Come scegliere l’itinerario perfetto per il vostro viaggio on the road?

La domanda che senza dubbio sorge spontanea è come organizzarsi a livello di tappe, tempo di percorrenza e possibili deviazioni.

Il consiglio principale che ci sentiamo di darvi è senza dubbio quello di scegliere destinazioni che distino tra loro al massimo quattro ore. La motivazione principale è il fatto che un viaggio del genere è bellissimo quanto stancante, guidare per troppe ore consecutive potrebbe non rivelarsi la scelta migliore. Inoltre considerate che se il navigatore vi dice che per andare da x a y ci vogliono quattro ore, ce ne metterete almeno cinque. Questo non perché il vostro dispositivo ha scelto inesorabilmente di mentirvi, ma per il fatto che vi fermerete per andare in bagno, per mangiare, per fare qualche foto o rallenterete a causa di lavori stradali o traffico. Preferite distanze di media lunghezza, magari due o tre ore, non vi stancherete troppo, arriverete a destinazione con ancora un po’ di energia per visitare il posto in cui siete arrivati e non accumulerete stress che rischierà di rovinarvi la permanenza.

L’Artigiano in Fiera

Oggi vogliamo parlarvi de “L’Artigiano in Fiera”, una manifestazione che si tiene a Milano ormai da oltre vent’anni. L’idea è quella di valorizzare la figura dell’artigiano, motivo per cui troverete diverse centinaia di persone pronte a farvi toccare con mano la qualità dei prodotti da loro sviluppati.

La cosa molto carina è che la fiera è divisa in paesi del mondo, troverete l’Asia, tra cui spiccano Cina, Giappone, Nepal, Thailandia e via dicendo; l’Africa, dove potrete visitare gli stand del Madagascar, della Tunisia e del Marocco ed infine la nostra Italia, divisa in regioni. 47292064_467871880408661_7768696596866269184_nUno dei motivi principale per cui le persone si recano a questa fiera è la possibilità di assaggiare buonissimi prodotti provenienti dalle varie regioni italiane, come il bergamotto, che cresce solo il Calabria, la crema di pistacchi, tipica della regione Sicilia, le nocciole piemontesi, ma anche le tegole valdostane e la classica focaccia ligure. Insomma, vi consigliamo vivamente di visitare questa fiera, vi divertirete passando da un paese all’altro e facendo qualche acquisto etnico o nostrano, assaggerete specialità tipiche e soprattutto siamo certi che questa fiera sia il modo giusto per entrare definitivamente nello spirito natalizio.

Vi parliamo del Natale perché L’Artigiano in Fiera si svolge sempre i primi giorni di dicembre e dura poco più di una settimana. Ecco a voi qualche informazione pratica:

. potete arrivare alla Fiera tramite la metropolitana rossa (linea 1), scendendo alla fermata capolinea di Rho Fiera. Attenzione a due cose: la metropolitana rossa di Milano ha un bivio che parte da Pagano, basterà guardare i cartelloni giù in metro che indicano Rho Fiera e non prendere il vagone per Bisceglie, l’altro capolinea della linea 1. Inoltre, a causa dell’ingente quantità di persone che visita ogni anno questa manifestazione, a capolinea troverete molti controllori. Prima di prendere la metropolitana ricordate di acquistare il biglietto da 2.50€, valido per arrivare a capolinea, diverso da quello da 1.50€ che è valido solo nella zona urbana.

. “L’Artigiano in fiera” quest’anno si svolge dal primo di dicembre al nove del medesimo mese, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 22.00.

. Come già precedentemente affermato, la fiera è molto frequentata. Se vi è possibile, andate in orari mattutini in modo tale da trovare meno persone possibile. Ci sono orari, in particolare il tardo pomeriggio, in cui si fa fatica a muoversi.

. Se avete intenzione di assaggiare parecchi prodotti, provate a raggiungere il posto i primi giorni di esercizio, può capitare che gli ultimi giorni siano rimasti molti meno prodotti rispetto all’inizio, e che gli artigiani siano meno disponibili a farvi assaggiare le loro specialità.

