Safari malaria-free in Sudafrica

Buongiorno lettori, oggi parleremo dei safari malaria-free, perché un viaggio in Sudafrica è meraviglioso, ma la salute viene sempre prima di tutto.

Partiamo dal presupposto che, anche alla malaria, c’è un rimedio. O meglio, una prevenzione. Prima di recarvi in Africa per un safari, valutate la possibilità di fare una profilassi contro la malaria. Non si tratta di un vaccino, ma della somministrazione di alcune pastiglie che vi aiuteranno ad evitare la malaria.

Ovviamente, non essendo noi medici, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico curante e di valutare bene la vostra condizione iniziale, ma soprattutto di affidarvi a chi può realmente aiutarvi nella scelta, ovvero un professionista.

Detto ciò, esiste anche la possibilità di vivere una meravigliosa esperienza di safari senza ricorrere alla profilassi (che potete comunque fare se vi fa stare tranquilli).

Vediamo i luoghi dove si possono fare safari malaria-free in Sudafrica

Kruger National Park

Il Kruger National Park, in Sudafrica, purtroppo non garantisce un’esperienza di safari malaria-free in tutti i periodi dell’anno.

Nonostante ciò, è uno dei luoghi migliori dove avvistare i Big Five, noi l’abbiamo visitato nell’estate del 2021. Agosto, ma anche settembre, sono mesi perfetti per i safari perché corrispondono alla stagione secca. Inoltre, sono mesi ottimi anche per non rischiara dal punto di vista della malaria.

Noi, per scelta personale, questa volta non abbiamo fatto profilassi e non abbiamo avuto alcun problema, ma ci teniamo a specificare che questo approccio “funziona” solo durante la stagione secca, da maggio a settembre circa.

Addo Elephant National Park

L’Addo National Park si trova nell’Eastern Cape, a meno di un’ora da Port Elizabeth ed è un parco nazionale malaria-free che può regalare uno tra i più emozionanti safari di tutto il Sudafrica.

Non fatevi ingannare dal nome. Gli elefanti sono super frequenti, ma l’Addo National Park ospita tutti i Big Five!

Pilanesberg National Park

Anche il Pilanesberg National Park offre una bellissima esperienza malaria-free, ma siamo ben lontani dalla costa, ci troviamo a due ore a Nord di Johannesburg.

Anche qui troverete tutti i Big Five ed i safari sono super sicuri, sia in self drive che coi ranger.

Madikwe Game Reserve

Questa riserva si trova in un luogo ancora più remoto, pensate che siamo al confine con il Botswana, questa volta a quattro ore da Johannesburg. Malaria-free, bellissimo, selvaggio, con una popolazione di cani selvatici da fare invidia ai più famosi parchi safari!

Se il vostro viaggi in Sudafrica dovesse partire da Johannesburg e non da Cape Town, non perdetevi per nulla al mondo né la Madikwe Game Reserve, né il Pilanesberg National Park.

Truffe su Instagram: come riconoscerle ed evitarle

Buongiorno lettori, oggi vorremmo parlarvi delle truffe che, ogni giorno, si consumano su Instagram ai danni degli utenti.

Vi invitiamo, in primo luogo, a riflettere su quest’aspetto.

Ogni utente può esserne vittima!

Purtroppo, nessuno è immune ai truffatori, quindi questa guida vi sarà utile sia che siate semplici utenti della piattaforma, sia in caso foste lavoratori digitali.

1. La truffa del “non rispetto” delle linee guida

Nei mesi ed anni scorsi, non che ad oggi non accada più, girava su Instagram una truffa relativa al non rispetto delle linee guida. Si riceveva da parte di un account che si definiva come “Instagram” o “Instagram Creator”, un messaggio che comunicava all’utente di aver violato le regole rispetto al copyright.

Il messaggio conteneva un link cliccabile che permetteva all’utente di inserire i propri dati, nome utente e password, per risolvere il tutto.

Il problema, però, è che una volta inseriti i propri dati, l’account è sostanzialmente sparito. O meglio. Preso in ostaggio da questi hacker che non hanno alcuna intenzione di restituirlo, a patto che non si corrisponda loro una cospicua somma di denaro.

E’ chiaro che, a questo punto, l’unica cosa che può fare l’utente è contattare l’assistenza di Instagram ed aspettare, spesso in vano, che si risolva qualcosa. Purtroppo l’assistenza di Instagram lascia molto a desiderare.

L’altra modalità è parlare con l’hacker, ma capite bene che si tratta di truffatori ed andreste sicuramente a perderci, sia a livello di tempo che di denaro.

2. La truffa delle false collaborazioni

Questa truffa, invece, si basa su proposte di collaborazioni fittizie che inducono l’utente in questione a sborsare quattrini.

Ricordate, ogni collaborazione è da considerarsi un lavoro vero e proprio. Non esiste al mondo che ci sia da pagare per lavorare. Certo, esistono collaborazioni in “cambio merce” che, alla ricezione in regalo di un articolo, presuppongono che l’utente produca un contenuto dedicato all’azienda.

