15 Giorno > Finalmente a SeaWorld

46051531_2218340701742969_1140907871194578944_nQuest’oggi è destinato totalmente a SeaWorld, un parco a tema in cui vi divertirete veramente tantissimo. Ci svegliamo di buon ora, ma decidiamo di fare colazione all’interno del parco, quindi prenotiamo Uber ed arriviamo dritti a SeaWorld dove facciamo i biglietti, anche qui molto velocemente, ed entriamo. Se desiderate qualche consiglio riguardo ai costi, vi consigliamo di leggere il nostro prossimo articolo. Ogni locale all’interno del parco è a tema marino, alghe e conchiglie fanno capolino anche sullo Starbucks nel quale decidiamo di fare colazione con un enorme cookie, una brioche e due cappuccini.

Qui potrete assistere a vari spettacoli tra cui quello delle orche e quello dei delfini che sicuramente vi divertiranno molto, gli allevatori sono bravissimi, gli animali anche e vi renderete conto dei rapporti instaurati tra loro. 45942156_2315043795236428_4771554081393082368_nCe n’è davvero per tutti i gusti, ai più audaci consigliamo le montagne russe, a quelli come noi, un po’ meno coraggiosi, ci teniamo a consigliare un’attrazione davvero divertente: le rapide. In pratica salirete su un gommoncino sul quale, facendo su e giù, vi bagnerete tantissimo ed urlerete come pazzi. Non mancano gli shops sparsi per tutto il parco dove acquistare qualche souvenir della vostra visita e vari ristoranti in cui mangiare qualcosa durante il corso della giornata.

Biglietti per lo Zoo di San Diego e costi

I biglietti ed i relativi costi, come in tutti i parchi divertimento della California, sono vari ed includono diverse esperienze.

1-Day Pass: costo 54$ adulti, 44$ bambini dai 3 agli 11 anni. Questo biglietto include un giorno di visita allo zoo e tutte le attrazioni presenti al suo interno, tranne quelle in 4D.

1-Day Pass Plus: costo 60$ adulti, 50$ bambini. Include l’ingresso e la visita al parco ed un’attrazione in 4D a scelta.

2-Visit Park: costo 86.40$ adulti e 76.40$ bambini. Include una visita allo Zoo di San Diego ed una visita al San Diego Zoo Safari.

3-for-1 Pass: costo 149$ adulti e 139$ bambini. Valido per una visita allo Zoo di San Diego, una visito al San Diego Safari Park ed una visiti a SeaWorld.

14 Giorno > Primo giorno a San Diego ed il famoso Zoo

Oggi è giornata di zoo, il nostro hotel non è molto lontano quindi in una ventina di minuti siamo giunti a destinazione. Anche qui c’è tutto il discorso sui biglietti più convenienti, che se vi interessa potete leggere nel nostro prossimo articolo. La fila non è per nulla impossibile, abbiamo atteso massimo una decina minuti e poi dritti all’entrata. Un consiglio spassionato, che in realtà non vale solo per lo zoo di San Diego ma anche per tutti gli altri parchi divertimento o naturalistici che visiterete: all’entrata quasi sempre vi verrà consegnata una mappa insieme ai biglietti, abbiate l’accortezza di guardala per cinque minuti perché i parchi sono sempre molto estesi e, nonostante siano tendenzialmente ordinati, rischiereste di perdere tempo prezioso a cercare ciò che vi interessa.DSC_0968 (1)

La prima cosa che facciamo, giusto per dare un’occhiata generale allo zoo è un trenino che lo percorre tutto, ma che onestamente non è nulla di che. In se il percorso non dura molto, ve la cavate con una ventina di minuti, ma riuscirete a vedere molto poco a patto che non siate nel primo posto davanti o siate alti due metri, noi purtroppo noi siamo provvisti di questa qualità, quindi abbiamo visto poco e niente.

