Bigoi Past Food: un fast food tutto italiano

 

Bigoi Past Food

Buongiorno cari amici,

come sapete, se c’è una cosa che ci piace da impazzire è provare nuovi ristoranti e parlarvene qui, in modo che possiate sperimentarli anche voi, ma soprattutto, in modo che possiate gustare tante specialità italiane od etniche. Oggi vi parliamo di un posticino aperto da poco a Milano ed in una sola ed unica location, il centro commerciale in zona Bicocca chiamato Bicocca Village, nell’omonima zona della città. Qui troverete moltissimi posti in cui cenare con qualcosa di veloce e gustoso, dopo o prima il cinema, che si trova al secondo ed ultimo piano. Ecco che in questi giorni, dopo vari tentativi, siamo riusciti a prenderci una serata per rilassarci e siamo andati a vedere un film con l’intento di mangiare qualcosa prima. Era un po’ che ronzavamo attorno a questo posto, ma tra una cosa e l’altra, non ci siamo mai entrati. L’altra sera, invece, abbiamo preso coraggio ed abbiamo fatto benissimo. La location è molto carina, si tratta di tavolate in legno, cibo in bella vista, personale carino e simpatico e soprattutto una pasta da leccarsi i baffi. Il posto si chiama “Past Food Bigoi” ed il nome è davvero azzeccato: nel giro di un minuto avrete il vostro piatto, una pasta all’uovo dal sapore antico con sughi veramente tanto buoni, insomma, non avrete la sensazione di mangiare cibo spazzatura, ma di gustare un vero e proprio pasto gourmet.

Le proposte non sono moltissime, ma bastano per stuzzicare la curiosità e, soprattutto, esistono proposte di verdure, di carne e di pesce. Noi abbiamo preso una porzione di pasta al ragu bolognese ed un’altra porzione al ragu d’anatra, dobbiamo dirvi onestamente che non sappiamo scegliere quale dei due ci è piaciuto di più. Il sugo è bello corposo, per nulla annacquato, nè insapore. La pasta, essendo ruvida, assorbe bene il condimento ed il risultato è paradisiaco. Non ci aspettavamo assolutamente di mangiare così bene con soli 20 euro in due. Un’altra cosa che ci ha colpito particolarmente è stata la bibita, se chiederete una Coca-Cola, vi diranno che non hanno la Coca vera e propria, ma una versione tutta italiana chiamata Molecola, una cola molto buona prodotta in piemonte.

A noi è piaciuto molto, ci ha portato un po’ nell’Italia dei paesini e delle cose buone, speriamo che anche per voi sia così.

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Bigoi Past Food

Perù: aspetto fisico del paese

Sulla strada per Puno, Perù

Al giungere delle ispaniche genti, l’impero Inca si estendeva, delimitato ad occidente dall’oceano Pacifico, per buona parte della lunghezza del sud America, coprendo aree geografiche oggi occupate dalle repubbliche di Cile, Ecuador, Bolivia, parte della Colombia e, naturalmente, il Perù, terra d’origine di questo popolo conquistatore. Gli antichi peruviani avevano collezionato molte terre e popoli nella via verso l’impero. Osservandoli sulla cartina, ci si rende conto che i vari assoggettamenti perpetrati dagli Inca privilegiarono, parlando in termini geometrici, la dimensione della lunghezza rispetto alla larghezza, donando un ben riconoscibile aspetto allungato al paese. Ad est, quale orlo orientale dello stato, si estendeva e si estende tutt’ora, la caratteristica catena montuosa denominata Cordigliera delle Ande, nome derivato dalla parola “anta”, ovvero rame, dall’antica lingua natìa. Gli autoctoni solevano chiamarle montagne del rame, anche se avrebbero avuto buon motivo di nominarle “dell’oro”.

L’aspetto del paese appare non molto congeniale all’esigenza dell’agricoltura per nutrire il popolo che lo abita, né tantomeno risulta particolarmente adatto alle varie forme di comunicazioni interne che bisogna intrattenere, necessariamente, per detenere il potere efficacemente su così vasti territori ed indigeni sottomessi ed uniformati ai costumi Inca. La geografia, infine, si configurava nel seguente modo: arena sulla costa, con rari acquiventi ad irrigarla, scoscesi pendii nella Sierra con le sue vette più elevate ammantate di  ghiacci imperituri ed altre avversità ancora costellavano l’aspro territorio accaparrato dall’impero amante dell’oro. Il tenace popolo andino, ciononostante, affrontò.le difficoltà senza perdersi d’animo ed, attraverso un’ intricato sistema di canali artificiali ed acquedotti sotterranei, riversò la feracità nelle aride plaghe. Allo stesso modo il terrazzamento, che tanto segna il paesaggio montano, provvide per le ripide alture che si ricoprirono di una gran varietà di verzura e frutti, poiché le altezze sortivano lo stesso effetto di differenti latitudini. Le grandi strade che si facevano largo attraverso i valichi montani, sopperirono al bisogno di comunicazione tra i diversi insediamenti romiti e, più in generale, con la periferia e il centro dell’impero.