In questo caso, l’utente non guadagna denaro, ma riceve un prodotto in regalo. Ovviamente ognuno è libero di fare ciò che vuole, anche di accettare questo tipo di collaborazioni, ma ricordate che nessuna realtà o azienda seria vi chiederà di pagare per lavorare. Un conto è ricevere un prodotto in regalo, un conto è pagare spese di spedizione o annessi e connessi.

Non fatelo mai, anche perché nella maggior parte dei casi, una volta pagata la spedizione, l’azienda sparirà magicamente, quindi non riceverete nemmeno il prodotto. Le truffe in questa modalità, purtroppo, sono all’ordine del giorno su Instagram.

3. La truffa del “ti pago dopo”

Il mondo delle collaborazioni su Instagram è diventato davvero tossico. Pensate che ci sono aziende, ma anche privati, che una volta svolto il lavoro che avevate pattuito con loro, spariscono.

A noi, per esempio, è capitato settimana scorsa.

Una pagina Instagram ci ha contattati proponendo uno scambio di condivisione dei contenuti.

“Io promuovo te, tu promuovi me”

Peccato, però, che la pagina in questione era molto più piccola e nuova rispetto a noi, e collaborare in questo modo, ovviamente, avrebbe presupposto uno scambio assolutamente impari.

I ragazzi, un po’ infastiditi dal nostro rifiuto (che è stato comunque molto educato e motivato), ci hanno chiesto il nostro listino prezzi per valutare una collaborazione pagata. Bene, una volta uscita la loro sponsorizzata sono spariti e ci hanno bloccato.

Il modo per evitare queste truffe? Farsi pagare prima, o almeno farsi pagare metà prima e metà dopo il vostro lavoro.

Purtroppo è pieno zeppo di persone che, per un briciolo di notorietà, sono pronti a perdere la dignità ed a comportarsi come dei ladri.

Ora starete pensando “ma non potete procedere per vie legali?”

Sì, possiamo. Ma non vogliamo infilarci in questioni legali per così poco e, soprattutto, non abbiamo tempo da perdere con persone così. Ovviamente, sarebbe tutto diverso se la cifra pattuita fosse particolarmente alta. In quel caso, chiaramente, avremmo proceduto legalmente.

4. La truffa del “facciamo tutto in nero?”

Capiamo benissimo che la tentazione di non pagare le tasse, soprattutto se si tratta di collaborazioni occasionali, sia alta. Ma fatelo sempre, pagate quel 20% e non pensateci più.

Perché vi diciamo questa cosa?

In primo luogo perché se non fatturate, che sia prestazione occasionale o fattura, non potrete rivalervi su chi non vi ha pagato perché non avete prove. In secondo luogo, perché le tasse, che ci piaccia o meno, vanno pagate. Terzo fattore e non ultimo per importanza, se lavorate online e venite pagati digitalmente e non in contanti, ogni transazione viene tracciata, quindi attenzione!

5. La truffa del “mi serve aiuto”

Questa è una delle truffe più nuove e si svolge, anch’essa, su Instagram!

Vi arriverà un messaggio privato su Instagram e la persona in questione vi dirà che ha bisogno di voi per uno dei due seguenti motivi.

O per partecipare a un contest, oppure per recuperare il suo account Instagram.

Voi, ovviamente, cercherete di aiutare e la persona vi dirà che vi arriverà un messaggio sul vostro numero, quello che avete inserito su Instagram in fase di registrazione, e vi dirà di mandargli uno screen del messaggio.

Dopo che gli avrete mandato lo screen, il vostro account verrà hackerato! Non abbiamo ancora capito il sistema che si cela dietro a questo nuovo metodo, ma abbiamo capito l’obiettivo.

Conclusione

Il mondo, reale o digitale che sia, è pieno di persone poco oneste. Purtroppo l’unico modo per tutelarsi è non fidarsi mai. Non è bello dire una cosa del genere, ma le cose stanno così.

Tenete presente che Instagram non vi scriverà mai per messaggio privato e non chiederà mai i vostri dati, se vi capita, probabilmente siete davanti a delle truffe. In primo luogo, perché Instagram i vostri dati li ha già. Tenete inoltre in conto che, giusto o sbagliato che sia, se Instagram vuole disattivare il vostro account, lo farà con o senza il vostro benestare, molto spesso senza avvisarvi.

Un altro piccolo aiuto. Ogni cittadino può creare un piccolo contrattino con gli adempimenti suoi e dell’altra parte. Ovviamente non sarà un contratto scritto con la presenza di un notaio, ma una scrittura privata tra voi e l’altra persona/azienda. Fatelo sempre. Potrebbe esservi d’aiuto in caso di controversie di vario genere.

Come combattere il jet lag: metodi naturali e non

Buongiorno lettori, oggi vi daremo qualche consiglio su come combattere il jet lag, l’incubo di molti viaggiatori.

Cos’è il jet lag?

Il jet lag è quella sensazione di fastidio e di disagio che si ha quando ci si reca all’estero ed il fuso orario è molto ampio. Ovviamente, se si tratta di una o due ore di fuso orario, il fastidio sarà molto minore, ma quando le ore diventano sette, otto o più, ecco che il jet lag si fa sentire.

