Qual è il periodo migliore per andare in Sudafrica?

Cape Point National Park

Buongiorno lettori, dopo tutti questi articoli, siamo certi che vi sarete chieste: ma quindi, qual è il periodo migliore per andare in Sudafrica? Bene.

Oggi vogliamo parlarvi proprio di questo, dandovi anche una bellissima notizia.

E’ sempre il momento giusto per visitare il Sudafrica! A differenza di tanti altri luoghi, qui non esiste la stagione migliore o peggiore, secondo noi. Ovviamente, ognuno sceglierà il proprio periodo preferito in base alle proprie inclinazioni. Sì, perché come ogni paese, in ogni stagione, ha una peculiarità.

Vediamole insieme!

Innanzitutto partiamo da un presupposto senza il quale non si arriva da nessuna parte. Il Sudafrica, essendo nell’emisfero opposto al nostro, ha le stagioni invertite rispetto a noi. Ciò significa che se visiterete il Sudafrica nel mese di agosto, lì sarà inverno. Questo è il punto di partenza per decidere come si preferisce viaggiare. Come abbiamo già scritto, il bello del Sudafrica è che non ci sono eccessi di caldo o freddo, questo lo rende un’ottima destinazione praticamente per ogni periodo dell’anno.

A nostro avviso, però, il periodo migliore per visitare il Sudafrica è la nostra estate, ed ora vi spieghiamo perché, ricordandovi che è un’opinione del tutto soggettiva.

Kirstenbosch Garden, Cape Town

In primo luogo, ad agosto, non fa caldo. Non sappiamo come voi siate abituati a viaggiare, ma per noi, il viaggio è spesso più intenso dello stare a casa! Ci muoviamo tantissimo, ci spostiamo di continuo e vediamo molte, moltissime attrazioni. Pensate di fare tutto questo con 40° gradi all’ombra! Beh, sarebbe impossibile, o meglio, sarebbe molto scomodo, estremamente “sudato” e poco pratico. Durante il mese di agosto, il clima in Sudafrica è mite. Durante il giorno può raggiungere i 20/25°, e durante la notte, anche i 10/15°. Noi abbiamo trovato perfetto questo tempo, siamo riusciti a fare un sacco di cose senza mai sentire troppo freddo o troppo caldo.

Un altro motivo per visitare il Sudafrica nel corso della nostra estate è il fatto che gli animali sono più facili da avvistare.

Ci troviamo, infatti, nella stagione secca, questo significa che nei parchi gli animali saranno più intenzionati a radunarsi verso le pozze d’acqua, dandovi la possibilità di vederli in tutto il loro splendore. Nonostante il Sudafrica non sia una zona malaria free, in questo periodo non è necessario svolgere la profilassi anti malarica, in quanto il clima impedisce, o quasi, la presenza delle zanzare (in linea di massima).

Panorama sulla Savana

Ovviamente, il discorso cambia se siete tipi da spiaggia. Se amate il caldo, la sabbia bianca ed i lunghi bagni in mare, agosto è decisamente il momento sbagliato per raggiungere questo paese. Quando ci siamo spinti lungo la costa, abbiamo sentito freddo e vento forte. Tornando quindi alla domanda “Qual è il periodo migliore per andare in Sudafrica?”, vi rispondiamo che dipende da voi, da ciò che volete vedere ed esplorare in questo splendido paese.

Dove mangiare in Sudafrica?

Una delle nostre colazioni sudafricane

Buongiorno lettori, oggi toccheremo uno degli argomenti più inflazionati di ogni viaggio: dove mangiare in Sudafrica? Partiamo col dirvi che in Sudafrica si mangia bene. Non abbiate paura, anzi, sperimentate.

La cucina in Sudafrica è gustosa e accogliente, piena di influenze europee.

E’ una cucina ampia e varia, che racchiude pietanze di carne, pesce e verdure.

Inoltre, se intendete organizzare un viaggio in questo paese, oltre ad apprezzare il cibo, amerete le location, l’atmosfera, ed anche i prezzi, mai eccessivi. Noi durante il nostro viaggio abbiamo mangiato sempre fuori, nonostante ciò, la spesa per i ristoranti, anche di livello, non è mai stata fuori dal budget che ci eravamo posti prima di partire. E’ importante includere sempre la mancia al momento del pagamento. In Sudafrica è uso comune lasciare un 5% per il personale.

Ora veniamo al dunque. Dove mangiare in Sudafrica? Quali sono i ristoranti che abbiamo preferito?

Tigers Milk-Cape Town

Il primo ristorante che vi consigliamo a Cape Town è il Tigers Milk. Si mangia bene, si spende il giusto (non più di €20 in due) e l’atmosfera è giovane ed accogliente. Considerate che di Tigers Milk, a Cape Town, ce ne sono un po’. Noi siamo andati a quello di Kloof Street, che abbiamo apprezzato moltissimo. Il locale è arredato con gusto, c’è sempre musica ed è frequentato da giovani. L’offerta è molto ampia, per lo più di carne, e gli hamburger sono squisiti.

Hamburger, Tigers Milk

Iron Steak-Cape Town

Anche all’Iron Steak ci siamo trovati benissimo. Ambiente formale, un po’ buio per creare l’atmosfera giusta, offerta ampia, in particolare di carne, e personale molto disponibile. Anche questo ristorante si trova in una zona molto carina nel centro di Cape Town.

Antipasto all’Ironk Steak

The Hussar Grill-Franschhoek

Dopo un’intera giornata trascorsa tra le cantine delle Winelands, non vedrete l’ora di sedervi e mangiare qualcosa di sostanzioso. Il vino, qui in zona, è ottimo, ma bisognerà pur mangiare! L’Hussar Grill si trova in centro, quindi sarete comodissimi. Gli interni sono stupendi, e già questo è un buon motivo per cenare qui. Si mangia super bene e fanno dei dolci davvero stratosferici!

The Hussar Grill

The Michael Collins Irish Pub-Cape Agulhas

Come abbiamo scritto nell’articolo dedicato a Cape Agulhas, potete anche evitare di dormire in zona. Tutto ciò che c’è da vedere, si visita tranquillamente in giornata. Se volete sedervi a mangiare qualcosa per pranzo o per cena, vi consigliamo questo Irish Pub. A parte il fatto che sia curioso trovare un pub irlandese in Sudafrica, questo posto è davvero carino. Panini molto buoni ed atmosfera raccolta e… molto irlandese!

