ad essere onesti, abbiamo anche pensato che probabilmente il cibo non sarebbe stato all’altezza delle nostre aspettativi: tanto fumo e niente arrosto! Ed invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi, il menù è estremamente vario, esistono proposte di carne, pesce e cibo vegetariano, il tutto accompagnato da musica calda ed armoniosa ed uno staff super competente, educato e gentilissimo.

Non possiamo far altro che consigliarvi questo posto, noi abbiamo deciso di gustare un burrito di manzo e delle favolose crocchette di pollo con verdure verdi molto saporite.

Il locale si trova nel centro di Barcellona, non lontano dal Barrio Gotico, vi lasciamo l’indirizzo esatto:

  • Bananas, Carrer de la Fusina, 7.  Barcellona foto5

Ultimo giorno a Barcellona: visita al Castello di Montjuic

Oggi è il nostro ultimo giorno a Barcellona, purtroppo il tempo è un po’ incerto ma, armati di sana pazienza ed estrema fiducia nella bellezza del posto che andremo a visitare, usciamo dal nostro hotel e ci dirigiamo al Castello di Montjuic, una fortificazione che si trova sulla collina omonima. Pensate che il nome “Montjuic” significa in catalano “monte degli ebrei” a causa di un cimitero ebraico presente nelle vicinanze in periodo medievale. Dopo una quindicina di minuti di taxi ed una leggera pioggerella che cade sul vetro dell’automobile, arriviamo a destinazione e ci prepariamo a camminare circa 10 minuti per raggiungere l’ingresso della fortezza. Il ticket office è veloce ed i prezzi non sono per nulla eccessivi, si tratta di 5€ a testa che vi daranno diritto a visitare l’intera struttura.

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Una volta sbrigate queste attività, entriamo nel vivo della nostra visita e saliamo sulla terrazza che ci regala una fantastica vista della città di Barcellona. L’escursione all’esterno ed all’interno del castello potrebbe durare mezz’ora o tre ore, dipende da ciò che è di vostro interesse e dal tempo che avete disposizione. I giardini che abitano i fossati della fortezza sono davvero fantastici, tenuti in maniera maniacale e colorati non solo dal verde dell’erba, ma anche da tante sfumature di fiori che vanno a creare suggestive composizioni.

Orari di visita:

  • 1 novembre – 28 febbraio: da lunedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
  • 1 marzo – 31 ottobre: da lunedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00
  • Chiuso il 25 dicembre ed il 1 gennaio
  • Entrata gratuita la domenica a partire dalle 15.00 e tutte le prime domeniche del mese
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La Polis senza nome

Vi fu un tempo in cui gli dei si spartivano le città per diventarne custodi.
Gli uomini avrebbero innalzato templi per i loro protettori ed istituito culti per i divini patroni .
Tutto scorse come stabilito senza affanno alcuno, fino a che rimasto l’ultimo luogo innominato, una contesa si aprì tra il secondogenito di Crono e la figlia nata dalla testa di Zeus: Poseidone ed Atena.
Il Dio con il tridente si fece avanti con un prodigio e su quella che sarebbe poi divenuta l’Acropoli famosa, fece emergere una sorgente d’acqua salata.
Atena, che di tutte le arti è saggia, portò un dono all’apparenza assai più modesto rispetto al primo, ma ella vede ciò che gli altri non immaginano .
Accanto al pozzo che i greci avevano costruito intorno alla sapida fonte da cui si ode il canto delle onde al soffio del vento del Sud, germogliò un primigenio ulivo, pianta tenace che può  pascersi anche in terre aride come quelle. Riuniti gli Olimpi dal loro sovrano a collegio, si volsero a giudicare la disputa e finalmente assegnare ad uno dei pretendenti la terra ancora senza nome. Zeus, padre dell’una e fratello minore dell’altro, si tolse dall’imbarazzo familiare, dichiarando la propria neutralità. Il responso della votazione dichiarò vincitrice Atena, che con un voto in più rispetto allo zio, si accaparrava  il premio tanto ambito. Ciò fu possibile poiché gli dei, contando un egual numero di individui per i due generi, ed ognuno esprimendo la preferenza per il candidato del proprio sesso con l’abbandono del re, il  gentil sesso poté prevalere. Lo sconfitto non vide con favore quest’onta ed, infuriato, sommerse con inondazioni le piane dell’Attica. Per placarne l’ira, i mortali decisero di compiacere il dio, trasmettendo da quel momento in poi solo nomi maschili alla discendenza come forma di rimborso onorario.
La città prese dunque il nome di Atene e ove si manifestarono i divini prodigi, gli ateniesi  edificarono un grande sacrario: l’Eretteo, in memoria di quei memorabili avvenimenti.