Come combattere il jet lag: i nostri metodi

1. Non dormire in aereo

Potrà sembrare strano, ma uno dei metodi naturali che usiamo maggiormente è proprio quello di evitare di dormire in aereo. Non è semplice! In aereo, spesso ci si annoia, soprattutto durante le tratte molto lunghe. Ma provate a calcolare l’ora locale in cui arriverete a destinazione. Se sarete in meta verso le dieci di sera, provate a non dormire in aereo. Arrivate in aeroporto, concludete le varie pratiche burocratiche, ritirate i bagagli e andate in hotel.

Vedrete che dopo tante ore di volo senza aver chiuso occhio, dormirete come dei bambini. Certo, questo non vi impedirà di rimanere un po’ sballati, soprattutto per i primi giorni, ma siamo certi che vi aiuterà.

2. Melatonina

Per noi la melatonina è un vero toccasana. La utilizziamo a casa, quando non riusciamo a dormire, ma anche all’estero quando il fuso orario è particolarmente fastidioso.

La melatonina è un ormone che il nostro corpo produce e che regola il ciclo sonno-veglia. Attenzione però, non prendetene troppa e non prendetela troppo spesso, rischiereste l’assuefazione e, di conseguenza, non farà più effetto.

Inoltre, essendo un farmaco da banco, vi consigliamo di parlarne prima con il vostro farmacista o il vostro medico di fiducia.

3. Trascorrete tempo all’aria aperta

Quando si è in viaggio e le ore di fuso orario sono tante, vi consigliamo di stare molto tempo all’aria aperta. Il ciclo di sole e luna influenza il nostro ciclo sonno-veglia, quindi riuscirete più facilmente ad abituarvi ai nuovi orari.

Notte stellata

4. Consumate carboidrati prima di andare a letto

Ci rendiamo conto di come questo consiglio non sia il massimo per la dieta, ma sicuramente aiuta a combattere il jet lag. I carboidrati inducono un po’ di sonnolenza e consumarli prima di andare a dormire aiuta a conciliare il sonno.

5. Premunirsi prima di partire

Un altro consiglio utile potrebbe essere quello di abituarvi già a casa ai nuovi orari. Cercate di simulare, per quanto possibile, gli orari di destinazione pochi giorni prima della partenza. Magari andate a letto qualche ora prima o qualche ora dopo, man mano, il corpo e la mente si abitueranno.

In sostanza, bisogna anticipare tutto se si viaggia verso Ovest e posticipare se si viaggia verso Est.

6. Aiutarsi con tisane alla valeriana

La valeriana è una pianta che aiuta a calmarsi ed a conciliare il sonno, potete utilizzarla sia prima di partire, che a destinazione. Portarsene dietro qualche bustina è sempre un’ottima idea.

Valeriana

Viaggio in camper: le Dolomiti

Buongiorno lettori, oggi abbiamo il piacere di presentarvi un viaggio tutto on the road in camper tra le Dolomiti, gioiello italiano di infinita bellezza.

Dolomiti

Perché le Dolomiti in camper?

Vi starete forse chiedendo perché abbiamo scelto proprio le Dolomiti. L’Italia è un paese meraviglioso, ma un viaggio in camper richiede qualcosa in più, in primis, una buona dose di paesaggi da cartolina, e quale territorio se non le Dolomiti possono regalare questo tipo di esperienza? Altro punto importante è la “solitudine”. Un camper è una casa a quattro ruote, l’atmosfera che si crea su questo mezzo è riflessiva, emozionante, immersiva. Riteniamo che le Dolomiti, con le loro splendide cime, accompagnino benissimo un viaggio di questo genere.

L’itinerario

1° Tappa: le Cime di Lavaredo

Un viaggio in camper tra le Dolomiti non può dirsi completo se non tocca le Tre Cime di Lavaredo, uno spettacolo naturalistico senza eguali. Il simbolo, forse più iconico, di questa meravigliosa zona del mondo.

2° Tappa: il Lago di Sorapis

Come dimenticare gli splendidi colori del Lago di Sorapis? Un azzurro intenso immerso in una cornice montuosa davvero suggestiva.

Lago di Sorapis

3° Tappa: Cortina d’Ampezzo

Cortina è spesso presa d’assalto durante le vacanze invernali, è considerata una meta lussuosa e d’elite, ma sapete che, non appena si svuota, anche lei è in grado di regalare la tranquillità tipica delle Dolomiti?

4° Tappa: il Lago di Braies

Il Lago di Braies, tanto quanto Cortina, è diventato meta imperdibile di appassionati di fotografia. Come biasimarli… si tratta di un luogo magico, incastonato tra una natura rigogliosa e lussureggiante ed un’atmosfera davvero particolare.

5° Tappa: Lago di Dobbiaco

Il Lago di Dobbiaco è molto meno conosciuto rispetto al vicino Braies, ma sapevate che con la metà del prezzo si riesce a fare un giro in barca favoloso e pranzare davanti ad un territorio magico?

6° Tappa: Marmolada

La Marmolada è il gruppo montuoso più alto delle Dolomiti, e già per questo motivo, merita una visita! Qui si trova anche il ghiacciaio più alto delle Dolomiti, motivo per cui non mancano escursioni, trekking ed attività all’insegna della natura.

