14 giorno > Di nuovo on the road: cavalli islandesi e il Faraglione di Hvitserkur

Buongiorno lettori, dopo l’emozione del Whale Watching, torniamo un’altra volta on the road con un bel sole che splende in cielo. Oggi siamo diretti verso il paesino di Hvammstangi, famoso per i leoni marini. Come vi racconteremo nei prossimi articoli, Hvammstangi è stato un po’ una cantonata ed una perdita di tempo, col senno di poi sarebbe stato meglio passarci senza pernottare, anche perché oltre ai leoni marini, che comunque non abbiamo visto, non c’è davvero null’altro da visitare. In ogni caso, il viaggio su strada è stato bello e rigenerante anche questa volta perché avevamo una tappa intermedia di una bellezza davvero mozzafiato. L’idea sarebbe stata quella di raggiungere subito Hvitserkur, uno stupendo faraglione oceanico di cui poi vi racconteremo la storia, ma abbiamo avuto una piccola distrazione a causa dei bellissimi cavalli che abbiamo trovato sul ciglio della strada. Di cavalli, in Islanda, se ne trovano tantissimi, ma sono quasi sempre all’interno del loro recinto circondato da altre barriere, questa volta invece li abbiamo trovati vicinissimi, siamo quindi scesi a fare un po’ di amicizia!

Cavalli islandesi

Dopo questa piccola deviazione siamo pronti a rimetterci in marcia verso il faraglione, che si trova alla fine di una strada sterrata non troppo facile da percorrere, ma che non dovrebbe crearvi grossi problemi anche con una macchina normale, basterà semplicemente moderare la velocità. Al vostro arrivo troverete un parcheggio dove posteggiare comodamente, in pochi minuti sarete davanti ad Hvitserkur, una vera meraviglia della natura che racconta una storia davvero affascinante. La leggenda, infatti, narra che questa zona dell’Islanda fosse abitata dai troll, figure mitologiche tipiche della tradizione islandese. Pare che i troll non amassero particolarmente le campane in quanto al loro suono, sarebbero stati pietrificati, uno di questi esseri, però, decise di sfidare la sorte con l’obiettivo di distruggere la chiesa di Þingeyrar a pochi chilometri di distanza. Calcolando male il percorso, purtroppo, il troll non riuscì ad arrivare in tempo e fu sopraffatto dal suono delle campane che lo pietrificarono. Hvitserkur sarebbe quindi un troll pietrificato e, nonostante la triste storia, dovremmo essere grati a questa coraggiosa creatura che, grazie alla sua impresa non riuscita, ci ha regalato un luogo dall’atmosfera davvero magica.

Hvitserkur

A parte queste interessanti e misteriose storie tradizionali, vi raccontiamo la nostra discesa verso il faraglione, perché di discesa si tratta! Diciamo che il panorama che si vede dall’alto è davvero molto suggestivo e potrebbe anche bastarvi, ma possiamo assicurarvi che scendere fino al mare sarà un’esperienza ancora più indimenticabile e particolare. Il percorso, però, non è per nulla semplice, anzi, vi consigliamo di mettervi con il sedere a terra e scendere quasi scivolando, la sera tornerete in hotel con i pantaloni conciati molto male, ma ne sarà valsa senza dubbio la pena. Non correte, non fate movimenti bruschi e prestate molta attenzione a dove mettete i piedi, solo così riuscirete a non scivolare e ad arrivare integri davanti a Hvitserkur. Una volta arrivati giù, siamo certi che ci penserete, e ci ringrazierete 🙂 Se, come noi, avete la fortuna di trovare la bassa marea, potrete attraversare un pezzettino di mare ed arrivare a toccare la formazione, solo da così vicino vedrete le tante alghe colorate, le conchiglie e le varie angolazioni da cui ammirare questo posto.

Hvitserkur

13 giorno > In cerca di balene: un sogno che si realizza

Il porto di Husavik, da dove partono i tour di Whale Watching

Buongiorno lettori, le mani ancora ci tremano mentre scriviamo questo articolo, vedere le balene nuotare a pochi metri da noi è stata un’emozione mai provata prima, qualcosa di immensamente bello ed appassionante. Immaginarle nuotare sotto la propria imbarcazione, pensarle mentre si dimenano in mare pronte per essere fotografate è stata una delle esperienze più belle mai vissute. Ma partiamo dal principio, in modo da potervi dare tutte le informazioni necessarie per vivere questa meraviglia nel migliore dei modi.