Cochaca: ottimo ristorante toscano a Barcellona

thumb_IMG_6554_1024Oggi vi parliamo di un ristorante toscano dove abbiamo avuto il piacere ci cenare a Barcellona. Dopo una giornata di passeggiate ed escursioni fantastiche, mancava solo una bella cena in un posto tranquillo. Ecco che prendiamo in mano il cellulare e, ancora tramite l’applicazione The Fork, prenotiamo al ristorante “Cochaca”.

Già dalle foto presenti sull’app siamo rimasti entusiasti, questo locale si trova nella vicinanze del Barrio Gotico e della Rambla, in una posizione strategica, ma in una via molto stretta dove potete arrivare solo a piedi.

Nel giro di una decina di minuti ci troviamo davanti al ristorante e solo dopo aver scattato qualche foto all’ingresso, entriamo e salutiamo il proprietario che, avendo letto il nostro cognome tramite la prenotazione, ci saluta in italiano!

Ci accomodiamo e cominciamo ad osservare tutti i dettagli presenti in questo posto: la luce è soffusa, le pareti sono in pietra e c’è una piccola scala in legno che porta al piano di sopra dove troverete il bagno. È tutto curato nei minimi dettagli e siamo già innamorati di questo locale.

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È tempo di ordinare, ed in effetti, anche il cibo non ci delude: prendiamo un tagliere di salumi toscani, una parmigiana, una lasagna e per finire due tiramisù! Vi consigliamo vivamente di provare la focaccia che fanno qui, è davvero buona, friabile e cotta al punto giusto.

Indirizzo: Carrer d’Ataulf, 5. Barcellona

Parc Guell: cenni storici e curiosità

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Par Guell (Foto dal Web)

Il parco deve il proprio battesimo ad Eseubi Guell, facoltoso imprenditore catalano di estrazione borghese, che nel 1878 conobbe, stringendovi amicizia, l’architetto Antoni Gaudì. Lo scaturire del parco nella città di Barcellona, deve l’ancestrale generazione ad un viaggio intrapreso da Guell nel Regno Unito, dove filosofi come Karl Marx e Ebenezer Howard, ne catturarono le attenzioni intellettuali .

L’imprenditore rimase profondamente colpito dall’idea di Howard della città giardino  ispirata al movimento Cooperativistico americano e dagli utopisti ottocenteschi, concependo un nucleo urbano, sintesi dell’incontro tra le qualità della vita cittadina commiste alle vibrazioni della vita rurale. Ispirato da questa concezione e desideroso di trasportarla in patria, al suo rientro si decise a commissionare a Gaudì la realizzazione di un sobborgo giardino prossimo alla montagna Pelada, ove egli possedeva un casale del XII secolo.
Dato abbrevio ai lavori, nel novembre del 1900 questi ultimi, nonostante i ritardi imprevisti dati dal ritrovamento di resti fossili ,procedettero celermente.
Lo scopo abitativo fu nel tempo della realizzazione via via tralasciato, poiché non suscitò l’entusiasmo sperato e dei sessanta alloggi del progetto primigenio,  solo tre vennero realizzati, tra i quali la dimora dello stesso architetto prima che si trasferisse definitivamente nel cantiere della Sagrada Familia .
Il parco fu l’unico elemento superstite del disegno originale dell’opera e dunque unico portato a realizzazione, pur detto ciò, codesto acquisì presto notorietà,  diventando in breve tempo sede di eventi molteplici e variegati . Gli eredi del committente decisero di dare disposizione del parco alla popolazione di Barcellona, passandone la proprietà al comune nel 1922. Parc Guell divenne definitivamente pubblico nel 1984, quando ottenne l’ingresso ai beni tutelati dall’Unesco .