Dolomiti

Ma… come lo noleggio un camper?

Ed ecco la domanda delle domande. Ma come lo noleggio un camper?

Riteniamo che viaggiare in camper sia una delle esperienze che, almeno una volta nella vita, ogni viaggiatore dovrebbe vivere. La serenità, il senso di libertà ed il romanticismo di un viaggio in camper, meglio se tra le Dolomiti, non ha eguali. Qui, ci viene in soccorso Goboony, sul loro sito potrete scegliere il camper perfetto per voi.

Troverete camper di tutti i tipi, adatti per un viaggio in solitaria, in coppia, o in gruppo e potrete affidarvi a loro anche per qualche consiglio riguardo “la vita da camper”. Goboony, infatti, mette a disposizione vari articoli che consigliano ai viaggiatori come risparmiare sul carburante, come trovare il camper più semplice da guidare, ma anche vari itinerari possibili sulla nostra meravigliosa Penisola.

Che dire, vi abbiamo convinti a provare per la prima volta un viaggio in camper?

Turismo spaziale. Cos’è?

Turismo spaziale. Sembra qualcosa di lontanissimo e di estremamente irrealistico… e invece ci stiamo avvicinando sempre di più a questa possibilità.

C’è un aspetto che ci ha sempre affascinato tantissimo del turismo spaziale, ovvero la possibilità di vedere la Terra da fuori! Immaginate l’emozione di vedere il nostro pianeta da lontano, come forse, siamo abituati ad immaginarlo attraverso i libri di scuola. Per noi, questo sarebbe sicuramente il motivo principale che ci spingerebbe verso il turismo spaziale.

Cos’è il turismo spaziale?

Il turismo spaziale è un tipo di turismo che, come si evince dal nome, ha luogo proprio nello spazio. Pensate che, già ad oggi, ci sono stati alcuni viaggi spaziali a solo scopo di intrattenimento e piacere finanziati proprio da coloro che volevano fare quest’esperienza.

Ma ci pensate a dire “sì, io domani parto per lo spazio!”

Come funziona?

Crediamo che nessuno di voi possa pensare sia facile. Ed in effetti, non lo è per niente. Partiamo dal presupposto che volare nello spazio non è cosa da tutti.

Ci vuole una grande preparazione. Pensate che, gli astronauti stessi, che sono persone che hanno studiato per anni, affrontano prove difficili prima di una missione. Bisogna abituarsi a moltissime cose, il cibo, l’atmosfera, i vuoti d’aria, ma soprattutto, la salita verso lo spazio.

Avete presente le turbolenze in aereo che tanto ci spaventano? Beh, questo in confronto è niente.

Inoltre, almeno per il momento, i viaggi non hanno una durata molto lunga, anzi, potrebbero essere costosissimi e magari durare meno di un’ora!

Quanto costa andare nello spazio?

Come potete immaginare, i prezzi sono da capogiro. I primi viaggi spaziali per turismo, quelli di cui vi abbiamo parlato poche righe fa, sono stati finanziati dai diretti interessati per milioni di dollari.

Nonostante ciò, si stima che i prezzi si abbasseranno sempre di più nei prossimi decenni. Un po’ come viaggiare negli anni ’70 andando dall’altra parte del mondo costava molto di più rispetto ad oggi!

Pensate che, già in questo momento, sul sito di Virgin Galactic, si può prenotare quest’esperienza a prezzi a partire da 450.000$!

Ma voi lo fareste mai?

Nonostante, almeno ad oggi, i costi siano altissimi, immaginiamo che nei prossimi anni l’esperienza diventasse “alla portata di tutti”, o quasi.

Ma voi lo fareste?

Ci abbiamo pensato e riflettuto negli ultimi giorni. Nonostante sia qualcosa di assolutamente assurdo e, sicuramente, estremamente emozionante, noi non siamo sicuri di potercela fare! Abbiamo già qualche problema in aereo, figuriamoci a salire su una navicella spaziale e visitare lo spazio!

Siamo, però, sicuri che tra voi ci sarà qualche impavido… ora la palla passa a voi! Intraprendereste mai un viaggio di turismo spaziale?

Come lavorare bene da casa

Buongiorno lettori, oggi vorremo darvi qualche consiglio sul come lavorare bene ed in modo produttivo anche da casa, magari, anche mentre si viaggia.

La pandemia ha costretto tante, anzi, tantissime persone a lavorare da casa. Questa nuova modalità, però, per qualcuno è rimasta tale ancora adesso e, si pensa, possa addirittura diventare definitiva.

Noi, in primis, che prima lavoravamo un po’ a casa ed un po’ fuori, abbiamo totalmente rivoluzionato le nostre giornate, portando tutto il “portabile” a casa.

Ma come si fa a lavorare bene anche da casa?

1. Darsi degli orari

E’ difficilissimo, o almeno, per noi lo è davvero tanto. Darsi degli orari e rispettarli è forse la sfida più grande. Se si lavora per un ufficio, o comunque, come dipendente, bisognerebbe cercare di mantenere immutati gli orari d’ufficio.