Inoltre, avendo viaggiato negli Stati Uniti tra luglio ed agosto e non essendo il treno provvisto di tetto o aria condizionata, abbiamo avuto molto caldo e preso tanto sole. Dopo questa prima esperienza, per nulla entusiasmante, abbiamo cominciato il vero e proprio giro del parco ed è qui che è iniziato il divertimento. Le specie presenti sono davvero tante, c’è un grandissimo rettilario, animali difficili da vedere come il diavolo della Tasmania, ghepardi, rinoceronti, leoni e leonesse, orsi polari, coccodrilli e molto altro. Una cosa che abbiamo trovato molto simpatica è la presenza di scoiattoli in giro per il parco con cui abbiamo avuto un incontro ravvicinato carinissimo. Inutile dire che siamo rimasti qui fino a sera e che come ultimo, abbiamo deciso di prendere la funicolare che si trova sempre all’interno del parco per goderci il tramonto su San Diego. Vogliamo fare una precisazione: siamo amanti degli animali, di conseguenza, il concetto di zoo non ci fa impazzire. Qui, però, ci siamo accorti di quanto gli animali siano trattati bene, ogni ambiente è costruito appositamente perché possano vivere in tranquillità ed in più gran parte dei soldi che spenderete per i vostri acquisti, è utilizzata per la salvaguardia degli animali. Moltissimi ospiti dello zoo sono stati salvati da situazioni di pericolo a causa delle quali avrebbero avuto problemi a vivere in natura.

13 giorno > Palm Springs, il primo vero giorno di relax e l’arrivo a San Diego

Oggi è il primo giorno di vero e proprio relax, motivo per cui ce la prendiamo abbastanza comoda, ma non troppo. Ci svegliamo intorno alle 9.30 per andare a fare colazione, scelta che si è rivelata assolutamente oculata. Alzati e lavati ci trasciniamo ancora un po’ addormentati nella casetta di legno dove viene servito il pasto e rimaniamo stupiti dalla qualità, ma anche dalla quantità di offerta, molto varia e dall’aspetto curatissimo. Uova, pane caldo, latte vaccino e di mandorla fanno capolino sul tavolo in legno e non mancano cerali di vario genere, succhi di frutta e caffè. Prendiamo ciò che preferiamo e ci sediamo sui divanetti consumando con calma la nostra colazione.

Torniamo in camera, ci mettiamo il costume e pregustando il relax che ci aspetta, ci dirigiamo verso la piscina. Siamo stati lì per quasi quattro ore, che vi confidiamo esser state un toccasana per la nostra salute psicofisica. Palm Springs, come già accennato, è davvero caldissima, quindi l’acqua della piscina era di una temperatura abbastanza calda, ma è comunque risultata rinfrescante rispetto al torrido clima che c’era fuori. In pratica, è molto difficile prendere il sole per più di 15 minuti, avrete subito la voglia di buttarvi in acqua. Dopo questo meritato relax però, ci tocca ancora un po’ di guida e ci rimettiamo su strada, passando prima da un supermercato a prendere acqua e qualche stuzzichino per il viaggio. Partiamo per la nostra penultima destinazione: San Diego.

Non vediamo l’ora di visitare SeaWorld e il famoso Zoo della città, rinomato in tutto il mondo. Arriviamo intorno alle 18.00, facciamo un piccola pausa in hotel, posiamo le valigie ed una si rompe. Poco male, questa ormai è inutilizzabile, ma ne acquisteremo un’altra prima di partire per tornare in Italia. Ci facciamo una doccia veloce ed usciamo nuovamente. Si sa, per noi italiani, è difficile apprezzare il cibo degli altri popoli, o comunque, dopo un po’ di tempo trascorso lontano dalla madre Italia, ci viene quella voglia incontenibile di mangiare un piatto di pasta, motivo per cui prenotiamo un Uber e ci facciamo portare a Little Italy. Qui il clima è molto disteso, ci sono tante persone, svariati ristoranti e locali ed uno in particolare che attira la nostra attenzione. Si chiama “Civico 1845”, entriamo, ci fanno accomodare ed ordiniamo due piatti di pasta. Sentiamo qua e là parole in italiano e capiamo in breve tempo che i camerieri sono tutti nostri connazionali. Il tutto viene prontamente confermato dal nostro cameriere che ci dice essere di Vicenza e con un marcato accento veneto, che lui definisce fermamente essere una lingua e non un dialetto, prende la nostra comanda. Il cibo è finalmente famigliare, nel complesso buono e finalmente alla nostra richiesta di portarci il formaggio da mettere sulla pasta, nessuno storce il naso. Dopo cena facciamo una breve passeggiata a Little Italy e torniamo in hotel dove andiamo subito a letto consapevoli che il giorno dopo sarebbe stato senza dubbio meravigliosamente stancante.