Fateci sapere cosa ne pensate qui sotto nei commenti, saremo contenti di sentire anche quali sono stati i vostri acquisti 🙂47310714_429237147611332_5487131985509875712_n

Bohemian Rhapsody (2018)

La paura era tanta, temevamo che questo film, come spesso accade, avrebbe rovinato la memoria di un mito. Nulla di tutto questo e se possiamo, vi consigliamo di andare a vederlo non appena ne avete tempo. Se non lo avete, trovatelo. Partiamo da un doveroso presupposto: non importa se siete fan accaniti dei Queen o se conoscete poche canzoni, non appena avrà inizio la pellicola possiamo assicurarvi che, oltre a vedere la sala piena, cosa ormai poco comune, il vostro vicino inizierà a battere le mani, muovere le gambe o tentennare il dito sul bracciolo della poltrona. Non staccherete gli occhi dallo schermo nemmeno per un secondo, nonostante la lunga durata di questo film che, dicevano in pubblicità, essere un cult ancora prima del debutto nelle sale. Emozionante da morire, non escludete la possibilità di commuovervi almeno un paio di volte, proverete un misto tra ammirazione e nervosismo, sapientemente rappresentato dalle vicende raccontate. 667baaaa-fbd7-4858-8375-44b57350d6b6

Un Freddy Mercury, o sarebbe meglio dire Farrokh Bulsara, ancora giovane ed inesperto, con tanto di denti sporgenti e capelli che rispecchiano appieno la moda del momento. Pian piano assisterete all’evoluzione del personaggio, da scaricatore di valige all’aeroporto londinese di Heathrow a genio indiscusso, promotore di valori nuovi, sdoganando concetti impensabili per l’epoca. La sessualità vissuta in maniera tormentata, spesso sofferente ed incerta, la band per eccellenza, prima affiatata tanto da essere tutti e quattro a scrivere le proprie canzoni, a sconosciuti ed iracondi l’uno con l’altro per la scelta di Freddy di accettare la proposta da solista. Una Regina Isterica. Una Lucertola Incazzata, dicono nel film, a causa dell’insolito modo di vestire. Un performer, mai scontato, sempre sul pezzo. La notizia della malattia, un fulmine a ciel sereno. Ed infine il concerto, il Live Aid, le migliaia di persone, teste, cuori, mani e piedi tutti per lui.

Non perdetevelo ed una volta visto, non esitate a scriverci cosa ne pensate.

Si può fumare negli Stati Uniti?

La risposta al quesito non è scontata, perché anche in questo caso, dipende dagli stati.

Facendo un discorso generale, fumare non è vietato, ma non vedrete mai le strade ricoperte di mozziconi o troppi fumatori in giro. Chiaramente nei posti chiusi come bar e ristoranti è assolutamente vietato, lo stesso vale per gli hotel, a patto che non prenotiate una camera espressamente smoking free. All’aperto invece, dovete guardarvi bene in giro perché spesso ci sono avvisi che illustrano il divieto anche in luoghi per noi inimmaginabili. Per esempio non potrete mai fumare, seppur vi troviate all’aperto, nei tavolini fuori da bar, ristoranti o pub. Fate molta attenzione anche nei parchi naturalistici nazionali dove è altrettanto vietato fumare. In compenso però, troverete spesso delle smoking area all’interno di questi posti. In conclusione, fumare non è vietato, ma non è culturalmente e socialmente accettato come da noi.

Se siete dei fumatori sappiate che in America le sigarette costano molto, questo fa parte delle politiche adottate negli anni precedenti per contrastare la pratica.

Abbigliamento ed oggetti utili per un viaggio nella West Coast

Gli Stati Uniti comprendono un territorio talmente grande che è difficile descrivere il clima in modo fedele. Chiaramente, dipende dalla stagione in cui decidete di partire e dal giro che intendete intraprendere.

In definitiva, se decidete di fare il giro che abbiamo fatto noi, o parte di esso nel nostro stesso periodo, portatevi qualche felpa per San Francisco e per i luoghi chiusi, negli Stati Uniti troverete aria condizionata molto alta da tutte le parti; qualche costume da bagno per località come Los Angeles e San Diego e pantaloncini, canottiere  e T-shirt estive. Non dimenticate delle scarpe comode o tecniche per le escursioni nel deserto, occhiali da sole che vi serviranno soprattutto per guidare e qualche cappello con la visiera o foulard per coprirvi dal sole.

Se ne avete uno, vi consigliamo di portarvi un termos in modo che abbiate sempre acqua fresca disponibile, in alternativa, non rimanete mai senza acqua, anche se scaldata dai quasi 50 gradi della Death Valley, vi tornerà utile. Se riuscite, bevetela nonostante sia ormai diventata brodo, non vi disseterà poi molto, ma il corpo la percepirà comunque come liquido ed impedirà la disidratazione, se proprio non riuscite a berla, bagnatevi la testa e nel giro di poco vi sentirete un po’ più freschi.