Non esagerate con le ore di lavoro. Non perché non si possa lavorare 10 minuti in più, ma perché il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di fermarsi!

Se, come nel nostro caso, si lavora in proprio, gli orari non vengono decisi da “esterni”, bisogna quindi provvedere da soli a darsi delle regole e cercare, in qualche modo, di rispettare gli orari imposti.

2. Tenere a mente che non tutto è urgente

Viviamo in un mondo e in una società in cui tutto sembra essere urgente. Beh, non è assolutamente così. Lavorare da casa, spesso, ci fa dimenticare questo aspetto.

Pensiamo “beh, tanto sono a casa, rispondo solo ad una mail!”.

Impariamo che se una mail arriva alle 21.00 ed abbiamo appena finito di cenare, quella mail può aspettare il giorno dopo, a patto che non sapessimo che sarebbe arrivata a quell’ora e non rispondere causerebbe disastri naturali senza precedenti!

3. Creare uno spazio di lavoro sano

Cerchiamo, per quanto possibile, di creare uno spazio di lavoro sano. Come in tutte le cose, lavorare bene da casa dipende anche dall’ambiente in cui ci troviamo.

Cerchiamo un luogo tranquillo, una scrivania abbastanza ampia, una stanza luminosa, ma anche un posto che, una volta chiuso, rimanga fuori dalle attività che facciamo normalmente, come mangiare, guardare la TV e via dicendo.

Non è semplicissimo, anche in questo caso, per noi è molto complicato poiché viviamo in un monolocale, quindi dividere gli ambienti è poco possibile. Se, però, avete la fortuna di vivere in una casa più grande della nostra, abbiate attenzione per questo punto.

4. Spegnere i dispositivi quando si conclude

Evitate di vivere con il pc acceso che si illumina ad ogni mail ricevuta. Accendetelo quando iniziate a lavorare, e spegnetelo quando avete finito. Se le mail di lavoro arrivano anche sul telefono, disattivate l’opzione, oppure, semplicemente disattivate le notifiche di sera oppure durante le pause.

5. Prendersi delle brevi pause

Cercate di ascoltarvi e non andare oltre i vostri limiti. Prendetevi qualche breve pausa, anche di pochi minuti, credeteci, fanno miracoli!

6. Non esagerare con le pause

L’altra faccia della medaglia. Cercate di darvi un equilibrio anche sotto questo punto di vista. Fate una pausa solo quando ne avete effettivamente bisogno, altrimenti, rischiereste di non concludere nulla!

7. Attenzione al cibo

Non staremo certo a dirvi di rimanere in linea perfetta e di non perdere il peso forma. Ognuno conosce il proprio corpo e nessuno ha diritto di dirvi come dovete essere.

Bisogna, però, fare attenzione a quello che si mangia. Cercate un ordine, dedicate il giusto tempo ai pasti, non mangiate con l’imbuto per rimettervi a lavorare dopo 10 minuti. Insomma, trovate ciò che vi fa stare bene.

8. Circondarsi di cose che ci piacciono

Sembra futile, forse inutile, ma possiamo assicurarvi che stare in un ambiente che ci piace ci aiuta moltissimo. Cerchiamo di decorare il nostro spazio di lavoro con qualche piantina, magari affianchiamoci una bevanda calda d’inverno e qualcosa di rinfrescante nel periodo estivo. Rendiamo l’ambiente di lavoro confortevole e comodo, ma soprattutto, scegliamo una seduta che ci sostenga e che sia adatta alle tante ore di lavoro passate davanti al pc.

9. Curare il proprio corpo

Prendiamoci tempo per un po’ di esercizio fisico, una passeggiata, un po’ di pilates o di yoga.

Stare tutto il giorno seduti ha i suoi contro e dobbiamo cercare di contrastarli al meglio. Ogni tanto alziamoci e prendiamo una boccata d’aria, usciamo in balcone, affacciamoci al davanzale. Apriamo la finestra ed arieggiamo l’ambiente in modo da cambiare l’aria, questo vi aiuterà anche a svegliarvi un po’ se il lavoro che state facendo vi annoia momentaneamente.

Bene amici, abbiamo concluso i nostri consigli su come lavorare bene ed in modo produttivo anche da casa. Fateci sapere cosa ne pensate!

Bisogna sapere le lingue per viaggiare?

Buongiorno lettori, oggi vorremmo rispondere ad una delle domande più inflazionate di sempre… “bisogna per forza sapere le lingue per viaggiare?”.

La risposta, sebbene possa sembrare scontata, è sicuramente un sì, non bisogna sapere necessariamente tutte le lingue del mondo conosciuto, ma indubbiamente, avere un minimo di padronanza aiuta.

Questa domanda ci viene posta molto spesso, in particolare, ci viene chiesto quale lingua bisognerebbe conoscere maggiormente.

Per ovvi motivi, la lingua che vi porterà ovunque senza (quasi) mai problemi, è l’inglese.

La lingua inglese si studia a scuola, addirittura, già dalla scuola materna. Questo, sicuramente, ci aiuta a familiarizzare con essa ed a capirla… anche solo a grandi linee.