12 Giorno > Bearizona, Grand Canyon, un po’ di delusione e l’arrivo a Palm Springs

Siamo a Flagstaff, non lontani dal Grand Canyon a cui abbiamo intenzione di dedicare l’intera giornata per poi dirigerci verso Palm Springs. Raccattiamo le nostre cose e scendiamo a fare colazione nell’ampia sala al piano terra, dove troviamo un po’ di tutto, cheerios, marmellate, latte, caffè e succhi di frutta. Finito il pasto prendiamo la macchina ed impostiamo il navigatore verso il Grand Canyon National Park, ma sulla strada evidenziata dal tablet, vediamo esserci un parco chiamato Bearizona ad una trentina di minuti da noi e decidiamo di farci un salto. Ci informiamo un po’ su internet e vediamo che all’interno di questo complesso è possibile fare un safari con la propria macchina tra moltissimi animali.

In effetti, arrivati davanti parco, per fortuna non estremamente affollato, paghiamo un biglietto d’entrata che è di 22$ a testa e ci addentriamo tra moltissimi animali. Vediamo svariate specie tra cui capre delle montagne rocciose, alci, lupi artici, bisonti, orsi bruni e molti altri. La nostra visita non dura molto a causa del poco tempo che abbiamo, ma usciamo dal parco soddisfatti, dopo aver fatto qualche acquisto simpatico allo shop di Bearizona, che è ottimo da visitare se viaggiate con dei bambini. Tenete a mente di dover chiudere i finestrini e non poter assolutamente scendere dalla macchina.DSC_0898 (1) Finalmente pronti per visitare il Grand Canyon, arriviamo al parco ed entriamo. Purtroppo è la prima volta che rimaniamo delusi, il parco è sicuramente molto bello, ma impossibile da visitare con il poco tempo che abbiamo, siamo a South Rim, la parte meridionale del parco e ci rendiamo conto abbastanza velocemente che se andassimo fino a North Rim, dovremmo dormire lì, perché ci allontaneremmo moltissimo da Palm Springs e non potremmo permetterci di guidare per tutte quelle ore. La nostra visita dura un paio d’ore, purtroppo è già tempo di andare, ma vi consigliamo assolutamente di fermarvi a dormire all’interno del parco o comunque di prendervi almeno due giorni per visitarlo tutto, noi siamo certi che prima o poi ci torneremo. Sbagliando si impara.

Un po’ delusi dalla situazione, ci rimettiamo in marcia verso Palm Springs dove arriviamo poco prima delle 19.30, e per fortuna questo hotel ci consola. Qui il clima è insidioso, il caldo, soprattutto ad agosto è poco sopportabile, la temperatura si aggira intorno ai 40 gradi. Non appena troviamo l’entrata dell’hotel, che è un po’ nascosta, parcheggiamo e facciamo il check in. L’ambiente è davvero particolare, le camere sono in legno e dotate di tutti i comfort, la piscina è tiepida e c’è anche un idromassaggio decisamente più caldo della prima. Per oggi non facciamo il bagno in piscina, siamo davvero distrutti quindi ci facciamo un bel bagno in camera, che vi assicuriamo essere un’esperienza fantastica, andiamo a cena e subito a letto.

Escursione alla Monument Valley: prezzi e consigli

Il consiglio principale, come già brevemente abbiamo anticipato, è quello di visitare il parco all’alba o al tramonto, il clima sarà più fresco, la quantità di persone senza dubbio è ridotta e riuscirete a godervi lo spettacolo nei due momenti della giornata in cui il sole è più affascinante.

I modi in cui questo territorio può essere ammirato sono quattro, nella vostra macchina, in una jeep fornita dai Navajo, a piedi ed a cavallo.