Perché fare tappa ad Husavik per vedere le balene

Come ormai sapete, ci piace raccontarvi per filo e per segno le nostre esperienza, ma anche essere chiari e precisi in modo che possiate valutare tutte le opzioni possibili e scegliere, infine, quella che fa al caso vostro. Husavik è senza dubbio il punto più favorevole per avvistare questi meravigliosi cetacei. Non è un caso, infatti, che la baia che si affaccia su Husavik sia ricca di nutrimento per questi giganti e che costituisca, perciò, l’habitat perfetto per le balene. Un’altra informazione utilissima perché il vostro viaggio non sia da considerarsi inutile è il periodo, il lasso di tempo in cui è più probabile avvisarle va da giugno ad agosto, se quindi visitate l’Islanda durante l’inverno, anche se avrete la possibilità di vedere questo paese cosparso di ghiaccio e, se sarete fortunati, vedere l’aurora boreale, le balene saranno molto più difficili da avvistare. Come nella vita di tutti i giorni, anche nei viaggi ci sono delle scelte da fare ed è proprio questo il caso.

Agenzie che organizzano tour di Whale Watching ad Husavik

Ora che abbiamo assodato che Husavik è il posto giusto per avvistare le balene, vi spieghiamo come funziona il processo di prenotazione dei tour, quali sono le agenzie che lo propongono e qualche altro consiglio. Ad Husavik ci sono due agenzie che offrono tour di Whale Watching e sono Gentle Giants e North Sailing, noi abbiamo scelto la seconda e ci siamo trovati bene, ma considerate che le due offerte sono del tutto equivalenti, i prezzi sono pressoché gli stessi e l’esperienza dura il medesimo numero di ore. Il costo per il tour, che dura tre ore, è di circa €80, l’equipaggio e preparato e le imbarcazioni sono assolutamente sicure. Noi abbiamo prenotato online circa dieci giorni prima ed al momento eravamo già in Islanda, ma temiamo di aver trovato posto anche grazie alla situazione Covid che ha, inevitabilmente, ridotto la quantità di turisti. Vi consigliamo quindi di prenotare con un po’ più di anticipo, magari qualche settimana prima della partenza.

Whale Watching

Il Whale Watching

Il nostro tour è partito alle 14.00, quindi abbiamo fatto colazione la mattina appena svegli, ma non abbiamo più mangiato nulla fino a dopo l’escursione, questo per evitare di non sentirci bene durante l’esperienza. Non sottovalutate questa possibilità, considerate invece di trovarvi nell’Oceano Atlantico, essere abituati a navigare non è necessariamente una garanzia e le onde, seppur non altissime, vi provocheranno un po’ di nausea. Al momento della prenotazione l’agenzia vi scriverà di arrivare al porto una decina di minuti prima dell’orario da voi scelto, questo avviene per far sì che tutti vengano radunati e portati insieme davanti all’imbarcazione di competenza. Una volta saliti a bordo, avrete la possibilità di indossare un impermeabile fornito dall’agenzia, che vi eviterà di tornare a casa bagnati fradici, le onde si infrangono spesso sulla barca durante il tour e questo comporterà degli schizzi d’acqua salata molto forti. All’inizio sicuramente avvertirete un senso di sconforto, la prima ora serve, in sostanza, per spostarsi il più possibile a largo e cercare di giungere nei punti dove solitamente si avvistano gli esemplari. Per voi, invece, costituirà il momento in cui sentirvi annoiati e sconfitti, convinti di aver fatto un buco nell’acqua. Questa sensazione non vi abbandonerà fino a quando qualcuno sull’imbarcazione, forse il capitano, griderà “WHAAALEEE”. Qui inizia il bello, comincerete a scorgere in lontananza la vostra prima balena, probabilmente vedrete subito lo spruzzo proveniente dallo sfiatatoio, quella fessura dalla quale i cetacei immettono aria ricca di ossigeno nel loro organismo, per poi espellerla spettacolarmente davanti a voi. Da questo momento in poi il tempo comincerà a volare, potreste vedere la stessa balena più volte, o tante altre che si avvicinano, lo spettacolo è assicurato. Purtroppo molto spesso vengono mostrate foto spettacolari in cui le balene saltano fuori, facendosi vedere quasi per metà, considerate che questa possibilità è davvero un po’ remota, vedrete però le code, la parte centrale riconoscibile dalla pinna dorsale e forse anche qualche muso 🙂 Ci è stato chiesto quanto effettivamente ne valga la pena, dobbiamo dirvi onestamente che, nonostante la causa che si è fatta sentire, rifaremmo quest’esperienza altre mille volte!