Koornlands-Swellendam

Sarà che le nostre giornate a Swellendam sono state molto intense, ma entrambe le serate trascorse in città abbiamo mangiato in questo localino. Si trova sulla strada principale, è molto formale, potrete assaggiare un buon Gin locale ed un Malva Pudding coi fiocchi. Piccolo consiglio: non prendete la pizza. Non che sia male, ma c’è di meglio!

Sudafrica: trasporti e voli interni

Sulla strada per Franschhoek

Buongiorno lettori, durante un viaggio on the road in Sudafrica, non solo è importante avere ben presenti le tappe, ma anche sapersi regolare con trasporti e voli interni.

Non preoccupatevi, in Sudafrica, la questione trasporti e voli interni non è particolarmente complicata, ma è bene sviscerarla per filo e per segno, affinché non abbiate sorprese.

come scegliere l’automobile perfetta: costi e consigli

Durante il nostro on the road abbiamo guidato in due zone. La prima è la Costa, partendo da Cape Town ed arrivando fino a Port Elizabeth, la seconda è la zona del Kruger National Park, che si trova tra le province di Mpumalanga e quella del Limpopo. In entrambi i casi, non abbiamo mai avuto bisogno di una macchina 4×4. Le strade sono tenute bene, mai particolarmente dissestate o pericolose. Chiaramente esistono zone migliori o peggiori, ma possiamo assicurarvi che con una semplice utilitaria, il nostro giro è stato fattibilissimo.

Il vantaggio è che, noleggiando un’utilitaria, i prezzi saranno nettamente inferiori.

Parlando proprio di costi, noi abbiamo speso €278 per il noleggio da Cape Town a Port Elizabeth, della durata di 19 giorni, e €143 per l’auto durante i nostri cinque giorni al Kruger. In entrambi i casi avevamo l’assicurazione completa. E qui entriamo in un altro argomento molto, molto importante. Fate sempre l’assicurazione sull’auto. Non spenderete molto, nel nostro caso si è trattato di una cifra di circa €50, ma il vantaggio è nettamente superiore.

Scorcio sulla Penisola del Capo

E’ vero che la condizione delle strade è buona e che non avrete grossi problemi di guida, ma la criminalità in Sudafrica è una piaga non indifferente, potrebbero rompervi vetri, gomme e via dicendo, ed in quel caso, spendereste molto di più. Lo stesso vale nel caso in cui, accidentalmente, doveste rovinare la carrozzeria, anche blandamente. L’assicurazione vi coprirà da tutti questi imprevisti. Noi, per entrambi i noleggi, ci siamo affidati a First Car Rental e ci siamo trovati molto bene. Hanno un’ottima qualità prezzo ed il deposito cauzionale vi verrà restituito, al massimo, una settimana dopo direttamente sulla carta di credito con la quale avete saldato al ritiro. Inutile dirvi che, come ormai ovunque, vi servirà una carta di credito.

In questo caso, però, dobbiamo raccontarvi la nostra esperienza.

Per qualche motivo, a noi ancora totalmente oscuro, la nostra carta di credito non è stata accettata. Purtroppo, ci è capitato in entrambi i casi, ma solo ed esclusivamente con il noleggio delle auto. L’abbiamo utilizzata durante tutto il corso del viaggio senza problemi. Questo ci ha fatto pensare che il problema fosse da attribuire ai sistemi informatici della compagnia di autonoleggio. Ora, è vero che non vengono generalmente accettate carte di debito, ma è anche vero che, vista la situazione di grande disagio, noi abbiamo provato a dar loro la Postpay, con la quale la transazione è andata a buon fine e siamo riusciti a ritirare l’auto.

La considerazione finale, a questo punto, è la seguente. Munitevi assolutamente di carta di credito. Idealmente è l’unico strumento che vi permetterà di noleggiare un’auto. Nonostante ciò, per sicurezza, portatevi una prepagata. Non si sa mai che possa servirvi!

VOLI INTERNI

Durante il corso del viaggio noi abbiamo scelto di prenotare un volo interno da Port Elizabeth per raggiungere il Kruger National Park. Cercando online, abbiamo deciso di prenotare con la compagnia sudafricana Airlik. Anche in questo caso, ci siamo trovati molto bene. Attenzione, però, ad un piccolo particolare del quale desideriamo informarvi! Port Elizabeth e l’aeroporto di Kruger Mpumalanga non distano molto fra loro, nel senso che il vostro volo durerà circa 40/45 minuti.

Questo, ovviamente, significa che l’aereo che vi porterà a destinazione sarà molto, molto piccolo. Partite preparati! Aspettatevi poco spazio, vuoti d’aria durante il volo e turbolenze molto peggiori rispetto ai voli intercontinentali. Questo aspetto potrebbe esser preso sotto gamba da molti, noi compresi, ed abbiamo sbagliato. O meglio, per qualcuno non sarà un problema, addirittura c’è chi si diverte. Visto che, però, non per tutti è così, vi consigliamo di partire nell’ottica che probabilmente, il vostro volo sarà diverso da come ve lo aspettate. In caso abbiate paura di volare, in generale, non sarà facile affrontarlo, nemmeno quando la hostess vi dirà che è tutto normale e che non sta succedendo nulla. Beh, la paura non è razionale, quindi non vi servirà a molto!

Strada verso l’entroterra

Chiaramente non è nulla di pericoloso o poco sicuro, però non tutti reggono queste folli emozioni nello stesso modo! Ora, dopo avervi avvisato di questo piccolo imprevisto, mettiamo una mano sul portafoglio e parliamo di costi. I voli interni da Port Elizabeth a Kruger Mpumalanga sono parecchi. E’ una tratta abbastanza battuta, considerando che in macchina ci mettereste quasi 15 ore di guida. Fortunatamente, non sono estremamente costosi, dovreste riuscire a spendere circa €130/150 a testa, compresi di bagaglio da stiva che, probabilmente avrete, considerando che siete dall’altra parte del mondo per due o tre settimane.

COME SPOSTARSI NELLE CITTA’

Considerate che l’unica città in cui, probabilmente, non avrete la vostra auto a noleggio sarà Cape Town. Probabilmente sarà la vostra prima tappa e vi fermerete nella Mother City per 3 o 4 giorni. Nel corso di questi giorni, non vi sarà per nulla conveniente noleggiare l’auto, vi consigliamo di ritirarla l’ultimo giorno che siete in città, quando effettivamente inizierà il vostro on the road.