1. Se decidete di affrontare l’esperienza con la vostra macchina spenderete 20$, non a testa, ma a veicolo. Il prezzo rimane invariato fino a quattro persone presenti in auto, ogni persona aggiuntiva alle quattro iniziali paga 6$, per esempio, se siete in 5, spenderete 26$. I bambini dagli 0 ai 6 anni entrano gratuitamente.

2. In caso preferiate non guidare voi, ma farvi portare con una jeep da un indiano Navajo in giro per il parco, spenderete invece 40$, anche in questo caso, non a testa ma a veicolo.

3. Potreste anche decidere di passeggiare per la Monument Valley, percorrendo voi stessi a piedi i vari scenari, in questo caso, il costo è di 20$, ma fate attenzione agli animali selvatici ed al caldo, soprattutto negli orari centrali della giornata. Inutile dire che se indossate scarpe bianche o chiare a fine escursione saranno rosse.

4. Ultimo, ma non ultimo è il tour a cavallo. Tra quelli elencati è il più costoso, viene 80$ a testa, ma è davvero un modo speciale per affrontare quest’esperienza. Avrete la sensazione di fondervi perfettamente con il territorio dei Navajo e vi sentirete un po’ come loro, inoltre i signori che vi accompagneranno nel vostro tour sono davvero molto bravi e preparati, eventualmente potrete chiedere di Lorin, colui che ha accompagnato noi e che vi raccomandiamo vivamente. I cavalli sono molto bravi e per nulla agitati, non abbiate paura rischiando di perdervi questo tipo di esperienza, non è necessario essere esperti o fare equitazione.

11 giorno > A cavallo nella Monument Valley ed arrivo a Flagstaff

Questo è per noi un giorno molto atteso, partiamo dal nostro hotel verso le 5 di mattina, ci fermiamo in un vicino McDonald’s a fare colazione e ci dirigiamo velocemente verso la Monument Valley. Oggi non abbiamo altre visite in programma, ma abbiamo deciso di arrivare qui all’alba ed abbiamo fatto sicuramente la scelta più giusta. Mentre siamo in macchina ed andiamo verso destinazione vediamo il sole alzarsi timidamente e lo scenario è davvero magico, nulla da invidiare a film, fotografie o video di vario genere.

E’ meraviglioso l’accostarsi tra la luce e la terra rossa, inoltre l’alba o il tramonto, sono i momenti migliori anche a livello climatico perché risultano essere un po’ più freschi. Arriviamo finalmente alla meta e procediamo in macchina fino al parcheggio, il territorio è totalmente gestito dai Navajo, il che regala un alone magico e mistico allo stesso tempo. Senza perdere tempo ci fiondiamo al ticket office e diamo un’occhiata alle escursioni disponibili. Ci sono varie combinazioni di mezzi, orari ed esperienze. Decidiamo, senza curarci troppo del prezzo, l’escursione da un’ora a cavallo. Non abbiate paura, sarete accompagnati da esperti ed i cavalli sono abituati ai non professionisti, non correrete alcun pericolo. Compriamo il biglietto, facciamo qualche foto in attesa dell’orario assegnatoci e poi ci dirigiamo verso la stalla, dove in circa mezz’ora vengono preparati e sellati i cavalli. I nostri destrieri si chiamano Joey, una cavallina bianca molto dolce, e Holfield, che si chiama così a causa di una malformazione all’orecchio con cui è nato, che ricorda il pugile morso da Mike Tyson. La nostra guida invece è un indiano Navajo tutto d’un pezzo, molto gentile, competente ed abbastanza serioso, di nome Lorin, che ci accompagnerà per tutta la nostra escursione illustrandoci le varie parti della Monument Valley. Dopo un primo momento di paura per salire sui nostri cavalli, prendiamo confidenza e cominciamo la nostra cavalcata nella Monument Valley.