Uno degli oggetti più utili in questo tipo di viaggi è una macchina fotografica. Non importa di che genere, né se è professionale o meno, ma documentate ciò che vedete. Spesso, se non si è fotografi professionisti la foto rende molto poco rispetto alla realtà, ma quando avrete la mente annebbiata, dopo tre, quattro o cinque anni, siamo certi che vi aiuterà a ricordare la magia di alcuni posti.

Per quanto riguarda il navigatore potete scegliere varie strade. C’è chi preferisce noleggiarlo insieme alla macchina e chi decide di arrangiarsi in altro modo. Partiamo dal presupposto che a prescindere da l’una o l’altra scelta, dovete averne uno. In caso decidiate di noleggiarlo pagherete un tot al giorno in più sul totale della macchina, nulla di eccessivamente costoso. In caso contrario potete agire in tre diversi modi:

. Portare il navigatore che utilizzate normalmente nella vostra città, dovrete semplicemente abilitarlo agli Stati Uniti ed aggiornare le strade.

. Utilizzare un cellulare o un tablet provvisto di Google Maps, questa è l’opzione che abbiamo scelto noi, abbiamo utilizzato un cellulare provvisto di internet. In questo caso prima di partire fatevi attivare dal vostro operatore una tariffa tramite la quale utilizzare la connessione dati all’estero.

. Utilizzare mappe cartacee, modo assai avventuroso per viaggiare. A questo proposito, mi viene in mente mio padre che gira ancora con TuttoCittà perché “io il cellulare non lo uso che mi manda a Canicattì”, e capisco che qualcuno ancora ragioni così, nulla di male. Il punto è che mio padre utilizza mappe cartacee da sempre. Noi sperduti negli Stati Uniti con una mappa cartacea credo che saremmo ancora lì. In conclusione, utilizzatele solo se ne siete in grado e siete abituati.

Caricabatterie ed adattatori: se partite con cellulare, tablet, magari pc, probabilmente avrete bisogno di almeno due caricabatterie. Vi consigliamo di portarne due anche se partiste con un solo dispositivo, non si sa mai che il nostro cavo decida di tirare le cuoia proprio quando siamo dall’altra parte del mondo. Per quanto riguarda gli adattatori, che senza dubbio servono perché l’attacco è diverso, li trovate ovunque. Grandi centri commerciali, i vari Euronics o Mediaworld sapranno soddisfarvi. Restando in tema di tecnologia, vi consigliamo di acquistare un power bank, soprattutto se utilizzate un tablet/telefono come navigatore. Oggi la batteria dura sempre meno, ed immaginate di ritrovarvi nel deserto senza navigatore. A quel punto potrebbe servire anche la cartina di vostro padre.

Medicinali sì, medicinali no? Medicinali sì, ma con cognizione di causa. Non portatevi una valigia intera di medicinali perché occuperà spazio che avreste potuto destinare ad altro. Partite solo con i principali farmaci. Qualcosa in caso di un po’ di febbre, un termometro, qualcosa per il mal di testa, un antidolorifico ed antinfiammatorio, fermenti lattici in caso vi capiti di mangiare qualcosa di strano, aspirina e qualche cerotto. Se in Italia siete soliti prendere un farmaco tutti i giorni per una personale condizione cronica e se il farmaco l’avete acquistato con la ricetta del medico, portatela con voi per sicurezza, in caso vi chiedano di cosa si tratta.

Guidare sulle classiche autostrade americane

Guidare negli Stati Uniti è tendenzialmente facile, paradossalmente, più sarete obbligati a prendere autostrade, più vi troverete bene. Non sono troppo affollate e sono per la maggior parte dritte. La segnaletica, sia orizzontale che verticale, è sempre abbastanza intuitiva e mai in cattive condizioni. Le regole sono molto simili alle nostre e bisogna stare attenti ai limiti. In genere in città il limite va dalle 10 m/h, per esempio in corrispondenza di scuole, alle 35/40 m/h. Nelle autostrade invece si va dalle 50 alle 80 m/h. Ovviamente se si guida per tante ore può capitare di schiacciare un po’ di più il piede sull’acceleratore, niente paura, c’è comunque una tolleranza ci circa 5 m/h.