Certo, ma come mi muovo a Cape Town! La risposta è una e una sola. Uber! Uber è indubbiamente il modo migliore per spostarsi a Cape Town. In primo luogo, è anche più economica dei normali taxi, in secondo luogo, come sapete, la corsa si paga ancora prima di salire in macchina tramite carta (di credito o di debito). Questo sarà un grande vantaggio, perché vi eviterà di tirare fuori soldi volanti, ma anche di dover contrattare sui prezzi.

La nostra auto a noleggio

Uber, inoltre, è un modo molto sicuro per spostarsi. Come precedentemente accennato, in Sudafrica la piaga della criminalità è tutto tranne che sconfitta, quindi non tutti i taxi, soprattutto quelli non ufficiali, sono garanzia di sicurezza.

Speriamo di essere stati più chiari possibile. Il Sudafrica è un paese meraviglioso, ricco di attrazioni magnifiche e di atmosfere da sogno, ma come tutti i paesi, ha bisogno di esser visitato con un’attenzione particolare verso i trasporti, i voli, che siano interni o esterni, ed i vari modi di spostarsi all’interno delle città.

Kruger National Park: consigli

Safari

Buongiorno lettori, oggi vedremo insieme come visitare il Kruger National Park, sperando di darvi dei consigli utili.

Vi anticipiamo già che sarà lungo.

Intendiamo aiutarvi, per davvero, ad organizzare i vostri giorni di Safari in questo splendido parco. La ragione per cui non è sempre facile organizzare i propri giorni in zona, è il fatto che questo parco nazionale si estende per ben 20.000 chilometri. Questo, ovviamente, comporta una grande attenzione agli spostamenti ed alle zone da non perdere.

Quanti giorni trascorrere all’interno del Kruger National Park?

Come preannunciato, il parco è davvero molto esteso. Assolutamente impossibile da visitare in maniera adeguata in poche ore o in un solo giorno. Chiaramente la scelta è assolutamente personale. C’è chi decide di dedicare al Kruger solo due giorni, ma anche chi si reca in Sudafrica non visitando null’altro che questo parco, fermandosi per una o due settimane. Noi, avendolo inserito in un itinerario di tre settimane, abbiamo deciso di esplorarlo per quattro giorni. Secondo il nostro punto di vista, è un buon compromesso per non fare tutto di fretta, ma non perderci nemmeno troppi giorni del vostro viaggio.

Giraffa

Inoltre, considerate che i Safari possono essere fatti sia guidando la propria auto, che affidandosi ai ranger del lodge che avete scelto. In ogni caso, i limiti di velocità sono molto bassi per evitare incidenti con gli animali. Questo, ovviamente, contribuirà ad allungare i tempi.

Quando andare nel Kruger National Park?

Uno dei consigli per visitare bene il Kruger National Park è quello di scegliere con cura il periodo.

Il suggerimento è di farlo durante la nostra estate, perché le temperature arrivano ad un massimo di circa 26/27 gradi. Questo vi permetterà di non soffrire il torrido caldo africano. Inoltre, essendo la stagione secca, non avrete la necessità di fare la profilassi per la malaria. Assolutamente consigliata, invece, durante il periodo caldo e umido.

Iena

Idealmente, il periodo migliore per visitare il parco va dal mese di giugno al mese di settembre, con ovvie oscillazioni in base alle temperature dell’anno in questione. Questi mesi, che per noi sono quelli estivi, in Sudafrica corrispondono all’inverno. Durante questo lasso di tempo, le precipitazioni sono rare, si tratta infatti della stagione secca. Per questo motivo, gli animali saranno attirati dalle pozze per abbeverarsi, il che rende più facili gli avvistamenti.

Le zone del Kruger National Park

Nonostante sia davvero esteso, il Kruger potrebbe essere diviso in tre zone.

Sud, Centro e Nord.

Il nostro consiglio è di visitare la zona/le zone abbastanza vicine al vostro lodge. Se invece, decidete di dormire in luoghi diversi durante la vostra permanenza, avrete la possibilità di ammirare diverse regioni ed, eventualmente, avvistare animali differenti ogni volta. Quando diciamo “zone vicine” intendiamo dire zone che non distino più di un’ora e mezza/due dal vostro alloggio. Non spingetevi troppo oltre, altrimenti rischiereste di non riuscire a tornare indietro e dover chiamare l’assistenza che vi riporti in struttura, il che ha ovviamente un costo aggiuntivo.

Zebra

Safari in Self-Drive nel Kruger National Park: sì o no?

Il Sudafrica è uno dei pochi paesi al mondo che offre ai visitatori la possibilità di fare i Safari in completa autonomia. Questa è una cosa che, personalmente, abbiamo apprezzato molto. Fermarsi dove si vuole, senza stare alle esigenze degli altri o agli orari imposti, ha indubbiamente i suoi pro. Vivrete un’esperienza davvero particolare, sarete voi a cercare gli animali e ad avvistarli. Proverete tanta soddisfazione, sarà super divertente! Come ogni attività, però, comporta delle regole che sono, sostanzialmente, quelle del parco. Sappiate che non vi verrà chiesto nulla di trascendentale. Semplicemente, sono regole di buona educazione e buon senso.

Rinoceronti

Cosa non fare?

La prima regola è seguire in modo certosino i limiti di velocità. In primo luogo, andare forte non vi aiuterà negli avvistamenti. Gli animali potrebbero spaventarsi a causa del rumore dell’auto, quindi avreste problemi ad ammirarli da vicino. In secondo luogo, potreste avere qualche incidente e, addirittura, investire un esemplare. Evitate quindi scene alla Fast and Furious. Non è rispettoso né utile.

Non scendete dalla vostra auto se non nelle aree designate. All’interno del parco esistono tante zone pic-nic e ristoro dove potrete sgranchirvi facilmente le gambe dopo tante ore trascorse in auto. Non prendete mai l’iniziativa. Ricordate che siete in natura e che gli animali sanno cacciare, molto meglio di quanto voi siate in grado di scappare!

Non date da mangiare agli animali. Questo vi verrà ripetuto più e più volte durante il vostro viaggio in Sudafrica. In qualunque posto dove siano presenti animali è assolutamente vietato dar loro da mangiare. Questo potrebbe crear loro dei problemi e farli stare male inutilmente.