Ci siamo resi conto di quanto conti sapere l’inglese almeno in una manciata di situazioni. Per esempio, quando ci hanno clonato la carta di credito in Namibia ed avevamo bisogno di un telefono fisso per chiamare a casa.

Oppure, quando, in Islanda, ci siamo impantanati con l’auto in mezzo al nulla e, dopo qualche ora, è arrivato un signore burbero ad aiutarci che parlava solo inglese.

O ancora quando, in Sudafrica, abbiamo dovuto fare vari tamponi Covid per prendere il volo che, da lì, ci avrebbe portato in Namibia.

Insomma, dirvi che sapere l’inglese non abbia i suoi pro, sarebbe una bugia.

Oltre all’inglese, l’ideale sarebbe riuscire a capire anche un po’ di spagnolo, in particolare se si viaggia sulla Penisola Iberica o in Sud America.

Ci sono, poi, lingue che in poco tempo hanno preso piede e sono diventate super utili, ma che rimangono ancora molto difficili, in particolare per noi italiani che parliamo una lingua neolatina. Ci riferiamo al cinese o all’arabo, che in poco tempo, si sono diffuse a macchia d’olio, complice il continuo aumento della quantità di parlanti.

Poi, però, c’è e persiste un grosso problema, problema che si chiama Asia.

Se nel Sud Est Asiatico è più semplice trovare persone che parlino inglese, pensiamo all’India, all’Indonesia o alla Thailandia, la stessa cosa non può dirsi per il Giappone o per la Cina.

Immaginiamo il Giappone come un paese al passo coi tempi, moderno ed ordinato, ed in effetti, questa è la verità. Nonostante ciò, in Giappone sono poche le persone che sanno l’inglese.

C’è da dire che i giapponesi sono un popolo estremamente accogliente e che, anche non sapendo la lingua, cercheranno di aiutarvi. Rimane, comunque, la grande barriera della lingua.

Lo stesso vale per la Cina, un paese immenso che non dobbiamo ridurre solo alle grandi città.

Pare, infatti, che solo in queste grandi metropoli i cittadini parlino inglese, mentre nel resto del paese (che è quasi un continente), riuscire a comunicare sia estremamente difficile.

In definitiva, sicuramente per viaggiare bisogna sapere qualche parola d’inglese, ma certamente, non ci aspettiamo che ogni viaggiatore conosca tutte le lingue del mondo!

Cosa fare in questi casi?

Abbiamo qualche consiglio da darvi a riguardo. Vediamoli insieme.

1. Documentarsi prima sugli usi e costumi

Giocare d’anticipo è un ottimo modo per evitare di chiedere in loco. Se avete poca dimestichezza con le lingue, provate ad informarvi sulle semplici cose della vita quotidiana del paese che intendete visitare.

2. Imparare frasi base per domande o risposte semplici

Cercate online le frasi e le formule più comuni ed imparatele, oppure, scrivetele da qualche parte. Scoprite come si dice “Dov’è …” e poi aggiungete il nome del posto che state cercando. Imparate a dire “buongiorno” e “buonasera” ed a ringraziare.

3. Utilizzate Google Translate

Utilizzate il traduttore di Google ed attivate il vocale. Così facendo, oltre a tradurre dalla vostra alla loro lingua, l’apparecchio “parlerà” al posto vostro.

4. Fate un corso intensivo pre partenza

Attenzione, non stiamo parlando di ore ed ore di studio, ma semplicemente di qualche lezione che possa fungere da vademecum per le frasi e le formule più utilizzate. Se l’insegnante che vi segue è molto appassionato, saprà darvi qualche dritta anche su usi e costumi, che non guasta mai.

5. Usare i gesti

E’ vero che sapere le lingue per viaggiare vi aiuterà, ma non per questo, bisogna evitare qualunque altro tipo di comunicazione. Non sarà il modo migliore per comunicare e potrebbe risultare, forse, un po’ goffo. Ma alla fine, che vi importa?

Usate i gesti! Non vergognatevi e cercate di farvi capire. Spesso ci si capisce anche più facilmente e senza nemmeno dire una parola.

6. Buttatevi!

Questo sarà il nostro ultimo consiglio, ma anche il più importante! Buttatevi. Non pensate di risultare ridicoli e non vergognatevi. Pensate che, se in questo caso siete voi ad essere all’estero, la prossima volta, magari sarete voi ad essere a casa vostra e potreste trovarvi davanti una persona che non sa la lingua.

Come reagireste? Siamo certi che gli dareste l’aiuto e necessario. Vedrete, sarà lo stesso per voi.

Uscire dalla comfort zone con il viaggio

Buongiorno lettori, oggi vedremo insieme come uscire dalla propria comfort zone attraverso il viaggio. Non sappiamo se anche per voi sia così, ma per noi, questi ultimi due anni, sono stati disastrosi, ma al tempo stesso, rivelatori.

Passiamo le giornate ad attendere che il mondo torni ad essere accessibile, ma accessibile davvero. Sogniamo di poter acquistare un biglietto aereo senza doverci catapultare su Viaggiare Sicuri per capire se possiamo o meno partire per una meta.