C’è una sola cosa che inizialmente ci ha un po’ scombussolati: le corsie. Non temete, sono ampie e scorrevoli la maggior parte delle volte, ma c’è una differenza sostanziale. Qui da noi, su un’autostrada a tre corsie, si può procedere su tutte e tre e non uscire fin quando non arriva il cartello che indica la direzione di nostro interesse, a quel punto mettiamo la freccia e passiamo nell’ultima corsia a destra che ci farà uscire dall’autostrada. Negli Stati Uniti invece, se viaggiate sull’ultima corsia di destra, vi ritroverete ad uscire automaticamente all’uscita dopo, tutto questo ovviamente è segnalato dai cartelli, ma abbiamo pensato di avvisarvi perché noi, un paio di volte, abbiamo sbagliato strada. Viaggiate quindi nella corsia di mezzo o in quella di sinistra.

Guida con il cambio automatico

Il segreto è trovare la distanza giusta tra sedile e pedali perché il freno del cambio automatico è molto più sensibile rispetto a quello delle macchine con cambio manuale. In pratica vi troverete solo due pedali, non più tre. Uno è l’acceleratore e l’altro è il freno, manca la frizione. Sul cambio invece non troverete più i numeri delle rispettive marce, ma delle lettere. P, R, N, D che corrispondono rispettivamente a Parking, Retro, Neutral e Drive.

La modalità Parking (parcheggio) dev’essere inserita quando la macchina è ferma ed attiva quello che sarebbe il freno a mano, in modo tale che la macchina non si possa più muovere fino a nuovo ordine. La Retro viene inserita, intuitivamente, quando si va in retromarcia. La modalità N invece è il corrispondente del nostro cambio in folle, mentre Drive è la modalità che deve rimanere inserita quando si guida. Se fate parte degli appassionati del cambio manuale, sappiate che in America, le macchine con questo tipo di meccanismo sono ormai poche, si guida per la maggior parte delle volte con l’automatico. Se doveste prendere in considerazione l’opzione di noleggiare una macchina, sicuramente troverete alcune auto dotate di cambio manuale, tenetevi pronti però a spendere qualcosa di più, perché ce ne sono veramente poche. Se invece non ne trovate, provate a fare un po’ di pratica prima di partire, chiedete ad un amico che possiede una macchina con cambio automatico di farvi fare qualche guida, giusto per abituarvi un po’.

Come muoversi nelle città americane

Alcuni utilizzano i mezzi pubblici, noi abbiamo sempre utilizzato Uber. La macchina è chiaramente necessaria per coprire le distanze tra le tappe del vostro viaggio, ma in città vi consigliamo di usarla il meno possibile. Innanzi tutto i parcheggi non sono esattamente economici, in secondo luogo, potreste non capire se potete o meno parcheggiare in un posto e farvi portare via la macchina negli Stati Uniti sarebbe senza dubbio un’esperienza che non dimenticherete. C’è anche da dire che nelle grandi città come Los Angeles o San Francisco, spesso il traffico non è indifferente, quindi non stressatevi inutilmente. Con Uber non abbiamo avuto alcun problema. Gli autisti sono la maggior parte delle volte educati e disponibili, le macchine, per via dei vari controlli della società, sono sempre abbastanza pulite ed a norma, ed i costi sono veramente irrisori. Il massimo che abbiamo speso in Uber è stato di 20$ da San Francisco centro all’aereoporto, in taxi avremmo speso più che il doppio.

Per utilizzare Uber vi basterà scaricare l’applicazione sul telefono o sul tablet, inserire una carta di credito o un prepagata e, una volta creato il vostro account, confermarlo tramite una mail che arriverà direttamente all’indirizzo fornito in fase di registrazione. Nulla di più  facile. La cosa ottima di Uber è il fatto che quando prenotate una corsa, potete controllare dove si trova il vostro autista e verrà segnalato sulla schermata il tempo da aspettare per essere caricati in macchina, considerate un massimo di dieci minuti. Ricordatevi solo una cosa, al momento di prenotazione della corsa, vi verrà chiesto per quante persone prenotate, non sottovalutate questo passaggio perché se siete in due, e non l’avete segnalato, potrebbe non esserci posto in macchina per l’altra persona.