Rinoceronti

Non fissatevi. Questo è un consiglio spassionato. Non entrate nel Kruger con l’idea, quasi maniaca, di vedere un determinato animale. Sappiamo benissimo che, com’è normale che sia, tutti vogliono vedere leoni, leopardi, rinoceronti e via dicendo. Ricordate, però, che la natura non ha nulla a che vedere con ciò che desideriamo, anche se lo desideriamo ardentemente. Non rovinatevi l’esperienza. Fate i vostri Safari con calma, senza stare col pensiero di vedere questo o quell’animale, e vedrete che quando meno ve lo aspetterete, vedrete il vostro preferito. Se così non fosse, non disperate. C’è sempre il prossimo parco, o il prossimo viaggio 🙂

Cosa fare assolutamente durante il Self-Drive?

Consultatevi con gli altri viaggiatori. All’interno del Kruger, ma anche degli altri parchi, troverete tantissimi visitatori come voi. Non chiudetevi in voi stessi, ma comunicate con loro. Se avete appena visto un leone e vi passa una macchina vicino, fermatela e diteglielo. Ovviamente, chiedete se anche gli altri hanno visto qualcosa e seguite i loro suggerimenti per trovare quell’animale. Non solo parlare, ma anche osservare. Se vi accorgete che ci sono varie macchine ferme in un posto, raggiungetele. Al 99% hanno visto qualcosa!

Uccellino

Svegliatevi presto! E’ fondamentale sapere che gli animali sono più attivi all’alba ed al tramonto, inoltre, in questi due momenti della giornata, potreste anche vedere qualche animale notturno che non si è ancora rifugiato. Senza contare che l’atmosfera che si crea è magica a causa del sole che sorge o tramonta.

Fate benzina appena ne avete la possibilità. Anche se non vi sembrerà, guiderete per tantissimi chilometri all’interno del parco. Sicuramente sarete distratti dagli avvistamenti, dalle foto e dai video che farete, ma non dimenticatevi di fare benzina. All’interno del Kruger ci sono varie petrol stations, ma anche se dormite al di fuori, ne troverete parecchie. Cercate di non rimanere mai a secco.

Elefante

I nostri consigli per visitare il Kruger National Park si concludono qui, ma in caso abbiate domande, non esitate e contattateci! Se, invece, cercate consigli su dove dormire nei pressi del parco, abbiamo ben 3 suggerimenti per voi. Si tratta del Simbavati River Lodge, del Simbavati Hilltop Lodge o del Simbavati Trails Camp.

Cosa fare a Port Elizabeth: Addo National Park

Addo National Park

Buongiorno lettori, se qualcuno dovesse chiederci cosa fare obbligatoriamente a Port Elizabeth, non potremmo rispondere se non esclamando “Visita l’Addo National Park!”.

Port Elizabeth è l’ultima tappa del nostro on the road sudafricano. Appena dopo questa tappa, prenderemo un volo per la zona del Kruger National Park. La costa ci mancherà, ma su Port Elizabeth, come città, non abbiamo grandi aspettative. Spesso ce ne hanno parlato come pericolosa e un po’ bruttina. In effetti, non è nulla di che. Ora, vi starete chiedendo per quale motivo fare tappa qui. E’ presto detto. L’Addo National Park.

Questo è uno dei venti parchi nazionali del Sudafrica e si trova nel Capo Occidentale. Nonostante sia famoso, non sempre i viaggiatori decidono di visitarlo. Spesso, com’è stato anche per noi, Port Elizabeth è l’ultima tappa prima di dirigersi verso la zona del Kruger. Tanta gente, convinta di vedere gli animali dopo, lo salta a piè pari. Vi consigliamo di non giungere a conclusioni affrettate. Il Kruger National Park è spettacolare. Ma è anche molto diverso. Purtroppo il Kruger è sempre super affollato, gli alloggi sono bellissimi, ma costosi sia fuori che dentro al parco, e soprattutto, non vedrete mai la quantità di elefanti che vedrete all’Addo.

Perchè l’Addo National Park è famoso per gli elefanti?

Prima dell’arrivo dei coloni, nella gran parte della parte meridionale del Sudafrica abitavano gli elefanti. Dopo, purtroppo, vennero scacciati per far posto a coltivazioni ed attività commerciali di vario genere. Anche la caccia, ovviamente, fece la sua parte. Finalmente, nel 1931, istituirono L’Addo National Park, all’interno del quale si contavano solo undici elefanti. Fortunatamente, questi undici esemplari vennero supportati e protetti all’interno del parco, fino ad arrivare al grande numero di oggi.

Il nostro primo elefante, Addo National Park

Oggi, infatti, il parco ospita la bellezza di 600 elefanti. Se dovessimo descrivere l’Addo lo chiameremmo “il Parco degli Elefanti”. Pensate che dopo esser entrati nel parco, ne abbiamo visto uno dopo soli 50 metri. Ovviamente, mossi da una grandissima gioia, abbiamo festeggiato di aver finalmente visto gli elefanti. Il nostro ranger ci ha fatto subito ridimensionare, dicendoci che all’Addo National Park, non si può dire di aver visto gli elefanti se se ne è avvistato solo uno. Questo vi farà chiaramente capire quanto questi giganti siano il simbolo indiscusso di questo parco.

Cosa si può vedere all’interno dell’Addo National Park?

Non penserete di vedere “solo” gli elefanti, vero? L’Addo National Park ospita bufali, zebre, rinoceronti neri, facoceri, antilopi, ghepardi, kudu, leoni, iene e scarabei stercorari. Inoltre, sono state aggiunte al territorio del parco altre due riserve, la Woody Cape Nature Reserve ed una riserva marina che include St. Croix Island e Bird Island.

Questo, rende l’Addo National Park l’unico parco nazionale ad ospitare tutti i Big Seven. Elefante, rinoceronte, leone, bufalo, leopardo, balena e squalo bianco.

La nostra esperienza

Per il nostro Safari, abbiamo deciso di affidarci all’ Addo Game Drives. Per noi questo era, in assoluto, il primo Safari mai fatto ed è stato pazzesco! Il nostro ranger è venuto a prenderci in hotel alle 13.30 ed, in sua compagnia, siamo partiti alla volta del parco. Nel giro di poco meno di un’ora, siamo arrivati a destinazione e siamo entrati. Come vi abbiamo accennato, dopo circa 50 metri abbiamo visto il primo elefante. E’ stato magico ammirarlo così da vicino. Possiamo assicurarvi che, nonostante l’elefante sia uno degli animali più iconici, non sarete mai pronti a vederlo dal vivo. I suoi occhi vi seguono con attenzione, ma non si sposta o non si spaventa della vostra presenza, anzi. Continuerà indisturbato a fare ciò che stava facendo prima che voi arrivaste.