Whale Watching

12 giorno > partenza per Husavik e tappa a Godafoss, la cascata degli dei

Husavik

Buongiorno lettori, oggi si riparte in direzione Husavik. Dobbiamo essere sinceri, questo paesino del Nord rappresenta uno dei motivi principali per i quali abbiamo scelto l’Islanda per il nostro viaggio estivo. Si dice infatti che Husavik sia il luogo migliore d’Europa per avvistare le balene, ma di questo vi parleremo nel prossimo articolo. Con un enorme sorriso sul viso, quindi, partiamo per il Nord con in mente una tappa intermedia ben precisa, la cascata di Godafoss.

Dopo meno di un’ora di viaggio arriviamo a destinazione e, finalmente, capiamo per quale motivo questa cascata sia considerata una delle mete imperdibili di un viaggio on the road in Islanda. Godafoss è letteralmente meravigliosa, non si tratta di una cascata nascosta o misteriosa, ma di un’enorme attrazione composta da tre cascate di dodici metri che regalano uno spettacolo inimmaginabile. E’ curioso anche il suo nome, Godafoss significa infatti “cascata degli dei”, la leggenda narra che intorno all’anno 1000 il Cristianesimo divenne la religione ufficiale d’Islanda, per questo motivo le statue degli dei pagani sarebbero state gettate nell’acqua di Godafoss. Un’altra teoria, però, racconta che fosse chiamata in questo modo anche precedentemente alla conversione del paese, poiché le tre cascate da cui è composta rappresentavano simbolicamente la sacra triade della mitologia norrena, ovvero Odino, Thor e Freyr. Nonostante queste affascinanti storie, Godafoss merita moltissimo, è senza dubbio una delle più spettacolari cascate mai viste fino ad ora. Nei pressi della cascata, troverete inoltre dei comodi tavoli in legno dove sedervi e consumare un pasto veloce, magari un picnic, davanti a questo bellissimo panorama, purtroppo noi avevamo solo un po’ di cibo spazzatura, tra cui patatine e pop corn, ma è stato comunque molto carino 🙂

Godafoss

La giornata, però, non è ancora giunta al termine, abbiamo ancora qualche chilometro da macinare per arrivare ad Husavik, quindi dopo un bel po’ di foto torniamo verso la nostra auto e ci rimettiamo in strada. Giunti ad Husavik, lasciamo velocemente le valigie in hotel e facciamo un giro per la cittadina, una delle più tipiche che abbiamo visitato durante il nostro viaggio. Husavik è raccolta e colorata, sicuramente molto turistica, vista la possibilità di avvistare le balene, ma non troppo da risultare fastidiosa. L’escursione relativa alle balene sarebbe stata il giorno dopo, ma oggi vogliamo entrare nella modalità giusta, per questo motivo decidiamo di visitare l’Husavik Whale Museum. L’ingresso costa 1600 ISK, circa €10 e l’interno è davvero molto interessante e curato, qui sono esposte foto e scheletri di questi meravigliosi cetacei pronti a stupirvi, vi assicuriamo che vederne le ossa vi farà capire esattamente cosa andrete a scovare il giorno dopo, questi animali sono davvero enormi, sembra quasi che appartengano ad un altro modo, hanno qualcosa di antico, misterioso ed arcaico ed è davvero emozionante rendersi conto di tutto ciò. Il museo è piccolino, ma merita, l’unica cosa che ci ha fatto un po’ arrabbiare è stato il fatto che una parte interna alla struttura fosse chiusa, ma che la cosa non fosse stata segnalata all’ingresso.