Sparrow Lodge: un’oasi nel deserto della California

Visitare la rilassante Palm Springs alloggiando allo Sparrow Lodge vi farà vivere un’esperienza di indimenticabile fascino ed eleganza. 5193067a-fe2e-4512-a21f-901d3727b8e4

Lo stato della California, sia d’estate che d’inverno, è sempre una meta perfetta per un viaggio on-the-road negli Stati Uniti, e se passate per la Coachella Valley, non potrete fare a meno di una deviazione per Palm Springs. La cittadina è famosa proprio per i palmeti, come suggerisce il nome, e per il caldo secco di cui è investita per la maggior parte dell’anno.  Qui troverete lo Sparrow Lodge, un posto magico, romantico e dallo stile tipicamente americano. I lodge sono totalmente in legno, dotati di aria condizionata e patio interno dove sorseggiare un drink, arredati in uno stile moderno e confortevole che non trascura alcun dettaglio.

La vasca da bagno in perfetto stile western ne è l’esempio, potrete godervi un bagno rilassante dopo una giornata di visita nel vicino Palm Springs Art Museum. Tutte le camere si trovano ad un passo da una casetta in legno in cui ogni mattina viene servita una colazione con ottimi prodotti a chilometro zero, sul tavolo troverete uova, latte di mandorla, caffè caldo e molto altro per iniziare la giornata con il piede giusto. Dopo un dolce inizio, non vedrete l’ora di farvi cullare dall’acqua della piscina che sorge proprio davanti alla zona colazione,  dove ascolterete musica rilassante ed avvertirete il profumo d’incenso sapientemente sparso per l’intero complesso. Qui vicino, troverete una vasca idromassaggio, più intima e raccolta, per chiudere gli occhi e riposare ancor di più. Non esitate e chiedete un bicchiere di buon vino californiano ed uno spuntino che vi verrà servito in graziosi piatti di legno. La sera, poco prima di addormentarvi, uscite dalla vostra camera ed unitevi agli altri ospiti nella zona centrale della struttura, dove troverete un pergolato dalle decorazioni floreali ed un focolare dove arrostire marshmallows e condividere i vostri pensieri e le vostre esperienze.

Quanto costerà un viaggio negli Stati Uniti?

Domanda lecita, ma è difficile rispondere. I parametri utili per fare qualche conto sono:

Voli intercontinentali: il volo intercontinentale è sempre un punto di domanda. Potreste avere fortuna e trovare un volo a 300€, o non averne e trovarne uno a 2000. Sicuramente, come già detto in precedenza, è utile prenotare con un po’ di anticipo, cercando di vagliare varie possibilità e di essere almeno un po’ flessibili. Non fissatevi su una data, se vi rendete conto che partendo il giorno dopo rispetto a quello che vi eravate messi in testa sarebbe molto più conveniente, fatelo. Un giorno in più cambia poco. Evitate di partire il sabato e la domenica, spesso e volentieri durante i week end il costo dei voli aumenta sensibilmente, i giorni più economici sono gli infrasettimanali. Se potete, andate in bassa stagione. Vorremmo concentrarci un po’ di più su questo punto. La bassa stagione, talvolta, potrebbe essere un buon compromesso per partire con voli dal prezzo quasi dimezzato; certo è che dovete controllare il clima a destinazione prima di prenotare. Se desiderate fare un viaggio in California per andare al mare e girare le più belle spiagge della costa, gennaio non è il mese ottimale, ricordatevi che l’oceano in bassa stagione potrebbe essere  molto freddo. Eventualmente, fate un compromesso. Le spiagge californiane sono molto belle, ma parliamoci chiaro, sono spiagge e di spiagge è pieno il mondo. Andare nella West Coast in periodo di bassa stagione potrebbe permettervi di vedere la Death Valley senza sentirvi sciogliere anche gli occhi, potrebbe permettervi di fare un giro a Las Vegas senza rintanarvi in un lussuoso hotel ogni 5 minuti in cerca di aria condizionata. Molte cose che vedrete qui, sono cose di cui non potrete godere da altre parti, quindi vi consigliamo di utilizzare al meglio il vostro tempo e fare ciò che la stagione che avete scelto vi permette, non ne rimarrete delusi.

Hotel: riallacciandoci al discorso precedente, se partite in bassa stagione, riuscirete a risparmiare molto anche sugli hotel. Occorre una piccola postilla a riguardo. La posizione degli hotel non è un fattore da sottovalutare. Le città americane talvolta sono di infinita grandezza, non esagerate con la lontananza dal centro credendo di risparmiare, per 30$ dollari in meno potreste dover fare anche un’ora di viaggio per arrivare in centro. Inoltre controllate sempre che la zona del vostro alloggio sia quantomeno decente. Come da tutte le altre parti, la criminalità esiste, fate attenzione al quartiere in cui andrete a stare, fate delle ricerche a riguardo ed evitate zone malfamate.