La sensazione di stare in alto ed essere in sella ad un cavallo è impagabile, ci sentiamo un po’ dei cowboy e siamo perfettamente a nostro agio. Andiamo inizialmente molto piano, ogni tanto ci fermiamo e, siccome a cavallo non esiste la retromarcia, facciamo dei girotondi per invertire la rotta. Dopo i primi 40 minuti, Lorin decide di metterci alla prova e ci dice di dare un colpetto sul pancione del cavallo in modo tale che vada un po’ più veloce, ed ecco che gli ultimi 20 minuti diventano un po’ più paurosi, ma senza dubbio divertenti. Non preoccupatevi, il calcetto che tirate al cavallo non gli procura alcun male. Dopo un’ora precisa dall’inizio della nostra escursione, torniamo alla stalla, smontiamo dai nostri cavalli e, ringraziando, ce ne andiamo verso la macchina. A questo punto saliamo le scale verso un piccolo museo all’interno dell’area, che visitiamo gratuitamente, e un gift shop molto carino dove acquistiamo due magliette dalle fattezze estremamente turistiche ed una freccia originale Navajo. Felici e contenti torniamo in macchina, facciamo una capatina al supermercato a prendere qualche provvista per il viaggio e ci mettiamo in marcia verso Flagstaff, una cittadina molto vicina al Grand Canyon che visiteremo il giorno dopo. Ci fermiamo a fare benzina ed essendo ancora in territorio Navajo notiamo una targhetta con scritto che una piccola percentuale del denaro dei rifornimenti viene utilizzato per sostenere la comunità degli Indiani d’America. Dopo un’oretta dalla stazione di servizio ed un po’ di canzoni cantate a squarciagola in macchina per non addormentarci, arriviamo a Flagstaff, posiamo le valigie in albergo, ci facciamo una doccia ed usciamo a mangiare poco lontani dal nostro alloggio in un piccolo fast food messicano dal nome Riberto, il cibo non è il massimo, ma ce lo facciamo andare bene. Torniamo in camera ed in un men che non si dica ci addormentiamo.

10 Giorno > Zion National Park, la diga di Glen Canyon, Kayenta ed il primo incontro con un indiano Navajo.

Ci svegliamo verso le 8.00 nella nostra camera super lusso, ed un po’ tristi di doverla abbandonare, facciamo le valigie e lasciamo il Venetian. Da questo momento inizia la parte un pochino più naturalistica del nostro viaggio on the road, molto emozionante e senza eguali. Usciti da Las Vegas ci fermiamo per una colazione veloce da Starbucks e ci dirigiamo verso Kayenta, la città più vicina alla Monument Valley, tappa perfetta per visitarla. Nel tragitto, ci ritroviamo inaspettatamente ad attraversare un parco che non avevamo messo in conto di vedere, lo Zion National Park. La terra qui è rossa, i limiti di velocità molto bassi per dar modo ai visitatori di godersi il paesaggio che, in effetti, ha dell’incredibile. Siamo all’interno dei canyon e tra una curva e l’altra ci fermiamo a fare foto e raccogliere un po’ di sabbia rossa e terrosa. Passiamo attraverso dei piccoli tunnel nella roccia assolutamente suggestivi e facciamo zig zag tra le curve che nascondono ogni volta un paesaggio un po’ diverso dal precedente.

Usciamo dal parco e più si va verso il territorio Navajo, più le strade hanno un sapore antico e i paesaggi si fanno via via sconfinati. In lontananza vediamo un ponte e tanta gente ferma a fare foto, ci fermiamo anche noi ed è un vero e proprio spettacolo. Siamo sulla diga del Glen Canyon, l’acqua è scura ma il fondale rosso la colora di varie tonalità, non riusciamo a smettere di fare foto, inoltre abbiamo avuto la fortuna di arrivarci al tramonto, sicuramente il momento migliore. Ci rimettiamo in marcia e dopo circa due ore arriviamo finalmente a Kayenta. Ormai è sera, sono le 21.30 circa ed il cielo e buio pesto. In questi luoghi la mano dell’uomo non sembra essere arrivata in modo estremamente prepotente e ci si riesce a godere il silenzio e la sensazione di pace che regala il territorio Navajo. Arriviamo in camera, lasciamo le valigie ed usciamo a mangiare un taco al primo fast food a noi vicino. Usciti dal locale incontriamo un signore, sicuramente un po’ su di giri a causa dell’alcol, che ci chiede qualche spicciolo per mangiare. Un po’ esitanti, ma presi dallo spirito della vacanza gli offriamo un menù in un altro fast-food nelle vicinanze e ci appropinquiamo verso il nostro hotel. Il nostro amico Navajo ci saluta con un’espressione diversa dal solito “che gli dei siano con voi”, il che ci lascia un po’ spiazzati e positivamente stupiti. Arriviamo in camera ed andiamo a riposare in vista dell’escursione alla Monument Valley che ci aspetta l’indomani. DSC_0540 (1)