Whale Museum

Nonostante un po’ di amarezza, è stata una bella esperienza, ma ormai si è fatto tardi ed è tempo di cenare. Non ve l’abbiamo ancora raccontato perchè abbiamo deciso di dedicare un articolo alla fine della serie sull’Islanda a questo argomento, ma durante il viaggio abbiamo quasi sempre cenato in hotel. Questa volta però, vogliamo trattarci bene, e mangiamo un hamburger con patatine in un bel ristorante sul porto per poi andare a dormire con il pensiero che il giorno dopo avremmo visto le balene, questa volta in carne ed ossa.

11 giorno > Grjotagja Cave e Dummoborgir: i luoghi di Game of Thrones

Buongiorno lettori, la nostra giornata a Myvatn inizia con un po’ di delusione per quando riguarda le terme omonime, ne abbiamo sentito parlare molto prima di partire ed abbiamo letto altrettanti articoli dedicati a questo posto, quindi l’istinto è stato quello di visitarle non appena possibile. Arrivati in loco, però, ci siamo resi conto di quanto, talvolta, i racconti non siano davvero fedeli alla realtà, ma soprattutto del fatto che le terme siano state circondate da un circolo di bar e ristorante che ha contribuito a rovinarne l’atmosfera, senza contare il fatto che per immergersi il prezzo sarebbe stato davvero eccessivo, circa €50 a persona. Avevamo già messo in conto di non immergerci a Myvatn, ma in qualche sorgente più intima e sperduta, però è stato davvero degradante notare quanto questo luogo, naturalisticamente molto interessante, sia stato rovinato dalla mano dell’uomo. Per questo motivo la nostra visita è durata pochissimo, giusto il tempo di qualche foto.

Terme di Myvatn

Niente panico! La giornata continua, e le due prossime tappe invece sono totalmente in linea con le nostre aspettative. Per prima cosa ci dirigiamo verso Grjotajia Cave, una delle location utilizzate anche nel celebre Game of Thrones, nello specifico nella quinta puntata della terza stagione “Baciata dal Fuoco”. Questa grotta ospita una pozza geotermale dalla temperatura molto alta, oscilla infatti tra i 40 ed i 45 gradi, per questo motivo non è possibile immergersi al suo interno. Il bello di questo posto è che si trova un po’ in profondità e dall’esterno la pozza non è assolutamente visibile, salta all’occhio solo una piccola spaccatura tra le rocce, che costituisce il punto d’ingresso. Per rendere il tutto un po’ più semplice è stato posizionato un cartello a sinistra di Grjotagja, che ne spiega le peculiarità ed avvisa i turisti della temperatura della pozza. Proprio in prossimità della grotta troverete un piccolo parcheggio dove lasciare la vostra auto ed iniziare ad esplorare uno dei luoghi più incredibili di questa zona. Entrare è semplice, vi basterà inerpicarvi su qualche roccia e scendere lentamente, appena arrivati giù, lo spettacolo è assicurato. Il calore dell’acqua si percepisce forte e chiaro, l’intimità che si prova qui dentro è unica e la sorpresa del colore dell’acqua è meravigliosa. L’acqua è infatti di un azzurro intenso, quasi da non sembrare vero, il contrasto tra le rocce e la pozza è davvero incredibile.

Grjotagja Cave

Dopo la visita a Grjotagja Cave, ci aspetta l’ultima tappa di questa bella giornata, costituita dai campi di lava di Dimmuborgir. Il nome Dimmuborgir significa letteralmente “castelli tenebrosi” e questo grande parco di formazioni laviche solidificate è frutto di eruzioni vulcaniche avvenute nella zona del Lago Myvatn. Passeggiare per Dimmuborgir è un’ottima idea per concludere la giornata, è infatti al tramonto che i giochi di luce che si formano tra le pareti laviche danno il loro meglio. Qui vi renderete conto di quanto la natura sia meravigliosa, vedrete enormi buchi nella roccia, grotte formate a causa delle eruzioni e cerchi perfetti di origine vulcanica. Ci è piaciuto molto scattare qualche foto in questo campo vulcanico, è stato emozionante trovarsi a camminare su un tappeto nero che una volta era lava. Non dovete necessariamente girare il parco in toto, ma credeteci quando vi diciamo di rimanerci almeno una o due ore in modo tale da godervi i meravigliosi panorami di Dimmuborgir e non perdervi nulla di cui poi potreste pentirvi.

Dimmuborgir