Poi abbiamo visto lo scarabeo stercorario, e siamo stati piacevolmente colpiti da come il nostro ranger ci abbia spiegato alcune curiosità su questo animale. Sapete, è facile parlare di elefanti, leoni o rinoceronti. Il pubblico si appassionerà a prescindere. Ma riuscire a catalizzare l’attenzione su un animale così piccolo come lo scarabeo, non è per nulla semplice. Nel corso della giornata abbiamo visto zebre, bufali, kudu, facoceri ed una miriade di elefanti. Abbiamo avuto la fortuna di vedere addirittura una famiglia di pachidermi. E’ stato magnifico vedere i cuccioli camminare affianco alla mamma.

Verso le 17.00, ci siamo fermati nella zona dedicata per fare un pic-nic e chiacchierare un po’. Abbiamo bevuto tè e caffè caldi, mangiato biscotti e cracker davanti ad un territorio immenso, spettacolare e bellissimo, con il sole che stava per tramontare, creando una luce calda ed accogliente su tutto il parco.

A nostro avviso, visitare l’Addo National Park è una delle esperienze più interessanti da vivere a Port Elizabeth.

Cosa fare a Plettenberg Bay: Monkeyland e Birds of Eden

Scimmia Ragno, Monkeyland

Buongiorno lettori, oggi vedremo insieme cosa fare a Plettenberg Bay, con una particolare attenzione verso Monkeyland e Birds of Eden. In primo luogo vogliamo consigliarvi di dormire allo Sky Villa Boutique Hotel di Plettenberg Bay, un albergo bellissimo e vicinissimo ai punti d’interesse. Le attrazioni principali e, secondo noi, imperdibili sono due santuari dedicati agli animali. Monkeyland e Birds of Eden. Sono davvero due posti magici. Non avevamo tutte queste aspettative, ma possiamo assicurarvi che sono due delle attrazioni che non potremmo mai escludere da un on the road in Sudafrica. Inoltre, appartenendo alla stessa associazione, si trovano esattamente uno davanti all’altro, questo vi permetterà di visitarli entrambi nel corso di una sola giornata.

Monkeyland

Il nome la dice tutta. La terra delle scimmie. Siamo a pochi chilometri da Plettenberg Bay. Si tratta del primo santuario di primati in libertà al mondo. Questo significa che non vedrete gabbie, né transenne o ripari. Nel momento in cui farete ingresso nel parco, state entrando nella casa delle scimmie, quindi loro saranno libere davanti a voi per tutta la durata della visita. Proprio per questo motivo, non è possibile visitare Monkeyland da soli. Purtroppo ci sono stati in cui i turisti hanno pensato bene di toccare o infastidire le scimmie. Questo, chiaramente, può danneggiarle, ma anche farle diventare aggressive. Sono bellissime, e sembrano innocue, ma non è assolutamente così.

Una volta acquistato il biglietto, aspetterete la vostra guida ed entrerete insieme ad uno sparuto gruppo di partecipanti.

Lemure

Ci sono moltissimi tipi di primati. Scimmia cappuccina, scimmia ragno, lemure con la coda ad anelli, cercopiteco. Insomma, ne vedrete a bizzeffe. Salteranno davanti a voi di continuo, litigheranno tra loro, urleranno, mangeranno, giocheranno. In tutto questo voi sarete vicinissimi. Il consiglio, che è anche una regola per parco, è quello di non toccarle e non infastidirle, ma potrebbe tranquillamente essere che lo facciano loro! Qui si trovano nel loro habitat, quindi si comporteranno in maniera del tutto naturale. Potrete fare tantissime foto, guardarle negli occhi, ed in alcuni casi, rendervi conto di quanto poca sia la differenza con i loro cugini: noi esseri umani.

La visita dura circa un’ora, verrete portati in giro per tutto Monkeyland dalla vostra guida.

Nel nostro caso, non abbiamo avuto esattamente un’esperienza ottimale con la guida, che era particolarmente distratta e molto più attenta agli altri partecipanti. Nel momento in cui ce ne siamo accorti, abbiamo semplicemente fatto finta di nulla. Non avevamo voglia di discutere, né di rovinarci la visita. Inoltre, non ci è parso particolarmente interessante ciò che diceva, quindi non ci siamo persi molto! Vi abbiamo detto questa cosa solo ed esclusivamente per onestà, ma non per parlarvi male di Monkeyland che, al contrario, abbiamo davvero adorato.

Lemure dalla coda ad anelli

Birds of Eden

Dopo la visita, durata solo un’ora a Monkeyland, abbiamo deciso di visitare subito Birds of Eden. Come già precedentemente accennato, i due santuari si trovano uno davanti all’altro. In tutta onestà, prima di visitarli, avevamo dato per scontato che avremmo preferito Monkeyland. Beh, nulla di più sbagliato. Birds of Eden è bellissimo. Non solo per l’enorme varietà di volatili che contiene, ma anche per com’è costruito. Si tratta di un’enorme voliera (davvero gigantesca)! Al suo interno troverete ponti sospesi, piccoli spot sulla foresta, vegetazione rigogliosa, cascate, laghi artificiali, serre e via discorrendo. Non pensate di stare dentro un’ora, al contrario. Considerate che la nostra visita è durata la bellezza di quattro ore e mezza.

Abbiamo adorato ogni singolo esemplare, abbiamo fatto decine, anzi, centinaia di foto e video.

Gli uccelli sono coloratissimi, ognuno di loro produce versi differenti. E’ divertente scovarli dietro agli alberi, indovinare a che famiglia appartengano, scorgerli altri nel cielo. Ogni tot, troverete delle piccole cabine all’interno delle quali si trovano tanti pezzettini di frutta di cui si nutrono questi animali. Ovviamente, cercatele, perché saranno proprio quelli i luoghi dove ne vedrete di più. Inutile dirvi che, anche in questo caso, gli animali non si disturbano, non si toccano e non si infastidiscono! Ma dobbiamo raccontarvi un episodio divertente. Arrivati su un bellissimo ponte sospeso, ci siamo resi conto della presenza di un coloratissimo pappagallo.