Non vediamo l’ora, davvero. E per fortuna, nonostante tutto, pare che le cose stiano andando proprio in questa direzione. Sarà forse strano o paradossale, ma questi due anni ci hanno dato il tempo di pensare, e meditando, abbiamo capito che il modo migliore per mettersi alla prova, è uscire dalla propria comfort zone, ma come avremmo potuto farlo se non attraverso il viaggio?

Quindi, come si fa ad uscire dalla propria comfort zone utilizzando le potenzialità che il viaggio ha da offrire?

1. Partite per una destinazione che non avreste mai immaginato

Quando ne avrete la possibilità, prendete una mappa, chiudete gli occhi, e vedete dove vi porta la vostra mano. Quando vi renderete conto del posto che avete indicato, prendete il vostro pc o il vostro telefono, e cercate informazioni su quella nazione.

Vi stupirà la quantità di attività e di attrazioni di quel paese. Il mondo è un posto meraviglioso e non c’è paese che non abbia meraviglie da esplorare.

2. Non trovate mille scuse

Questo è un classico, ed è capitato anche a noi innumerevoli volte. Si trovano scuse quando si ha paura, quando non si è sicuri, quando si hanno delle preoccupazione. Beh, come avete potuto constatare, i problemi li hanno tutti, ognuno di noi ha le proprie fragilità, ma buttarsi, a volte, è il miglior modo per uscirne.

3. Fate quel viaggio che avreste voluto fare da anni

Quante volte vi siete detti “adesso, parto per l’Australia!”, ovviamente qualunque paese ci sia nella vostra frase, va benissimo.

Quante volte, però, vi siete auto limitati pensando ai mille dubbi che avete in mente. Costa troppo! Non so con chi partire! Non conosco il paese e non conosco nessuno lì!

Prendete tutti questi dubbi e mandateli al diavolo. Se il vostro problema è il budget, risparmiate proprio in vista di quell’obiettivo. Se il vostro problema è che vi sentireste soli, ricordate che la prima ed unica persona con cui sentirsi a posto, siete sempre voi stessi.

4. Partite da soli

Perché non uscire dalla comfort zone proprio facendo un viaggio in solitaria? Rimarrete stupiti da quanto conoscerete di voi stessi, del mondo e delle culture viaggiando da soli. Questo modo di viaggiare, seppur possa essere difficile, è un ottimo modo per mettersi alla prova.

Sarete obbligati a parlare con la gente del posto, nessuno potrà farlo al vostro posto. Così facendo, conoscerete tante persone e riuscirete ad instaurare legami che, forse, non avreste nemmeno preso in considerazione.

5. Partite con una persona con cui non siete mai partiti

Attenzione, valutate sempre bene il compagno di viaggio. E’ fondamentale per non rovinarsi la vacanza. Nonostante ciò, provate a partire con la vostra mamma, il vostro papà, vostro fratello o vostra sorella. Spesso e volentieri, si evita di viaggiare coi famigliari. Si teme di non riuscire a trovare un punto d’incontro.

Mettetevi a tavolino ed organizzate qualcosa insieme, siamo certi che ne uscirà qualcosa di buono.

6. Fate un viaggio a lungo termine

L’ultima opzione che possiamo darvi per uscire dalla comfort zone è di intraprendere un viaggio a lungo termine. Che vogliate prendervi un anno sabbatico o che siate nomadi digitali, poco cambia.

Il viaggio a lungo termine è qualcosa che cambia profondamente la visione che abbiamo di noi stessi. Ci si abitua a vivere davvero la meta che si visita, senza la fregola di muoversi di continuo da un posto all’altro, senza continuare a saltellare qua e là come degli ossessi intenti a vedere ogni attrazione.

Scegliete la vostra destinazione. Immaginate come sarebbe vivere un periodo in quel posto che tanto desiderate. Fatelo, non ve ne pentirete.

Come fare se ti hanno clonato la carta di credito

Buongiorno lettori, oggi vi spiegheremo come fare se vi hanno clonato la carta di credito! Ci piacerebbe tanto dirvi che non abbiamo esperienza in materia, e invece, non è così. Per quanto sia fondamentale avere una carta di credito in viaggio, ogni tanto può capitare un imprevisto, ma come si affronta questo problema?

Quest’estate, durante il nostro viaggio in Namibia, verso la fine, abbiamo avuto questa tremenda sorpresa. Guidavamo tranquillamente nell’Etosha National Park, quando all’improvviso, ci è arrivato il messaggio che nessuno vorrebbe mai ricevere.

” E’ stata richiesta un’autorizzazione di millemilamiliardi di dollari di Hong Kong!?! “

Inutile dirvi che il panico ha preso il sopravvento. Mentre stavamo cercando di capire cosa fosse accaduto, siamo tornati all’accettazione in modo da sederci e, con calma, capire come agire. Nel corso del breve viaggio per tornare indietro, riceviamo altri due messaggi uguali, contenenti la stessa cifra. Il risultato è stato che nel giro di pochi minuti, avevano prelevato dalla nostra carta di credito più di €2000!