Area 51: consigli e curiosità

L’Area 51 è da sempre un luogo misterioso, leggende su alieni ed extra terrestri aleggiano intorno a questo posto da anni. Vediamo insieme qualche curiosità, evidentemente tutto ciò che scriveremo non ha necessariamente a che fare con la realtà e non ha alcun valore scientifico, ma talvolta è anche bello immaginare.

. L’Area 51 si estende per circa 26.000 chilometri quadrati, è più grande dell’intera Sicilia, e si trova nello stato americano del Nevada, vicino al villaggio di Rachel ed a nord di Las Vegas.

. Cosa dice il governo americano? Il governo americano da sempre afferma che l’area 51 esiste, ma che non ha alcuna associazione con la questione degli alieni. Affermano che sia invece una base militare super segreta. Chiaramente, più le cose rimangono segrete ai più, più è facile che la gente di ricami sopra illazioni.

. Sbarco sulla Luna: avete presente il primo sbarco sulla Luna? Quello di Neil Armstrong nel 1969? Ecco, per alcuni è solo un insieme di scene girate magistralmente ed a regola d’arte da attori strapagati. In pratica, l’uomo non avrebbe mai messo piede sulla Luna ed il tutto sarebbe stato girato proprio tra le mura dell’Area 51. Questo complotto sarebbe stato messo in pratica dal governo americano per far credere al mondo di essere stati i primi a mettere piede al di fuori della Terra.

. Esiste davvero? Lo sappiamo, sembra banale. Per molti però, l’Area 51 è del tutto un’invenzione, tant’è che solo nel 2013 è stata riconosciuta ufficialmente grazie ad un comunicato di due storici della CIA redatto nel 1992. Questo documento è il primo a nominarla ufficialmente e ad ammettere la reale presenza di questo luogo.

. Perché gli alieni? La domanda sorge spontanea, ecco la risposta. Nel 1947 a Roswell, nello stato americano del New Mexico, sarebbe stato avvistato e poi catturato un velivolo. Ecco, sembra che questo oggetto sia stato conseguentemente portato proprio nell’Area 51 per studiarne la tecnologia. Inoltre, negli anni ’80, un uomo di nome Robert Lazar parlò ad un’emittente televisiva di Las Vegas e disse di aver lavorato nell’Area 51, nella quale si sarebbero svolti studi su velivoli alieni caduti sulla Terra.

Queste sono alcune delle curiosità più suggestive, ma vi consigliamo senza dubbio di passarci e dare un’occhiata, ad ognuno il proprio pensiero. Fate semplicemente attenzione ad alcune cose: divieto di scattare fotografie e divieto di accesso in tutta l’area, rischiereste multe da parecchie centinaia di dollari.

The Venetian Resort-Hotel-Casino

Questo non è solo un hotel, è una città. Partiamo dal tema che lo caratterizza ovvero “Venezia”. Questo resort è del tutto ispirato ad una delle più belle città italiane, con tanto di gondole e gondolieri, boutique di lusso, calle e ponti veneziani. Non esitate e fate un giro per l’hotel perché troverete di tutto e di più. All’interno ci sono ristoranti, fast food, negozio di vario genere e target e non dimenticate di fare un giro al casinò per giocare qualche mano o tenervi un biglietto come souvenir della vostra visita a Las Vegas. Ora parliamo delle stanze, per farlo vi descriveremo la nostra esperienza. Appena dopo il check-in, ci è stata data una camera al 35 piano, attraversiamo l’enorme hall e prendiamo l’ascensore per salire fin lassù. Diciamo che più che una camera era un appartamento composto da due bagni, uno piccolino ed uno più grande con tanto di vasca idromassaggio e doccia per due, una camera da letto spaziosa e molto comoda, l’angolo cottura in marmo ed un salottino con divano e tv. Il letto era davvero molto comodo e la vista sulla piscina dall’alto è stata la ciliegina sulla torta.