Ovviamente ci siamo avvicinati ed abbiamo cominciato a fotografarlo da ogni prospettiva. Continuava a muoversi, a scendere dai sostegni del ponte ed a mettersi in posizioni buffe, quindi ne abbiamo approfittato. A un certo punto, con nostra grande sorpresa, si è appoggiato su di noi. Prima su uno, poi sull’altro, alternandosi parecchie volte. In quel caso, ovviamente, la colpa non è vostra, quindi se dovesse capitarvi, semplicemente, godetevi il momento. Pare che questo accada perché gli uccelli sono attirati da ciò che brilla. Abbiamo ipotizzato che fosse stato attirato dai nostri bracciali o metalli, insomma, rimane il fatto che è stato davvero un momento buffissimo!

All’interno di Birds of Eden troverete tante, tantissime specie. Pappagalli, pavoni, fenicotteri, ibis, fagiani, passerotti, fringuelli. Sono uno più bello dell’altro. Fidatevi di noi. Prendetevi almeno mezza giornata per visitare questo santuario.

Con queste parole, concludiamo il nostro articolo su cosa fare a Plettenberg Bay, ma vogliamo consigliarvi anche il Jukani Wildlife Sanctuary, oltre a Monkeyland e Birds of Eden. Noi non l’abbiamo visitato per questione di tempo, ma se ne avete la possibilità, non perdetevelo!

Cosa fare a Mossel Bay

Il Punto delle Origini

Buongiorno lettori, oggi vedremo insieme cosa fare a Mossel Bay. Mossel Bay è una città sudafricana che si affaccia sull’Oceano Indiano, regalando magnifici panorami sulla baia. La zona è molto tranquilla, noi l’abbiamo trovata particolarmente vacanziera, nonostante fosse inverno. Il clima non è eccessivamente freddo, l’aria che si respira è rilassata e marittima. Inoltre, abbiamo alloggiato in uno de posti più belli mai visti, la Lookout Guesthouse, andate a dare un’occhiata! Ma cosa fare a Mossel Bay in un giorno?

Pinnacle Point: il punto delle origini

Noi ci siamo fermati qui a Mossel Bay una sola notte, quindi, nonostante sia uno dei luoghi dove si fa Whale Watching, abbiamo preferito visitare Pinnacle Point. Abbiamo fatto questa scelta perché avevamo già visto le balene in Islanda. Visitare questo posto non è esattamente semplice, né tantomeno economico, ma vista l’importanza archeologica, abbiamo ceduto.

Nonostante la zona sia totalmente immersa nella natura, non è possibile visitare il punto delle origini in autonomia. Questo è dovuto al fatto che l’area è archeologicamente sensibile.

Inoltre, il sentiero è molto ripido, la presenza di una guida vi aiuterà a superare le parti più impervie.

Incontrerete la guida e comincerete a scendere verso il mare. Il trekking, di per se, non è particolarmente lungo, però i dislivelli non sono semplicissimi da superare. Nonostante ciò, lungo il percorso, avrete una vista meravigliosa sull’Oceano, apprezzerete il mare che sbatte impetuoso sulle rocce, creando rumori e giochi di colore davvero imperdibili. Lungo la strada noi abbiamo incontrato degli iraci, delle procavie che avevamo già conosciuto a Cape Town, sulla Table Mountain. Il tragitto è battuto quanto basta. Non è dissestato, ma delle scarpe da trekking potrebbero aiutarvi nell’impresa. In ogni caso, la guida sarà sempre davanti a voi e vi aiuterà in ogni situazione.

Dopo essere arrivati a picco sul mare, avrete davanti a voi una meravigliosa sorpresa. La Grotta delle Origini.

Oltre ad essere bellissima, racchiude in se una storia affascinante. Dagli studi, pare che questa zona sia stata abitata dai nostri antenati tra 165.000 e 48000 anni fa. Sono stati ritrovati al suo interno tracce di utensili, focolari ed oggetti in pietra. La vostra guida sarà in grado di spiegarvi tutto ed affascinarvi con racconti risalenti a migliaia di anni fa. Oltre al grande interessa archeologico, il Punto delle Origini è spettacolare. Rilassatevi all’interno della grotta. Andate fino in fondo. Toccate la sabbia che si trova al suo interno. Immaginate di vivere là dentro. Pensate a come sarebbe potuta essere la vita a quei tempi. Poi, alzate gli occhi ed ammirate l’Oceano Indiano. Vi emozionerete come noi prima.

Tra le cose da vedere a Mossel Bay, Pinnacle Point è indubbiamente una tappa obbligata.

Il Punto delle Origini

Come organizzare la visita?

Purtroppo noi non sapevamo che fosse su prenotazione, né che fosse necessaria una guida per accedervi, quindi siamo arrivati impreparati. Abbiamo scoperto solo al momento che avremmo dovuto prenotare con anticipo presso il Pinnacle Point Beach and Golf Resort. Arrivati all’accettazione, ci hanno dato un numero da chiamare, dicendoci di chiedere se fosse possibile fare l’escursione in giornata. Per fortuna, c’era posto. Ci è stata assegnata una guida e dopo una ventina di minuti abbiamo iniziato. Il costo è di €16 a persona ed il numero da contattare è +27 79 640 0004.

Oudtshoorn: la capitale mondiale dello struzzo

Oudtshoorn: la capitale mondiale dello struzzo

Buongiorno lettori, oggi vi portiamo con noi ad Oudtshoorn, la capitale mondiale dello struzzo. Abbiamo lasciato Swellendam da poco e siamo in marcia verso la prossima tappa. Eravamo estremamente curiosi di venire a visitare questa cittadina. La strada per arrivare qui è, di per se, un’attrazione. Attraverserete bellissimi passi di montagna. Vedrete a lato della strada magnifiche gole di roccia. Ammirerete la varietà di ambienti che solo il viaggio su strada può offrire ai suoi cultori.

Arrivati ad Oudtshoorn, non farete nessuna fatica a capire per quale motivo viene definita la capitale dello struzzo. In effetti, ce ne sono tantissimi, vedrete una miriade di farm che offrono esperienze a contatto con questi buffi animali. Inoltre, sul tragitto, ne vedrete anche moltissimi in libertà. Esiste un luogo, qui ad Oudtshoorn, dove conoscere meglio questi enormi uccelli, e si chiama Cango Ostrich Farm. Ci troviamo nella splendida Cango Valley, pochi chilometri fuori dal centro cittadino. La Cango Ostrich Farm è un’azienda famigliare, non è grandissima, ma questo rende l’esperienza davvero unica.