Visto che le disgrazie non arrivano mai da sole, nonostante ci fosse linea, nessuno dei nostri due telefoni riusciva a fare la chiamata per bloccare la carta di credito.

Dopo vari tentativi e, onestamente, qualche imprecazione, siamo riusciti a contattare la banca che ha prontamente bloccato la carta e ci siamo tranquillizzati.

Come funziona in questi casi? Avrete indietro i vostri soldi?

Per fortuna, nel nostro caso, la risposta è stata positiva. Il viaggio in Namibia sarebbe giunto al termine in pochi giorni e, una volta tornati a casa, abbiamo compilato il modulo per il reclamo e ci hanno restituito tutto nel giro di una settimana.

Attenzione, però, a un fatto. Purtroppo, non c’è sempre la sicurezza di essere rimborsati. E’ tremendo, lo sappiamo, ma purtroppo è così. Per avere la certezza matematica che questo avvenga, dovete farlo presente alla consegna della vostra carta di credito da parte della banca.

Nel nostro caso, il servizio era incluso, ma non è detto che sia così, e se doveste spendere qualche euro in più per usufruirne, fatelo senza esitazioni.

Abbiamo scritto quest’articolo perché per noi, quel giorno, è stato disastroso. Oltre ad averci rovinato la giornata, avevamo il terrore di non riuscire a recuperare niente. Per fortuna, però, esistono delle soluzioni, una tra tutte assicurare la vostra carta come vi abbiamo detto.

Ci siamo fatti mille domande su come avessero clonato la carta di credito, e su come fare per evitare che accadesse di nuovo.

La risposta è una sola: tutto può succedere, ma a tutto c’è una soluzione. Tutelatevi sempre!

Carta di credito in viaggio: è fondamentale?

Buongiorno lettori, oggi capiremo insieme se avere una carta di credito sia o meno fondamentale nel corso di un viaggio.

Iniziamo col dirvi che, paradossalmente, visto il lavoro che svogliamo, non amiamo “buttare” ogni nostra informazione online. Il mondo digitale, per quanto interessante e comodo, è un mare dal quale non si torna mai davvero indietro.

Proprio per questo motivo, cerchiamo sempre di limitare ciò che postiamo su ogni angolo del Web.

In sostanza, facciamo molta attenzione a come ci comportiamo online e tendiamo a custodire la nostra intimità.

Poi, però, ci sono degli aspetti del digitale dai quali, forse, è ormai impossibile scappare. Uno di questi è rappresentato dalle carte di credito o di debito. La carta di debito, bene o male, ha un’usabilità limitata. Il denaro che ci carichiamo può essere utilizzato solo fino a quando non è esaurito. Con le carte di credito, invece, il discorso cambia.

La carta di credito, come dice la parola, permette al suo possessore di spendere anche soldi che in quel momento non ha. Verranno prelevati dal suo conto il mese successivo. Le carte di credito, purtroppo, possono essere clonate. Lo stesso vale per quelle di debito, ma in quel caso, il denaro è limitato, nel caso di quelle di credito, invece, dipende tutto dal plafond che avete concordato con la banca.

Ma è fondamentale avere una carta di credito in viaggio?

Possiamo assicurarvi che non siamo mai stati così dispiaciuti di dare una risposta positiva. Purtroppo, ad oggi, dobbiamo dire di sì. Ci spieghiamo meglio.

Partiamo dal noleggio auto. State certi che se avete intenzione di noleggiare una macchina nel corso del vostro viaggio, nel 99% dei casi, avrete bisogno di una carta di credito che faccia da garanzia. Ormai sono pochissime le agenzie che accettano anche le carte di debito. L’agenzia di noleggio bloccherà una somma di denaro sulla vostra carta di credito come garanzia e, quella stessa somma di denaro, vi verrà restituita una volta riconsegnata l’auto.

Giustamente voi starete pensando che, a rigor di logica, la carta di credito sarebbe fondamentale solo in caso si decidesse di noleggiare un’auto.

Purtroppo, proprio ultimamente, ci siamo accorti che non è così. Durante il nostro bellissimo viaggio in Namibia, ci hanno clonato la carta di credito, ve ne parliamo meglio qui. Proprio per questo motivo, rimasti molto amareggiati e spaventati, abbiamo evitato di richiederne un’altra.

Negli ultimi mesi, siamo partiti per la Lapponia ed abbiamo avuto un problema in aeroporto che ci ha obbligati a spendere parecchio denaro. In quel momento, abbiamo capito quanto sia fondamentale andare in viaggio con una carta di credito.

Per quanto queste carte possano rappresentare una minaccia per i propri risparmi, ci permettono di avere un salvagente se qualcosa dovesse andare storto. In quel caso, in partenza per la Lapponia, se avessimo avuto la nostra carta con noi, avremmo potuto momentaneamente tamponare la situazione utilizzando il credito della carta.

Vogliamo essere sinceri. Se viaggiate molto, andate in banca, la nostra è la BPM, e cercate di ottenerne una. Una carta di credito può salvare, momentaneamente, un viaggio. Può aiutare in situazioni di disagio e può essere l’unico modo per risolvere alcune situazioni!