Auto: come detto precedentemente, per noleggiare un’auto vi servirà la carta di credito, ma i costi in genere non sono proibitivi. Il consiglio è comunque di prenotare per tempo. Attenzione a ciò che è incluso e non nel noleggio. Tutto ciò che è incluso è espressamente scritto sulla schermata al momento della prenotazione, se la stessa non ne fa menzione, vuol dire che pagherete il resto al momento del ritiro. Esempio di questo potrebbe essere il secondo guidatore, non tutte le compagnie lo includono. Attenzione soprattutto alla vostra età, in America, ma anche da altre parti, un guidatore avente meno di 25 anni dovrà pagare un sovrapprezzo. Una cosa molto importante è non prenotare con una carta di credito intestata ad una persona che non sia il guidatore. Esempio: il vostro amico ha 28 anni e voi 23, a questo punto noleggiate la macchina con la carta di credito del 28enne. Se il vostro amico 28enne non ne possiede una, ma voi sì, sappiate che la prenotazione sarà a nome vostro, quindi dovrete pagare il sovrapprezzo per guidatori sotto i 25 anni.

Pasti: negli States avete la possibilità di scegliere tra una miriade di ristoranti e fastfood. Il cibo comunque, a patto che non andiate nei vari McDonalds, Taco Bell, KFC, non è esattamente a buon mercato. Per un pasto in un ristorante normale spenderete dai 35 ai 50$, mance non incluse. C’è  poi da parlare della questione mance, le famose “tips”. In Italia siamo abituati a dare la mancia quando ci troviamo in un ristorante di un certo livello o quando abbiamo avuto un’esperienza particolarmente positiva. In America la mancia è quasi obbligatoria, in primo luogo perché non pagate il coperto, in secondo luogo perché gli stipendi dei camerieri sono piuttosto bassi e la mancia è come se fosse una provvigione o un premio per il servizio offerto. Certo, nessuno vi impedisce di non lasciare mance, uscirete comunque dal ristorante vivi e vegeti, ma non sarà un atteggiamento molto apprezzato, essendo una consuetudine del paese in cui state viaggiando. Detto questo, avete comunque la possibilità di scegliere quanto lasciare, in genere a fine pasto, quando vi viene portato lo scontrino, ci sono delle percentuali consigliate che vanno dal 10% al 30% circa. In caso la vostra esperienza sia stata nell’ordine della normalità , potrete lasciare il 15%, in caso sia stata superlativa ed il vostro portafoglio lo permetta, potete lasciare il 30%. Tutto cambia se vi recate nei fastfood, qui non dovrete lasciare alcuna mancia.

Escursioni: negli Stati Uniti c’è davvero molto da vedere ed i prezzi variano di volta in volta. Una delle esperienze più costose, ma che almeno una volta nella vita va fatta, è quella degli Universal Studios, ne parleremo più specificatamente nel post dedicato. I parchi nazionali invece, che vi consigliamo caldamente di esplorare, hanno prezzi molto vari dai 10$ ai 35$.

Souvenir: qui la questione prende una piega diversa perché non si tratta di costi da sostenere obbligatoriamente, ma se andate negli Stati Uniti, sicuramente sarete rapiti dalla quantità di souvenir, spesso di ottima qualità, che offre il mercato. Troverete di tutto e di più. I prezzi variano moltissimo, non si può fare una stima di quanto spenderete, sta a voi ed ai vostri compagni di viaggio.

Austostrade: Sopresa! In America non pagherete quasi mai l’autostrada. Nel nostro caso, non è mai capitato e devo dire che questo ha alleggerito di molto i costi avendo percorso lunghe distanze. Ho sentito di qualcuno che talvolta ha pagato qualche casello, ma i costi sono sempre molto contenuti.

Rifornimento auto: Chiaramente il costo dipende dal tipo di mezzo che noleggerete, ma la benzina costa molto meno che in Italia, vi facciamo il nostro esempio per darvi un’idea. Ci è stata data una macchina di tutto rispetto, ben accessoriata, pulita e spaziosa, una cinque porte. Nel giro di due settimane abbiamo fatto 7 pieni ed abbiamo speso intorno ai 250$, con una media di 35/40$ a pieno.

Facendo una stima generale per un viaggio di 2 settimane negli Stati Uniti, riuscirete a spendere intorno ai 2.000/3000 euro a testa, compresi hotel, macchina, voli e tutti gli extra.