Cango Ostrich Farm

Non si tratta di un grande parco faunistico dove l’esperienza diventa impersonale e sempre uguale a se stessa. Ogni visita è a se stante, in linea con i valori della Farm.

Come funziona l’esperienza e cosa aspettarsi?

Arriverete presso la fattoria e potrete posteggiare la vostra auto nel parcheggio di fronte. Entrerete e troverete subito il bancone della reception. Ogni 20 minuti, dalle 8 alle 16.30, tutti i giorni della settimana, sono disponibili le visite guidate. Ogni visita dura 45 minuti, tempo assolutamente consono per apprendere interessanti informazioni riguardo gli struzzi, vederli, dar loro da mangiare e via discorrendo.

Il costo della visita è davvero ottimo, si tratta di poco più di €7 per gli adulti, e di circa €4 per i bimbi. Se siete in famiglia ed avete dei figli, state pur certi, che si divertiranno da matti, senza che voi spendiate un capitale. Inoltre, come sapete, noi siamo molto amanti dei souvenir. All’interno della Farm c’è un Curio Shop stupendo. Potrete acquistare uova di struzzo, tipici souvenir sudafricani, spolverini con piume di struzzo, tazze, giocattoli per i più piccoli, alzatine per esporre le uova, pupazzi e chi più ne ha, più ne metta.

Come si svolge la visita?

Una volta acquistato il biglietto, conoscerete la vostra guida, che vi chiederà gentilmente di seguirvi e vi porterà in una grande stanza. Vi accomoderete e sentirete la storia della fattoria, tante curiosità sugli struzzi, tra cui peso, altezza, nutrimento. Dopo una decina di minuti, vi alzerete ed entrerete nel vivo dell’esperienza. La prima cosa che vedrete è un’incubatrice, qui vengono poste le uova per far sì che si schiudano nelle giuste tempistiche e nelle condizioni migliori possibili. A questo punto, uscirete all’esterno ed incontrerete finalmente questi esemplari.

Sono davvero meravigliosi, vederli così da vicino li rende ancora più curiosi. Oltre ad essere enormi, sono davvero, davvero strani, Chiaramente, vedendoli da lontano, non si riescono a cogliere alcuni particolari. Le zampe, per esempio, assomigliano a quelle dei dinosauri! Il collo, oltre ad essere estremamente allungato, è forte e muscoloso. Grazie alla vostra guida, riuscirete a capire le differenze tra esemplari maschi e femmine, vedrete anche dei cuccioli di una tenerezza infinita. A un certo punto, verrete provvisti di alcuni semi per dar loro da mangiare. Non temete, il becco non vi farà male, ma i movimenti a scatto vi spaventeranno quanto basta! A un certo punto comincerete a sentir parlare di “Neck Massage” e comincerete a farvi qualche domanda. In che senso massaggio al collo? Cosa dovrei fare? Farò un massaggio allo struzzo? No, nulla di tutto questo.

Sarete voi ad essere massaggiati!

Alla Cango Ostrich Farm si sono inventati una pratica super divertente! Riceverete un secchiello con del mangime e vi metterete esattamente davanti al recinto degli struzzi, dando loro le spalle. Dovrebbero arrivarne almeno due o tre. A questo punto, riceverete il vostro primo Neck Massage. Gli struzzi cominceranno a mangiare dal secchiello, e voi, sentirete tutta la morbidezza delle loro piume sul collo!

Possiamo assicurarvi che, oltre a farvi il solletico, sarà un’esperienza super divertente. Non temente per la vostra incolumità, non c’è nessun pericolo. In ogni caso, durante la visita, non verrete mai lasciati soli.

Ci teniamo a consigliarvi la Cango Ostrich Farm non solo per l’ottimo prezzo e la qualità dei servizi, ma soprattutto per l’attenzione che riservano agli animali. Qualunque esperienza si viva all’interno della Farm, non è in alcun modo dannosa per gli struzzi, né crudele o poco rispettosa. Tant’è che sono stati i primi a battersi contro la cavalcata degli struzzi, che purtroppo, ha avuto luogo per lungo tempo in queste zone. Ci conoscete bene e sapete che non avremmo mai potuto accettare di prender parte a delle pratiche dannose, creando fastidio a questi o altri animali, per questo motivo, questo aspetto per noi è, e rimarrà, sempre importantissimo. Visitare Oudtshoorn, la capitale mondiale dello struzzo, è stato per noi la realizzazione di un sogno, che non ci ha deluso nemmeno per un momento.

Cosa fare a Swellendam in due giorni

Bontebok National Park

Buongiorno lettori, oggi vi parleremo di cosa fare in due giorni in un posto che ci è rimasto nel cuore, Swellendam. Non ci troviamo più sul mare, nonostante non disti molto da noi. Siamo in una splendida zona dell’entroterra sudafricano. Swellendam è una delle tre città più antiche del Sudafrica, fondata nel 1652, ed ha un fascino senza tempo.

Entrando in città, ci si rende conto di quanto sia a misura d’uomo. Non ci sono strade estremamente trafficate, né frotte di persone. Al contrario, si trovano piccole botteghe, ristoranti semplici e qualche bar dove bere un drink. Noi l’abbiamo apprezzata moltissimo. In particolare, oltre ad innamorarci perdutamente della casa di campagna dove abbiamo alloggiato, ci è piaciuto molto trascorrere due giorni in un posto capace di rigenerare l’anima.

Cosa fare a Swellendam in due giorni?

Oltre a trovarci in una cittadina molto carina, anche dal punto di vista architettonico, siamo vicino a due luoghi di interesse naturalistico. Il Bontebok National Park e la De Hoop Nature Reserve.

Bontebok National Park

Questo è il Parco Nazionale più piccolo del Sudafrica, ma non per questo, meno interessante. Il Bontebok dista solo una ventina di minuti da Swellendam, quindi sarete comodissimi. Il costo dell’ingresso è di circa €8 a persona e potrete entrare con la vostra auto, esplorando tutto il giorno il territorio. Il parco venne istituito nel 1931 per proteggere le antilopi Bontebok di cui, fortunatamente, riuscì a ripopolarsi. Oltre a loro, però, tra gli abitanti del parco ci sono anche zebre, mustelidi ed antilopi di vario genere, volpi, procavie e via dicendo. Il consiglio è quello di viversi questo parco in tranquillità. Trascorrete al suo interno tutta la giornata, ma tenete presente che non troverete i grandi animali che immaginiamo in un viaggio in Africa. Godetevi i meravigliosi paesaggi. Osservate i colori che, nel corso della giornata, regalano tante prospettive diverse.

Fermatevi in prossimità di piccole zone acquitrinose e spegnete il motore. Sentirete le ranocchie gracidare. Se siete fortunati, ne vedrete qualcuna saltellare da una parte all’altra. Non guardate solo a terra. Alzate gli occhi, perché al Bontebok NP è presente una vasta fauna di uccelli, oltre duecento specie. Tra queste, ci sono pappagalli, gru del paradiso ed oche armate. Inoltre, nel corso della giornata vedrete una miriade termitai, alcuni sono davvero enormi!

De Hoop Nature Reserve

La De Hoop Nature Reserve è una zona costiera molto suggestiva, dove la sabbia è bianchissima ed incontaminata. Inoltre, è una delle zone di riproduzione delle balene, motivo principale per cui viene visitata. Noi l’abbiamo scoperto dopo, ma non abbiamo avuto la fortuna di vedere questi enormi cetacei.

Il modo migliore per godersi appieno l’esperienza sarebbe dormirci all’interno. Così facendo, potreste prendere parte alle varie escursioni che offre la zona. Giri in mountain bike, bird watching, sentieri di trekking e via discorrendo. Una delle attrazioni più famose è proprio legata alle balene. Si tratta della Whale Route, un sentiero di 55 chilometri, percorribile in cinque giorni. All’interno della riserva ci sono vari cottage dove alloggiare, tutti facenti parte della De Hoop Collection.

Piccolo consiglio pratico. Arrivando da Swellendam, l’ultimo tratto da percorrere per arrivare alla riserva è un po’ dissestato. Nulla di impossibile, noi ce l’abbiamo fatta con una normale utilitaria. In ogni caso, prestate un po’ di attenzione, ma soprattutto, in caso non ve la sentiate, a Swellendam vengono organizzati tantissimi tour che vi porteranno alla De Hoop Nature Reserve in modo sicuro e confortevole.

Cosa fare a Cape Agulhas: fari ed oceani

Spiaggia di Cape Agulhas

Buongiorno lettori, oggi vi daremo qualche informazione riguardo Cape Agulhas, cosa fare in questo luogo sperduto, tra fari ed oceani?

Avete capito bene. Fari ed oceani. Per raccontarvi di Cape Agulhas dobbiamo fare un piccolo passo indietro. Ricordate quando vi parlavamo nel Capo di Buona Speranza? Nell’articolo dedicato, forse, avrete notato che non abbiamo parlato di punto più a Sud, se non citando la targa che si trova al Capo.

Questo, perché Cape of Good Hope, non è il punto più Sud del continente africano. O meglio, lo è solo per convenzione.

Fatta questa doverosa premessa, torniamo a Cape Agulhas. Ci troviamo sulla Costa Occidentale del Sudafrica, a poco meno di tre ore da Cape Town. In questa zona del Western Cape c’è davvero poco o niente. Siamo ben lontani dalla turistica Franschhoek ed il territorio è diventato, via via, sempre più brullo e disabitato. La zona è costellata da tante villette sul mare, ma sono tutte in costruzione. Questo fa presagire che, nei prossimi anni, probabilmente, la zona diventerà più turistica.

Vista dal Faro di Cape Agulhas

Proprio in questo scenario, troviamo, come vi abbiamo preannunciato, le poche cose che si possono fare a Cape Agulhas, trascorrendo la giornata tra fari ed oceani. Utilizziamo il plurale con cognizione di causa. Infatti, proprio in questa zona, oltre a visitare il vero punto più a Sud dell’Africa, troverete anche il punto d’incontro tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano. Noi abbiamo deciso di trascorrere in questa zona una sola notte, dormendo alla Mermaid Guesthouse. Nonostante ciò, per questa volta, possiamo consigliarvi di passare da Cape Agulhas in giornata. Le attrazioni sono molto vicine tra loro, non dovreste perdere troppo tempo dietro agli spostamenti.

Il punto più a Sud dell’Africa, il faro e l’incontro tra i due oceani

Andiamo con ordine. Dirigendovi verso Cape Agulhas, la prima cosa che salterà all’occhio sarà il faro. Alto ed imponente, colorato di rosso e bianco, spicca indisturbato nel cielo blu. Quando un faro regala il meglio di se stesso? Beh, chiaramente quando lo si può scalare! Una volta arrivati in meta, parcheggiate la vostra auto nel piazzale designato ed entrate nel faro. Vi troverete davanti un piccolo banchetto, dal quale, per pochi Rand, acquisterete il biglietto per salire fino alla cima. Si tratta di 71 scalini ripidissimi, spesso bagnati a causa dell’umidità. Fate bene attenzione a dove mettete i piedi. Dopo la scalata, arriverete finalmente in alto. Ora, uscirete per ammirare il panorama. Quello sarà il momento in cui penserete che quei ripidi scalini avevano un perché. Oltre al fatto che la zona è poco turistica, il territorio circostante è magnifico.

Piccolo consiglio. Il vento, qui, è fortissimo. Non fate gli spavaldi. Tenete le mani ben salde ai sostegni quando siete in cima al faro. Scattare tante foto, ovviamente, sarà il vostro primo pensiero, ma non dimenticate che siete in alto e che il vento può fare brutti scherzi.

Una volta conclusa la visita al faro, rimontate in macchina e andate oltre. Seguendo la strada, troverete il punto in cui l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano si incontrano. In tutta onestà, inizialmente, non avevamo grandi aspettative. Abbiamo pensato che si trattasse semplicemente di terra e mare, nulla di che. Ci siamo ricreduti subito. In corrispondenza dell’incontro degli oceani, è stato posto un monumento in pietra che divide, letteralmente, i due mari.

Inoltre, proprio davanti a quest’opera, se ne trova un’altra di enormi dimensioni. Si tratta di una grandissima riproduzione del continente africano.

Dopo tante foto ed una coraggiosa pucciata di piedi nell’oceano, abbiamo deciso cenare in zona. Abbiamo trovato un pub irlandese molto carino, The Michael Collins Irish Pub, dove abbiamo concluso la serata con hamburger e patatine.

Questo posto, che all’apparenza può sembrare poco interessante, ha un grande valore simbolico. A nostro avviso, anche non fermandosi a dormire in zona, rappresenta una tappa estremamente importante nel corso di un viaggio on the road in Sudafrica.